{"id":3747,"date":"2021-09-26T11:36:20","date_gmt":"2021-09-26T09:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3747"},"modified":"2021-09-26T20:09:03","modified_gmt":"2021-09-26T18:09:03","slug":"18-settembre-a-trieste-mussolini-grido-lebraismo-e-il-nemico-irreconciliabile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/09\/26\/18-settembre-a-trieste-mussolini-grido-lebraismo-e-il-nemico-irreconciliabile\/","title":{"rendered":"18 settembre, a Trieste Mussolini grid\u00f2, \u201cL\u2019ebraismo \u00e8 il nemico irreconciliabile\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>di Ilaria Romeo da Strisciarossa del\u00a0 18\/9\/2018<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019ebraismo mondiale \u00e8 stato, durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del Fascismo\u201d. Cos\u00ec Benito Mussolini preannunciava a Trieste, in piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia, il 18 settembre 1938, l\u2019imminente promulgazione delle norme razziali sul territorio italiano (il Regio decreto sui Provvedimenti per la difesa della razza italiana \u00e8 del 17 novembre 1938).<br>\u201cNei riguardi della politica interna, il problema di scottante attualit\u00e0 \u00e8 quello razziale \u2013 afferma in quel tristemente noto discorso il duce \u2013 Anche in questo campo noi adotteremo le soluzioni necessarie. Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito ad imitazioni, o peggio, a suggestioni, sono dei poveri deficienti, ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra piet\u00e0. Il perch\u00e9 sono abituati ai lunghi sonni poltroni. E\u2019 in relazione con la conquista dell\u2019Impero, poich\u00e9 la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono con il prestigio, occorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma delle superiorit\u00e0 nettissime\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia a Trieste durante il discorso di Mussolini<\/p>\n\n\n\n<p>Per essere pi\u00f9 chiaro Mussolini specifica: \u201cIl problema ebraico \u00e8 dunque un aspetto di questo fenomeno. La nostra posizione \u00e8 stata determinata da questa incontestabilit\u00e0 dei fatti. L\u2019ebraismo mondiale \u00e8 stato, durante i sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del Fascismo. In Italia la nostra politica ha determinato, negli elementi semiti, quella che si pu\u00f2 oggi chiamare, si poteva chiamare, una corsa vera e propria all\u2019arrembaggio. Tuttavia, gli ebrei di cittadinanza italiana, i quali abbiano indiscutibilmente meriti militari e civili nei confronti dell\u2019Italia e del Regime, troveranno comprensione e giustizia. In quanto agli altri, seguir\u00e0 una politica di separazione. Alla fine, il mondo dovr\u00e0 forse stupirsi, pi\u00f9 della nostra generosit\u00e0 che del nostro rigore, a meno che, i nemici di altre frontiere e quelli dell\u2019interno e sopratutto i loro improvvisati e inattesi amici, che da troppe cattedre li difendono, non ci costringano a mutare radicalmente cammino\u201d.<br>Il capo del fascismo, toccando le corde della retorica, concludeva: \u201cDopo quanto vi ho detto io vi domando: c\u2019\u00e8 uno solo fra voi di sangue e di anima italiana che possa per un solo istante dubitare dell\u2019avvenire della vostra citt\u00e0 unita sotto il simbolo del Littorio, che vuol dire audacia, tenacia, espansione e potenza? Non abbiate qualche volta l\u2019impressione che Roma, perch\u00e9 distante, sia lontana. No, Roma \u00e8 qui. \u00c8 qui sul vostro Colle e sul vostro Mare; \u00e8 qui nei secoli che furono e in quelli che saranno; qui, con le sue leggi, con le sue armi, e col suo Re\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In piazza dell\u2019Unit\u00e0 ci sono 150 mila persone, camicie nere, fazzoletti e applausi. E\u2019 \u00abil primo atto antisemita mediatico del regime\u00bb, spiega lo storico Marcello Pezzetti, il segno che le cose precipitano. Mussolini fa allestire un palco enorme su cui campeggia la scritta DUX sotto il balconcino dal quale arringa la folla oceanica e osannante.<br>Il Duce all\u2019Italia e all\u2019Europa. Parola di giustizia e fierezza romana, titola il \u00abCorriere della Sera\u00bb del giorno successivo. L\u2019editoriale di prima pagina \u00e8 firmato da Aldo Valori: \u201cQuanto alle soluzioni che sono allo studio \u2013 vi si legge \u2013 esse saranno improntate a un senso di giustizia che non pu\u00f2 stupire chi sappia \u2013 ed era facile immaginarlo \u2013 che Mussolini se ne interessa personalmente. Si tratta d\u2019altronde di una questione di principio che ha un contenuto squisitamente nazionale e politico, il fascismo si \u00e8 prefisso di risolverla\u201d.<br>\u201cTrieste \u00e8 con Te. La sua anima \u00e8 temprata alla Storia. Crede nel Tuo pensiero che diventa azione, nella Tua parola\u2026\u201d, cos\u00ec su \u00abIl Piccolo\u00bb del 18 settembre 1938 \u2013 prima pagina \u2013 scriveva Chino Alessi accanto ad una enorme immagine di Mussolini in divisa bianca.<br>Le immagini dell\u2019adunata di Trieste saranno diffuse dall\u2019Istituto Luce che provveder\u00e0 a raccontare nei cinegiornali e nei documentari realizzati le \u201cconquiste\u201d del fascismo e le adunate del Duce in tutta Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 noto che il passaggio cruciale sui prossimi provvedimenti razziali fu espunto dai cinegiornali, probabilmente per non irritare ulteriormente la Santa Sede: il documentario in possesso dell\u2019archivio Luce sul discorso di Trieste appartiene ad un lungometraggio sul viaggio del Duce in Veneto girato dal 18 al 26 settembre 1938, privo dei 18 minuti essenziali che invece appartengono ad una copia positiva recuperata alla fine degli anni Settanta dall\u2019Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vvJWYrtY6qg&amp;feature=youtu.be\"><strong>GUARDA IL VIDEO<\/strong><\/a>&nbsp;).<\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva in proposito cinque anni fa, in occasione del 75\u00b0 anniversario dell\u2019annuncio, Anna Foa su \u00abAvvenire\u00bb: \u201cL\u2019annuncio di Mussolini a Trieste non coglieva di sorpresa gli ebrei, che avevano visto scatenarsi la tempesta gi\u00e0 da alcune settimane e che erano bombardati da almeno un anno da una crescente propaganda antisemita. Nel luglio era apparso il \u201cManifesto della razza\u201d, firmato da un gruppo di scienziati e ispirato direttamente da Mussolini, in cui si teorizzava, con non poca confusione, l\u2019appartenenza degli italiani a una pura razza italiana a cui gli ebrei non appartenevano. I giornali, le istituzioni, il mondo culturale non mostrarono nessuna opposizione alla svolta razzista e antisemita di Mussolini \u2013 aggiungeva Foa \u2013 che non mancava del resto di avere dietro di s\u00e9 una lunga preparazione. A Trieste, l\u2019annuncio dei provvedimenti fu accolto da grida di giubilo dell\u2019immensa folla radunata a ricevere il Duce\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La scelta di Trieste richiede per\u00f2 qualche parola di commento. Nel suo discorso, Mussolini legava strettamente l\u2019adozione di una politica razziale allo sviluppo di una politica imperiale da parte del fascismo. Il viaggio di Mussolini a Trieste era solo la prima tappa di un percorso intrapreso con grande clamore propagandistico dal Duce nelle zone della Prima guerra mondiale, viste naturalmente in un\u2019ottica fortemente nazionalista. Forte era del resto l\u2019adesione al nazionalismo fascista di Trieste, un\u2019infausta trasformazione dell\u2019antico spirito irredentista della citt\u00e0 prima che divenisse italiana. Irredentisti erano stati in particolare gli ebrei di Trieste, un irredentismo che aveva facilitato in molti di loro l\u2019adesione al fascismo, come del resto era avvenuto nel resto d\u2019Italia, quando gli ebrei avevano visto nel fascismo l\u2019esito naturale del nazionalismo.<br>Ora la politica razziale di Mussolini li tagliava fuori da ogni appartenenza nazionale, legando strettamente il nazionalismo fascista al razzismo antisemita. In questo senso, la scelta di Trieste non era casuale, dotata com\u2019era di una forte carica simbolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre il Duce parlava in una citt\u00e0, Trieste, in cui la presenza ebraica era forte, radicata e ricca di cultura. Una citt\u00e0 di confine, che era stata un ponte verso la Mitteleuropa. Ma era anche, pi\u00f9 concretamente, il porto da cui partivano, fin dai primi anni del secolo, le navi cariche di ebrei dell\u2019Est in fuga dai pogrom e dalle persecuzioni verso la terra d\u2019Israele. La citt\u00e0 che era per questo chiamata la Porta di Sion. E anche questo era ben presente nella mente di Mussolini quando il 18 settembre 1938 lanci\u00f2 proprio da Trieste le leggi della vergogna\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ilaria Romeo da Strisciarossa del\u00a0 18\/9\/2018 \u201cL\u2019ebraismo mondiale \u00e8 stato, durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del Fascismo\u201d. 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