{"id":3803,"date":"2021-10-23T14:15:08","date_gmt":"2021-10-23T12:15:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3803"},"modified":"2021-10-23T14:15:08","modified_gmt":"2021-10-23T12:15:08","slug":"slovenia-no-limits","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/10\/23\/slovenia-no-limits\/","title":{"rendered":"Slovenia no limits"},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefano Lusa \u00a0da Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa del  20\/10\/2021\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cWe do what we want and we do it with pride\u201d (Facciamo quello che vogliamo e lo facciamo con orgoglio). Era un verso di&nbsp;<em>No Limit<\/em>, una celebre canzone da discoteca degli anni Novanta. Sembra oramai il motto di Janez Jan\u0161a, il controverso primo ministro sloveno, che in questi mesi ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell\u2019Unione europea. Oramai in Europa pi\u00f9 di qualcuno lo conosce con il nomignolo di Maresciallo Twito e nel paese esiste un&#8217;applicazione che misura il tempo che il primo ministro passa sul suo social preferito.<\/p>\n\n\n\n<p>Il premier non ha smesso di twittare nemmeno durante la visita di una&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/sv\/press-room\/20211011IPR14622\/rule-of-law-in-slovenia-meps-conclude-their-first-mission-to-the-country\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">delegazione del Parlamento europeo&nbsp;&nbsp;<\/a>giunta a Lubiana per valutare la situazione dello stato di diritto, la libert\u00e0 dei media e la lotta contro la corruzione. In programma una serie di incontri con alti rappresentati dello stato, con giornalisti ed esponenti della societ\u00e0 civile. Jan\u0161a non ha trovato il tempo per incontrare gli eurodeputati, mentre i colloqui con il ministero della Cultura sono saltati dopo che la delegazione europea si era opposta alla registrazione della riunione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il primo ministro la visita non era altro che un tentativo di liquidare il governo sloveno e non sono mancati strali all\u2019indirizzo della liberale olandese Sophie in &#8216;t Veld, che guidava la delegazione. I due da tempo sono ai ferri corti. All\u2019inizio dell\u2019anno, in una commissione del Parlamento europeo dove si doveva discutere della libert\u00e0 di stampa in Slovenia, la in &#8216;t Veld si era rifiutata di far vedere ai deputati un video sugli attacchi alla stampa approntato dall\u2019ufficio di Jan\u0161a. Il premier l\u2019ha subito accusata di censura, mentre lei ha risposto che il Parlamento europeo non \u00e8 YouTube, dove ognuno pu\u00f2 far vedere quello che gli pare.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la visita i deputati europei non hanno mancato di punzecchiare il premier sloveno, rilevando che aveva il tempo di cinguettare su Twitter, ma non quello di incontrarli. La sua risposta \u00e8 stata rabbiosa e ben presto ha trasceso i canoni del buon gusto. Prima si \u00e8 chiesto quante volte una simile delegazione ha incontrato i primi ministri di Germania, Francia o Olanda e poi ha ricordato che proprio ad Amsterdam \u00e8 stato ucciso l\u2019ultimo giornalista nell\u2019Unione europea. I toni si sono talmente inaspriti che il premier olandese Mark Rutte ha chiamato a consultazione l\u2019ambasciatore sloveno, per tutta risposta Jan\u0161a ha scritto un altro tweet in cui lo invitava a non perdere tempo con i diplomatici e la libert\u00e0 di stampa in Slovenia, ma di tutelare piuttosto i giornalisti del suo paese per evitare che &#8220;vengano uccisi nelle strade&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gettare altra benzina sul fuoco ha pensato bene di rigirare un tweet in cui compariva un\u2019immagine in cui alcuni eurodeputati (tra cui la in &#8216;t Veld) erano presentati come burattini di George Soros, il finanziere di origini ungheresi sopravvissuto alla Shoah, al centro di teorie complottiste spesso dalle tinte antisemite. Da Bruxelles hanno subito dato ad intendere che l\u2019antisemitismo non ha posto nell\u2019Unione europea.&nbsp;Il presidente dell&#8217;Europarlamento, Davide Sassoli ed il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel hanno invitato Jan\u0161a a smetterla di attaccare gli eurodeputati sui social. Sophie in &#8216;t Veld al termine della visita si \u00e8 detta preoccupata per i toni del dibattito pubblico e per il clima di conflittualit\u00e0, odio ed intimidazione presente nel paese.<\/p>\n\n\n\n<p>A dire il vero, Jan\u0161a non ha fatto nulla di nuovo. Ha semplicemente usato in Europa gli stessi toni che usa con i suoi avversari in casa propria. Nell\u2019Unione europea non si era mai visto un simile spettacolo. Sta di fatto che se in passato, Lubiana era vista come le prima della classe, quella pi\u00f9 diligente nell\u2019applicare gli standard politici e democratici occidentali, ora \u00e8 considerata alla stregua di Polonia e Ungheria.<\/p>\n\n\n\n<p>La rotta ad est intrapresa dal governo di centrodestra era ampiamente prevedibile. Il premier da tempo guarda pi\u00f9 a Budapest e a Varsavia che a Bruxelles. La Slovenia, cos\u00ec, ha cominciato la sua strada verso i nuovi modelli di democrazia illiberale, dove la divisione dei poteri traballa. Non a caso l\u2019esecutivo si lamenta di non essere riuscito a far fronte efficacemente alla pandemia a causa dei molti bastoni tra le ruote messi dalla Corte costituzionale, dagli altri organismi di controllo ed anche dal parlamento, dove il governo non pu\u00f2 contare su una maggioranza certa. Intanto le leggi vengono interpretate in maniera creativa e le sentenze dei tribunali pure.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima a farne le spese potrebbe essere la&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Slovenia-salvare-la-STA-210630\">STA, l\u2019agenzia di stampa nazionale<\/a>, che da quasi un anno non vede un soldo dallo stato e adesso rischia di chiudere. L\u2019accusa \u00e8 quella di voler disciplinare i media, anche se dal governo precisano che si tratta solo di un vizio di forma, visto che il direttore dell\u2019agenzia, Bojan Veselinovi\u010d, si sarebbe rifiutato di firmare il contratto che farebbe arrivare i mezzi. Condizioni inaccettabili per Veselinovi\u010d, che alla fine ha deciso di lanciare la spugna e dimettersi. La questione ha movimentato anche le battute finali del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Summit-UE-Balcani-occidentali-Non-ancora-213300\">vertice sui Balcani Occidentali<\/a>, al Castello di Brdo, quando il premier Janez Jan\u0161a e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si sono resi protagonisti di un indicativo siparietto di fronte ai giornalisti.<\/p>\n\n\n\n<p>A riscaldare gli animi anche la mancata nomina dei magistrati sloveni nella Procura europea. Il tribunale ha recentemente stabilito che la procedura, annullata dal governo, deve essere invece portata a termine, ma nell\u2019esecutivo non sembra esserci nessuna intenzione di dar corpo alla sentenza. Intanto dall\u2019opposizione piovono accuse sulla presunta politicizzazione della polizia e sull\u2019uso strumentale della forza durante le&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Slovenia\/Populismo-in-salsa-slovena-213289\">manifestazioni anti Green pass ed antigovernative<\/a>&nbsp;di marted\u00ec 5 ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p>La scena politica slovena, cos\u00ec, di giorno in giorno sembra andare sempre pi\u00f9 in ebollizione in un conflitto che pare oramai senza limiti sia tra governo e opposizione sia tra Lubiana e Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Lusa \u00a0da Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa del 20\/10\/2021\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cWe do what we want and we do it with pride\u201d (Facciamo quello che vogliamo e lo facciamo con orgoglio). Era un verso di&nbsp;No Limit, una celebre canzone da discoteca degli anni Novanta. 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