{"id":3361,"date":"2021-02-12T15:29:22","date_gmt":"2021-02-12T14:29:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3361"},"modified":"2021-02-12T15:29:22","modified_gmt":"2021-02-12T14:29:22","slug":"destra-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/02\/12\/destra-sinistra\/","title":{"rendered":"Destra\/Sinistra"},"content":{"rendered":"\n<p>di\u00a0Marco Almagisti e Paolo Graziano\u00a0da Italiani Europei del 29\/01\/2021 \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 la presenza di un governo a sancire la differenza fra la demo\u00adcrazia liberale e gli altri tipi di sistema politico. I governi, infatti, sono presenti in tutti i sistemi politici: democratico-liberali, autori\u00adtari e totalitari. Elemento specifico delle democrazie liberali, oltre a un suffragio universale effettivo, \u00e8 l\u2019esistenza di un\u2019opposizione legal\u00admente e socialmente riconosciuta. Non si comprende la specificit\u00e0 della cittadinanza democratica senza fare riferimento alla possibilit\u00e0 di dissenso etico e politico radicata nella libert\u00e0 di critica.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note1\"><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Alessandro Pizzorno sono le peculiarit\u00e0 della storia euro\u00adpea a consentire, a seguito dell\u2019affermazione della libert\u00e0 religiosa, anche il conseguimento della libert\u00e0 politica; ci\u00f2 accade quando di\u00adviene possibile, per utilizzare una sua efficace espressione, \u00abtrasferire il contenuto del foro interno dell\u2019individuo sul foro esterno\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note2\"><strong><sup>2<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;Per effetto di tale libert\u00e0 di critica del potere politico, nascono all\u2019in\u00adterno dell\u2019assemblea parlamentare i concetti di \u201cmaggioranza\u201d e di \u201copposizione\u201d, termini che inizialmente stanno a indicare i favore\u00advoli e i contrari alla politica del monarca e che producono anche un\u2019immagine spaziale di contrapposizione politica palese: l\u2019andarsi a posizionare, all\u2019interno dell\u2019aula di Westminster, dei parlamentari favorevoli all\u2019esecutivo da un lato e quelli contrari dall\u2019altro (con in mezzo all\u2019emiciclo, la presenza di una sedia vuota, rappresentante la Corona), rende il transito da una parte all\u2019altra anche un gesto simbolico.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note3\"><strong><sup>3<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;\u00c8 soprattutto nel corso del Settecento che l\u2019esigenza di contenere i poteri degli esecutivi induce i rappresentanti nei Parla\u00ad menti a istituzionalizzare progressivamente i propri comportamenti e a stabilizzare i differenti ruoli degli schieramenti parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<p>Per effetto di demarcazioni simboliche molto marcate \u00abnel corpo le\u00adgislativo, ci\u00f2 che prima era fazione divenne un partito politico. Chi era \u201cdentro\u201d al governo del momento si trovava contro chi era \u201cfuo\u00adri\u201d, secondo un meccanismo che in Gran Bretagna cominci\u00f2 a esse\u00adre ufficialmente etichettato come la leale opposizione a sua maest\u00e0. Nell\u2019Inghilterra del XVIII secolo, la fazione che sosteneva il monarca e la fazione opposta, appoggiata dalla maggioranza della nobilt\u00e0 di campagna, si trasformarono gradualmente in&nbsp;<em>tory&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>whig<\/em>. Nel corso dello stesso secolo, in Svezia, le due formazioni avverse del Parlamen\u00adto si definivano scherzosamente i cappelli e i berretti\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note4\"><strong><sup>4<\/sup><\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo scorcio del Settecento, sempre dentro a un\u2019assemblea parlamentare, stavolta quella francese, nelle settimane tumultuose successive alla presa della Bastiglia, acquisiscono significato politico i termini \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d. Nelle sedute tra la fine di agosto e i primi di settembre 1789 l\u2019assemblea si divide a met\u00e0: i sostenitori del mantenimento del veto reale sulle leggi si siedono alla destra del pre\u00adsidente e i contrari alla sua sinistra.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note5\"><strong><sup>5<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;Sono esigenze funzionali, legate alla celerit\u00e0 nelle operazioni di conteggio dei voti che producono una distinzione spaziale fra conservatori e progressisti. Esistono analisi ar\u00adticolate orientate a evidenziare la fragilit\u00e0, se non la natura fuorviante, di tale distinzione.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note6\"><strong><sup>6<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;Eppure, tali termini hanno caratterizzato lo sce\u00adnario politico dell\u2019intero Novecento e, anche oggi, li possiamo ritro\u00advare intrecciati ai riferimenti valoriali delle differenti culture politiche caratterizzanti l\u2019azione di milioni di persone. Come \u00e8 stato possibile?<\/p>\n\n\n\n<p>Baster\u00e0 solo accennare, in questa sede, a come tale distinzione di\u00adventa un crinale cruciale della politica moderna, quando, in seguito ai cicli di mobilitazione scaturiti dalla rivoluzione industriale, nuovi partiti, diramatisi dal tronco del movimento operaio, entrano nelle istituzioni rappresentative di conio liberale e devono prendere po\u00adsto nelle aule parlamentari. In altri termini, la distinzione fra destra e sinistra diviene uno dei criteri distintivi principali della politica moderna quando si sovrappone a una cruciale linea di frattura che attraversa la societ\u00e0: quella che separa il \u201ccapitale\u201d dal \u201clavoro\u201d.<strong><sup><a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note7\">7<\/a>&nbsp;<\/sup><\/strong>Se\u00ad condo Stein Rokkan, la notevole stabilit\u00e0 di molti sistemi partitici del Novecento si spiega con la perdurante connessione fra le linee di frattura che attraversano la societ\u00e0 e l\u2019offerta politica, intesa quale insieme delle formazioni significative presenti nel sistema partitico. Le societ\u00e0 sono attraversate da molteplici conflitti, ma soltanto quelli pi\u00f9 intensi e prolungati danno origine a linee di frattura durature. Il presidio organizzativo dei partiti sulle principali linee di frattura avrebbe conferito, secondo Rokkan, una notevo\u00adle stabilit\u00e0 e viscosit\u00e0 ai sistemi politici europei nel Novecento.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note8\"><strong><sup>8<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;In particolare, la linea di frat\u00adtura capitale\/lavoro sarebbe stata tematizzata in modo differente nei diversi paesi nel corso del Novecento, a opera dei partiti originati dal mo\u00advimento operaio che hanno rivendicato maggio\u00adre uguaglianza, formale e materiale, per il mon\u00addo del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, cos\u00ec si \u00e8 espresso Norberto Bobbio negli anni Novanta: \u00ab\u201cDestra\u201d e \u201csinistra\u201d sono due termini antitetici, che da pi\u00f9 di due se\u00adcoli sono impiegati abitualmente per designare il contrasto delle ideologie e dei movimenti in cui \u00e8 diviso l\u2019universo, eminentemente conflittuale, del pensiero e delle azioni politiche [\u2026]. Destra e sinistra non sono parole che designa\u00adno contenuti fissati una volta per sempre. Possono designare diversi contenuti secondo i tempi e le situazioni [\u2026]. [Si pu\u00f2 sostenere che] la distinzione tra destra e sinistra si richiama al diverso giudizio posi\u00adtivo (sinistra) o negativo (destra) sull\u2019ideale dell\u2019uguaglianza\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note9\"><strong><sup>9<\/sup><\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua analisi, Bobbio evidenzia come destra e sinistra siano ter\u00admini: a) cangianti nel tempo e nello spazio, sebbene tendenzialmente caratterizzati da una differenza di giudizio riguardo alla questione dell\u2019uguaglianza; b) in grado di produrre ordine e riconoscimento all\u2019interno dell\u2019universo conflittuale del politico; c) insufficienti, tut\u00adtavia, a definire nella completezza il prisma delle possibili posizioni politiche. Infatti, l\u2019uguaglianza \u00e8 solo una delle dimensioni di conte\u00adnuto attraverso le quali possiamo guardare ai sistemi politici. Un\u2019al\u00adtra dimensione fondamentale \u00e8 costituita dalla libert\u00e0, quale criterio che distingue le ideologie e gli attori liberali dagli altri. Pertanto, la distinzione politica fondamentale, per Bobbio, non \u00e8 mai solo fra destra e sinistra, bens\u00ec anche fra posizioni liberali (di destra o di sini\u00adstra) e posizioni illiberali (di destra o di sinistra).<\/p>\n\n\n\n<p>In vari paesi europei, nel corso degli ultimi anni hanno preso vigore elettorale diversi partiti definiti \u201cneopopulisti\u201d.<strong><sup><a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note10\">10<\/a>&nbsp;<\/sup><\/strong>Tali partiti hanno fatto della crisi delle ideologie novecentesche \u2013 e della critica alla conseguente convergenza programmatica fra i partiti mainstream \u2013 un cavallo di battaglia, ridefinendo la propria offerta politica a partire dalla centralit\u00e0 di un popolo \u201cpuro\u201d da contrap\u00adporre alle \u00e9lite \u201ccorrotte\u201d. Nel dirsi \u201cfieramen\u00adte populisti\u201d, i leader neopopulisti cercano di smantellare discorsi incentrati sulle grandi ide\u00adologie del Novecento e di valorizzare la presunta unit\u00e0 del popolo, maggioritario per definizione. Tuttavia, anche i partiti neopopulisti si differen\u00adziano tra di loro, giacch\u00e9 alcuni \u2013 come Pode\u00admos o SYRIZA \u2013 abbracciano una definizione estensiva e inclusiva di popolo, mentre altri \u2013 come Rassemblement National e Alternati\u00adve f\u00fcr Deutschland \u2013 intendono il popolo in un\u2019accezione nativista, sovranista e\/o nazionalista.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note11\"><strong><sup>11<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;Pertanto, la contrapposizione esclusio\u00adne\/inclusione consente di articolare meglio le distinzioni all\u2019inter\u00adno della galassia dei nuovi partiti di protesta anti-establishment e di comprendere quali rapporti essi possano instaurare con i partiti pi\u00f9 tradizionali, di destra e di sinistra. Lungi dall\u2019essere espressione di una fiammata momentanea, i nuovi partiti di protesta \u00abhanno anco\u00adrato gli elettori insoddisfatti e l\u2019opinione pubblica e, quindi, hanno effettivamente trasformato la protesta in partecipazione (elettorale e non solo) istituzionalizzata, azione parlamentare e in alcuni casi [\u2026] azione di governo\u00bb.<a href=\"https:\/\/www.italianieuropei.it\/italianieuropei-12021\/item\/4456-destra\/sinistra.html#note12\"><strong><sup>12<\/sup><\/strong><\/a>&nbsp;L\u2019istituzionalizzazione di tali formazioni con\u00adtribuisce a ridefinire composizione e dinamiche dei diversi sistemi politici. All\u2019interno di tali sistemi la distinzione destra\/sinistra conti\u00adnuer\u00e0 a essere uno dei criteri di differenziazione fra le forze politiche? Oppure verr\u00e0 sostituita dalla nuova contrapposizione esclusione\/in\u00adclusione che differenzia i partiti neopopulisti? A nostro avviso ci\u00f2 dipender\u00e0 soprattutto dalla capacit\u00e0 dei partiti mainstream di tor\u00adnare a riempire le categorie \u201cdestra\u201d e \u201csinistra\u201d di contenuti, ossia di articolare proposte politiche e programmatiche fra loro differenziate e di saper interloquire con i nuovi partiti di protesta, sulla base delle differenze che gli stessi partiti neopopulisti mostrano fra loro.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>[1] L. Baccelli,&nbsp;<em>Critica del repubblicanesimo<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2003; N. Urbinati,&nbsp;<em>Li\u00adberi e uguali. Contro l\u2019ideologia individualista<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2011.<\/p>\n\n\n\n<p>[2] A. Pizzorno,&nbsp;<em>La democrazia di fronte allo Stato. Una discussione sulle difficolt\u00e0 della politica moderna. Annale 2010 della Fondazione Feltrinelli<\/em>, Feltrinelli, Milano 2011.<\/p>\n\n\n\n<p>[3] K. Kluxen (a cura di),&nbsp;<em>Parlamentarismus<\/em>, Kiepenheuer und Witsch, Colonia 1976; G. Poggi,&nbsp;<em>La vicenda dello Stato moderno. Profilo sociologico<\/em>, il Mulino, Bologna 1978; A. Pizzorno,&nbsp;<em>Mutamenti nelle istituzioni rappresentative e sviluppo dei partiti politici<\/em>, in P. Bairoch, E. J. Hobsbawm (a cura di),&nbsp;<em>Storia d\u2019Europa<\/em>, vol. V,&nbsp;<em>L\u2019et\u00e0 contempora\u00adnea. Secoli XIX-XX<\/em>, Einaudi, Torino 1996.<br><br>[4] R. Dahl,&nbsp;<em>Sulla democrazia<\/em>, Laterza, Roma-Bari 2000.<\/p>\n\n\n\n<p>[5] P. J. B. Buchez, P. C. Roux-Lavergne,&nbsp;<em>Histoire parlamentaire de la R\u00e9volution fran\u00e7ai\u00adse<\/em>, vol. II, Paulin, Parigi 1834-38.<\/p>\n\n\n\n<p>[6] Si veda ad esempio C. Mich\u00e9a,&nbsp;<em>I misteri della sinistra. Dall\u2019ideale illuminista al trionfo del capitalismo assoluto<\/em>, Neri Pozza, Vicenza 2015.<\/p>\n\n\n\n<p>[7] S. Rokkan,&nbsp;<em>Stato, nazione e democrazia in Europa<\/em>, il Mulino, Bologna 2002.<br><br>[8] Si veda M. Almagisti,&nbsp;<em>Una democrazia possibile. Politica e territorio nell\u2019Italia contem\u00adporanea<\/em>, Carocci, Roma 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>[9] N. Bobbio,&nbsp;<em>Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica<\/em>, Donzelli, Roma 1994.<br><br>[10] P. Graziano<em>, Neopopulismi. Perch\u00e9 sono destinati a durare<\/em>, il Mulino, Bologna 2018.<\/p>\n\n\n\n<p>[11] C. Mudde, C. Rovira Kaltwasser,&nbsp;<em>Exclusionary vs. Inclusionary Populism: Compar-ing Contemporary Europe and Latino America<\/em>, in \u201cGovernment and Opposition\u201d, 2\/2013, pp. 147-74.<\/p>\n\n\n\n<p>[12] L. Morlino, F. Raniolo,&nbsp;<em>Come la crisi economica cambia la democrazia. Tra insoddisfa\u00adzione e protesta<\/em>, il Mulino, Bologna 2018, p. 175.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Marco Almagisti e Paolo Graziano\u00a0da Italiani Europei del 29\/01\/2021 \u00a0 Non \u00e8 la presenza di un governo a sancire la differenza fra la demo\u00adcrazia liberale e gli altri tipi di sistema politico. I governi, infatti, sono presenti in tutti i sistemi politici: democratico-liberali, autori\u00adtari e totalitari. Elemento specifico delle democrazie liberali, oltre a un suffragio universale effettivo, \u00e8 l\u2019esistenza di un\u2019opposizione legal\u00admente e socialmente riconosciuta. 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