{"id":3789,"date":"2021-10-18T22:51:39","date_gmt":"2021-10-18T20:51:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3789"},"modified":"2021-10-18T22:51:40","modified_gmt":"2021-10-18T20:51:40","slug":"mancano-soltanto-tre-anni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/10\/18\/mancano-soltanto-tre-anni\/","title":{"rendered":"Mancano soltanto tre anni"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 18\/10\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo passa velocemente ed \u00e8 gi\u00e0 trascorso un anno dall\u2019annuncio di Nova Gorica con Gorizia capitale europea della Cultura 2025. Ci\u00f2 significa che ne mancano soltanto tre all\u2019importante appuntamento e che la cittadinanza da entrambe le parti non sembra essere ancora particolarmente coinvolta nell\u2019avvenimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne parla, certamente e i gruppi di lavoro ufficialmente designati, si stanno indubbiamente dando da fare, anche grazie agli incaricati che svolgono egregiamente il loro compito. Anche le amministrazioni comunali sono operative e raccolgono progetti, in vista di previsti cospicui finanziamenti dai vari enti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che sembra urgente cercare, tuttavia, \u00e8 una visione complessiva, una risposta alla domanda su come dovrebbe procedere il percorso di integrazione e collaborazione non soltanto fra le\/la citt\u00e0 sul vecchio confine, ma anche fra le varie realt\u00e0 che insistono sull\u2019antico territorio Goriziano, dal passo del Predil alla Laguna di Grado, dal valico Ad Pirum fino a Cormons e Aquileia. Si tratta di una regione molto ampia, caratterizzata da notevoli diversit\u00e0 sociali e culturali, proprio per questo particolarmente importante e interessante, anche nel contesto delle tante sfide della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 ci\u00f2 possa realizzarsi, non bastano le progettualit\u00e0 delle associazioni di categoria, \u00e8 indispensabile che tutte le cittadine e i cittadini trovino spazi di efficace partecipazione ed effettivo coinvolgimento. Un primo passo potrebbe essere quello di realizzare immediatamente dei \u201ctavoli\u201d di confronto inter-nazionali, dove avviare un\u2019approfondita e condivisa analisi della situazione, in vista s\u00ec dell\u2019occasione storica del 2025, ma soprattutto di ci\u00f2 che potr\u00e0 rimanere sul territorio, in seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>Con una regia unitaria accompagnata dagli istituti accademici e di ricerca territoriali, potrebbero mettersi insieme i rappresentanti delle scuole \u2013 forse il settore pi\u00f9 urgente dal momento che saranno proprio i pi\u00f9 giovani ad avviare una nuova stagione di coesistenza sull\u2019antica frontiera \u2013 poi quelli delle realt\u00e0 culturali, sociali, imprenditoriali e perch\u00e9 no? anche spirituali e religiose. In un confronto intenso, ciascuno di questi \u201claboratori\u201d potrebbe offrire alla \u201cpolitica\u201d percorsi di coinvolgimento originali e innovativi per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Scendendo in maggiori particolari, che cosa potrebbe caratterizzare questo territorio, quali potrebbero essere gli elementi attrattivi, nel 2025 e successivamente?<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per ci\u00f2 che concerne una prospettiva turistica in grado di apportare nuova linfa alle attivit\u00e0 produttive dell\u2019intera zona, si tratta di due linee di conoscenza e approfondimento, cio\u00e8 la Storia del Novecento e la Geografia delle valli dell\u2019Isonzo e del Vipacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono altri luoghi in Europa dove entrambe le guerre mondiali hanno generato tante catastrofi e distruzioni, ma dove anche si sono prodotti altrettanti sforzi per una ricostruzione delle relazioni devastate dai nazionalismi e dai fascismi. Quale altra citt\u00e0 pu\u00f2 offrire una cos\u00ec ricca storia millenaria e nel contempo la contemplazione di un nuovo grande nucleo metropolitano, creato dai campi e da un piccolo vecchio cimitero, a una distanza inferiore al chilometro? Nova Gorica si presenta al visitatore, dal punto di vista urbanistico come una sintesi dei pi\u00f9 importanti stili architettonici che hanno preso piede nella seconda met\u00e0 del Novecento mondiale, dal punto di vista socio-culturale come una citt\u00e0 plurale, dove l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0 non \u00e8 scoperta recente, ma modello di convivenza che ha oltrepassato i 70 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, il bacino dell\u2019Isonzo rende possibile la ricostruzione delle vicende legate a un territorio gi\u00e0 abitato dai Neanderthal, da sempre crocevia di popoli e nazioni, ambito di incontro e scontro fra differenti realt\u00e0. Ma \u00e8 anche testimone di una straordinaria bellezza paesaggistica, grazie all\u2019incredibile colore dei fiumi, alla scintillante e ancora un po\u2019 selvaggia luminosit\u00e0 delle montagne, alla poesia dei villaggi disseminati sulle colline e sugli altopiani del Collio e del Carso. Non si possono dimenticare la gastronomia e l\u2019enologia, i buoni cibi e gli straordinari vini che consentono la sperimentazione di un\u2019accoglienza umana, quasi familiare, caratteristica di persone e popoli abituati al dialogo tra le concezioni della vita e della socialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale tipologia di turismo potrebbe corrispondere a una realt\u00e0 cos\u00ec significativa e articolata?<\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente, \u00e8 da prendere in considerazione il turismo lento, a piedi e in bicicletta, l\u00e0 dove proprio questo territorio potrebbe configurarsi come un vero e proprio crocevia di meravigliose vie, a livello europeo. Non si tratterebbe tanto di inventare, quanto di portare a compimento intuizioni e infrastrutture di questo ordine gi\u00e0 da tempo progettate e avviate, oltre che di investire sulla pubblicizzazione di percorsi effettivamente unici nella loro bellezza e specificit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gi\u00e0 previsto asse ciclabile tra la stazione ferroviaria &#8220;sud&#8221; e quella &#8220;nord&#8221;, in altre parole tra quella di Gorizia e quella di Nova Gorica, non soltanto renderebbe molto pi\u00f9 ecologico e attraente la citt\u00e0, ma potrebbe aprire inusitate prospettive per il futuro della Cultura, della Socialit\u00e0, dell&#8217;Ambiente e delle Attivit\u00e0 Produttive del territorio. Il &#8220;Goriziano&#8221; \u00e8 infatti un formidabile crocevia tra est e ovest, tra nord e sud, per ci\u00f2 che concerne la viabilit\u00e0 ciclabile e pedonabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista ciclistico, da oriente a occidente (o viceversa) ci si trova al centro della direttrice Lubiana &#8211; Gorizia \u2013 Venezia. Attraverso la bella e relativamente poco trafficata &#8220;via romana&#8221; da Logatec al passo di Hru\u0161ica e ad Ajdov\u0161\u010dina, la ridente ed energetica Vipav\u0161ka dolina si raggiungerebbe Gorizia, proseguendo poi lungo la pedemontana fino al Piave e appunto a Venezia. Da nord a sud, si potrebbe invece finire di realizzare una possibile alternativa nobile all&#8217;Alpe Adria, dai passi Predil o Vr\u0161i\u010d per discendere quasi tutto il corso dell&#8217;Isonzo, risalire il Carso triestino e raggiungere il mare a Koper e Pirano. Non \u00e8 da dimenticare che da Lubiana si possono raggiungere i percorsi verso l&#8217;est o il nord dell&#8217;Europa e che da Capodistria si pu\u00f2 rivolgere l\u2019attenzione verso l&#8217;Istria della famosa &#8220;Parenzana&#8221;.&nbsp;Nova Gorica e Gorizia costituiscono il pi\u00f9 importante incrocio di tali impegnativi percorsi. Perch\u00e9 non approfittarne, completando i tratti ancora incompleti della pista \u201cIsontina\u201d e dotando di un&#8217;adeguata segnaletica le infrastrutture, con la preoccupazione di ridurre al massimo i disagi e i pericoli per i cicloturisti, soprattutto negli attraversamenti cittadini?<\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto importante e forse anche pi\u00f9 semplice da realizzare la questione riguardante i viandanti. Chi cammina ha a disposizione attualmente talmente tante possibilit\u00e0 che resta solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Per esempio, come non pensare a un itinerario unitario che, sulle tracce della gi\u00e0 ben segnata e articolata Jakobova pot, prima e del cammino delle sette chiese della Valle del Vipacco poi, conduca fino a Gorizia e da l\u00ec possa scendere su sterrati gi\u00e0 abbondantemente riconosciuti e sperimentati fino ad Aquileia? Per quanto riguarda l&#8217;asse perpendicolare, c&#8217;\u00e8 semplicemente da riunire le gi\u00e0 presenti e ben segnalate strade dei pellegrini o dei viandanti culturali. Da Aquileia si pu\u00f2 risalire verso il Friuli con il Cammino Celeste oppure piegare verso Gorizia attraverso San Canzian d&#8217;Isonzo, il parco fluviale di Turriaco, Fogliano, San Martino del Carso e lambire il suggestivo santuario di Mirenski grad. Da Gorizia e Nova Gorica, si pu\u00f2 salire sui tre monti goriziani (\u0160kabrjel, Sveta Gora e Sabotin) e dal Sabotino continuare lungo l&#8217;alta via Valentin Stani\u010d e poi le creste del Korada e del Kolovrat fino a Solarje, sulla spettacolare e assai interessante Pot miru (Via della Pace), tracciata lungo l\u2019antico fronte della prima guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nova Gorica e Gorizia sono anche in questo caso crocevia di Cammini, internazionali o di pi\u00f9 breve gittata. Perch\u00e9 non approfittarne, tenendo conto dell&#8217;indotto che ovunque il &#8220;turismo lento&#8221; sta portando in diverse zone d&#8217;Europa? Il Cammino di Santiago, con il boom seguito alla visita di Papa Wojtyla del 1989, conta ogni anno 300mila marciatori, tra pellegrini, sportivi o semplici curiosi. La Francigena, da Canterbury a Roma, non arriva a simili numeri ma sta sempre pi\u00f9 prendendo piede, soprattutto dal Gran San Bernardo in gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u00e0 dove passano i viandanti, con i loro circa 25-30 chilometri al giorno oppure i ciclisti \u2013 50,massimo 60 chilometri &#8211; c&#8217;\u00e8 bisogno di alberghi per la notte, di strutture per la ristorazione, di negozi di ogni tipologia, di farmacie, anche di centri di riflessione e di spiritualit\u00e0. In altre e forse solo apparentemente pi\u00f9 superficiali parole, si creerebbero straordinarie occasioni di incontro tra popoli e culture, centinaia di posti di lavoro e di opportunit\u00e0 per far conoscere la meraviglia e l&#8217;appassionante interesse della &#8220;nostra&#8221; affascinante regione &#8220;senza confini&#8221;, nel cuore dell&#8217;Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 18\/10\/2021 Il tempo passa velocemente ed \u00e8 gi\u00e0 trascorso un anno dall\u2019annuncio di Nova Gorica con Gorizia capitale europea della Cultura 2025. Ci\u00f2 significa che ne mancano soltanto tre all\u2019importante appuntamento e che la cittadinanza da entrambe le parti non sembra essere ancora particolarmente coinvolta nell\u2019avvenimento. Se ne parla, certamente e i gruppi di lavoro ufficialmente designati, si stanno indubbiamente dando da fare, anche grazie agli incaricati che svolgono egregiamente il loro compito. 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