{"id":3555,"date":"2021-05-20T21:31:16","date_gmt":"2021-05-20T19:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3555"},"modified":"2021-05-20T21:31:16","modified_gmt":"2021-05-20T19:31:16","slug":"2025","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/05\/20\/2025\/","title":{"rendered":"2025"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Polli del 20\/5\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Sono nato pochi anni dopo la divisione della citt\u00e0 e ricordo quando, da piccolo, venivo a Gorizia e guardavo \u201cdi l\u00e0\u201d con curiosit\u00e0 ma anche con timore. Sentivo i grandi parlare della Jugoslavia e io fantasticavo su come doveva essere l\u2019altro mondo; ricordo ancora quando dalle finestre dell\u2019ospedale di via Vittorio Veneto, dove ero ricoverato per un\u2019operazione alle gambe, mi mostravano i militari dell\u2019est, forse per dirmi che dovevo stare buono, altrimenti sarebbero venuti a prendermi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono cresciuto, cos\u00ec il timore si \u00e8 trasformato in curiosit\u00e0 e voglia di conoscere; la svolta \u00e8 stata negli anni della formazione politica, nella passione per la storia e per quella delle nostre terre, quella degli anni della lotta al fascismo e del periodo della resistenza comune contro l\u2019occupazione. I contatti con le associazioni giovanili di l\u00e0 del confine e le amicizie con gli appartenenti alla minoranza slovena in Italia mi hanno reso sempre naturale il rapporto interpersonale a cavallo del confine. Capisco il vantaggio di non essere stato toccato direttamente dalle tragedie del ventennio e del dopoguerra che invece hanno condizionato il vivere delle nostre genti che hanno sofferto lutti, privazioni, distacchi forzati, muri reali e psicologici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto tempo \u00e8 passato da allora, quanti muri e diffidenze sono stati superati: soprattutto le nuove generazioni, con minori condizionamenti, hanno contribuito a rendere quello che si diceva essere il confine pi\u00f9 aperto d\u2019Europa in un unicum per collaborazione e integrazione; e che gioia il 31 dicembre del 2020 sentire il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, nel suo messaggio augurale alla Nazione dire \u201cComplimenti e auguri ai goriziani per la designazione congiunta di Gorizia e Nova Gorica a capitale<\/p>\n\n\n\n<p>europea della cultura per il 2025. Si tratta di un segnale che rende onore a Italia e Slovenia per avere sviluppato relazioni che vanno oltre la convivenza e il rispetto reciproco ed esprimono collaborazione e prospettive di futuro comune\u201d. E pochi mesi dopo, il 15 maggio leggere le parole del Presidente della Repubblica slovena: \u201cDue Gorizie, una citt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso Nova Gorica e Gorizia hanno una grande occasione, per loro e per i territori che le circondano, per le Regioni di cui fanno parte: fare s\u00ec che questo lungo cammino che hanno fatto faticosamente insieme si trasformi, prima durante e dopo il 2025, in maggiore ricchezza culturale, maggiore e migliore offerta di servizi, maggiore capacit\u00e0 di attrazione per far conoscere cos\u00ec le bellezze di questa parte di Mitteleuropa. Tutto questo contribuirebbe a far girare un\u2019economia \u201csana\u201d, non inquinante e non inquinata, se non di contaminazioni di cultura e conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente non \u00e8 sufficiente il titolo Capitale Europea della Cultura: va promosso un percorso, c\u2019\u00e8 bisogno di un vero e proprio piano industriale per la formazione del quale vanno coinvolti i portatori di interesse delle due aree, le amministrazioni locali dei territori limitrofi che tanto hanno da offrire anche dal punto di vista della storia, dell\u2019accoglienza e della enogastronomia.<\/p>\n\n\n\n<p>A Matera, il progetto \u201cCapitale per un giorno\u201d ha permesso di coinvolgere 130 comuni del territorio e far sentire anch\u2019essi protagonisti di quell\u2019anno speciale. Cos\u00ec come il coinvolgimento di cento artisti nazionali e internazionali che hanno prodotto mostre, installazioni urbane, eventi culturali in citt\u00e0 e nei centri vicini. Fondamentale sar\u00e0 la promozione del Collio e del Carso con quanto gi\u00e0 possono offrire in quanto a bellezze naturali e prodotti di eccellenza. Sar\u00e0 un lavoro enorme da fare, un treno che passa una volta e che non si pu\u00f2 perdere. Dobbiamo far tesoro di esperienze che non sono mancate ma che non abbiamo saputo tradurre appieno come si sarebbe dovuto: mi riferisco al centenario della grande guerra, che altri territori e nazioni hanno invece ricordato e continuano a ricordare muovendo milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 l\u2019occasione per riprendere anche quel discorso: gli strumenti ci sono, attiviamoli, con direttori di orchestra capaci, anche di ascoltare, idee, proposte, esperienze maturate.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna quindi coinvolgere il territorio che sta intorno le due citt\u00e0. Immaginare che tutto si chiuda nei confini delle due Gorizie consegnerebbe l\u2019occasione in uno sterile esercizio di localismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna andare oltre la retorica e guardare alla concretezza dei progetti e al loro effettivo impatto. Bisogna affrontare il passato con seriet\u00e0, consapevolezza e uno sguardo rivolto al futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Le intelligenze ci sono, le capacit\u00e0 anche, non perdiamo questa occasione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Polli del 20\/5\/2021 Sono nato pochi anni dopo la divisione della citt\u00e0 e ricordo quando, da piccolo, venivo a Gorizia e guardavo \u201cdi l\u00e0\u201d con curiosit\u00e0 ma anche con timore. 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