{"id":3299,"date":"2021-01-15T18:49:45","date_gmt":"2021-01-15T17:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3299"},"modified":"2021-01-15T18:49:45","modified_gmt":"2021-01-15T17:49:45","slug":"caro-amico-ti-scrivo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2021\/01\/15\/caro-amico-ti-scrivo\/","title":{"rendered":"\u201cCaro amico ti scrivo\u2026\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>di Igor Komel<\/strong> del 15\/01\/2021<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026con entusiasmo e con viva soddisfazione, ho appreso la notizia che Nova Gorica e Gorizia, insieme saranno Capitale europea della cultura 2025. Si tratta di un grande e importante salto di qualit\u00e0 delle relazioni che fa del nostro, uno dei pi\u00f9 centrali territori della nuova Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Caro Rudi, Sindaco di Gorizia, consentimi di rivolgermi a te, in modo informale, amichevole, sincero, nel modo cio\u00e8 che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti interpersonali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nova Gorica, con l\u2019appoggio determinate di Gorizia, \u00e8 stata scelta quale Capitale europea della cultura nel 2025.&nbsp; In questi momenti di collettiva gioia transfrontaliera, vorrei evidenziare in modo spontaneo ma rilevante, come proprio in questi significativi momenti non vadano dimenticati gli sforzi congiunti di tutti coloro che hanno lavorato in passato, dei pionieri cio\u00e8 della collaborazione al di qua e al di l\u00e0 del vecchio confine. Come non ricordare per esempio le \u201ctre B\u201d, Brancati, Brulc e Brandolin, che hanno svolto un ruolo non indifferente, congiunto, di gran esempio di collaborazione, proprio nel momento storico della caduta del \u201cmuro di Gorizia\u201d e dell\u2019entrata della Slovenia nella Comunit\u00e0 europea? Rimarr\u00e0 indelebilmente scolpita in tutti noi la data del 30 aprile 2004, con l\u2019arrivo a Gorizia dell\u2019allora Presidente dell\u2019Unione Europea, Romano Prodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non va dimenticato neppure il ruolo di Gaetano Valenti, di Antonio Scarano, di Erminio Tuzzi, di Pasquale De Simone, tutti sindaci di Gorizia con i quali ho sempre intrapreso personalmente rapporti fattivi di azione e relazione con i \u201cvicini\u201d in Slovenia. Anche i vari Presidenti della Provincia di Gorizia si sono tanto impegnati. Oltre a Giorgio Brandolin, penso anche a Enrico Gherghetta, a Gianfranco Crisci, a Silvano Cumpeta, a Giuseppe Agati&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>A Nova Gorica invece non vanno dimenticati, oltre ai \u201cmitici\u201d Mirko Brulc e Matej Ar\u010don, anche Sergij Pelhan, Toma\u017e Maru\u0161i\u010d, Jo\u017ee \u0160u\u0161melj, Zorko Debeljak, Danilo Ba\u0161in\u2026, sempre in prima fila nello sforzo di superamento dei confini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in questo contesto tre sono i nomi di \u201csindaci&nbsp; pionieri\u201d che Gorizia e Nova Gorica non possono lasciare nell\u2019oblio: Michele Martina per Gorizia, Jo\u0161ko \u0160trukelj e Rudi \u0160imac per Nova Gorica.<\/p>\n\n\n\n<p>Correva l\u2019anno 1965\u2026 dopo la visita dell\u2019allora Presidente del Consiglio Aldo Moro a Belgrado, che segnava nuovi rapporti di collaborazione tra l\u2019Italia e la Jugoslavia, &nbsp;Martina e \u0160trukelj, nel mese di novembre, sono stati &nbsp;protagonisti della prima riunione \u201cillegale\u201d congiunta delle due Giunte comunali nel Palazzo del Comune di Nova Gorica. Gi\u00e0 in quell\u2019occasione si delineava l\u2019idea della \u201ccitt\u00e0 comune\u201d nel cuore d\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stata poi la cordata \u201cRudi \u0160imac \u2013 Michele Martina\u201d nel luglio del 1971, a essere protagonista di una nuova riunione congiunta tra le due Giunte comunali, quando si cominciarono a delineare i primi investimenti infrastrutturali. E\u2019 stato molto significativo, in quell\u2019occasione, ribadire insieme come le minoranze linguistiche e culturali siano in generale una ricchezza culturale per ogni territorio, nonch\u00e9, per quanto ci riguarda, un importante anello di congiunzione per costruire rapporti di buon vicinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non va archiviato neppure il significativo ruolo del sindaco Scarano, durante e dopo la guerra dei dieci giorni in Slovenia (giugno 1991), con il passaggio per Gorizia del Presidente della Repubblica Cossiga e l\u2019\u201dillegale\u201d sconfinamento. Da sottolineare anche, nel mese di maggio 1992, l\u2019indimenticabile visita di papa Giovanni Paolo II, con il \u201cmandato\u201d affidato alle Gorizie di essere \u201ccerniera tra Est e Ovest\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Che Nova Gorica con Gorizia siano state investite della nomina di&nbsp; capitale europea 2025, \u00e8 pertanto il frutto di un percorso lungo e impegnativo, del quale i sindaci Romoli e Ziberna, insieme ad Ar\u010don e Miklavi\u010d sono stati gli ultimi in ordine di tempo a raccogliere e trasmettere il testimone. E\u2019 una lunga vicenda, delicata e con vari capitoli, dove ognuno dei protagonisti del passato ha svolto un ruolo decisivo per i passi successivi. Oltre al ruolo importante e rappresentativo dei Sindaci, va riconosciuto anche quello attivo e fattivo delle varie organizzazioni slovene di Gorizia (Skgz \u2013 Unione culturale economica slovena, il quotidiano Primorski dnevnik, Novi glas, Sso), come pure quello del sen. Darko Bratina, del mondo cattolico italiano (dall\u2019Arcivescovo mons. Cocolin al padre Bommarco, da mons. De Antoni fino all\u2019attuale mons. Redaelli), compresi il Centro Studi \u201cSen. A. Rizzati\u201d con la rivista \u201cIniziativa Isontina\u201d, l\u2019Isig, il settimanale Voce Isontina, (da Boscarol, Bellavite, Ungaro)\u2026 senza dimenticare il ruolo negli ultimi quarant\u2019anni, dei quotidiani Il Piccolo e Messaggero Veneto, e quello della sinistra culturale isontina (allora Pci, Psi, l\u2019Anpi, con Silvino Poletto e le esperienze comuni nella lotta partigiana, il periodico Isonzo\/So\u010da).<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni non tutto \u00e8 sempre filato cos\u00ec liscio e ci sono stati anche momenti di pausa, nei rapporti tra le due citt\u00e0. Ancora oggi, e non \u00e8 passato neanche un decennio, mi fischiano nelle orecchie le dichiarazioni degli allora assessori alla cultura di Gorizia, a uno dei quali \u201cgli Sloveni non interessano, n\u00e9 di qua, n\u00e9 di l\u00e0 del confine\u2019\u201d, per l\u2019altro invece \u201ci concerti sulla piazza di Brancati e Brulc\u201d (Piazza Transalpina) non si devono pi\u00f9 fare\u2026\u201d Quelle parole portarono alla fine l\u2019appassionante era dei \u201cConcerti sul confine \u2013 Koncerti na meji\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, nella mia memoria \u201cstorica\u201d, sono per\u00f2 impressi maggiormente i fatti positivi, testimonianze di convivenza sincera tra persone diverse, culturalmente e politicamente. Come cancellare per esempio dalla mente le parole espresse dal sindaco A. Scarano? Durante un acceso dibattito, provocato dalla destra, il sindaco aveva gridato con voce ferma: \u201cGli Sloveni a Gorizia sono nostri cittadini, cittadini del mio comune e io sono il loro sindaco\u201d. Anche il sindaco G. Valenti, davanti alle difficolt\u00e0 logistiche di varie scuole cittadine, anche slovene, ha risposto senza mezzi termini \u2013 percepita un\u2019ulteriore provocazione fuori luogo &#8211; che \u201canche gli scolari delle scuole slovene sono \u201cnostri\u201d bambini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora le due Gorizie ce l\u2019hanno fatta, adesso camminando insieme possono raggiungere nuovi traguardi, nuovi orizzonti. Noto pure con soddisfazione che negli ultimi anni, dopo una parentesi \u201cdi riposo\u201d, la piazza Transalpina, (\u201cPiazza delle due Gorizie \u2013 Skupni trg obeh Goric\u201d), sta ritrovando il possesso del proprio ruolo \u201ceuropeo\u201d, di unione e privilegiata attrazione turistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Caro Rudi, consentimi in quest\u2019occasione di riproporre un mio concetto, che ho espresso per la prima volta in un intervento in Consiglio Comunale durante un dibattito riguardante la collaborazione culturale con Nova Gorica. Eravamo negli anni novanta, io in veste di consigliere comunale e tu allora in veste di assessore comunale per la cultura. Nell\u2019occasione, sostenevo che \u201cGorizia ha poco peso in Italia, Nova Gorica non \u00e8 uno squalo in Slovenia. Insieme, soltanto insieme, per\u00f2 possono essere interessanti in Europa!\u201d Da allora ho ripetutamente riproposto questo concetto in numerose sedi, addirittura dinanzi ai Presidenti della Repubblica Slovena Ku\u010dan e Pahor.<\/p>\n\n\n\n<p>Caro Rudi, ora si apre per le nostre due citt\u00e0 e per tutto il territorio confinante, un nuovo capitolo. Anche tu, con Klemen Miklavi\u010d, come pure in precedenza M. Ar\u010don e E. Romoli, V. Brancati e M. Brulc, avete costituito un interessante cordata transfrontaliera, sulle orme dei pionieri Martina &amp; \u0160trukelj nei lontani anni sessanta. Anche tu hai contribuito, secondo il tuo carattere, giovanile ed energico, a rimodellare passo dopo passo, il \u201ccambiamento goriziano\u201d. Di ci\u00f2 mi sembra giusto darti atto, come pure al tuo assessore alla Cultura Fabrizio Oreti e a tutti i tuoi collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione un doveroso doppio augurio di buon anno: Auguri al futuro comune delle due Gorizie.. a te e ai nostri cittadini, \u201csre\u010dno 2021\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con stima ed affetto Igor.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Igor Komel \u2013 Presidente del Kulturni dom di Gorizia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Igor Komel del 15\/01\/2021 \u2026con entusiasmo e con viva soddisfazione, ho appreso la notizia che Nova Gorica e Gorizia, insieme saranno Capitale europea della cultura 2025. Si tratta di un grande e importante salto di qualit\u00e0 delle relazioni che fa del nostro, uno dei pi\u00f9 centrali territori della nuova Europa. Caro Rudi, Sindaco di Gorizia, consentimi di rivolgermi a te, in modo informale, amichevole, sincero, nel modo cio\u00e8 che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti interpersonali. 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