{"id":3660,"date":"2021-07-29T10:50:48","date_gmt":"2021-07-29T08:50:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3660"},"modified":"2021-07-29T10:50:49","modified_gmt":"2021-07-29T08:50:49","slug":"una-lettera-aperta-a-massimo-cacciari-e-giorgio-agamben","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/07\/29\/una-lettera-aperta-a-massimo-cacciari-e-giorgio-agamben\/","title":{"rendered":"Una lettera aperta a Massimo Cacciari e Giorgio Agamben"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 29\/7\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Cari Massimo e Giorgio,<\/p>\n\n\n\n<p>Premetto che sono un Vostro lettore (per quel che posso leggere e capire) e che seguo con attenzione le Vostre opinioni (per quel che posso seguire e capire). E cos\u00ec ho letto anche il Vostro recente contributo apparso sul sito dell\u2019Istituto Italiano per gli Studi Filosofici dal titolo \u201cA proposito del decreto sul &#8220;green pass&#8221;\u201d (<a href=\"https:\/\/urlsand.esvalabs.com\/?u=https%3A%2F%2Fwww.iisf.it%2Findex.php%2Fprogetti%2Fdiario-della-crisi%2Fmassimo-cacciari-giorgio-agamben-a-proposito-del-decreto-sul-green-pass.html&amp;e=80475b8e&amp;h=90f395df&amp;f=n&amp;p=y\">https:\/\/www.iisf.it\/index.php\/progetti\/diario-della-crisi\/massimo-cacciari-giorgio-agamben-a-proposito-del-decreto-sul-green-pass.html<\/a> , 26 luglio 2021). Mediamente mi trovo d&#8217;accordo con quanto scrivete e asserite, e anzi le Vostre opinioni mi aiutano a capire e razionalizzare i molti temi aperti che quotidianamente incrociano i pensieri di chi vuole (modestamente) guardare al mondo per cercare di capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Sui contenuti di quest\u2019ultimo intervento mi trovo per\u00f2 in dissenso, e cercher\u00f2 brevemente di spiegare perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Al primo punto c\u2019\u00e8 il tema che ponete <em>ab initio<\/em>, ovvero quello della discriminazione. Ora, cerchiamo di essere pragmatici: la vita comune induce (quasi) necessariamente la discriminazione, questo \u00e8 evidente. Anche lo Stato democratico pi\u00f9 perfetto e utopico, e dunque non quelli che citate Voi (ovvero Cina e Unione Sovietica, <em>sic<\/em>.), adotta politiche discriminatorie. Ad esempio si discrimina per et\u00e0: per il diritto di voto o di essere eletti, per il diritto di circolare liberamente, di avere un&#8217;istruzione, di accedere al pensionamento e via discorrendo. Si discrimina per le caratteristiche morali, ad esempio per le opinioni: ai tempi della leva obbligatoria, chi obbiettava di coscienza per astenersi dall\u2019uso delle armi non poteva partecipare ai concorsi pubblici per le forze armate e di polizia (salvo che non rinunciasse formalmente all\u2019obbiezione). Si discrimina per caratteristiche fisiche, ad esempio se non si raggiungono i 190 centimetri di altezza (ora i 180 e i 185 per gli ufficiali) non si pu\u00f2 diventare Granatiere. Si discrimina per cultura: per i titoli di studio, le abilitazioni professionali, le licenze amministrative, le iscrizioni ad albi e ordini e per le competenze tecniche acquisite.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, i cittadini sono divisi (e divisibili) in molteplici classi e di conseguenza discriminati (da <em>discriminatio<\/em>, nel suo significato di divisione, separazione), cos\u00ec come ogni oggetto della vita reale e che dunque non \u00e8 un archetipo, un\u2019idea pura e cristallina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa rende la discriminazione insopportabile? Semplice: l\u2019arbitrariet\u00e0 e la mancanza di razionalit\u00e0. Ad esempio, posso dire che chi \u00e8 alto 160 centimetri non pu\u00f2 fare il Granatiere perch\u00e9 \u00e8 richiesta una certa prestanza fisica, e quindi nessuno si offende, ma non posso dire che per fare il Granatiere bisogna essere di pelle bianca perch\u00e9 in questa discriminante non c\u2019\u00e8 alcun criterio giustificabile. Allo stesso modo, posso dire che per votare bisogna avere 18 anni, perch\u00e9 si richiede una certa maturit\u00e0 che mediamente si immagina raggiunta a tale et\u00e0, ma non posso certamente dire che per votare bisogna essere di sesso maschile: sarebbe inaccettabile. Perch\u00e9? Perch\u00e9 queste sarebbero discriminazioni (divisioni) prive di alcun senso razionale, e sarebbero lesive della dignit\u00e0 di alcune persone \u201cdiscriminate\u201d (appunto separate dagli altri) senza un motivo logico.<\/p>\n\n\n\n<p>Venendo al tema del \u201cgreen pass\u201d, la discriminazione tra chi lo ha e chi non lo ha \u00e8 dotata di una base razionale? Ragioniamo. Chi ha avuto il vaccino si ammala e infetta di meno (<a href=\"https:\/\/urlsand.esvalabs.com\/?u=https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41591-021-01407-5&amp;e=80475b8e&amp;h=c9d62f45&amp;f=n&amp;p=y\">https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-021-01407-5<\/a>); chi \u00e8 guarito dal COVID-19 ha anticorpi naturalmente indotti, anche se questo non garantisce l\u2019immunit\u00e0 di lunga durata, e infatti costoro vengono avviati alla successiva vaccinazione (<a href=\"https:\/\/urlsand.esvalabs.com\/?u=https%3A%2F%2Fwww.thelancet.com%2Fjournals%2Flancet%2Farticle%2FPIIS0140-6736%2821%2900575-4%2Ffulltext&amp;e=80475b8e&amp;h=dd9bdac5&amp;f=n&amp;p=y\">https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(21)00575-4\/fulltext<\/a>); chi ha un tampone negativo non si ammala ne trasmette la malattia (giacch\u00e9, banalmente, non ha il virus in copro).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora la discriminazione tra chi pu\u00f2 avere il \u201cgreen pass\u201d, ovvero vaccinati, guariti e negativi al tampone, e chi non lo pu\u00f2 avere \u00e8 razionale e produce differenze basate su evidenze\u2026 e dunque non lede la dignit\u00e0 di alcuno. Insomma \u00e8 una discriminazione accettabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Che dire poi del passaggio in cui sostenete che \u201cGuai se il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso\u201d perch\u00e9 \u201cCi\u00f2 non solo rappresenterebbe una deriva anti-democratica intollerabile, ma contrasterebbe con la stessa evidenza scientifica\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Beh, sulla religiosit\u00e0 del simbolo, al di l\u00e0 del delicato rapporto tra il segno e il suo significato, resta certo che nell&#8217;evidenza scientifica c&#8217;\u00e8 ben poco di dogmatico, di metafisico, insomma di \u201creligioso\u201d, cos\u00ec come nell\u2019\u201darte del possibile\u201d (la politica) si riscontra mediamente una scarsa passione per la brutale oggettivit\u00e0 della statistica.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora, circa la deriva democratica, cosa dovrebbero sostenere allora i minorenni ai quali \u00e8 vietato il diritto di voto? Sono forse cittadini di serie B perch\u00e9 hanno compiuto appena 17 anni di et\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto poi alle evidenze scientifiche \u2026 ne ho gi\u00e0 riportate sopra alcune, e mi spiace dover scrivere che forse sarebbe un bene che i filosofi si occupassero di filosofia (che amo) e lasciassero le citate evidenze scientifiche (che ho studiato) agli scienziati, anche perch\u00e9, da sempre, trarre conclusioni su argomenti che non si \u201cmaneggiano\u201d abitualmente espone i relatori al rischio di incorrere in clamorose \u201csviste\u201d \u2026 e questo davvero non \u00e8 da Voi.<\/p>\n\n\n\n<p>Concordo, infine, sul fatto che \u201ctutti sono minacciati da pratiche discriminatorie\u201d, l\u2019ho sostenuto in apertura, ma non serve \u201crenderlo oggi legge\u201d, perch\u00e9 \u00e8 legge da tempo, almeno dai tempi dell\u2019uomo sacro e probabilmente anche da prima perch\u00e9, per vivere soli, ovvero fuori dalla \u201ccitt\u00e0\u201d, come sostenne Aristotele, bisogna essere o belve o dei \u2026 o, come aggiunse Nietzsche, essere entrambi, ovvero essere filosofi. Dentro alla citt\u00e0, pi\u00f9 banalmente, tocca adeguarsi al discrimine, pretendendo s\u00ec, con tutte le proprie forze, che sia quanto pi\u00f9 razionale possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Cordialit\u00e0,<br>Davide Strukelj<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 29\/7\/2021 Cari Massimo e Giorgio, Premetto che sono un Vostro lettore (per quel che posso leggere e capire) e che seguo con attenzione le Vostre opinioni (per quel che posso seguire e capire). E cos\u00ec ho letto anche il Vostro recente contributo apparso sul sito dell\u2019Istituto Italiano per gli Studi Filosofici dal titolo \u201cA proposito del decreto sul &#8220;green pass&#8221;\u201d (https:\/\/www.iisf.it\/index.php\/progetti\/diario-della-crisi\/massimo-cacciari-giorgio-agamben-a-proposito-del-decreto-sul-green-pass.html , 26 luglio 2021). 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