{"id":3780,"date":"2021-10-07T09:35:24","date_gmt":"2021-10-07T07:35:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3780"},"modified":"2021-10-07T09:35:24","modified_gmt":"2021-10-07T07:35:24","slug":"quo-vadis-aida-finalmente-nelle-sale-italiane","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/10\/07\/quo-vadis-aida-finalmente-nelle-sale-italiane\/","title":{"rendered":"Quo vadis, Aida?\u201d finalmente nelle sale italiane"},"content":{"rendered":"\n<p>di Nicola Falcinella da Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa del 01\/10\/2021<\/p>\n\n\n\n<p><em>Un film da vedere e da consigliare, il pi\u00f9 importante film bosniaco da parecchi anni a questa parte, e probabilmente il miglior lavoro realizzato dalla regista Jasmila \u017dbani\u0107. Una recensione di &#8220;Quo vadis, Aida?&#8221;, da ieri nelle sale italiane<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Da ieri \u00e8 nelle sale italiane il film bosniaco \u201cQuo vadis, Aida?\u201d di Jasmila \u017dbani\u0107, presentato in prima mondiale in concorso lo scorso anno alla 77\u00b0 Mostra del cinema di Venezia e candidato all&#8217;Oscar per la Bosnia, dopo essere stato un successo di pubblico in patria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un film bello e importante con il quale la cineasta di Sarajevo, nota soprattutto per l&#8217;esordio \u201cGrbavica \u2013 Il segreto di Esma\u201d (2006), ha portato per la prima volta sullo schermo il massacro di Srebrenica nel luglio 1995, ispirandosi alla storia vera del traduttore Hasan Nuhanovi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo nei giorni che preludono alla strage e Aida (Jasna \u0110uri\u010di\u0107), che prima della guerra era un&#8217;insegnante nella citt\u00e0 nell&#8217;est del Paese, lavora come interprete all&#8217;Onu e segue le trattative inconcludenti degli olandesi con il generale Mladi\u0107. La sede dei caschi blu, un grande capannone industriale, \u00e8 stracolma di persone che vi hanno cercato rifugio, mentre molti altri residenti del circondario premono all&#8217;esterno per entrare. Tra questi ci sono anche il marito Nihad e due figli della donna, Sead e Hamdija di 19 e 17 anni, che la fanno stare in apprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Srebrenica \u00e8 stata dichiarata \u201czona sicura\u201d, ma i serbo-bosniaci non sono intenzionati ad attenersi agli accordi, le forze internazionali in loco non sono in grado di farli rispettare e dalla sede di New York non arriva nessun sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al suo lavoro, Aida ha informazioni dirette che le fanno capire cosa sta per succedere e spera di poter usare la sua posizione per salvare i congiunti: la situazione precipita in fretta, la donna capisce che deve fare qualsiasi cosa per metterli al sicuro. Aida \u00e8 animata dal desiderio di salvare la sua famiglia, ma si trova ad affrontare dubbi e scelte che mai avrebbe voluto porsi, compreso il sentire di abusare della sua posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>La protagonista riesce a inserire Nihad, che era preside della scuola locale, nella piccola delegazione di cittadini musulmani che va a incontrare un arrogante Mladi\u0107 che cerca di irretire gli ospiti, fa promesse false e garantisce che tutti saranno portati a Kladanj. Intanto un altro ufficiale serbo-bosniaco, Joka, riesce con la prepotenza a entrare nel capannone per \u201cverificare se ci sono armi\u201d, seminando il panico tra le migliaia di persone ammucchiate l\u00e0 dentro. Una prova di forza e sadismo che anticipa quanto sta per avvenire, il momento fatidico nel quale gli uomini furono separati da donne, anziani e bambini per essere trasportati via e trucidati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuo vadis, Aida?\u201d \u00e8 un dramma ben scritto e costruito, basato su una buona ricostruzione (\u00e8 stato girato tra Stolac e Mostar, con solo un\u2019immagine iniziale di Srebrenica) e diversi momenti molto forti, quasi insostenibili, non perch\u00e9 mostri la violenza ma perch\u00e9 fa capire quel che \u00e8 successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio lasciare fuori campo la violenza e le uccisioni, mostrando invece ampiamente il prima, \u00e8 la scelta migliore della regista che in questo modo non lascia che il massacro scorra via e si esaurisca nella visione, ma lo lascia addosso allo spettatore tutto da elaborare e come un peso che non se ne va. Del resto l\u2019ultima parte \u00e8 dal dopoguerra, alle case occupate, alle rimozioni, ai corpi non ritrovati, alle difficolt\u00e0 di ricominciare e alla normalit\u00e0 del male.<\/p>\n\n\n\n<p>\u017dbani\u0107 compie un\u2019operazione intelligente, utilizzando un linguaggio comprensibile a tutti per far riflettere e ribadire come sono andati i fatti, in maniera il pi\u00f9 possibile oggettiva e riuscendo a far vedere le ombre di quell\u2019eccidio che ancora restano sull\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuo vadis, Aida?\u201d, che contiene tra gli altri un evidente riferimento a \u201cRoma citt\u00e0 aperta\u201d, \u00e8 un film rigoroso e senza fronzoli, lontano dai manicheismi e dagli schematismi, pur netto nel mostrare la protervia dei serbo bosniaci, rappresentati da Mladi\u0107 (un bravo Boris Isakovi\u0107 in un ruolo non facile) e Joka (un Emir Had\u017eihafizbegovi\u0107 sempre magistrale nei panni di personaggi viscidi e prepotenti). Da notare che la bravissima protagonista Jasna \u0110uri\u010di\u0107 \u00e8 serba e si era gi\u00e0 messa in evidenza in \u201cWhite White World\u201d (2010) e \u201cA Good Wife\u201d (2016). Salta all\u2019occhio anche che la pellicola \u00e8 una coproduzione tra ben nove Paesi, Olanda compresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un film da vedere e da consigliare, il pi\u00f9 importante film bosniaco da parecchi anni, forse addirittura da \u201cNo Man&#8217;s Land\u201d (2001), e il miglior lavoro realizzato da Jasmila \u017dbani\u0107.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Falcinella da Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa del 01\/10\/2021 Un film da vedere e da consigliare, il pi\u00f9 importante film bosniaco da parecchi anni a questa parte, e probabilmente il miglior lavoro realizzato dalla regista Jasmila \u017dbani\u0107. 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