{"id":3686,"date":"2021-08-21T16:20:36","date_gmt":"2021-08-21T14:20:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3686"},"modified":"2021-08-21T16:20:37","modified_gmt":"2021-08-21T14:20:37","slug":"la-strada-smarrita-della-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/08\/21\/la-strada-smarrita-della-sinistra\/","title":{"rendered":"La strada smarrita della Sinistra"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Belci del 21\/8\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 impresa improba definire, oggi, perimetro e identit\u00e0 della \u201csinistra\u201d. Appare difficile inserirvi il PD che, condizionato dalla compresenza di istanze molto distanti, caratterizza la propria identit\u00e0 prevalentemente sul terreno del pragmatismo, della governabilit\u00e0 e del senso di responsabilit\u00e0 istituzionale, che possono essere apprezzati, ma non considerati credenziali di appartenenza. Al di l\u00e0 dei \u201cdemocratici\u201d, esiste una costellazione sempre pi\u00f9 nebulosa, dal peso politico irrilevante, caratterizzata da riferimenti ideologici pi\u00f9 che ideali, povera di idee e divisa in un arcipelago di spezzoni identitari tra loro non comunicanti. Insomma, chi, nel Novecento, si \u00e8 riconosciuto in quel luogo della politica, corre il rischio di&nbsp; sentirsi orfano. Per\u00f2, una via d\u2019uscita potrebbe esserci: quando le prospettive si esauriscono, \u00e8 spesso necessario cambiare punti di vista, rinunciando alle certezze delle appartenenze e cercando la strada di un nuovo pensiero. Non si tratta di abbandonare i punti di riferimento della Storia, ma di riflettere sul loro significato e sulla loro fruibilit\u00e0 nella stagione che viviamo. In questo senso \u00e8 utile ricordare che il termine \u201csinistra\u201d non trae origine da elaborazioni politiche e\/o filosofiche, ma dalla casualit\u00e0 dei fatti, che spinse i rappresentanti della parte radicale del Terzo Stato ad occupare, nella sede dell\u2019Assemblea costituente della Francia post rivoluzionaria, quella parte dell\u2019emiciclo: da l\u00ec trae la sua connotazione di \u201cparte\u201d legata alla difesa dei ceti pi\u00f9 poveri. E, sempre per restare nel campo della Storia, va ricordato che quel termine ha trovato riferimenti precisi soprattutto nelle esperienze collettive che si sono espresse, con forti connotazioni ideali, per favorire l\u2019emancipazione dei ceti pi\u00f9 deboli ed emarginati in un progetto di allargamento ed arricchimento del perimetro della democrazia, puntando soprattutto sulla dignit\u00e0 e sulla qualit\u00e0 del lavoro. In questo senso, la \u201csinistra\u201d si \u00e8 effettivamente identificata come \u201cparte\u201d politica e sociale nell\u2019ambito di un percorso che ha trovato nella dimensione della dialettica e del conflitto con portatori d\u2019interessi diversi e contrapposti, un modo per spostare i rapporti di forza nella societ\u00e0. Non c\u2019\u00e8 dubbio che, da questo punto di vista, rimanga radicata nella Storia. Ma sbaglia chi crede che quel radicamento assegni un\u2019 identit\u00e0 inalterabile, forte di una carica rivoluzionaria che solo gli abbagli del capitalismo e i cedimenti della socialdemocrazia hanno sopito, ma la cui vitalit\u00e0 va sempre testimoniata, in attesa di trovare il soggetto sociale capace di interpretarla.&nbsp; E\u2019 cambiato infatti radicalmente un terreno dirimente: quello della rappresentanza. Nel secolo scorso, i soggetti sociali costituivano aggregazioni identificabili, con un loro preciso corredo di bisogni e di interessi che li rendevano, al loro interno, notevolmente coesi: si trattava di dare ad essi espressione politica. La progressiva egemonia del neoliberismo su scala globale, la finanziarizzazione dell\u2019economia, la rivoluzione tecnologica che ne ha seguito la direzione, li hanno progressivamente ma radicalmente modificati, ridefinendo quegli interessi e disperdendo i loro riferimenti. Sono cambiate, insomma, misure e caratteristiche del campo di gioco, spostando il baricentro dai <em>SOGGETTI <\/em>alle <em>CONDIZIONI <\/em>che si sono create nella societ\u00e0 su diversi versanti. Il mainstream del profitto a breve, che sempre pi\u00f9 spesso ha dirottato gli investimenti dalla produzione ai prodotti finanziari, ha provocato effetti profondi: ha relegato il lavoro alla natura di merce, separandolo dalla persona e dalla sua dignit\u00e0, parcellizandone la natura e facendo della precariet\u00e0 la condizione ordinaria della vita dei giovani; ha favorito lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, senza alcun riguardo per la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente destinato alle &nbsp;generazioni future; ha portato, in ogni settore, all\u2019aumento delle diseguaglianze; ha prodotto l\u2019indebolimento del welfare e sostenuto le privatizzazioni, in una logica di competizione e di profitto, di funzioni vitali del sistema pubblico, indebolendolo nel suo complesso, senza oltretutto conseguire i promessi risultati di maggior efficienza, come la pandemia ha fin troppo chiaramente dimostrato. E\u2019 questo il passaggio che le forze che si richiamano alla \u201csinistra\u201d dovrebbero affrontare, allargando il perimetro di riferimento e cercando le risposte a queste domande: sarebbero per\u00f2 necessarie l\u2019umilt\u00e0 di rinunciare a un pensiero ingessato dall\u2019ideologia, la capacit\u00e0 di rinnovare gli strumenti di analisi e la volont\u00e0 di aprirsi alla ricerca di nuove prospettive.<\/p>\n\n\n\n<p>Trovo ancora profetiche, da questo punto divista, le parole scritte nel novembre 1967 da Alexander Langer: \u201cSolo chi \u00e8 in grado di leggere e interpretare i \u201csegni dei tempi\u201d \u00e8 anche capace di comprendere se stesso, i suoi simili, il mondo in cui viviamo, e di intervenire su di essi in modo efficace e al passo coi tempi. Chi oggi pensasse di poter trascurare questi \u201csegni\u201d non solo si precluderebbe ogni possibilit\u00e0 di creare una qualsiasi cultura autentica e perci\u00f2 valida, ma rimarrebbe probabilmente spettatore inerte del proprio tempo, viaggiatore straniero nelle terre del presente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Val la pena rileggerle. E magari pensarci sopra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Belci del 21\/8\/2021 E\u2019 impresa improba definire, oggi, perimetro e identit\u00e0 della \u201csinistra\u201d. Appare difficile inserirvi il PD che, condizionato dalla compresenza di istanze molto distanti, caratterizza la propria identit\u00e0 prevalentemente sul terreno del pragmatismo, della governabilit\u00e0 e del senso di responsabilit\u00e0 istituzionale, che possono essere apprezzati, ma non considerati credenziali di appartenenza. 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