{"id":3377,"date":"2021-02-18T09:56:11","date_gmt":"2021-02-18T08:56:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3377"},"modified":"2021-02-21T08:40:28","modified_gmt":"2021-02-21T07:40:28","slug":"nuove-comunita-la-presenza-straniera-in-friuli-venezia-giulia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/02\/18\/nuove-comunita-la-presenza-straniera-in-friuli-venezia-giulia\/","title":{"rendered":"NUOVE COMUNIT\u00c0 &#8211; La presenza straniera in Friuli Venezia Giulia"},"content":{"rendered":"\n<p>a cura di Alessio Fornasin, Andrea Guaran, Gian Pietro Zaccomer &#8211; editore: ForumForum<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, gli stranieri in Italia sono oltre 5 milioni e nella nostra regione sono quasi 110.000. Valutare i loro comportamenti in ordine al livello di integrazione e alla partecipazione alla vita sociale assume una rilevanza tutt\u2019altro che marginale, e che ci riguarda tutti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-681x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3378\" width=\"311\" height=\"467\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-681x1024.jpg 681w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-768x1154.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-1022x1536.jpg 1022w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-1363x2048.jpg 1363w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-97x146.jpg 97w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-33x50.jpg 33w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina-50x75.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/copertina.jpg 1657w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Spesso, le ricerche sugli stranieri sembrano non tenere conto di un aspetto che invece \u00e8 essenziale per capire i loro comportamenti, siano essi sociali, economici, demografici. Gli stranieri vengono studiati come se avessero caratteristiche omogenee e queste caratteristiche sono poi messe a confronto con quelle del complesso dei cittadini italiani, offrendo non delle letture inesatte ma certamente comportando delle semplificazioni nel processo di analisi. Sebbene in ogni popolazione, come \u00e8 ovvio, si osservi una certa eterogeneit\u00e0, essa non \u00e8 mai cos\u00ec ampia come quella che invece si pu\u00f2 osservare tra pi\u00f9 popolazioni, in questo caso la moltitudine di gruppi di diversa provenienza che contraddistingue il mosaico degli stranieri residenti nel nostro paese. A parte il loro numero, distinto per paese di provenienza e per genere, le statistiche ufficiali li considerano in blocco. Nel dettaglio, infatti, non sappiamo nemmeno qual \u00e8 la loro distribuzione per et\u00e0, per tacere, poi, delle caratteristiche demografiche comunemente rilevate dalle statistiche ufficiali, come la sopravvivenza o la fecondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La linea comune dei lavori raccolti in questo volume \u00e8 di studiare la presenza straniera in Friuli Venezia Giulia non come un irrealistico insieme unico e omogeneo di persone, al limite ripartito per area geografica e paese di provenienza, ma come un insieme di gruppi con caratteristiche estremamente varie. La presenza straniera nella nostra regione \u00e8 oramai una realt\u00e0 consolidata. Essa si rinnova ogni anno per effetto di nuovi arrivi, anche di alcune ripartenze, e per la normale dinamica demografica: molti figli di stranieri, infatti, nascono nel nostro paese. Gli immigrati residenti provengono da oltre cento paesi del mondo, con cultura, tradizioni, lingua e, spesso, religione diverse. Gli adulti sono inseriti o tentano di inserirsi nel mondo del lavoro, anche come imprenditori. I pi\u00f9 giovani frequentano le scuole. Tutti sono coperti dal sistema di welfare. Negli ultimi anni, un numero sempre pi\u00f9 consistente di stranieri ha ottenuto la cittadinanza italiana e altri l\u2019avranno in futuro, ma molti di essi sono venuti al mondo e hanno vissuto all\u2019estero, a volte anche per tanti anni. Sono a tutti gli effetti italiani, ma, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, sono anche \u2018ex stranieri\u2019, vettori importanti di significativi e arricchenti processi transculturali. I flussi migratori passati, attuali e futuri, e le trasformazioni nel numero e nella composizione demografica di questi nuovi residenti e cittadini impongono alla nostra societ\u00e0 e al nostro sistema risposte sempre nuove e possibilmente in linea con le richieste avanzate. Questo volume parla proprio delle sfide che l\u2019immigrazione ci pone e dei diversi modi attraverso i quali possono essere affrontate.<\/p>\n\n\n\n<p>I lavori inseriti in questa raccolta sono stati quasi tutti presentati agli incontri dell\u2019Officina \u2018Demografia e territorio\u2019 tenuti a Pordenone (2018) e a Gorizia (2019).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervento di Roberto Costa della sede dell\u2019Istituto Nazionale di Statistica (Istat) di Trieste offre una panoramica generale sui flussi migratori nazionali e regionali. Dopo una breve introduzione ai tre grandi periodi storici delle migrazioni che hanno interessato il Belpaese dall\u2019unificazione in poi, il saggio conferma che, sulla base dei dati ufficiali, l\u2019Italia e certamente il Friuli Venezia Giulia si sono trasformate da \u2018terre di emigrazione\u2019 a \u2018terre di immigrazione\u2019. Per questi nuovi flussi di stranieri in entrata, si tratta soprattutto di fenomeni migratori \u2018da spinta\u2019, ossia legati alla ricerca di migliori condizioni economiche e sociali rispetto ai paesi di origine, ossia di quelli che spesso vengono brevemente definiti sulla stampa come \u2018migranti economici\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti, la crisi economica che ha investito il paese a partire dal 2008 ha sicuramente influito sui movimenti migratori non solo in entrata, ma anche verso l\u2019estero. In tale quadro, l\u2019analisi della tassonomia dei migranti assume una notevole importanza. In questo senso il lavoro di Costa rappresenta la solida base del Quaderno di Cantiere Friuli di Gian Pietro Zaccomer, volume che ora pu\u00f2 anche essere scaricato gratuitamente all\u2019indirizzo <a href=\"https:\/\/cantiere-friuli.uniud.it\/fileadmin\/user_upload\/Nuova_emigrazione.pdf\">https:\/\/cantiere-friuli.uniud.it\/fileadmin\/user_upload\/Nuova_emigrazione.pdf<\/a>, dedicato alla Nuova Emigrazione ossia al fenomeno dell\u2019espatrio dei connazionali con alta qualifica, pi\u00f9 noto nella lettura scientifica come \u2018brain drain\u2019 e sulla stampa italiana come \u2018fuga di cervelli\u2019, in particolare alla propensione all\u2019espatrio dei laureandi dell\u2019Universit\u00e0 di Udine.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro di Fabiana Fusco, docente di Linguistica presso l\u2019Universit\u00e0 di Udine, propone, invece, una lettura della componente straniera e della ricchezza che questa rinnovata presenza, quasi ventimila studenti, introduce all\u2019interno del mondo della scuola e conseguentemente nelle singole comunit\u00e0 sociali locali. Si tratta di un significativo patrimonio culturale e in particolare linguistico che la scuola, indipendentemente dall\u2019ordine e grado, non \u00e8 ancora nelle condizioni di valorizzare al meglio. Va considerato infatti che gli studenti con cittadinanza non italiana che frequentano gli istituti scolastici presenti sul territorio regionale rappresentano molte decine di nazionalit\u00e0 diverse. Questa variet\u00e0 plurale delle provenienze e del patrimonio linguistico e culturale che caratterizza le classi delle scuole del Friuli Venezia Giulia, in linea con il quadro nazionale, restituisce \u00abl\u2019immagine di un mondo fortemente articolato e diversificato al proprio interno, che richiede modalit\u00e0 di approccio e di intervento rispettose della diversit\u00e0 ma con un\u2019attenzione prioritaria alle dimensioni trasversali alle singole appartenenze\u00bb. L\u2019attenzione dell\u2019autrice mira in particolare a sostenere le notevoli opportunit\u00e0 connesse a una educazione linguistica in contesti classe caratterizzati dalla pluralit\u00e0 delle lingue conosciute e utilizzate. La sfida sta proprio nel saper comprendere, soprattutto a partire dal corpo docente, che \u00able competenze in lingua di origine (L1) possono essere trasferite nella L2, a condizione che lo sviluppo di entrambe proceda in sinergia\u00bb, come sottolinea l\u2019autrice, e non si crei la situazione che per promuovere, giustamente, l\u2019impiego corretto della lingua italiana si favorisca per\u00f2 la progressiva perdita dell\u2019uso di quella madre, determinando cos\u00ec un processo di impoverimento linguistico e culturale che ha ricadute sull\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro di Laura Rizzi, docente di Econometria presso l\u2019Universit\u00e0 di Udine, scritto con Michele Gobbato, Antonella Franzo e Loris Zanier si concentra sulla partecipazione delle donne di cittadinanza straniera al programma regionale di screening pap-test, e verifica quali sono le differenze nei livelli di partecipazione sulla base di questa caratteristica. Al di l\u00e0 dello specifico oggetto di studio, l\u2019articolo dimostra come la cittadinanza, e quindi le esperienze e i valori culturali maturati nei paesi di origine, influisce sui comportamenti e in particolare sui rapporti con la sanit\u00e0 pubblica. Secondo gli autori, leggere al meglio queste differenze di comportamento permetterebbe non solo di migliorare i livelli di salute della popolazione femminile, ma anche di regolare con pi\u00f9 efficacia i finanziamenti alla sanit\u00e0 pubblica regionale. Si tratta come si pu\u00f2 ben capire, di aspetti cruciali, che vanno ben oltre le questioni inerenti la sola componente straniera in Friuli Venezia Giulia. La quantit\u00e0 degli investimenti nella sanit\u00e0 e la loro allocazione rappresentano, infatti, alcune tra le sfide pi\u00f9 importanti del prossimo futuro, soprattutto in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, che tendenzialmente assorbir\u00e0 sempre pi\u00f9 risorse, e alla contrazione di coloro che saranno in et\u00e0 lavorativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo i tre interventi pi\u00f9 articolati il libro propone due schede tematiche riguardanti rispettivamente la scuola e l\u2019imprenditoria. Alessandra Rosset, dirigente presso il Centro provinciale di istruzione degli adulti di Pordenone, tratteggia le caratteristiche organizzative e il ruolo esercitato dalle strutture educative a vantaggio dell\u2019utenza adulta, anche in relazione alla cospicua componente straniera degli iscritti ai diversi corsi che queste strutture formative erogano. In particolare a favore di quest\u2019ultima categoria il Centro propone i corsi di alfabetizzazione in italiano come lingua seconda e quelli di educazione civica funzionali al superamento delle prove di accertamento finalizzate all\u2019acquisizione del permesso di lungo soggiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, il breve scritto di Mario Passon, responsabile dell\u2019Ufficio di Statistica della Camera di Pordenone e Udine, vuole invece fornire un quadro di riferimento relativo all\u2019anno 2018 per quanto riguarda le \u2018imprese straniere\u2019, ossia quelle in cui la partecipazione al controllo e alla propriet\u00e0 dell\u2019impresa \u00e8 detenuta in prevalenza da persone nate all\u2019estero. Nei limiti di una simile definizione, basata solo sul luogo di nascita, viene dimostrato come la presenza di questi operatori economici, in significativa espansione, sia ormai da considerarsi non come un elemento congiunturale, ma piuttosto come una componente strutturale dell\u2019economia italiana. L\u2019entrata dei cittadini nati all\u2019estero sta diventando importante non solo per le piccole imprese, ma anche nelle posizioni di rilievo delle societ\u00e0 di capitale: quelle guidate in maggioranza o totalmente da persone nate all\u2019estero sono 1.412, cresciute del 34% rispetto al 2014.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro si compone di cinque lavori diversi che propongono altrettante prospettive di lettura di un fenomeno complesso e non liquidabile in formule semplicistiche. Cinque proposte che cercano di mettere in luce come l\u2019immigrazione non rappresenta solo un problema, ma offre anche delle opportunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro dal titolo \u201cNuove comunit\u00e0. La presenza straniera in Friuli Venezia Giulia\u201d, facente parte della collana dei Quaderni di Cantiere Friuli, \u00e8 scaricabile da \u00a0<a href=\"https:\/\/cantiere-friuli.uniud.it\/editoria-1\"><\/a><a href=\"https:\/\/cantiere-friuli.uniud.it\/editoria-1\/nuove-comunita\">https:\/\/cantiere-friuli.uniud.it\/editoria-1\/nuove-comunita<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Alessio Fornasin, Andrea Guaran, Gian Pietro Zaccomer &#8211; editore: ForumForum Oggi, gli stranieri in Italia sono oltre 5 milioni e nella nostra regione sono quasi 110.000. Valutare i loro comportamenti in ordine al livello di integrazione e alla partecipazione alla vita sociale assume una rilevanza tutt\u2019altro che marginale, e che ci riguarda tutti. 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