{"id":3415,"date":"2021-03-14T12:48:52","date_gmt":"2021-03-14T11:48:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3415"},"modified":"2021-03-14T12:48:52","modified_gmt":"2021-03-14T11:48:52","slug":"una-bici-per-lambiente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/03\/14\/una-bici-per-lambiente\/","title":{"rendered":"Una bici per l&#8217;ambiente"},"content":{"rendered":"\n<p>di Nevio Costanzo del 14\/03\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Correva l\u2019anno 1990, le impenetrabili frontiere dell\u2019Europa dell\u2019Est erano diventate\u2026 pi\u00f9 permeabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso ha voluto che pochi mesi prima, di quella che sarebbe stata una luminosa e indimenticabile estate, ci si preparava ad organizzare un viaggio, nelle Repubbliche Baltiche, ma sostituito, per motivi organizzativi, verso Praga e la Boemia. La novit\u00e0 non era questa, la visita dei paesi dell\u2019ex cortina di ferro, bens\u00ec il mezzo per arrivarci: la bici. Quasi 1.800 chilometri inframezzati dalle necessarie soste lungo il percorso e visite dei luoghi attraversati. Ma va sottolineato che la meta non \u00e8 lo scopo finale di un viaggio, \u00e8 il viaggio stesso la meta.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto, il ciclista, assorbe di pi\u00f9 il paesaggio che sta attraversando, quasi si integra con esso. Altre sensazioni raggiungono il cicloturista, come il percepire dei profumi diffusi dai campi coltivati, dei boschi attraversati e anche del mutare del tempo prima dell\u2019arrivo della pioggia, che per fortuna, ha avuto molta clemenza di noi quattro cicloviaggiatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ciclabili, al di l\u00e0 della Alpi, erano gi\u00e0 in fase di realizzazione, modeste nella struttura, ma inizio per uno sviluppo migliore, qual\u2019\u00e8 adesso. Un esempio, oltre quella che costeggia il Danubio, \u00e8 la strada da Arnoldstein a Villach: aveva una sola riga continua bianca vicino il margine della strada ed il pittogramma della bici per indicare la ciclabile. Ora \u00e8 una ciclabile bidirezionale, in sede separata, realizzata riducendo la carreggiata destinata ai mezzi a motore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutto questo accadeva pi\u00f9 di trent\u2019anni fa\u2019\u2026<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ritengo che il tardivo sviluppo di une rete ciclabile, sia nato dall\u2019equivoco di affidare alla bici un ruolo solamente ludico. In altre parole, la bici viene ancora vista, ed esempio, come un pallone da calcio o pallacanestro, da utilizzare entro uno spazio e tempo ben definito.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, la bici, \u00e8 un mezzo di trasporto, utilizzabile per andare a scuola, recarsi al lavoro, a fare acquisti in citt\u00e0, anche per bere l\u2019aperitivo. Questa modalit\u00e0, potrebbe risolvere molti problemi per chi usa soventemente la propria auto: la ricerca di un parcheggio, spesso davanti se non dentro all\u2019esercizio commerciale, lo stress davanti alle scuole per accompagnare\/prelevare i propri figli\/nipoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe dare pi\u00f9 respiro alla citt\u00e0 realizzando una adeguata rete di ciclabili per dar spazio ai ciclisti, verrebbe usata di meno l\u2019auto e questo libererebbe i parcheggi e contestualmente verrebbe a meno la necessit\u00e0 di realizzare ulteriori stalli che occupano circa 10mq l\u2019uno; renderebbe i figli\/nipoti autonomi nell\u2019andare e tornare da scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Sento gi\u00e0 gli obiettori citare che non siamo nei Paesi Bassi ove Amsterdam \u00e8 la capitale della bici. Negli anni 60-70 questa citt\u00e0 aveva gli stessi problemi di traffico congestionato di Roma e, pian piano, \u00e8 riuscita a dare vivibilit\u00e0 a territorio redistribuendone gli spazi a favore dell\u2019utenza debole e diventando esempio per altre amministrazioni, pur avendo un numero di giornate di maltempo maggiori. Per analogia, la situazione \u00e8 riproducibile anche sui piccoli centri.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione locale, sia a livello regionale che locale presenta luci ed ombre.<\/p>\n\n\n\n<p>La ciclabile FVG1, altres\u00ec nota come ciclovia Alpe Adria, che il cui tracciato ha come estremi Salisburgo e Grado, ha ricevuto ben due premi, uno internazionale ed uno nazionale, per la bellezza del percorso e dei territori che l\u2019attraversa. Non \u00e8 realizzata completamente, manca ancora un tratto da Moggio a Carnia e, da l\u00ec, a Venzone \u2013 ma sono in fase di attuazione le procedure per completarlo \u2013 e, nonostante questo ed il Covid, ha avuto sempre una crescita di ciclisti arrivando oltre le 100.000 unit\u00e0 (dato 2016).<\/p>\n\n\n\n<p>Un risvolto economico importante \u00e8 dato proprio da questi numeri. Un cicloturista in media spende circa 70 Euro al giorno per le sue necessit\u00e0. Euro che lascia sul territorio!<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019apertura di questa ciclabile ad oggi, lungo l\u2019itinerario sono stare ristrutturate ben due stazioni, quella di Malborghetto Valbruna e quella di Chiusaforte per ristoro e, quest\u2019ultima, anche come B&amp;B. Si vedono sempre di pi\u00f9 indicazioni, lungo il tragitto, di attivit\u00e0 commerciali che offrono ristoro, luogo per dormire, riparazione bici, trasporto bici, bagagli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante, quindi, rendere anche questo territorio \u201cciclabile\u201d ed attrattivo, sia con le infrastrutture orientate al cicloturismo che quelle cittadine. Per le prime, l\u2019investimento con i fondi del GECT, in particolare la passerella ciclopedonale sul fiume Isonzo a Solkan, aumenter\u00e0 la sua importanza, se verr\u00e0 realizzata anche in Italia la ciclovia sul fiume Isonzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al momento \u00e8 solo sulla carta, mentre in Slovenia la ciclovia, denominata G1, che \u00e8 molto suggestiva, \u00e8 gi\u00e0 percorribile fino a Plave da dove si pu\u00f2 raggiungere, per strade poco trafficate, Kanal.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto della FVG5 individua il percorso su una sponda, ed in un tratto, su entrambe. L\u2019ex Provincia di Gorizia ne aveva commissionato lo studio e la sua realizzazione dovrebbe essere ripreso dai comuni rivieraschi o da chi ora ne ha competenza specifica.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo di maggior sensibilit\u00e0 ambientale, l\u2019Unione Europea, da come si legge, oltre alle precedenti risorse (Fondi Comunitari) ha messo in campo risorse aggiuntive per una transizione ecologica per una mobilit\u00e0 sostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, si inserisce la ciclabile di Corso Italia, definita sperimentale, ma questa fase riguardava la precedente collocazione sui controviali, oggetto di critiche di pedoni e pubblici esercizi. L\u2019attuale sistemazione evita sia interferenze tra pedoni e ciclisti che per dare \u201ctranquillit\u00e0\u201d agli automobilisti (si pensi alle intersezioni con le vie laterali).<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente avr\u00e0 bisogno di migliorie per aumentarne la visibilit\u00e0, come l\u2019applicazione di una diversa colorazione dell\u2019asfalto, un sistema di illuminazione dedicato, una banchina di sicurezza tra la strada e la ciclabile e la soppressione antiestetica della fila di parcheggi accanto ad essa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il concetto di mobilit\u00e0 sostenibile, non si ferma alla realizzazione di una ciclabile. Con la vicenda del senso unico in Corso Italia, si riparla del Piano del Traffico con le sue declinazioni, che giace immobile dal 2005 nei cassetti del Comune. Talvolta, basterebbe quasi un copiaincolla di esperienze di successo, come la Bicipolitana di Pesaro o quella di Bolzano, adattandolo alle esigenze locali<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, non tutte le persone possono usare la bici, ma chi pu\u00f2, lo faccia a beneficio di tutti, in quanto, questo modo di muoversi aiuta a contrastare la sedentariet\u00e0 ed altre patologie, al portafoglio all\u2019ambiente, ed anche, al buon umore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nevio Costanzo del 14\/03\/2021 Correva l\u2019anno 1990, le impenetrabili frontiere dell\u2019Europa dell\u2019Est erano diventate\u2026 pi\u00f9 permeabili. Il caso ha voluto che pochi mesi prima, di quella che sarebbe stata una luminosa e indimenticabile estate, ci si preparava ad organizzare un viaggio, nelle Repubbliche Baltiche, ma sostituito, per motivi organizzativi, verso Praga e la Boemia. La novit\u00e0 non era questa, la visita dei paesi dell\u2019ex cortina di ferro, bens\u00ec il mezzo per arrivarci: la bici. Quasi 1.800 chilometri inframezzati dalle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3416,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3415"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3415"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3415\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3417,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3415\/revisions\/3417"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3416"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}