{"id":3714,"date":"2021-08-31T20:14:31","date_gmt":"2021-08-31T18:14:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3714"},"modified":"2021-08-31T20:14:31","modified_gmt":"2021-08-31T18:14:31","slug":"slovenia-lassu-sulle-montagne","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/08\/31\/slovenia-lassu-sulle-montagne\/","title":{"rendered":"Slovenia: lass\u00f9 sulle montagne"},"content":{"rendered":"\n<p>di Stefano Lusa da BalcaniCaucaso.org del 26\/8\/2021<\/p>\n\n\n\n<h3><em>Il Tricorno, Triglav in sloveno, \u00e8 la montagna simbolo della Slovenia ed al cuore dell&#8217;omonimo parco nazionale. Negli ultimi giorni boschi, cime e ruscelli si sono trovati incolpevoli spettatori del teatrino della politica slovena<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il Tricorno \u00e8 la vetta sacra della Patria. La montagna stilizzata compare sullo stemma, sulla bandiera della Repubblica di Slovenia ed \u00e8 persino raffigurata sulla moneta da 50 centesimi. Il monte \u00e8 il simbolo dell\u2019identit\u00e0 slovena tanto che si dice che un vero sloveno, per essere tale, almeno una volta nella vita deve salire sulla sua vetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla cima capeggia la torre di Alja\u017e, un caratteristico bivacco piazzato l\u00ec nel 1895. Ci si arriva dopo una lunga camminata, che parte da vari punti a valle e che pu\u00f2 avere diversi gradi di difficolt\u00e0. Alla fine, per\u00f2 per giungere sulla sommit\u00e0 bisogna affrontare un ultimo tratto di arrampicata. Proprio su quella parete non mancano targhe che ricordano escursionisti scivolati fatalmente lungo il pendio o colpiti da fulmini.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati a quota 2864 c\u2019\u00e8 il rito del battesimo: accanto alla torre un veterano assesta a chi per la prima volta \u00e8 arrivato in cima le classiche tre frustate sul sedere. A quel punto si ha diritto addirittura ad un diploma, che si pu\u00f2 acquistare per pochi euro. Poi non resta che godersi il mistico spettacolo delle montagne circostanti e quello del mare che compare a fondovalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella buona stagione sui sentieri che portano alla vetta c\u2019\u00e8 un vero e proprio pellegrinaggio di cittadini. I gruppi pi\u00f9 numerosi, arrivati alla meta, spesso tirano fuori la fisarmonica, le bandiere o intonano canti patriottici o di altro tipo. Tradizionalmente la prova del Tricorno viene affrontata annualmente da reduci partigiani, da associazioni di vario tipo ed anche da attivisti di partito. Milan Ku\u010dan, primo presidente della Slovenia indipendente, era spesso di casa su quei pendii; oggi il testimone sembra essere stato raccolto dal suo pi\u00f9 acerrimo rivale: il premier Janez Jan\u0161a. In questo periodo sue foto dalla montagna simbolo degli sloveni non sono mancate, tanto che si \u00e8 premurato di portare sulla vetta anche alcuni suoi illustri ospiti. Lo ha fatto con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ed anche con l&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri Josep Borrell. Una delle sue pi\u00f9 serie contendenti alle prossime elezioni, la socialdemocratica Tanja Fajon, ha cercato immediatamente di emularlo ed \u00e8 salita sulla cima con due colleghi di partito: l\u2019eurodeputato austriaco Andreas Schieder ed il ministro tedesco per gli Affari europei Michael Roth. I tre arrivati alla torre di Alja\u017e hanno tirato fuori dallo zaino la bandiera arcobaleno e hanno lanciato una serie di messaggi improntati all&#8217;eguaglianza ed ai diritti della comunit\u00e0 LGBT.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Deciso a non lasciare a Jan\u0161a il monopolio del Tricorno, venerd\u00ec scorso il gruppo &#8220;<a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ProtestnaLjudskaSkupscina\" rel=\"noreferrer noopener\">Protestna ljudska skup\u0161\u010dina&nbsp;&nbsp;<\/a>&#8220;, che oramai da settanta settimane scende regolarmente in piazza a Lubiana, ha preso d\u2019assalto la vetta per quella che doveva essere una edizione celebrativa della loro protesta. Muniti di telecamere, altoparlanti, adesivi e naturalmente bicicletta d\u2019ordinanza si sono inerpicati lungo le pendici della montagna. Con passo pi\u00f9 veloce e meno orpelli al seguito, durante il cammino sono stati superati dal ministro della Difesa, Matej Tonin, che con alcuni suoi collaboratori stava facendo lo stesso percorso. L\u2019alta quota e la fatica della camminata non sono comunque serviti a stemperare la polemica politica e l\u2019acrimonia, tanto che secondo il ministro al suo indirizzo sarebbero volati una serie di epiteti, mentre il comportamento della comitiva al suo passaggio non sarebbe stato dei pi\u00f9 signorili. Non sarebbe stato l\u2019unico incontro ravvicinato della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati in vetta con la bicicletta in spalla, probabilmente tra lo stupore degli altri escursionisti, \u00e8 subito partita la manifestazione, con tanto di musica e lettura di poesia, mentre Tea Jarc, una delle anime della protesta e la nuova icona della sinistra extraparlamentare slovena, ha pronunciato un accorato discorso all\u2019insegna della \u201cdemocrazia rubata\u201d, chiuso con lo slogan: \u201cMorte al jan\u0161ismo &#8211; libert\u00e0 a tutti\u201d. Nel video diffuso in rete qualcuno ha anche voluto precisare che in tal modo la vetta \u00e8 stata ripulita, visto che Tonin vi aveva fatto tappa qualche ora prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bello per\u00f2 doveva ancora venire. Scesi al rifugio della Kredarica, a quota 2515, la comitiva si \u00e8 imbattuta nell\u2019oggetto della loro protesta. Il premier Janez Jan\u0161a era seduto in un angolo e al suo fianco c\u2019era il ministro dell\u2019Interno Ale\u0161 Hojs. Una ghiottissima occasione per porgli, con toni sempre pi\u00f9 concitati, una serie di domande. Tutto naturalmente ripreso e diffuso dagli stessi manifestanti che hanno immediatamente puntato in faccia a Jan\u0161a le torce dei loro telefonini. Lui \u00e8 rimasto tranquillamente seduto sorridendo e poi ad un certo punto s\u2019\u00e8 chiesto se quel giorno il manicomio di Lubiana avesse aperto le sue porte. La cosa non ha fatto che imbestialire ulteriormente la comitiva, che ha alzato ulteriormente i toni, mentre Jan\u0161a ha continuato a sfoderare un beffardo sorriso per poi andarsene, insieme a Hojs. Nelle concitate immagini che ne sono seguire la Jarc ha accusato, inquadrandolo, un altro escursionista di averla colpita alle spalle. La sicurezza del premier e del ministro dell\u2019Interno se c\u2019era non se fatta vedere. Il giorno successivo, comunque, Jan\u0161a non ha mancato di twittare una sua foto dalla vetta, in compagnia Katalin Nov\u00e0k, ministra ungherese per la Famiglia, precisando che il picco era stato sanato dalla contaminazione del giorno prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli appassionati di alpinismo e di escursionismo, intanto, ci tengono a dire che almeno al di sopra dei 2000 metri di quota la preoccupazione dovrebbe essere quella di aiutarsi a superare le asperit\u00e0 della montagna e non quella di litigare, ma la politica slovena e lo scontro tra jan\u0161isti e antijan\u0161isti non sembrano voler rispettare le buone maniere&nbsp;e le regole non scritte dell&#8217;alpinismo. Cos\u00ec non rimane che ringraziare il cielo che l\u2019incontro col primo ministro non sia avvenuto in vetta o lungo l\u2019angusto percorso che porta alla cima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Lusa da BalcaniCaucaso.org del 26\/8\/2021 Il Tricorno, Triglav in sloveno, \u00e8 la montagna simbolo della Slovenia ed al cuore dell&#8217;omonimo parco nazionale. Negli ultimi giorni boschi, cime e ruscelli si sono trovati incolpevoli spettatori del teatrino della politica slovena Il Tricorno \u00e8 la vetta sacra della Patria. La montagna stilizzata compare sullo stemma, sulla bandiera della Repubblica di Slovenia ed \u00e8 persino raffigurata sulla moneta da 50 centesimi. 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