{"id":3367,"date":"2021-02-12T15:32:39","date_gmt":"2021-02-12T14:32:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3367"},"modified":"2021-02-12T15:32:40","modified_gmt":"2021-02-12T14:32:40","slug":"gorizia-rivoluzione-in-corso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/02\/12\/gorizia-rivoluzione-in-corso\/","title":{"rendered":"Gorizia: Rivoluzione in Corso?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marko Marin\u010di\u010d del 12\/02\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Chi scrive era ancora un giovane cronista quando, nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980, regnante il sindaco Antonio Scarano, il Comune di Gorizia fece elaborare un organico piano del traffico. Non so da chi venne l\u2019 impulso essendo il sindaco espressione dell\u2019allora ancora potentissima e immobilista lobby dei commercianti goriziani. La Jugoslavia non si era ancora dissolta, il commercio viveva della rendita del confine. La citt\u00e0 era quotidianamente invasa da migliaia di acquirenti sloveni e persino croati ed altri. Piazza Vittoria era ancora un caotico e degradato parcheggio, nelle storiche vie Garibaldi, Mazzini, Rastello le automobili arrancavano, seppur a fatica, e i pedoni si muovevano circospetti, rasente i muri, sui quasi inesistenti marciapiedi, per non farsi investire. Di piste ciclabili favoleggiavano solo alcuni rari utopisti. Si diceva esistessero in Olanda, come i mulini a vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, in quel contesto un gruppo di competenti progettisti, dopo aver studiato dettagliatamente i flussi e la conformazione urbana, elabor\u00f2 l\u2019unica proposta sensata e possibile per uno snellimento del traffico automobilistico in una citt\u00e0 a sviluppo longitudinale, come Gorizia: due direttrici a senso unico, una in entrata citt\u00e0 sull\u2019asse delle vie Di Manzano, d\u2019Aosta, Sauro, De Gasperi e Roma fino a Piazza Vittoria, l\u2019altra lungo Corso Verdi e Corso Italia in direzione sud. In futuro tale proposta avrebbe persino potuto aprire la via alla progressiva pedonalizzazione di Corso Verdi e delle vie laterali con lo spostamento del flusso di veicoli su Via Cadorna.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella proposta venne accolta dai commercianti e dall\u2019amministrazione locale, espressa dagli stessi, come una bestemmia in chiesa. L\u00ec ebbe inizio la maledizione che ancora incombe sul piano del traffico cittadino. Nei tre decenni abbondanti che seguirono, nessuno ebbe pi\u00f9 il coraggio di attuare un organico piano della mobilit\u00e0 urbana sostenibile, come oggi si dice. Nel frattempo, il commercio and\u00f2 lo stesso in malora, non a causa dei paventati limiti al libero scorrazzare dei SUV, ma perch\u00e8 il mondo si era evoluto, il flusso di acquirenti transfrontalieri si era dapprima interrotto e poi invertito. Ci fu qualche parziale tentativo di riqualificazione del centro urbano, si fecero le prime limitate oasi pedonali, persino in un breve tratto di Corso Verdi con gran profitto e soddisfazione dei negozianti e dei gestori dei locali prospicienti che meglio di altri colleghi sopravvissero alla crisi. Si fecero alcuni percorsi ciclabili, sconclusionati e pericolosi, ricavati com\u2019erano sui marciapiedi e sui controviali del Corso, dove i ciclisti venivano costretti a pericolosi slalom tra pedoni e tavolini dei bar.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma un vero piano della mobilit\u00e0 urbana, quello no. Nessuno, nemmeno nella breve parentesi della giunta di centrosinistra nei primi anni 2000, ebbe il coraggio di attuarlo. E non ce l\u2019ha nemmeno l\u2019attuale giunta Ziberna, alla quale pur bisogna dare atto di avere abbattuto un tab\u00f9 nel centrodestra avviando con l\u2019attuazione del senso unico in Corso Italia una parziale riforma, da subito e impropriamente battezzata \u201crivoluzione\u201d dalla stampa locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Rivoluzione sarebbe stata se Gorizia, prossima capitale europea della cultura, avesse preso esempio da qualche capitale europea. Da Parigi, ad esempio, dove la sindaca socialista Anne Hidalgo, dopo aver pedonalizzato numerose piazze e strade realizzando nel contempo un\u2019efficace rete ciclabile, sta avviando la pedonalizzazione <strong>degli Champs-\u00c9lys\u00e9es. Da autostrada urbana ad 8 corsie percorsa ogni ora da pi\u00f9 di 3 mila automobili, questo viale di quasi 2 chilometri si trasformer\u00e0 progressivamente in parco urbano ad uso esclusivo di pedoni e ciclisti. Non lo si far\u00e0 solo con qualche modifica della segnaletica orizzontale, come si sta facendo in Corso Italia a Gorizia, ma sventrando l\u2019asfalto, piantando alberi&nbsp; e siepi, creando aiuole e laghetti, dando spazio ai pedoni, ai dehors dei bar e alle griffes commerciali pi\u00f9 prestigiose i cui titolari plaudono entusiasti all\u2019intervento.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A Gorizia no. Per molto meno si \u00e8 trovato qualcuno che senza il minimo senso del ridicolo parla si \u201cscempio\u201d. Bisogna dare atto al sindaco Rodolfo Ziberna, vista la congrega politica di cui si circonda, di aver dimostrato un qualche coraggio. L\u2019intervento in Corso Italia ha alcuni contenuti apprezzabili. Vediamoli. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. Restituisce i controviali ai pedoni, ai tavolini dei bar, agli esercizi commerciali, togliendo l\u2019attuale pericolosa e impropria pista ciclabile. Si recuperano cos\u00ec spazi di vivibilit\u00e0 urbana a tutto vantaggio delle attivit\u00e0 economiche ivi presenti; <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Si realizza, finalmente, una adeguata e pi\u00f9 sicura pista ciclabile, ricavandole uno spazio protetto sull\u2019attuale sede stradale; <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Si snellisce e ci si avvia timidamente a limitare il traffico automobilistico per mezzo del senso unico, seppur probabilmente nel senso sbagliato, come si dir\u00e0 in seguito.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo oltre 30 anni di immobilismo, non \u00e8 poco. Finalmente si va nella direzione giusta, ma lo si fa con troppa timidezza, in modo parziale, senza una visione organica della mobilit\u00e0 urbana. Si finisce cos\u00ec per scontentare un po\u2019 tutti. Detto dei punti positivi, vediamo quelli negativi. Anche questi sono essenzialmente tre. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. La fila di parcheggi ricavati al centro della carreggiata, a ridosso della nuova ciclabile: esteticamente sono una bruttura, ma sono anche un pericolo per i ciclisti (apertura improvvisa di portiere) e un ostacolo al fluire dei veicoli. Il tutto per ricavare qualche decina di posti macchina, mentre se ne potrebbero ricavare diverse centinaia (e liberare altrettanti spazi di superficie) realizzando un decente parcheggio multipiano nell\u2019adiacente via Manzoni; <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Il senso di marcia veicolare previsto \u00e8 sbagliato e porter\u00e0 all\u2019inutile incrociarsi dei flussi in entrata\/uscita dalla citt\u00e0 sulla rotonda di Piazzale Saba; molto meglio sarebbe stato il senso unico in uscita sul Corso e, magari, il senso unico in entrata citt\u00e0 lungo Via d\u2019Aosta, come indicava il gi\u00e0 citato piano del traffico abortito negli anni \u201980; <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Legato a questo \u00e8 il problema della mancanza di un progetto organico; bene la ciclabile in Corso, la prima decente a Gorizia, bene il tentativo di rendere pi\u00f9 vivibile \u201cil salotto buono\u201d della citt\u00e0, ma tutto ci\u00f2 va inserito in un piano complessivo di riorganizzazione della mobilit\u00e0 urbana, considerando anche le esigenze e i possibili miglioramenti della rete del trasporto pubblico. In mancanza di una visione pi\u00f9 organica \u00e8 invece troppo facile prevedere i contraccolpi negativi con ingorghi e intasamenti che si stanno gi\u00e0 vedendo sull\u2019asse di Via d\u2019Aosta e che probabilmente richiederanno a breve interventi correttivi.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Purch\u00e8 a questi si arrivi e non si decida di tornare indietro sull\u2019onda del putiferio che l\u2019intervento in Corso sta scatenando nel centrodestra. Quattro consiglieri comunali, gi\u00e0 da tempo per vari motivi in rotta di collisione col sindaco, hanno gi\u00e0 scatenato la gazzarra al grido di NO alla ciclabile, SI al libero fluire delle auto. La raccolta di firme avviata sembra attirare molte allodole: chi nel 2021 pensa ancora che il centro cittadino debba essere dedicato in primo luogo alle automobili, chi sul tema sfoga malesseri esistenziali, chi da odiatore professionale sui social non vuole perdere anche questa occasione, chi \u201cno se pol\u201d e basta, chi masochisticamente si mobilita contro i propri stessi interessi. Per paradosso, infatti, alcuni titolari di pubblici esercizi, che coi propri tavolini sui controviali del Corso sarebbero tra i principali beneficiari della nuova viabilit\u00e0, stanno raccogliendo firme per ripristinare lo \u201cstatus quo ante\u201d. Verrebbe voglia di fargli sloggiare i tavolini e disegnare un paio di posti auto sul controviale davanti agli ingressi dei loro bar\u2026<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La rivolta sta scuotendo il centrodestra, tanto che il sindaco ha messo sul piatto la minaccia delle dimissioni nel caso che i mal di pancia portassero alla perdita della maggioranza in occasione del prossimo voto sul bilancio. La vicenda del Corso in s\u00e9 non \u00e8 di portata tale da scalfire il consolidato sistema di potere locale, ma potrebbe rivelarsi essere il catalizzatore di tanti rancori e malumori nei confronti dell\u2019attuale amministrazione. La caratura dei malpancisti e la loro confusione di idee non sembra portare ad alcuno sbocco che non sia l\u2019eterno immobilismo. Ci vorrebbe forse qualcuno che sul piano della mobilit\u00e0 urbana come su tanti altri temi che richiedono piani organici e visioni di futuro della citt\u00e0 sapesse e volesse fare un salto di qualit\u00e0. Il centrodestra propone timidezza o restaurazione. E il centrosinistra? Se c\u2019\u00e8, che batta un colpo.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marko Marin\u010di\u010d del 12\/02\/2021 Chi scrive era ancora un giovane cronista quando, nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980, regnante il sindaco Antonio Scarano, il Comune di Gorizia fece elaborare un organico piano del traffico. Non so da chi venne l\u2019 impulso essendo il sindaco espressione dell\u2019allora ancora potentissima e immobilista lobby dei commercianti goriziani. La Jugoslavia non si era ancora dissolta, il commercio viveva della rendita del confine. La citt\u00e0 era quotidianamente invasa da migliaia di acquirenti sloveni e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3368,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3367"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3367"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3369,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3367\/revisions\/3369"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3368"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}