{"id":3624,"date":"2021-07-09T09:18:02","date_gmt":"2021-07-09T07:18:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3624"},"modified":"2021-07-09T09:18:02","modified_gmt":"2021-07-09T07:18:02","slug":"riforma-della-giustizia-guardare-al-merito-si-puo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/07\/09\/riforma-della-giustizia-guardare-al-merito-si-puo\/","title":{"rendered":"Riforma della giustizia: guardare al merito si pu\u00f2"},"content":{"rendered":"\n<p>di\u00a0Anna Rossomando\u00a0da Italiani Europei del 8\/7\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il vincolo di tutti i fondi del PNRR agli interventi di riforma della giustizia in Italia consegna al Parlamento e al governo una gran\u00adde responsabilit\u00e0, che \u00e8 quella di intervenire in modo efficace in materia. Il Parlamento \u00e8 il qui e ora delle riforme sulla giustizia. Superare le contrapposizioni del passato, del conflitto per il con\u00adflitto e discutere in modo diverso di giustizia \u00e8 una necessit\u00e0 che pu\u00f2 essere virtuosa per questa amplissima maggioranza. Abbando\u00adnare le posizioni puramente ideologiche e identitarie e mettere sul piatto idee e proposte che certamente devono avere un indirizzo e una connotazione chiara, deve essere il metodo. Guardare al merito si pu\u00f2: c\u2019\u00e8 un bagaglio di esperienze, di proposte e di studi a cui attingere senza dimenticare alcuni interventi significativi adottati nella scorsa legislatura con il ministro Orlando. L\u2019altissima sfida da raccogliere \u00e8 dunque trovare punti di equilibrio avanzati, non dei compromessi al ribasso.<\/p>\n\n\n\n<p>La novit\u00e0 \u00e8 che a fronte di un\u2019urgenza che non possiamo assoluta\u00admente eludere c\u2019\u00e8 una messa a disposizione di risorse per ben 3,2 miliardi che non ha precedenti negli ultimi trent\u2019anni. E questo ov\u00adviamente non dovr\u00e0 incidere solo in senso quantitativo con l\u2019incre\u00admento di risorse materiali e umane. Abbiamo la responsabilit\u00e0 di saper cogliere l\u2019opportunit\u00e0 di inserire una massiccia dose di inno\u00advazione su uno degli interventi sicuramente pi\u00f9 importanti, ovvero quello che riguarda l\u2019intero comparto della organizzazione e della modernizzazione del servizio giustizia. Non solo deve essere comple\u00adtata la digitalizzazione del sistema giustizia, che soprattutto nel setto\u00adre civile \u00e8 comunque a uno stadio avanzato, ma \u00e8 necessario cambia\u00adre l\u2019impostazione e l\u2019approccio: il digitale non \u00e8 semplicemente una tecnica di somma di dati o informatizzazione di archivi. Se vogliamo essere veramente al passo dell\u2019Europa bisogna necessariamente virare verso una diversa organizzazione del lavoro e delle modalit\u00e0 di for\u00admazione dei provvedimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli interventi possibili prevediamo un Ufficio del monitoraggio delle performance degli uffici giudiziari in modo da uniformare in tutto il territorio le migliori prestazioni e un\u2019implementazione di\u00adgitale che abbia l\u2019ambizione di cambiare l\u2019organizzazione dei nostri tribunali e adeguarla al dinamismo del terzo millennio. Proseguiamo quindi certamente con il completamento del rito telematico, ma pre\u00advediamo anche la scrittura di un rito digitale per far corrispondere le norme alle nuove tecnologie; un\u2019organizzazione digitale degli uffici e la creazione di banche dati degli orientamenti sul contenzioso e degli atti conclusivi delle sentenze rese, per mettere a disposizione dei magistrati un patrimonio di conoscenze completo, immediato e aggiornato.<\/p>\n\n\n\n<p>Come noto, sia per la riforma del processo civile che per la riforma del processo penale e financo per la riforma del CSM si parte dai testi che erano gi\u00e0 stati depositati con la firma del ministro Bonafede. La novit\u00e0 \u00e8 che con le precise richieste dell\u2019Europa la curvatura \u00e8 molto improntata all\u2019obiettivo della celerit\u00e0 dei tempi: una giustizia lenta \u00e8 una giustizia che non d\u00e0 un servizio \u201cin materia di diritti\u201d ed \u00e8 una giustizia anche pi\u00f9 diseguale, perch\u00e9 certamente ne \u00e8 avvantaggiato chi ha pi\u00f9 mezzi economici o chi comunque \u00e8 in una posizione di vantaggio. In tempi di resilien\u00adza e uscita dall\u2019emergenza, contrastare l\u2019acuirsi delle diseguaglianze anche in settori che non ne avevano mai sofferto deve essere la nostra osses\u00adsione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia per quanto riguarda il processo civile che per quello penale la questione di tempi celeri e certi \u00e8 direttamente collegata al concetto di tutela del\u00adle garanzie dei cittadini nel processo. Nel civile la celerit\u00e0 dei tempi garantisce il diritto a ottenere soddisfacimen\u00adto delle proprie ragioni creditorie cos\u00ec come la tutela di un diritto personale. Aggiungo che i tempi devono andare di pari passo con la qualit\u00e0 dei provvedimenti e con una certa prevedibilit\u00e0 delle de\u00adcisioni, ovviamente evitando il pericolo del conformismo giuridico. Interessante \u00e8 la previsione della commissione Cartabia di introdurre \u00abla possibilit\u00e0 per il giudice di merito, quando deve decidere una questione di diritto sulla quale ha preventivamente provocato il con\u00adtraddittorio tra le parti, di sottoporre direttamente la questione alla Corte di Cassazione per la risoluzione del quesito posto\u00bb. Nel penale la ragionevole durata dei processi \u00e8 una delle principali garanzie di cui un cittadino deve godere in uno Stato di diritto e ha a che vedere col principio di presunzione di non colpevolezza. Un tempo infinito del processo, anche quando si conclude con una assoluzione, espone a conseguenze che possono incidere concretamente sulla vita delle persone. E non \u00e8 mai superfluo sottolineare che la non ragionevolez\u00adza dei tempi della giustizia mina fortemente il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>LA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE<\/p>\n\n\n\n<p>Per la riforma del processo civile, caratterizzata da profili tecnici complessi, i tempi sono ristretti. Tuttavia il confronto non dovr\u00e0 mancare. I nostri tempi non sono ancora quelli della giustizia eu\u00adropea ed \u00e8 noto che questo indebolisce la competitivit\u00e0 del sistema economico, anche se rispetto al passato sicuramente c\u2019\u00e8 stato un mi\u00adglioramento delle prestazioni. Condivisibile \u00e8 l\u2019impostazione secon\u00addo la quale gli interventi sulla procedura civile devono essere pochi e mirati, diretti a snellire e semplificare. Anche perch\u00e9 un ennesimo intervento incentrato sulla procedura non avrebbe effetti visibili nel breve periodo, mentre abbiamo bisogno di riscontri immediati. Un intervento significativo potrebbe essere quello volto a rafforzare il ruolo del giudice nella definizione delle tappe processuali da seguire in ragione dell\u2019entit\u00e0 e della complessit\u00e0 della causa. Quanto potr\u00e0 essere accentuata questa scelta sul tavolo delle possibili soluzioni per la semplificazione dei riti sar\u00e0 argomento di confronto.<\/p>\n\n\n\n<p>A domande diverse per settori specifici e aspettative devono corri\u00adspondere differenti soluzioni per dirimere il contenzioso. La scelta \u00e8 di puntare sui metodi alternativi di risoluzione delle controversie, le cosiddette \u201cADR\u201d, e qui naturalmente la direzione giusta \u00e8 quella di incoraggiare e non penalizzare sostenendo un sistema di incentivi fiscali e di investimenti sulla specializzazione e formazione professio\u00adnale di tutti gli attori della mediazione e della negoziazione assistita, incentivando anche l\u2019utilizzo dell\u2019arbitrato assicurando in maniera stringente le garanzie di imparzialit\u00e0 e indipendenza e regolandone i costi. Sar\u00e0 argomento di confronto la modulazione tra obbligatoriet\u00e0 e possibilit\u00e0 di utilizzo di tali mezzi alternativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le professioni possono avere un ruolo importante per quanto riguar\u00adda alcuni settori che rientrano nella volontaria giurisdizione, quindi la proposta \u00e8 quella di affidare la trattazione di questa materia, per alleggerire il carico degli uffici giudiziari, alle competenze delle pro\u00adfessioni come avvocati, notai e commercialisti, lasciando al giudice la trattazione delle materie che sono invece collegate al contenzioso. Questa impostazione guarda alle professioni intellettuali come a una risorsa, valorizzandone la funzione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra grande risorsa \u00e8 quella dell\u2019Ufficio del processo, che non sar\u00e0 soltanto un supporto al lavoro dei magistrati per la scrittura dei prov\u00advedimenti e la ricerca giurisprudenziale, ma una vera e propria&nbsp;<em>task force&nbsp;<\/em>con l\u2019impiego di competenze giuridiche, economiche, sociali e organizzative, attraverso il reclutamento di una nuova leva che favo\u00adrisca l\u2019ingresso di giovani nel mondo del lavoro. Il governo ha gi\u00e0 ap\u00adprovato l\u2019assunzione a tempo determinato di 16.500 giovani giuristi destinati all\u2019Ufficio del processo per lo smaltimento dell\u2019arretrato, ma l\u2019intervento nella riforma sar\u00e0 strutturale.<\/p>\n\n\n\n<p>LA RIFORMA DEL PROCESSO PENALE<\/p>\n\n\n\n<p>Come sottolineato, la prima fondamentale garanzia per chi \u00e8 sot\u00adtoposto a un processo penale \u00e8 quella di vederne la conclusione in tempi ragionevoli e certi. Questo vale sia per l\u2019imputato che per la persona offesa. Ritenendo l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale un ca\u00adposaldo del principio dell\u2019uguaglianza dei cittadini di fronte alla leg\u00adge, non possiamo non vedere come nella pratica esso rischia di essere travolto dalla realt\u00e0. Dunque, se lo si vuole mantenere \u00e8 necessario alleggerire drasticamente il numero dei processi. Non tutti i conflitti sociali debbono trovare una risposta nel processo penale, per questo occorrer\u00e0 proseguire con interventi di depenalizzazione; ma \u00e8 anche vero che non si pu\u00f2 dare la stessa risposta processuale alle diverse domande di giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le nostre proposte avanzate con gli emendamenti sono da eviden\u00adziare l\u2019incentivazione della definizione anticipata dei procedimenti con l\u2019obiettivo di limitare il numero di processi che va al dibattimen\u00adto attraverso il potenziamento dei riti alternativi. Oggi il 13% dei processi in primo grado si conclude con il patteggiamento o il rito abbreviato; l\u2019obiettivo \u00e8 aumentarne almeno di tre volte il numero. Incrementiamo il ricorso alla giustizia riparativa con la possibilit\u00e0 di estinguere alcuni tipi di reato con condotte riparatorie a favore delle vittime. Modello gi\u00e0 sperimentato in Germania, dove si smaltiscono 200.000 procedimenti all\u2019anno grazie all\u2019istituto dell\u2019archiviazione condizionata secondo il quale il pubblico ministero pu\u00f2 imporre all\u2019imputato l\u2019obbligo di alcuni atti riparatori che vanno dai risarci\u00admenti pecuniari ai lavori socialmente utili, all\u2019adempimento dei qua\u00adli si procede automaticamente all\u2019archiviazione del reato. In questo caso il vantaggio non \u00e8 solo nell\u2019alleggerimento del carico, ma anche nella effettiva e tempestiva riparazione di una lesione.<\/p>\n\n\n\n<p>E ancora: stabilire che si possa chiedere il rinvio a giudizio solo in presenza di una ragionevole certezza della possibilit\u00e0 di ottenere una condanna, modificando la regola di giudizio per la presentazione del\u00adla richiesta di archiviazione e prevedendo che il pubblico ministero, valutata la completezza, la congruit\u00e0 e la seriet\u00e0 del compendio pro\u00adbatorio acquisito, chieda l\u2019archiviazione al fine di escludere l\u2019esercizio dell\u2019azione penale in presenza di prove insufficienti e contraddittorie laddove si ritenga inutile un nuovo supplemento istruttorio. Tempi certi ed esigibili per sapere se dopo la chiusura delle indagini c\u2019\u00e8 un\u2019archiviazione o un rinvio a giudizio, su questo punto gi\u00e0 nella passata legislatura ero stata promotrice di un emendamento poi ap\u00adprovato, tuttavia la disposizione ha bisogno di essere ulteriormente rafforzata per renderla realmente esigibile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale contesto politico deve consentire un intervento chiaro sulla prescrizione, che non \u00e8 mai stata e non sar\u00e0 mai uno strumento per far durare meno i processi. La prescrizione nasce con una finalit\u00e0 diversa; \u00e8 quindi importante correggere la norma introdotta con il cosiddetto \u201cspazzacorrotti\u201d. La proposta \u00e8 quella della prescrizione processuale per fasi.<\/p>\n\n\n\n<p>IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA<\/p>\n\n\n\n<p>La riforma del CSM non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile; la proponiamo da tempo e i recenti fatti di cronaca la rendono ancora pi\u00f9 urgente. E per di pi\u00f9, gli interventi sull\u2019ordinamento giudiziario devono essere connessi a quelli sul processo penale e finanche a quelli sul processo civile. La crisi di credibilit\u00e0 che sta attraversando la magistratura impatta direttamente sulla fiducia che i cittadini hanno nei confronti del si\u00adstema giustizia. Partiamo dalla convinzione che intervenire sulle re\u00adgole dell\u2019autogoverno non intacca bens\u00ec valorizza e rafforza i principi costituzionali dell\u2019autonomia e dell\u2019indipendenza della magistratura. Se si ritiene che uno dei difetti da correggere e contrastare sia quello degli effetti negativi del correntismo, ovvero del potere per il potere, la strada \u00e8 quella di restituire voce e valore al plu\u00adralismo delle idee. Deve essere chiaro che non si pu\u00f2 difendere l\u2019esistente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo ma non il pi\u00f9 importante degli inter\u00adventi \u00e8 quello della modifica della legge eletto\u00adrale. Escluso il sorteggio, ci sono diverse proposte, una \u00e8 quella del\u00adla commissione Cartabia. La proposta finale riteniamo che debba prevedere la parit\u00e0 di genere. Ma la riforma elettorale non basta. La prima questione da affrontare \u00e8 quella delle nomine dei dirigenti e la proposta \u00e8 che devono essere adottate in rigoroso ordine cronologico e decise almeno due mesi prima della scadenza. \u00c8 venuto davvero il momento di prevedere che avvocati e giuristi presenti nei Consigli giudiziari abbiano diritto di intervento e di voto sulle deliberazioni che riguardano le valutazioni di professionalit\u00e0 dei magistrati. Pro\u00adponiamo che ci sia anche la presenza del presidente del Consiglio dell\u2019Ordine, garanzia di autorevolezza e indipendenza. Un tema che bisogna necessariamente affrontare \u00e8 quello di un sistema eccessiva\u00admente chiuso e in un certo qual modo autoreferenziale. Proponiamo che i componenti dell\u2019ufficio studi e i segretari del CSM, oggi no\u00adminati solo tra i magistrati, vengano scelti per concorso, aperto an\u00adche a professionalit\u00e0 esterne. Per contrastare la cristallizzazione degli accordi tra le correnti una proposta \u00e8 quella della modularit\u00e0 nell\u2019e\u00adlezione dei componenti del plenum in modo che non siano eletti tutti contestualmente. A mio avviso \u00e8 un intervento che si pu\u00f2 fare a Costituzione invariata. Mentre la commissione Cartabia ritiene che sia necessaria una modifica costituzionale, collegata alla designazio\u00adne del vicepresidente del CSM direttamente da parte del presidente della Repubblica. Tra gli altri elementi di valutazione della profes\u00adsionalit\u00e0 proponiamo quello della verifica delle smentite processuali delle ipotesi accusatorie, naturalmente utilizzando criteri che evitino di scoraggiare le inchieste \u201cdifficili\u201d. Mentre per i dirigenti degli uf\u00adfici l\u2019inserimento di una valutazione delle performance organizzative misurate secondo parametri oggettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato della maggiore esplicitazione del vincolo del principio di presunzione di non colpevolezza. Legato agli interventi sul processo penale c\u2019\u00e8 il tema enorme della spettacolarizzazione me\u00addiatica delle inchieste che incide negativamente sulla presunzione di non colpevolezza. La proposta \u00e8 che ci sia una comunicazione sobria e formale basata su comunicati stampa ufficiali dei dirigenti degli uffici. Per rendere esigibile questo tipo di garanzia si propone che vi sia una previsione disciplinare specifica a riguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 sicuramente da apprezzare come tra le proposte della ministra Car\u00adtabia sul CSM ci sia la separazione delle funzioni tra chi si occupa del disciplinare e chi si occupa delle nomine. Noi proponiamo, attraver\u00adso una legge costituzionale l\u2019istituzione di un\u2019Alta Corte, composta con lo stesso metodo della Corte costituzionale che giudichi in grado d\u2019appello sulle decisioni disciplinari di CSM e degli organi di auto\u00adgoverno delle magistrature amministrative e contabili e in primo e in secondo grado sulle decisioni amministrative di tutte le magistrature.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa nuova fase \u00e8 utile riprendere la discussione sulla cultura della giurisdizione e la \u201ccultura\u201d della terziet\u00e0 del giudice: non sareb\u00adbe ora di aprire ad una formazione comune tra avvocati, magistrati inquirenti e giudicanti che preceda l\u2019esercizio delle rispettive profes\u00adsioni? E non sarebbe pure il momento di aprire l\u2019accesso in magistra\u00adtura agli avvocati che sono gi\u00e0 cassazionisti attraverso un concorso&nbsp;<em>ad hoc<\/em>? Se ne era parlato anni fa, prima che il dibattito sulla giustizia fosse inquinato dallo scontro sterile di un tempo al quale non voglia\u00admo tornare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Anna Rossomando\u00a0da Italiani Europei del 8\/7\/2021 Il vincolo di tutti i fondi del PNRR agli interventi di riforma della giustizia in Italia consegna al Parlamento e al governo una gran\u00adde responsabilit\u00e0, che \u00e8 quella di intervenire in modo efficace in materia. Il Parlamento \u00e8 il qui e ora delle riforme sulla giustizia. 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