{"id":3738,"date":"2021-09-08T21:11:28","date_gmt":"2021-09-08T19:11:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3738"},"modified":"2021-09-08T21:11:29","modified_gmt":"2021-09-08T19:11:29","slug":"pensare-a-noi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/09\/08\/pensare-a-noi\/","title":{"rendered":"Pensare a noi"},"content":{"rendered":"\n<p>di Bianca della Pietra del 8\/9\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Le dichiarazioni del Ministro Di Maio, a conclusione della sua visita in Pakistan il 6 settembre, con le quali esprime grande preoccupazione per il rispetto dei diritti umani e l\u2019importanza della presenza femminile nel nuovo governo afgano, mi lasciano perplessa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia che ha raggiunto nel corso degli anni una miglior percentuale di rappresentanza femminile nelle istituzioni pu\u00f2 considerarsi per questo un paese democratico? I diritti civili sono direttamente proporzionali della presenza femminile nelle istituzioni? Ce ne accorgiamo ora? In Afganistan il problema \u00e8 la presenza femminile e le migliaia di persone che fuggono\u2026 con il pericolo di trovarceli in casa nostra, in Egitto la verit\u00e0 e la giustizia per Giulio e la libert\u00e0 per Patrick sembrano ancora lontane (e sappiamo di molti altri).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per fare affari tutto questo non costituisce problema alcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel proseguire il ragionamento, mi sono chiesta in Italia come siamo messi con la rappresentanza delle donne al Governo, cio\u00e8 assegnatarie di ministeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono quindi andata alla ricerca dei dati negli ultimi 40 anni. Ecco cosa ho scoperto<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal 1979 al 1992 (VIII, IX e X Legislatura) le donne con l\u2019incarico di ministro erano da 1\/25 (una su venticinque) a 1\/32.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni dettagli:<\/p>\n\n\n\n<p>Governo Berlusconi I: 1\/25 &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Governo Dini: 1\/19<\/p>\n\n\n\n<p>Governo Berlusconi II (dall&#8217;11 giugno 2001 al 23 aprile 2005) c\u2019\u00e8 un unico ministro donna su 23 ministeri<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso per\u00f2 le donne erano presenti con la carica di sottosegretario.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante sarebbe un\u2019analisi approfondita su quali siano i ministeri assegnati, la durata, il numero dei ministeri totale:<\/p>\n\n\n\n<p>ad esempio, passiamo da 31 cariche del Governi De Mita<\/p>\n\n\n\n<p>32 con Andreotti VII<\/p>\n\n\n\n<p>18 cariche dei governi Monti e Gentiloni<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra analisi interessante sarebbe rilevare se il ministero assegnato ad una donna sia con portafoglio o senza.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, nel Governo Prodi II su 7 ministeri gestiti da donne, ben 5 sono senza portafoglio. Il rapporto \u00e8 di 7 donne su 26 ministeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei governi Letta e Conte II si raggiunge il massimo della rappresentanza femminile al Governo: rispettivamente 7\/21 nel primo e 9\/23 nel secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Avere tante donne al governo ci qualifica come democratici, immagino, ma la loro presenza incide? Comporta mutamenti di mentalit\u00e0 e di prospettiva nell\u2019affrontare i problemi? Si \u00e8 posto il problema del linguaggio, ma non \u00e8 un tema legato solo al governare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questo breve excursus mi sono posta un\u2019altra domanda: ma possiamo applicare gli stessi nostri criteri di gestione della <em>res publica<\/em> a tutti gli altri stati? L\u2019esperienza della Bosnia (esperienza abbastanza recente e a noi vicina) in cui abbiamo \u201cesportato\u201d la democrazia con l\u2019LDA<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> , non \u00e8 stata poi cos\u00ec fruttuosa. E poi, cosa vuol dire al di l\u00e0 delle definizioni? Certo il numero degli interventi, delle persone coinvolte, del denaro speso, delle presenze in loco, sono stati importanti, ma che cosa hanno lasciato?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi pare che una riflessione di <em>Jovan Divjak<\/em> , scomparso l\u20198 aprile 2021, esprima bene la situazione 20 anni dopo (2012) \u201cSi utilizza l\u2019espressione \u201cStato di Bosnia Erzegovina\u201d, ma di fatto questo non esiste, esiste come concetto geografico, ma nella politica, nella cultura, nell\u2019istruzione, nella realt\u00e0 non trova riscontro. Lei sa che il treno Sarajevo-Beograd ha tre vagoni? Uno della Federazione, uno della Republika Srpska e uno della Repubblica di Serbia, e i passeggeri comprano il biglietto per il \u201cproprio\u201d vagone, poi strada facendo si cambiano i locomotori. Questo \u00e8 folle, \u00e8 un\u2019immagine chiara di questo Paese.\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me \u00e8 s\u00ec rilevante che quel contesto sia stato conosciuto, si siano create relazioni anche significative, si siano studiati e sperimentati modelli che per\u00f2 saranno adottati, forse, secondo interpretazioni della cultura locale e, soprattutto, dei poteri in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena Maria Brusca afferma che \u201c\u2026nonostante i Balcani agiscano in base ai criteri dell\u2019Unione Europea, registrano un calo nella qualit\u00e0 della democrazia. Infatti, la condizionalit\u00e0 europea non migliora la democrazia a causa della cosiddetta&nbsp;<em>state capture<\/em>; questa designa un particolare tipo di corruzione in cui le istituzioni statali e gli intermediari sono infiltrati da&nbsp;<strong>network clientelari<\/strong>&nbsp;che cercano di trasformare pratiche informali in formali.\u201d<a href=\"#_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>La cosa importante in tutti i Paesi in cui sono a rischio i diritti umani, e con essi la rappresentanza femminile nelle istituzioni, \u00e8 che le forze sane, laiche e progressiste siano sostenute e non abbandonate. La democrazia non \u00e8 data una volta per tutte: \u00e8 una conquista che richiede impegno costante, anche noioso se vogliamo. Quante volte ci siamo trovati a dire o a pensare: \u201cma questo l\u2019avevamo gi\u00e0 fatto noi\u201d. Gi\u00e0 fatto, ma da altri. I percorsi di civilt\u00e0, innovazione e di democrazia devono essere fatti propri e mangiati ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, Ministro, guardiamo un po\u2019 in casa nostra prima di andare a predicare cosa dovrebbero fare gli altri. Quando avremo una politica attiva che tuteli i diritti di ogni essere umano in quanto tale (al di l\u00e0 delle categorie di appartenenza), quando sapremo per davvero evitare le mistificazioni con cui scambiamo diritti umani con benefici economici, allora potremo andare a portare consigli agli altri.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> I dati riportati sono estratti dal sito:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\nhttps:\/\/www.governo.it\/it\/i-governi-dal-1943-ad-oggi\/191\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> https:\/\/www.alda-europe.eu\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/ESLD_Jan2020-1.pdf<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/La-Bosnia-indipendente-venti-anni-dopo-113396<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> https:\/\/www.geopolitica.info\/in-bilico-la-democrazia-in-bosnia-ed-erzegovina\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bianca della Pietra del 8\/9\/2021 Le dichiarazioni del Ministro Di Maio, a conclusione della sua visita in Pakistan il 6 settembre, con le quali esprime grande preoccupazione per il rispetto dei diritti umani e l\u2019importanza della presenza femminile nel nuovo governo afgano, mi lasciano perplessa. 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