{"id":3560,"date":"2021-05-20T21:34:44","date_gmt":"2021-05-20T19:34:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3560"},"modified":"2021-05-20T21:34:45","modified_gmt":"2021-05-20T19:34:45","slug":"via-dal-cattolicesimo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/05\/20\/via-dal-cattolicesimo\/","title":{"rendered":"Via dal cattolicesimo?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 20\/5\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>La Chiesa cattolica sta vivendo la sua pi\u00f9 grande crisi da 1708 anni a questa parte, cio\u00e8 dal 313, l\u2019anno dell\u2019editto di Milano, con il quale Costantino non conferiva soltanto \u201ca tutti i culti dell\u2019Impero\u201d la libert\u00e0 di professione, ma avviava quella commistione tra potere religioso e civile che avrebbe caratterizzato tutta la storia cosiddetta \u201coccidentale\u201d, da allora ai nostri giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, proprio \u201ca questi nostri giorni\u201d, quando alcuni nodi teologici decisivi stanno venendo al pettine. Il Concilio Vaticano II (1962-1965) li aveva soltanto intravvisti, non tanto nei molto contraddittori documenti ufficiali, quanto nella vivacit\u00e0 dei dibattiti tra i padri conciliari, i quali fra l\u2019altro \u2013 sia consentita la parentesi \u2013 erano a livello decisionale esclusivamente maschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali punti segnalare, lasciando da parte per ora lo \u201cStato Vaticano\u201d, la cui stessa esistenza \u00e8 clamorosamente opposta al dettato evangelico, \u201cdare a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare e a Dio ci\u00f2 che \u00e8 di Dio\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo forse, anche se non molto evidenziato, \u00e8 il pi\u00f9 importante e riguarda la ventilata preminenza della coscienza sulla legge. Se tale principio fosse stato accolto in toto, si sarebbe realizzato un pieno accordo tra la visione dei fedeli di Cristo e il pensiero soggettivo che caratterizza il pensiero moderno e post-moderno. Sarebbe in altre parole stata demolita l\u2019idea stessa di \u201cNatura unica\u201d, garantita dalla Creazione e dalla Rivelazione e affidata all\u2019interpretazione autorevole del Magistero della Chiesa. Non ci sarebbero pi\u00f9 stati principi non negoziabili in politica, sarebbe senza dubbio definita la natura sacramentale dell\u2019amore omosessuale, il mistero dell\u2019inizio e della fine della vita riguarderebbe essenzialmente le scelte del soggetto e non il parere del vescovo o del sacerdote di turno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo aspetto riguarda l\u2019ecclesiologia, tenendo presente che fino al 1961 la dottrina ufficiale \u00e8 ancora attestata sul patristico \u201cextra Ecclesiam nulla salus\u201d, concetto peraltro nei primi secoli relativo a una \u201cChiesa\u201d universalistica e non certamente \u201cpartitica\u201d, cio\u00e8 riservato esclusivamente al club dei battezzati, come attestato sostanzialmente lungo tutto il secondo millennio. Dal Vaticano II si esce con l\u2019impressione penosa di una \u201cpienezza di verit\u00e0\u201d presente solo nella Chiesa cattolica unita intorno al Papa, che riconosce tuttavia la possibilit\u00e0 che ci si salvi pur non essendo battezzati cattolici, ma a condizione che non si sappia che solo in essa c\u2019\u00e8 salvezza. E\u2019 una visione talmente ristretta che il concilio si sente costretto, all\u2019ultimo momento, due settimane prima della sua chiusura, ad approvare la Nostra Aetate, una bella \u201cdichiarazione\u201d sul rapporto tra cristianesimo e religioni nella quale si riconosce la comune origine e il comune destino dell\u2019intera umanit\u00e0. Se fosse stata portata avanti questa prospettiva e non quella opposta, autorevolmente riaffermata nel 2001 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede guidata da Josef Ratzinger, sarebbe oggi opinione comune ci\u00f2 che \u00e8 ovvio, ovvero che Dio possa essere pregato e adorato in diverse forme, anche in quella particolarmente profonda di chi lo cerca, pur senza trovarlo, con cuore sincero.<\/p>\n\n\n\n<p>Un terzo aspetto della rivoluzione ancora nascosta nel Concilio \u00e8 quello della gerarchia. La riaffermazione della differenza \u201contologica\u201d tra portatori del carattere battesimale e i \u201cministri ordinati\u201d (cio\u00e8 consacrati con il sacramento dell\u2019Ordine sacro) ha creato non poche delusioni, in particolare in chi riteneva giunto il momento di passare da un sacer-dozio sacrale (donatore del sacro, esattamente l\u2019opposto rispetto alla soppressione della mediazione operata dal laicissimo Ges\u00f9, almeno cos\u00ec come tramandato dai Vangeli) a un presbiterato ed episcopato funzionale al servizio della comprensione generale della Parola di Dio nelle comunit\u00e0. E\u2019 evidente che un servizio puramente funzionale non comporterebbe n\u00e9 l\u2019innaturale imposizione celibataria n\u00e9 tanto meno il divieto di presidenza, assurdamente ancora precluso all\u2019universo femminile. E\u2019 da notare che un simile concetto di successione generale dell\u2019intera comunit\u00e0 all\u2019esperienza unica delle comunit\u00e0 apostoliche, corrisponderebbe pienamente al modello insegnato dal Maestro che proponeva \u201ca chi vuole essere il primo, di essere il servo di tutti e l\u2019ultimo di tutti\u201d: una bella lezione a chi si fa chiamare don (da \u201cdominus\u201d, padrone), eccellenza, eminenza o addirittura santit\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, ma \u00e8 evidente che questi sono soltanto piccoli e frammentari spunti di un discorso molto pi\u00f9 vasto, il Vaticano II postula una riproposizione del rapporto fra fede e ragione. Non lo dice, ma orienta a una radicale distinzione, nonostante il tentativo riunificante di Giovanni Paolo II con l\u2019enciclica Fides et Ratio. Solo il riconoscimento della distinzione tra fede e ragione pu\u00f2 consentire un autentico ecumenismo, ovvero il superamento delle \u201csicurezze assolute\u201d postulate dal cattolicesimo preconciliare. In questo senso, non pu\u00f2 che essere messo in discussione il dogma \u2013 formulato fra l\u2019altro in modo molto equivoco dal Concilio Vaticano I \u2013 dell\u2019infallibilit\u00e0 del successore di Pietro (il Papa), quando parla ufficialmente ex cathedra Petri. Se la fede \u00e8 individuale e la sua pratica si realizza in una dimensione di libert\u00e0 comunitaria, non ci pu\u00f2 essere alcuna costrizione. La verit\u00e0 dell\u2019interpretazione della persona e della parola di Ges\u00f9 presuppone il libero esame da parte di ogni credente, senza alcuna costrizione \u2013 formale o sostanziale che sia \u2013 da parte di alcuna autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>I semi nascosti del Concilio sono stati finora soffocati dai pontificati successivi. Paolo VI, forse consapevole della rivoluzione possibile, ha sofferto l\u2019indicibile prima di tirare il freno a mano a una riforma ancora troppo precoce. Giovanni Paolo II (il I ha avuto troppo poco tempo), con lo straordinario carisma umano che lo ha contraddistinto, ha impresso un\u2019impronta conservatrice che ha paralizzato per quasi trent\u2019anni la riflessione sugli sviluppi dell\u2019assise romana. Papa Ratzinger \u00e8 stato travolto dai propri dubbi, da teologo fortemente innovatore sulla scia delle correnti pi\u00f9 avanzate del dopo concilio a custode della Tradizione, infine competente e triste sostenitore del ritorno al medioevo aristotelico tomista contro il relativismo permissivista della modernit\u00e0. Papa Bergoglio incarna nella sua azione le linee pi\u00f9 sconvolgenti, finora ancora nascoste, ma non riesce a trasformarle in teologia e diritto, rischiando cos\u00ec di passare per un uomo simpatico, interessante e coraggioso, senza per\u00f2 intaccare l\u2019essenza stessa del problema. Se i gesti e le parole di Francesco divenissero dottrina e canone, effettivamente si realizzerebbe tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato detto finora, il primato della coscienza sulla legge, una fede cristiana \u201cinter pares\u201d, una gerarchia destituita da ogni potere sacrale, un Papa non pi\u00f9 \u201cinfallibile\u201d, oltre ovviamente a un presbiterato femminile, al riconoscimento del matrimonio sacramentale omosessuale, al celibato radicato nella libera scelta e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, la codificazione di queste nuovissime (ma anche antiche come la Chiesa delle origini) prospettive, non pu\u00f2 che portare a uno scisma, ma esso di fatto \u00e8 gi\u00e0 in atto. La Chiesa cattolica attuale \u00e8 come l\u2019Unione Sovietica di Gorbacev, apparentemente ancora ben salda fino alla vigilia del crollo. Con esso non finir\u00e0, anzi si rafforzer\u00e0 molto l\u2019autentica fede cristiana ed evangelica. Avverr\u00e0 con papa Francesco? Forse no, forse con il suo successore se avr\u00e0 la forza e il coraggio di convocare un nuovo Concilio e di avviare una nuova fase, quella della morte della struttura post costantiniana e della nascita di un nuovo soggetto, libero, affascinante, \u201cnel mondo ma non del mondo\u201d, come recitava all\u2019inizio del II secolo la splendida \u201clettera a Diogneto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 20\/5\/2021 La Chiesa cattolica sta vivendo la sua pi\u00f9 grande crisi da 1708 anni a questa parte, cio\u00e8 dal 313, l\u2019anno dell\u2019editto di Milano, con il quale Costantino non conferiva soltanto \u201ca tutti i culti dell\u2019Impero\u201d la libert\u00e0 di professione, ma avviava quella commistione tra potere religioso e civile che avrebbe caratterizzato tutta la storia cosiddetta \u201coccidentale\u201d, da allora ai nostri giorni. 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