{"id":3336,"date":"2021-01-31T09:47:51","date_gmt":"2021-01-31T08:47:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3336"},"modified":"2021-01-31T09:47:51","modified_gmt":"2021-01-31T08:47:51","slug":"il-giorno-del-ricordo-e-la-complessa-vicenda-del-confine-orientale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/01\/31\/il-giorno-del-ricordo-e-la-complessa-vicenda-del-confine-orientale\/","title":{"rendered":"Il Giorno del Ricordo e la complessa vicenda del confine orientale"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Stefano Pizzin<\/strong> del 31\/01\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cGiorno del Ricordo\u201d viene istituito per legge il 30 marzo del 2004. Nel primo articolo del provvedimento, frutto di una intensa discussione tra le diverse forze politiche, si indica il senso profondo di questa ricorrenza: \u201cLa Repubblica riconosce il 10 febbraio quale &#8220;Giorno del ricordo&#8221; al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u2019allora Presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a sintetizzare il senso di quel \u201cricordo\u201d e la necessit\u00e0 di recuperare un pezzo di storia d\u2019Italia che, per paura, strumentalizzazioni, e la cronica fatica del nostro Paese nel fare i conti con la propria storia, era stato lasciato nel dimenticatoio. \u201cQuesti drammatici avvenimenti formano parte integrante della nostra vicenda nazionale; devono essere radicati nella nostra memoria; ricordati e spiegati alle nuove generazioni. Tanta efferatezza fu la tragica conseguenza delle ideologie nazionalistiche e razziste propagate dai regimi dittatoriali responsabili del secondo conflitto mondiale e dei drammi che ne seguirono\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 stato solo l\u2019oblio, sceso per troppi anni su quelle vicende, a non rendere giustizia alle vittime e alla verit\u00e0, ma anche le troppe e interessate strumentalizzazioni che, pi\u00f9 che alla verit\u00e0, hanno mirato all\u2019ottenimento di tornaconti politici ed elettorali. Fare i conti con la propria storia, invece, tramandarne la complessit\u00e0, \u00e8 un atto di civilt\u00e0 necessario per ridare l\u2019onore e la giustizia a chi quelle vicende ha vissuto, per rendere migliore il nostro presente e preparare un futuro dove quelle tragedie non possano mai pi\u00f9 accadere.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettere sulle vicende delle foibe e dell\u2019esodo di molti italiani dall\u2019Istria, Fiume e la Dalmazia, ci obbliga a interrogarci sulla nostra identit\u00e0. Il tratto fondante di queste terre, della Venezia Giulia, \u00e8 il suo essere multilingue e multiculturale. Ci\u00f2 che e sempre stato innaturale e imposta a forza sono i confini, le barriere, la volont\u00e0 di imporre una sola storia e una sola cultura, quando la nostra terra \u00e8 sempre stata ricca di diversit\u00e0. Tutti gli orrori che abbiamo patito sono figli del nazionalismo, del razzismo e della volont\u00e0 di prevaricazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ripercorriamo la nostra storia dalla fine del primo conflitto mondiale, vediamo dipanarsi il veleno del nazionalismo, a partire dagli anni nei quali il fascismo ha strappato il tessuto multiculturale di queste terre per obbligarci a una camicia di forza nazionalista. Per molti anni a sloveni, croati e a tanti italiani, fu impedito di esprimersi e di sentirsi a casa dove avevano vissuto da sempre. L\u2019alleanza con il nazismo, la guerra e l\u2019Olocausto, hanno allargato la palude di odi e sete di vendetta che gi\u00e0 covava da tempo. Nessuno, purtroppo, \u00e8 stato immune e, accanto alle camicie nere, anche tra sloveni e croati bande nazionaliste hanno avuto modo di seminare lutti e distruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La fine del conflitto ha portato queste terre a ritrovarsi contese tra popoli diversi che non riuscivano pi\u00f9 a credere alla convivenza e alla collaborazione. L\u2019Europa era diventata un \u201cUn continente selvaggio\u201d, come lo chiam\u00f2 lo storico inglese Keith Lowe. Dal Baltico al Mediterraneo la vendetta era diventata l\u2019unico strumento per reclamare giustizia. L\u2019odio, per\u00f2, porta solo altro odio, e cos\u00ec anche coloro che avevano sconfitto il nazifascismo in nome della libert\u00e0, dell\u2019internazionalismo e della giustizia sociale, non rimasero immuni alle scorciatoie del rancore e crearono le condizioni affinch\u00e9 migliaia di italiani che in quelle terre avevano vissuto da sempre si sentirono costretti ad andarsene, provando sulla loro pelle, ci\u00f2 che le popolazioni slave avevano provato negli anni del fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto alle divisioni nazionali, il nostro territorio venne ferito dalla divisione del mondo in blocchi. La cortina di ferro tagli\u00f2 in due il nostro mondo, generando una dolorosa e innaturale separazione tra genti cha avevano fatto per secoli un percorso comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci volle tempo e la tenacia dei tanti \u201ccostruttori di ponti\u201d, da una parte e dell\u2019altra del confine, per riannodare i fili del dialogo e della collaborazione. Il nostro divenne presto un confine aperto. Cos\u00ec, mentre guardie e fili spinati presidiavano i confini nel cuore dell\u2019Europa, da noi ci si poteva muovere, incontrarsi e programmare insieme un futuro diverso ben prima che cadesse il muro di Berlino. Non fu solo la particolare condizione politica e internazionale dell\u2019Italia e dell\u2019allora Jugoslavia ad aiutarci ma anche il sentimento, radicato tra le genti della Venezia Giulia, di avere un destino comune. Anche quando il disfacimento della Jugoslavia produsse orrori che pensavamo di non rivedere pi\u00f9, I\u2019Istria e Fiume seppero tenere lontani i frutti velenosi del nazionalismo e dell\u2019odio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo senso di destino comune tra popoli diversi va per\u00f2 alimentato costantemente anche, e forse soprattutto, con la conoscenza della storia. L\u2019ignoranza, come la menzogna, \u00e8 il motore malefico di ogni odio e violenza. Per questo ricordare, fuori da ogni strumentalizzazione e parzialit\u00e0, \u00e8 l\u2019atto migliore che possiamo fare per evitare che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto possa ripetersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, l\u2019Associazione Apertamente, assieme a \u00e8Storia e Coop Alleanza 3.0, ha voluto, seppure nei modi con cui la lotta alla pandemia ci costringe a operare, continuare a ricordare e diffondere la conoscenza sulle vicende di quegli anni. Non un atto di fede, una scelta di campo, ma un percorso difficile di conoscenza e approfondimento, dove si deve sempre tenere conto delle tante sfumature e complessit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Il 10 febbraio \u00e8 il giorno scelto per questa giornata, la data in cui nel 1947, con il Trattato di Parigi, l\u2019Italia, sconfitta nella Seconda Guerra mondiale, lasci\u00f2 gran parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia. Fu una perdita dolorosa, frutto della follia del fascismo e questa data dovremmo aggiungere la data personale e intima di ogni persona e famiglia che lasciarono per sempre quelle terre.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, le vicende della Venezia Giulia sono complesse e contradditorie. Accanto ai tanti esuli, ci furono gli italiani che rimasero al di l\u00e0 del confine, conservando la nostra storia e cultura. Ci fu la non ancora approfondita storia degli italiani che mossi dal desiderio di costruire un mondo migliore lasciarono i cantieri di Monfalcone per realizzare il socialismo in Jugoslavia, vedendo poi spegnersi il loro sogno tra le durezze della politica. C\u2019\u00e8, infine, la grande comunit\u00e0 di lingua slovena che da sempre abita il nostro Carso e ha fatto la storia di Trieste e Gorizia. Un mondo ricco e complesso il cui futuro \u00e8 legato alla conoscenza del suo passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 la giornata dove riflettiamo sulla nostra storia e sulla nostra identit\u00e0 ed \u00e8 soprattutto il momento dedichiamo a coloro che lasciarono la propria patria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un grande artista, istriano, profugo, uomo di pace e dialogo, come Sergio Endrigo, nella sua canzone dedicata all\u2019esodo \u201c1947\u201d scrisse: \u201cvorrei essere come un albero che sa dove nasce e dove morir\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordare, capire e tramandare alle generazioni future, deve essere il nostro impegno per fare s\u00ec che nessuna persona si trovi mai pi\u00f9 a essere un albero sradicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Pizzin del 31\/01\/2021 Il \u201cGiorno del Ricordo\u201d viene istituito per legge il 30 marzo del 2004. Nel primo articolo del provvedimento, frutto di una intensa discussione tra le diverse forze politiche, si indica il senso profondo di questa ricorrenza: \u201cLa Repubblica riconosce il 10 febbraio quale &#8220;Giorno del ricordo&#8221; al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3337,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3336"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3336"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3336\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3338,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3336\/revisions\/3338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3337"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}