{"id":3364,"date":"2021-02-12T15:31:03","date_gmt":"2021-02-12T14:31:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3364"},"modified":"2021-02-12T15:31:04","modified_gmt":"2021-02-12T14:31:04","slug":"prendersi-cura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/02\/12\/prendersi-cura\/","title":{"rendered":"Prendersi cura"},"content":{"rendered":"\n<p>di Bianca Della Pietra del 12\/02\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il messaggio di papa Francesco ci richiama a prenderci cura: \u201cla cura del prossimo \u00e8 il vaccino del cuore\u201d e l\u2019augurio &#8220;Sar\u00e0&nbsp;un buon anno se ci prenderemo cura degli altri&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Come non ritornare con il pensiero a Don Milani e alla scuola di Barbiana aperta nel 1954. Qui, nell\u2019originario edificio in comune di Vicchio, c\u2019\u00e8 un monito appeso alla parete dell\u2019ingresso I CARE, scritto proprio cos\u00ec, in inglese. Io me ne occupo, Io me ne curo, il significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi 54 anni sono passati dalla morte di Don Milani<\/p>\n\n\n\n<p>Alla ripresa della scuola in presenza diverse voci si levano chi a favore della didattica a distanza e della sua efficacia, nonostante tutto e chi invece sostiene che essa non pu\u00f2 assolutamente sostituire quella in presenza, sottolineando spesso gli aspetti relativi alle mancanze piuttosto che quelli positivi, comunque positivi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLucio che aveva 36 mucche nella stalla disse &lt;&lt;La scuola sar\u00e0 sempre meglio della merda&gt;&gt;\u201d Questo recita un altro documento appeso all\u2019interno. Tutte le nostre valutazioni sono sempre in rapporto a qualcosa. In questo caso, la condizione degli alunni di cui Don Lorenzo si occupava era di lavoratori dei campi, fin da piccoli e fino alla fine dei loro giorni, senza altre prospettive. La scuola apriva alle ore 8 e chiudeva alle 20. Per frequentarla erano richiesti alle famiglie una tuta di gomma, un paio di stivali, la borsa con il tegamino e una lampadina per rientrare a casa dato che a quell\u2019ora faceva buio. Il principio della scuola era che non c\u2019\u00e8 limite all\u2019imparare e che questo serve a diventare sovrani, cio\u00e8 \u201c\u2026l\u2019obbedienza non \u00e8 ormai pi\u00f9 una virt\u00f9, ma la pi\u00f9 subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo n\u00e9 davanti agli uomini n\u00e9 davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l\u2019unico responsabile di tutto.\u201d (da Lettera ai giudici)<\/p>\n\n\n\n<p>Con questa introduzione vorrei sostenere due discorsi che vedo interconnessi tra di loro:<\/p>\n\n\n\n<p>l\u2019apprendimento come stato e disposizione mentale duratura, cui la fase della scolarit\u00e0 fa da supporto e da organizzatore;<\/p>\n\n\n\n<p>la cura come condizione della vita umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Che impariamo per tutta la vita \u00e8 un dato di fatto. Spesso per\u00f2 quest\u2019azione (imparare \u00e8 un\u2019attivit\u00e0) viene investita di significati limitati e precari legati a specifiche fasi della vita, a precisi contesti o necessit\u00e0: si impara quando si frequenta la scuola, quindi quando si \u00e8 giovani o si deve imparare quando si affronta una situazione nuova, ad esempio un lavoro, allora si deve. E spesso questo vissuto abbastanza di frequente come qualcosa che, rompendo le abitudini, provoca un certo disequilibrio, disarmonia se non vero e proprio sconquasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mai come in questo tempo di pandemia abbiamo dovuto imparare a comportarci ad esempio, secondo regole che ci erano finora estranee e che pare debbano durare lo spazio\/tempo di un colore: rosso, arancione o giallo. Nel colore bianco addirittura che possiamo dimenticarcele. L\u2019apprendimento ha bisogno di tempi lunghi e di rinforzi che possano aiutarci a stabilire quelle connessioni neuronali che costituiranno tracce mnestiche, cio\u00e8 di memoria, tali da poter entrare a far parte di quello che si chiama comunemente \u201cbagaglio di apprendimento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E la capacit\u00e0 riflessiva, tipica dell\u2019essere umano, unita alla parola strumento del pensiero e della comunicazione ci consentono di progredire nel percorso di apprendimento, anche prendendo strade diverse da quelle di partenza sulla base di scelte pi\u00f9 o meno ponderate o razionali, ma sempre scelte di cui portiamo la responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nevio Santini, alunno di Don Milani racconta, \u201cNon c\u2019\u00e8 mai limite di imparare. Si deve imparare sempre e da tutti\u201d. E continua:&nbsp;\u201cA 17 anni non avevo pi\u00f9 paura di nulla, mi sentivo di essere diventato come lui ci classificava: \u2018un giovane sovrano\u2019. Perch\u00e9 Barbiana era una scuola di vita, bisognava imparare tutto di quel che poi ci poteva servire nella vita: non si stava tanto a studiare geografia, matematica, storia quanto l\u2019insegnamento di vita&nbsp; portandoci a conoscere tutti i giorni le necessit\u00e0 e le opportunit\u00e0 che avevamo davanti per immetterci in questa vita nuova: ecco perch\u00e9 ci \u00e8 servito il suo insegnamento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche adesso che la scuola vive un tempo diverso, per alcuni \u00e8 stato sospeso, per altri ha continuato con regolarit\u00e0, gli alunni imparano. Anzi hanno la grande occasione di imparare come funziona la scuola (organizzazione, chi fa cosa, chi dipende da chi), come funziona il digitale o meglio, come potrebbe funzionare e magari non funziona per tutti. Quindi chi ha diritto e possibilit\u00e0 di accesso (v. in proposito J. Rifkin) e chi ne ha di meno o per nulla, quanto contino i rapporti sociali (e non solo in ambito scolastico), quanto difficile sia imparare da soli, alla fine. La scuola \u00e8 la vita, a distanza o in presenza, non \u00e8 solo per la vita. Vale per tutti, alunni, insegnanti e genitori, ministri compresi.<\/p>\n\n\n\n<p>E di quello che abbiamo dobbiamo aver cura, per quel che c\u2019\u00e8, nodo o snodo anche per quel che sar\u00e0, spesso frutto di quel che \u00e8 stato.<\/p>\n\n\n\n<p>La salita che conduce alla scuola di Barbiana e quel cartello I CARE che si trova in entrata costituiscono immagini mentali di supporto alla fatica dell\u2019apprendere e ci\u00f2 che ci conquistiamo con fatica, ha maggior valore ma richiede cura continua.<\/p>\n\n\n\n<p>La cura che va data alle persone, di ogni provenienza e cultura, considerando gli alunni appunto come persone, portatrici di diritti e storie da conoscere e rispettare, ma cura anche degli spazi e dei materiali. Assolutamente sciocca \u00e8 stata l\u2019attenzione mediatica ai banchi delle scuole (con rotelle o senza). Nel vedere le immagini delle aule che dopo l\u2019estate avrebbero ospitato gli studenti, in particolare delle scuole dalla primaria in poi chiunque avrebbe capito che in quegli spazi l\u2019apprendimento sarebbe dipeso solo dai suoi frequentatori, senza mediazioni di oggetti e spazi: assolutamente poco realistico, se non per i super strutturati con un senso del dovere smisurato ma, forse, senza senso critico. Per contrasto poi sui <em>social<\/em> comparivano \u201cgli asili nel bosco\u201d (asili, parola da dimenticare), le scuole all\u2019aperto, le immagini di studenti fuori dalle loro scuole con i computer. Veniva cos\u00ec messa in opposizione una scuola ricca di stimoli con una scuola nuda, ma di cui, comunque, si sentiva il bisogno. La scuola \u00e8 un importante organizzatore del pensiero e del comportamento. Necessita di attenzione e cura costante, non solo mediatica e impossibile da attuare con il continuo cambio di responsabili\/ministri\/dirigenti scolastici che con la loro presenza spesso vogliono marcare un territorio piuttosto che far crescere il senso civico&nbsp; che all\u2019interno dovrebbe svilupparsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur nei limiti della visione di Don Milani, dovuti al tempo storico e alle sue scelte di vita, che ne fanno un insegnante-missionario in qualche modo, l\u2019importanza che egli attribuisce alla scuola come \u201cl\u2019ottavo sacramento\u201d dovrebbe farci riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p>E lo strumento principe \u00e8 la parola che, come dice ancora Don Milani, \u201c\u00e8 la chiave fatata che apre ogni porta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole usate oggi in politica per descrivere la scuola sembrano rientrare pi\u00f9 nel vocabolario dei venditori urlatori che in quello dell\u2019istituzione che si preoccupa dell\u2019apprendimento, che ne ha cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dialogo di Giorgio Gaber sembra rappresentarlo bene soprattutto negli effetti che produce:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSecondo me quella sedia l\u00ec va spostata<\/p>\n\n\n\n<p>Anche secondo me quella sedia l\u00ec va spostata<\/p>\n\n\n\n<p>Facile dirlo quando l&#8217;han detto gli altri<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 per questo sono anni che lo dico e nessuno mi ascolta<\/p>\n\n\n\n<p>Da una approfondita analisi storica e sociologica viene fuori che quella sedia pesa dai nove ai dieci chili<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono d&#8217;accordo. Dai sondaggi il 2% degli intervistati dice che pesa dai cinque ai sei chili, il 3% dai sei ai sette chili, il 95% non lo so e non me ne frega niente. Basta che la spostiate<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me per spostarla bisognerebbe prenderla con cautela per la spalliera e la metterla da un&#8217;altra parte<\/p>\n\n\n\n<p>Eccesso di garantismo. Al punto in cui siamo non resta che affidarsi a una figura autorevole e competente, forse un tecnico. Magari di destra appoggiato dalle sinistre<\/p>\n\n\n\n<p>Un tecnico? No, un tecnico non pu\u00f2 garantire la stabilit\u00e0 della sedia e poi costituisce un&#8217;anomalia antidemocratica e anticostituzionale<\/p>\n\n\n\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec cambiamo la Costituzione<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una cosa che si pu\u00f2 fare da un giorno all&#8217;altro. Nel frattempo propongo di indire un referendum<\/p>\n\n\n\n<p>Non si troveranno mai 500.000 firme per spostare una sedia<\/p>\n\n\n\n<p>E allora non c&#8217;\u00e8 scelta: elezioni anticipate<\/p>\n\n\n\n<p>No, le elezioni oggi no. Sarebbe troppo grave per il Paese. Forse domani<\/p>\n\n\n\n<p>Rimane il problema urgente della sedia da spostare<\/p>\n\n\n\n<p>Su questo sono d&#8217;accordo. Pu\u00f2 essere un punto di incontro<\/p>\n\n\n\n<p>Parliamone Parliamone Parliamone Parliamone\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Forse per questo sono stati inventati i banchi con le rotelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Siti e testi consultati:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-tuttoscuola\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"CBNPlhwcou\"><a href=\"https:\/\/www.tuttoscuola.com\/ascolto-barbiana-dialogo-nevio-santini-alunno-don-milani\/\">In ascolto di Barbiana. Dialogo con Nevio Santini, alunno di don Milani<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;In ascolto di Barbiana. 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