{"id":3650,"date":"2021-07-23T11:40:15","date_gmt":"2021-07-23T09:40:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3650"},"modified":"2021-07-23T11:40:15","modified_gmt":"2021-07-23T09:40:15","slug":"13-luglio-1920-la-notte-dei-cristalli-di-trieste","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/07\/23\/13-luglio-1920-la-notte-dei-cristalli-di-trieste\/","title":{"rendered":"13 luglio 1920 &#8211; la notte dei cristalli di Trieste"},"content":{"rendered":"\n<p>Ai primi del luglio 1920 l\u2019assicuratore viennese Otto von Helmut e la sua giovane amante Flora Schwarzkopf giungono a Trieste con un moderno convoglio della Ferrovia Meridionale. A Trieste, da poco annessa all\u2019Italia, Otto deve concludere degli importanti affari immobiliari. La coppia prende alloggio in pieno centro cittadino, all\u2019hotel Balkan, un albergo all\u2019avanguardia incluso nel complesso del Narodni dom, fiore all\u2019occhiello della comunit\u00e0 slovena nella Venezia Giulia. La citt\u00e0 sul mare sorprende e ammalia i due amanti, offrendo loro diverse occasioni di svago e mondanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto, per\u00f2, Trieste inizia a svelare il suo lato oscuro: l\u2019irredentismo postbellico, innestato in un dilagante malessere sociale ed economico, accelera l\u2019ascesa dell\u2019ideologia fascista. Otto e Flora, travolti da un vortice di crescente insofferenza che finir\u00e0 per sfociare nella violenza pi\u00f9 bieca, vedono la loro semplice scappatella estiva tramutarsi in un incubo dei pi\u00f9 cupi: durante la loro permanenza in citt\u00e0, gli squadristi capitanati dal giovane ras Francesco Giunta danno alle fiamme il Narodni dom.<\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo&nbsp;<em>Fiamme nere<\/em>&nbsp;\u00e8 una profonda riflessione letteraria e artistica sulla Trieste degli anni Venti. La scrittura scorrevole trasporta il lettore alle origini di quell\u2019atto di violenza inaudita che fer\u00ec a morte Trieste, deturpandone il volto multiculturale, e che&nbsp; segn\u00f2 profondamente e irrimediabilmente le sue vicende.<\/p>\n\n\n\n<p>la recensione al libro di Alessandro Mezzena Lona<\/p>\n\n\n\n<p>da Arcane Storie<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<em>In&nbsp;<strong>\u201cFiamme nere\u201d<\/strong>, tradotto dall\u2019originale sloveno \u201c\u010crni obro\u010d\u201d dalla sempre brava Martina Clerici per la casa editrice&nbsp;<strong>Mladika<\/strong>&nbsp;<strong>(pagg. 159, euro 14)<\/strong>, Marij \u010cuk, che \u00e8 stato per molti anni capo redattore della Rai del Friuli-Venezia Giulia, ha scelto un approccio molto interessante alla Storia. Non si \u00e8 fatto ingabbiare da una troppo pedante fedelt\u00e0 a ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Trieste all\u2019inizio di un torrido mese di luglio del 1920. E pur restando sempre fedele a quello che racconta la Storia, ha voluto costruire attorno alla vicenda un impianto narrativo del tutto originale. Facendo interagire tra loro persone realmente esistite e personaggi inventati. Lasciando che la fantasia si prendesse le sue libert\u00e0, pur senza mai permettersi di travisare quello che, ormai, molti storici di professione hanno stabilito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non bisogna dimenticare, infatti, che pagine importanti su questi eventi portano la firma di studiosi qualificati come Elio Apih, Marina Cattaruzza, Anna Vinci e altri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Al centro di&nbsp;<strong>\u201cFiamme nere\u201d<\/strong>&nbsp;ci sono l\u2019assicuratore viennese Otto von Helmut e la sua giovane amante Flora Schwarzkopf. La loro segreta fuga d\u2019amore a Trieste nasce all\u2019insegna della comoda, e opportuna, giustificazione di un viaggio d\u2019affari per mettere a punto alcune questioni che riguardano il settore immobiliare. Accolti da Franc Vrabec, un dipendente dello studio legale Vilfan, i due piccioncini prendono alloggio all\u2019Hotel Balkan. Incantati da una Trieste affascinante e bella, affacciata sul mare, circondata da magnifici piccoli borghi carsici, prodiga di ottimo cibo, di accoglienti caff\u00e8, di eleganti negozi, la citt\u00e0 rivela ben presto ai due visitatori la sua anima oscura. Intorbidita dalla presenza inquietante di Francesco Giunta, un avvocato toscano spedito nella Venezia Giulia da Benito Mussolini per rafforzare i fasci di combattimento. Ma anche per cancellare la tollerante atmosfera di convivenza tra popoli di lingue diverse, eredit\u00e0 dell\u2019Impero austroungarico. E imporre con la violenza un unico credo: quello dei nazionalisti italiani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sempre attento a miscelare narrazione immaginaria e rispetto per la Storia,&nbsp;<strong>Marij \u010cuk<\/strong>&nbsp;costruisce le sue&nbsp;<strong>\u201cFiamme nere\u201d<\/strong>&nbsp;attorno a tre livelli: la discesa nell\u2019incubo di Otto e Flora, che giorno dopo giorno si trovano a vivere in una Trieste intrisa d\u2019odio e pronta a far esplodere la violenza; il macchinare criminale di Francesco Giunta per aizzare l\u2019astio contro gli sloveni e architettare un assalto clamoroso come quello del Narodni Dom, potendo contare sull\u2019ignava titubanza di chi era preposto all\u2019ordine pubblico; l\u2019avvicinarsi tragico di una morte violenta per un personaggio troppo in fretta dimenticato come Hugo Roblek, farmacista di Bled e apprezzato alpinista, che perir\u00e0 dopo essersi lanciato nel vuoto, insieme alla moglie Pavla, dal Narodni Dom in fiamme il 13 luglio del 1920.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vittima di una troppo diffusa insensibilit\u00e0 nei confronti del valore della vita, Hugo Roblek, e dell\u2019unicit\u00e0 di ogni persona, che ancora oggi porta qualcuno a scrivere che, in fondo, ci fu un solo morto in quella sciagurata giornata. Come se l\u2019orrore dei fatti accaduti avesse maggiore diritto di cittadinanza tra le follie del \u2018900 se si fossero contate almeno qualche centinaia di vittime.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Scritto con grande passione, senza mai emettere giudizi, ma lasciando che siano i lettori a trarre le conclusioni,&nbsp;<strong>\u201cFiamme nere\u201d<\/strong>&nbsp;ricrea quello spirito di autentico sgomento di chi non ha mai compreso e giustificato tanto odio e tanta violenza. E<strong>&nbsp;Marij \u010cuk<\/strong>, muovendosi con attenzione e creativit\u00e0 tra fantasia e dati storici, non dimentica mai la sua anima poetica. Tanto da aprire, al termine di ogni capitolo, un orizzonte largo davanti agli occhi del lettore in cui l\u2019incanto del paesaggio si contrappone all\u2019oscura follia di chi voleva imporre le proprie convinzioni con la ferocia dell\u2019intolleranza. Con la catastrofe della distruzione. Con l\u2019annichilimento della morte.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel romanzo non mancano passaggi di grande ironia. Quando&nbsp;<strong>\u201cFiamme nere\u201d<\/strong>&nbsp;lascia spazio alla logorroica gentilezza di Franc Vrabec, ma anche alla patetica e vile acquiescenza delle autorit\u00e0 nei confronti di un manipoli di fascisti esaltati, oppure alle descrizioni delle piccole gelosie tra donne, l\u2019amante Flora e la moglie Pavla. Del resto,&nbsp;<strong>Marij \u010cuk<\/strong>&nbsp;ha abituato i suoi lettori, soprattutto quelli che ricordano le raccolte poetiche, a versi scritti senza peli sulla lingua. Baster\u00e0 citare quelli folgoranti di \u201cNas obronkih-Sui versanti\u201d: \u201cTutti i poeti d\u2019oltreconfine \/ sono dei geni. \/ Senza eccezione. \/ Taluni hanno la barba, \/ i secondi i baffi, \/ i terzi invece \/ sono rasati a zero. \/ Tutti, senza eccezione, \/ scrivono versi geniali \/ d\u2019oltre confine. \/ Parola d\u2019onore\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>Narodni dom<\/strong>&nbsp;fu eretto a Trieste nel 1904, su progetto dell\u2019architetto Max Fabiani. Gioiello architettonico in stile liberty, l\u2019edificio era il fiore all\u2019occhiello e il fulcro della comunit\u00e0 slovena, all\u2019epoca in piena ascesa ai vertici economici, sociali e culturali della citt\u00e0, insieme ad altri gruppi slavi, in particolare croati e boemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Narodni dom era anzitutto un centro culturale, dotato di un teatro con oltre 400 posti a sedere, parzialmente coperto da un lucernario apribile che lasciava scorgere il cielo; vi avevano sede anche una sala di lettura, una scuola di musica e una palestra. All\u2019interno funzionavano diversi ristoranti e caff\u00e8, una banca e una tipografia. Non mancavano spazi dedicati a studi professionali e appartamenti privati. Il complesso era altrimenti noto per l\u2019hotel Balkan, un albergo tra i pi\u00f9 moderni d\u2019Europa, che disponeva di camere lussuose e ben equipaggiate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 luglio 1920, a cento anni esatti dall\u2019incendio del Narodni dom, i presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor hanno presenziato alla cerimonia ufficiale che prevedeva la visita congiunta sui luoghi della memoria e la firma del Protocollo d\u2019intenti per la restituzione dell\u2019edificio alla comunit\u00e0 slovena. Emblematiche le parole pronunciate dal presidente Pahor in quell\u2019occasione: \u201cItalia e Slovenia oggi celebrano un\u2019impresa condivisa, un traguardo meritato da chi, per cento lunghi anni, ha creduto in modo sincero nel rispetto, nella compassione e nell\u2019Europa unita.\u201d Ed altrettanto emblematiche quelle pronunciate da Mattarella: \u201cOggi, qui a Trieste, segniamo una tappa importante nel dialogo tra le culture che contrassegnano queste aree di confine rendendole preziose per la vita dell\u2019Europa.\u201d Parole che indicano una via luminosa da percorrere perch\u00e9 quel che \u00e8 accaduto non accada mai pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai primi del luglio 1920 l\u2019assicuratore viennese Otto von Helmut e la sua giovane amante Flora Schwarzkopf giungono a Trieste con un moderno convoglio della Ferrovia Meridionale. A Trieste, da poco annessa all\u2019Italia, Otto deve concludere degli importanti affari immobiliari. La coppia prende alloggio in pieno centro cittadino, all\u2019hotel Balkan, un albergo all\u2019avanguardia incluso nel complesso del Narodni dom, fiore all\u2019occhiello della comunit\u00e0 slovena nella Venezia Giulia. La citt\u00e0 sul mare sorprende e ammalia i due amanti, offrendo loro diverse<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3651,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3650"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3650"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3652,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3650\/revisions\/3652"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3651"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}