{"id":3272,"date":"2020-12-31T08:53:28","date_gmt":"2020-12-31T07:53:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3272"},"modified":"2020-12-31T08:53:29","modified_gmt":"2020-12-31T07:53:29","slug":"nova-gorica-e-gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/12\/31\/nova-gorica-e-gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025\/","title":{"rendered":"Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025."},"content":{"rendered":"\n<p>di Nicol\u00f2 Fornasir del 17\/12\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Nota sull&#8217;esperienza dei Sindaci Martina e \u0160trukelj<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Martina, figlio di padre pugliese e madre del Carso sloveno, \u00e8 nato nel 1926 a San Pietro\u0160empeter, allora frazione di Gorizia, oggi in Slovenia.<\/p>\n\n\n\n<p>Jo\u017eko \u0160trukelj \u00e8 nato nel 1928 nella cosiddetta Braida Vaccana (antica appendice del centro storico cittadino di Gorizia) e, quindi, allora in Italia. Suo padre era stato commissario dei titini nei 40 giorni dell\u2019occupazione e delle deportazioni: il periodo pi\u00f9 tragico della Seconda guerra mondiale per la nostra citt\u00e0, che pesa ancora adesso. Si conoscevano da giovani, ma non si frequentavano.<\/p>\n\n\n\n<p>La sorella di Jo\u017eko, Milojka, studentessa ribelle al Liceo Classico di Gorizia (erede del mitico Staatsgymnasium), fu una delle decine di giovani partigiani sterminati dai nazisti a Cerkno, dove \u00e8 ancora presente il famoso ospedale partigiano e dove si annidava un nucleo segreto di giovani militanti. Le sono state intitolate anche alcune scuole nel territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele, a 32 anni, si candid\u00f2 (nonostante la sua ritrosia) e venne eletto al Parlamento italiano nel 1958, dopo aver militato fin dal primo dopoguerra nell\u2019Azione Cattolica e, quindi, nella Democrazia Cristiana. In quell\u2019anno si era pure sposato avendo come suo testimone Mariano Rumor: uno dei pi\u00f9 autorevoli esponenti della DC nazionale, che aveva gi\u00e0 intuito la grandezza politica del progetto goriziano nello scenario internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La famiglia \u0160trukelj fu tra coloro che, nell\u2019autunno del 1947, scelse di abbandonare la Gorizia \u201citaliana\u201d per contribuire all\u2019ideale della Jugoslavia. Grosso modo, il rapporto nel territorio goriziano \u2013 diviso da un innaturale confine di Stato (in pochi giorni si doveva decidere se stare nell\u2019Est o nell\u2019Ovest!) \u2013 fu di uno a dieci, tra quanti scelsero di abbandonare casa e beni di nascita e residenza per andare dall\u2019altra parte, rispettivamente, dall\u2019Italia alla Jugoslavia e viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p>A cavallo degli anni \u201950 un gruppo di giovani cattolici \u2013 guidati da Rolando Cian, aiutati da sacerdoti di grande levatura e \u201cfedeli\u201d alla Chiesa di confine di mons. Fogar e mons. Faidutti (nel tempo emarginati sotto il regime fascista) \u2013 decisero di impegnarsi, sul piano sociale, culturale e politico, per superare e abbattere quella nuova barriera; ovviamente militando, o comunque affiancando, la Resistenza cattolica guidata dalla Brigata Osoppo (quella tradita dalla Resistenza slavo-comunista nell\u2019eccidio di Porz\u00fbs).<\/p>\n\n\n\n<p>Giovani che stavano con grande determinazione dalla parte della \u201cdignit\u00e0 della persona\u201d e del suo primato rispetto allo Stato; con la volont\u00e0, quindi, di ricostruire nel tempo i legami famigliari, sociali, fino a quelli economici e istituzionali della comunit\u00e0 del Goriziano storico: lacerato brutalmente da un confine divenuto ineluttabile a causa della scellerata esperienza del ventennio del fascismo, della sua sudditanza al nazismo e dalla vendetta da tempo covata ed esercitata in maniera spietata dai comunisti vincitori, anche a guerra \u201cufficiale\u201d finita.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel contesto e con queste eredit\u00e0 pesantissime sulle spalle i due giovani sindaci, coetanei e quasi quarantenni, avviarono un proficuo dialogo, prima segretamente per alcuni anni, grazie alla \u201ccopertura\u201d del Centro Studi \u201cSen. A. Rizzatti\u201d e della sua rivista Iniziativa Isontina (fondata da quei \u201cgiovani\u201d, sempre nel 1958).<\/p>\n\n\n\n<p>Un dialogo che, una volta eletto Martina Sindaco di Gorizia (quasi due anni dopo di Jo\u017eko a Nova Gorica), sfoci\u00f2 in una prorompente attivit\u00e0 istituzionale e politica, segnata soprattutto dall\u2019\u201cesordio\u201d ufficiale: la prima riunione in Europa dei Sindaci, con le rispettive Giunte Comunali, di due citt\u00e0 divise dalla Cortina di Ferro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 17 novembre 1965, a pochi mesi dalla elezione di Michele a Sindaco di Gorizia, si svolse nel Municipio di Nova Gorica (con furbizia e stratagemmi per superare le barriere dei rispettivi organismi nazionali) la riunione delle due delegazioni, sottoscrivendone il verbale (ovviamente preparato da tempo&#8230; segretamente!) che delineava il programma della \u201ccitt\u00e0 comune\u201d in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un italiano, cattolico e di sangue \u201cmisto\u201d, e uno sloveno, comunista e ateo, proiettavano le loro comunit\u00e0 lacerate e in parte nemiche verso un orizzonte di solidariet\u00e0 e di pace, nella prospettiva di ritrovarle unite nel segno dell\u2019Europa riunificata.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a Michele anche Celso Macor, al suo fianco quale responsabile dell\u2019Ufficio Stampa del Comune di Gorizia, ma, in realt\u00e0, amico e ispiratore profetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso autunno del 1965, a tre anni dalla costruzione del Muro di Berlino e, quindi, in piena Guerra fredda, sempre Martina, assieme ad alcuni autorevoli amici goriziani legati al Centro \u201cStella Matutina\u201d dei Gesuiti, avvi\u00f2 da Sindaco la strada che, nel maggio 1966, avrebbe portato al primo Incontro Culturale Mitteleuropeo, organizzato formalmente da Iniziativa Isontina e sostenuto, in particolare, dalla Regione Friuli Venezia Giulia, costituitasi appena l\u2019anno prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Regione a Statuto speciale, per essere \u201cponte\u201d tra Italia e i paesi dell\u2019Est dell\u2019Europa, fortemente voluta dai giovani cattolici goriziani sopra richiamati (sempre loro\u2026) vincendo le fortissime resistenze e avversioni sia dai \u201cfriulani\u201d, sia dai \u201ctriestini\u201d, che non volevano saperne di condividere rappresentanza e governo con \u201cloro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Primo presidente fu Alfredo Berzanti, comandante della gloriosa Brigata Osoppo: proprio quella di mons. Moretti e di tanti altri cattolici friulani.<\/p>\n\n\n\n<p>Berzanti stesso venne al castello di Gorizia a inaugurare quel primo Convegno internazionale dedicato alla Poesia. Un evento a cui parteciparono i principali poeti di Italia, Austria, Germania federale, Jugoslavia, Ungheria e Cecoslovacchia; presidente Biagio Marin e presidente onorario Giuseppe Ungaretti, tornato appositamente a Gorizia e sul Carso a 50 anni esatti dalla sua esperienza di militare volontario e di poeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue dediche a Gorizia e al suo giovane sindaco sono un\u2019autentica pietra miliare: soprattutto per questo la mostra del 2016, per il cinquantesimo di fondazione di ICM, \u00e8 stata intitolata FRATELLI e riportata in un volume stampato in quattro lingue (oltre all\u2019inglese per la comprensione internazionale): italiano, sloveno, tedesco e friulano, ossia le quattro lingue storicamente parlate da secoli nel Goriziano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019estate del 1967 Martina espose alla Kongresshalle \u2013 presenti i duemila delegati degli Stati Generali dei Comuni d\u2019Europa, convocati a Berlino dal Sindaco Willy Brandt \u2013 l\u2019esperienza che si era avviata tra Gorizia e Nova Gorica: era stato personalmente invitato dallo stesso Brandt, che aveva intuito la portata di quella iniziativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per completezza dei riferimenti, in quello stesso anno, in occasione della nomina ad Arcivescovo di mons. Cocolin \u2013 uno dei sacerdoti che aveva sostenuto l\u2019avventura sociale, culturale e politica di quei \u201cgiovani cattolici\u201d cresciuti sotto la guida di Rolando Cian \u2013 il Sindaco Martina, lo stesso Rolando Cian, Vittorio Bachelet (a quel tempo docente all\u2019Universit\u00e0 di Trieste) e il prof. De Marchi, sociologo insigne, fondarono l\u2019Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG), quale augurio all\u2019amico Arcivescovo e a conferma dell\u2019impegno volto a consolidare la prospettiva internazionale del Goriziano, oltre i confini di Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando cultura e politica si incontrano, esaltandosi a vicenda\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre 2008, quando divenne chiaro che Jo\u017eko era seriamente ammalato (sarebbe scomparso pochi mesi dopo), in occasione di una delle frequenti cene tra noi tre con le nostre rispettive mogli, portai con me la telecamera e registrai \u2013 i due ex Sindaci consenzienti \u2013 un\u2019intervista di un\u2019ora, la cui sintesi \u00e8 riportata nel video diffuso in occasione del 50.mo di ICM e altri eventi analoghi \u2013 compreso il convegno organizzato nel 2015 da ICM, Centro studi \u201cSen. A. Rizzatti\u201d e Iniziativa Isontina, in memoria di Michele, l\u2019anno dopo della sua scomparsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno, tra ICM, Rizzatti e Iniziativa Isontina, \u00e8 stato invitato a partecipare ai gruppi di lavoro e alle consultazioni ristrette incaricati dai due Comuni di organizzare tutto il complesso lavoro per la presentazione della candidatura GO! 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, ICM ha svolto diverse iniziative e specifici eventi per richiamare l\u2019attenzione su quelle due personalit\u00e0 e sul ruolo degli ambienti del cattolicesimo goriziano che ha aperto la strada della riconciliazione e della riunificazione della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo consapevoli, e non da adesso, che il patrimonio complessivo del cattolicesimo sociale e politico goriziano \u2013 fortemente caratterizzato dalla sua intransigente fedelt\u00e0 a un\u2019ispirazione, alle testimonianze personali e comunitarie, e ai superiori ideali della centralit\u00e0 della persona umana \u2013 sia scomodo, oltre che poco conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Avremmo indicato un approccio diverso, soprattutto rivolto all\u2019unit\u00e0, fondativa e storica, della citt\u00e0, pur divisa dal confine di Stato, piuttosto che esaltare la loro diversit\u00e0 identitaria: italiani di qua, sloveni di l\u00e0. Un possibile equivoco che si potr\u00e0 proseguire a superare. Qualora la candidatura venisse premiata, il merito verrebbe in gran parte auto-attribuito ai due Sindaci e ai rispettivi organismi istituzionali deputati allo svolgimento del progetto; come \u00e8, in questi casi, giusto e legittimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe un\u2019occasione straordinaria per presentare il Goriziano davanti a una platea incredibilmente vasta di persone, Paesi, turisti e studiosi, con effetti di grande rilevanza per il futuro dei territori limitrofi italo-sloveni, oltre che di tutte le realt\u00e0 adiacenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se, invece, l\u2019esito non dovesse essere quello sperato, l\u2019esperienza andrebbe comunque ripresa e rilanciata, perch\u00e9 la strada \u00e8 assolutamente quella giusta, utile alle generazioni future, al comune destino di quanti vivranno e opereranno in questo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambi i casi sar\u00e0 nostro compito onorare la memoria viva di Michele e Jo\u017eko, e assieme a loro, simbolicamente, di tutta la moltitudine di persone che, in vari modi e tempi, hanno portato la comunit\u00e0 locale \u2013 divisa dal confine di Stato e lacerata da tragedie immani \u2013 verso un esemplare patrimonio, anzitutto, di umanit\u00e0, ma anche di responsabile assunzione di un esigente diritto-dovere: quello di mettere i propri talenti al servizio degli ideali pi\u00f9 elevati della dignit\u00e0 della vita umana e delle relazioni che le segnano, oltre ogni confine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho voluto scrivere questa nota il giorno prima della decisione finale da parte dell\u2019apposita Giuria europea sulla candidatura GO! 2025, rendendo fruibili documenti e il filmato sopracitato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicol\u00f2 Fornasir del 17\/12\/2020 Nota sull&#8217;esperienza dei Sindaci Martina e \u0160trukelj Michele Martina, figlio di padre pugliese e madre del Carso sloveno, \u00e8 nato nel 1926 a San Pietro\u0160empeter, allora frazione di Gorizia, oggi in Slovenia. 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