{"id":3267,"date":"2020-12-31T08:51:03","date_gmt":"2020-12-31T07:51:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3267"},"modified":"2020-12-31T09:03:48","modified_gmt":"2020-12-31T08:03:48","slug":"economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/12\/31\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/","title":{"rendered":"Economia radicale e nuova politica. Le ultime provocazioni di Piketty"},"content":{"rendered":"\n<p>di Matteo Prodi del 19\/12\/2020 &nbsp;da Cultura\/Art1<\/p>\n\n\n\n<p>Proseguendo la traiettoria percorsa <a href=\"https:\/\/www.bompiani.it\/catalogo\/il-capitale-nel-xxi-secolo-9788845297458\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dal suo primo libro<\/a>, Thomas Piketty (il pi\u00f9 famoso accademico a ribaltare il paradigma neoliberista nelle scienze economiche, studiando le disuguaglianze nel mondo e di fatto il capofila di una sempre pi\u00f9 nutrita schiera di economisti che si preoccupano non solo della creazione ma anche della distribuzione della ricchezza), ci ha regalato <a href=\"http:\/\/www.lanavediteseo.eu\/item\/capitale-e-ideologia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un ulteriore volume<\/a>, un ulteriore passo per un mondo meno diseguale, meno iniquo e sicuramente pi\u00f9 stabile e sicuro. La partenza: \u00abOgni societ\u00e0, ogni regime basato sulla disuguaglianza, si caratterizza per un insieme di risposte, pi\u00f9 o meno coerenti e stabili, al problema del regime politico e al problema del regime della propriet\u00e0 [\u2026] Per semplificare, si pu\u00f2 dire che ogni ideologia e ogni regime basato sulla disuguaglianza, si fonda su una teoria dei confini e su una teoria della propriet\u00e0\u00bb (p. 17). Il capitalismo naturalmente accumula ricchezze e produce disuguaglianze; si pu\u00f2 intervenire solo agendo su persone di un determinato territorio, proprio nell\u2019accrescersi delle ricchezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il centro, come nella sua prima opera, sono i dati storici che dimostrano con assoluta evidenza il meccanismo che produce gli squilibri economici; si allarga, per\u00f2, l\u2019orizzonte geografico, uscendo dalla visuale eurocentrica. Non si intende raccontare il contenuto del libro, ma rilanciare con forza la conseguenza pi\u00f9 importante delle analisi che contiene: \u00abLa disuguaglianza non \u00e8 economica o tecnologica: \u00e8 ideologica e politica\u00bb (p.20); \u00e8 il sistema politico (da cui derivano altri pilastri della nostra convivenza: il fisco, l\u2019istruzione, la sanit\u00e0\u2026) a plasmare i meccanismi di fondo che regolano (o fanno impazzire) l\u2019economia di oggi, della quale, ricordiamo, <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">papa Francesco dice<\/a>: \u00abQuesta economia uccide\u00bb (EG 53). Ne deriva che \u00able attuali disuguaglianze e le istituzioni odierne non sono le sole possibili, contrariamente a quello che possono pensare i conservatori: anch\u2019esse saranno chiamate a trasformarsi e a reinventarsi continuamente\u00bb (p. 21). Esistono, quindi, sempre alternative, che la storia stessa dell\u2019umanit\u00e0 pu\u00f2 suggerire. Questo libro diventa la tavolozza di colori che pu\u00f2 aiutarci a disegnare un nuovo futuro, a partire dalle lezioni che sempre il passato ci lascia. Abbiamo, allora, l\u2019invito a pensare diversamente rispetto al pensiero unico e dominante che getta nella mancanza di speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro, quindi, \u00e8 non solo un testo di analisi economica, ma un manifesto politico e un invito alla democrazia, cio\u00e8 alla capacit\u00e0 di mettere a frutto la pi\u00f9 ampia discussione pubblica, per studiare i problemi in atto e discutere le differenti alternative sul tavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola giustizia \u00e8 la pietra d\u2019angolo per l\u2019edificio dell\u2019attesa umanit\u00e0; il libro non intende proporre teorie sulla giustizia, ma con spirito pratico offre una definizione di societ\u00e0 giusta, che sar\u00e0 perfezionata dalla discussione pubblica: \u00abUna societ\u00e0 giusta \u00e8 quella che consente a tutti i suoi membri di avere l\u2019accesso pi\u00f9 ampio possibile ai beni di base: l\u2019istruzione, la salute, il diritto di voto e, pi\u00f9 in generale, la pi\u00f9 completa partecipazione alle varie forme della vita sociale, culturale, economica, civile e politica. La societ\u00e0 giusta organizza i rapporti socioeconomici, la propriet\u00e0 e la distribuzione dei redditi e dei patrimoni, allo scopo di permettere ai membri meno privilegiati di beneficiare delle migliori condizioni di vita possibili. Una societ\u00e0 giusta non implica uniformit\u00e0 o uguaglianza assoluta. La disuguaglianza dei redditi e dei patrimoni in una societ\u00e0 pu\u00f2 essere giusta, nella misura in cui \u00e8 il risultato di aspirazioni diverse e di distinte scelte esistenziali, e se permette al contempo di migliorare le condizioni di vita e di aumentare le opportunit\u00e0 dei soggetti pi\u00f9 svantaggiati. Ma tale condizione deve essere dimostrata e non solo presunta, ed \u00e8 un argomento che comunque non pu\u00f2 essere impiegato per giustificare qualunque livello di disuguaglianza, come si fa anche troppo spesso\u00bb (p. 1093).<\/p>\n\n\n\n<p>Qui interviene la deliberazione collettiva, \u00absulla base delle esperienze storiche e individuali di cui disponiamo e con la partecipazione di tutti i soggetti sociali [\u2026] Il processo decisionale \u00e8, al tempo stesso, un fine e un mezzo [\u2026] Il problema di dove arrivino i beni fondamentali (istruzione, sanit\u00e0, alloggio, cultura, ecc.) fa, chiaramente, parte del dibattito e non pu\u00f2 essere risolto al di fuori della societ\u00e0 e del contesto storico specifici\u00bb (p. 1093). L\u2019autore chiama la sua proposta socialismo partecipativo: la traiettoria per cambiare il mondo, che nasce dalla storia riletta anche nei suoi fallimenti, \u00e8 frutto dell\u2019occuparsi del sociale e della giustizia e del farlo insieme, in modo democratico, affinch\u00e9 ognuno offra il proprio contributo verso una giustizia frutto di una deliberazione collettiva continua<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn4\">[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il socialismo partecipativo si attua superando il capitalismo e la propriet\u00e0 privata \u00abda un lato istituendo una vera propriet\u00e0 sociale del capitale grazie a una maggiore condivisione del potere nelle imprese, e dall\u2019altro istituendo un principio di propriet\u00e0 temporanea del capitale, per mezzo di un\u2019imposta fortemente progressiva sui grandi patrimoni, che permetta di finanziare una dotazione universale di capitale e la circolazione permanente della propriet\u00e0\u00bb (p. 1098).<\/p>\n\n\n\n<p>Per condividere il potere nelle imprese si deve considerare tutto ci\u00f2 che viene prodotto come valore da condividere tra tutti i portatori di interesse. La cogestione, nuove dinamiche di voto per le decisioni aziendali, la propriet\u00e0 diffusa sono piste percorribili, che vanno valutate insieme per predisporre un pacchetto condiviso e sostenibile, affinch\u00e9 tutta la comunit\u00e0 possa godere della vita delle imprese e il bene comune si accresca via via<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn5\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre poi pensare all\u2019imposta progressiva sulla propriet\u00e0 e la circolazione del capitale: \u00abper impedire che si ristabilisca una concentrazione eccessiva di ricchezza, le imposte progressive sulle successioni e sul reddito dovranno continuare anche in futuro a svolgere il ruolo che hanno avuto per decenni nel XX secolo, quando al vertice del modello distributivo della ricchezza e del reddito si applicavano tassi del 70-90% o anche superiori. E oggi siamo in grado di dire che quei decenni furono il periodo caratterizzato dalla pi\u00f9 forte crescita mai registrata. Al tempo stesso, l\u2019esperienza storica indica che queste due tasse non sono sufficienti e che devono essere integrate da un\u2019imposta progressiva annuale sui patrimoni, che dovrebbe rappresentare lo strumento fondamentale per garantire una reale circolazione del capitale\u00bb (p. 1103). Occorre, infatti, avere attenzione ai patrimoni perch\u00e9 sono pi\u00f9 facili da individuare, l\u2019aspettativa di vita sta crescendo e la successione ereditaria spesso \u00e8 rimandata di molti anni. Questo per consegnare ai giovani una dotazione di capitale minima per realizzare progetti di vita e per impedire accumuli eccessivi di ricchezza. Il libro indica delle cifre per le diverse tassazioni; ma \u00abesse hanno un valore puramente illustrativo. La scelta esatta dei parametri richiederebbe una discussione approfondita e un\u2019ampia deliberazione democratica che non sono di competenza di questo studio\u00bb (p. 1110). Il socialismo partecipativo, dunque, si basa sulla propriet\u00e0 sociale e la condivisione dei diritti di voto nelle imprese e sulla propriet\u00e0 temporanea e la circolazione del capitale. Cos\u00ec si potr\u00e0 superare il capitalismo privato, cio\u00e8 che accumula per s\u00e9 per privare altri, seguendo gli ideologi del conservatorismo e del proprietarismo, esplosi in numero ed influenza dagli anni \u201880, cui si sono poi associati i sostenitori delle istanze nazionaliste&nbsp; e gli avversari della libera mobilit\u00e0 delle persone. Tanto dovrebbe fare l\u2019Europa, ma anche i singoli Stati possono iniziare (cfr. p. 1124), inserendo nelle loro Costituzioni<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn6\">[3]<\/a> \u00abun principio minimo di giustizia fiscale basato sul concetto di non regressivit\u00e0\u00bb, impedendo cio\u00e8 che i ricchi paghino una aliquota complessiva inferiore ai meno abbienti<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn7\">[4]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo nuovo modello di regime fiscale potrebbe finanziare alcune proposte necessarie per la vita democratica: innanzitutto il reddito di base, \u00abequivalente al 60% del reddito medio al netto delle imposte, il cui importo dovrebbe diminuire con l\u2019aumento eventuale del reddito dei soggetti interessati: la misura riguarderebbe il 30% della popolazione con un costo totale pari a circa il 5% delle entrate nazionali\u00bb (p. 1132), poi l\u2019istruzione di qualit\u00e0 per tutti per consentire ad ogni cittadino di accedere al lavoro desiderato con adeguata retribuzione. Ma l\u2019istruzione non deve essere solo finalizzata alla ricerca del lavoro; \u00e8 tutta la persona che va contemplata nel suo percorso verso la fioritura; tornare ad investire nella scuola e nelle universit\u00e0 \u00e8 fondamentale per una convivenza democratica. Occorre arrivare ad elaborare una teoria della giustizia nell\u2019istruzione: come, quanto, dove e con che esiti si fanno investimenti in istruzione? In troppi paesi le dinamiche sono castali per la formazione delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo molte possibilit\u00e0 di plasmare il mondo in modo diverso da come lo vediamo: il regime politico scelto, sia storicamente sia per quanto riguarda il futuro, determina la struttura delle disuguaglianze e quindi la qualit\u00e0 della vita. Se oggi abbiamo inequit\u00e0 (parola cara a papa Francesco) significa che dobbiamo migliorare la politica e le politiche. In ordine a questo occorre fare molta attenzione al finanziamento della vita politica e della democrazia elettorale. Piketty propone i buoni per l\u2019uguaglianza democratica che consistono \u00abnel dare a ogni cittadino un buono di uguale valore, per esempio 5 euro all\u2019anno, che l\u2019elettore assegner\u00e0 al movimento politico o al partito di suo gradimento [\u2026] La democrazia non \u00e8 un\u2019opzione: il finanziamento pubblico deve essere corrisposto comunque, anche se alcuni soggetti non vogliono essere coinvolti [\u2026] L\u2019obiettivo dei buoni per l\u2019uguaglianza democratica \u00e8 quello di promuovere una democrazia partecipativa ed egualitaria. Allo stato attuale il finanziamento totalmente privato altera in modo pesante la dialettica politica\u00bb (p. 1150-1151). In ogni caso, assieme ai referendum e alla chiarezza dei bilanci potrebbe essere uno strumento per riavvicinare il popolo alla democrazia, senza desiderare una democrazia diretta, per aiutare la democrazia parlamentare ad essere \u00abpi\u00f9 dinamica e partecipativa\u00bb (p. 1154).<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 un altro aspetto da considerare: la dimensione transnazionale della costruzione della giustizia. I temi che si dovrebbero toccare sono: la circolazione delle persone, la concorrenza fiscale che gli Stati si fanno reciprocamente, l\u2019ambiente. Qui giocano gli egoismi dei vari attori in gioco e la scarsa autorevolezza delle organizzazioni internazionali. Si potrebbe arrivare alla costituzione di una Assemblea transnazionale che si occupi dei beni comuni. Il parlamento europeo \u00e8 un modello da cui partire. Al di l\u00e0 delle piste concrete suggerite, \u00e8 bene estendere il dibattito sulla giustizia oltre i confini usuali, per un bene ancora pi\u00f9 ampio e solido. Per esempio, a partire dall\u2019imposta sulle societ\u00e0 che ha visto una guerra al ribasso per attirare investimenti e creare occupazione, cosa che distrugge giustizia sia in quel paese che nel resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi fronte al fallimento annunciato delle ideologie basate sul liberalismo e sul nazionalismo, solo lo sviluppo di un socialismo autenticamente partecipativo e internazionalista, fondato sul federalismo sociale e su una nuova organizzazione collaborativa dell\u2019economia mondiale, consentirebbe di risolvere queste contraddizioni\u00bb (p. 1167). Ma questo non pu\u00f2 che passare dal rimettere l\u2019economia nell\u2019ordine dei mezzi e la politica nell\u2019ordine dei fini<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn8\">[5]<\/a>: solo cos\u00ec possiamo recuperare la speranza<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn9\">[6].<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per ritrovare la speranza \u00e8 opportuno riandare in modo fecondo ai grandi eventi gravidi di nuovi orizzonti, come l\u2019Assemblea Costituente, dove emerse il personalismo economico che ha avuto uno dei suoi massimi esponenti in Amintore Fanfani; nel 1944 scriveva: <em>\u00abLa disciplina che la concezione personalistica della vita impone allo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 economica ha lo scopo: a) di armonizzare l\u2019auspicabile accrescimento delle disponibilit\u00e0 di mezzi economici da parte dell\u2019individuo e della collettivit\u00e0 con il pieno sviluppo della persona umana; b) di conciliare il soddisfacimento delle esigenze economiche di ciascun individuo con il bene comune; c) di garantire che qualsiasi attivit\u00e0 economica collettiva non abbia altro fine che quello di realizzare le condizioni economiche indispensabili al potenziamento della persona e al raggiungimento del bene comune\u00bb<\/em><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn10\">[7]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 dalla democrazia che dobbiamo ripartire: essa \u00e8 un fattore necessario per la vita stessa del sistema economico: \u00abcon la globalizzazione non abbiamo soltanto un ampliamento dei mercati (una prima globalizzazione di questo tipo l\u2019Europa l\u2019aveva fatta dal secolo XVI in poi) ma la fine del mercato occidentale come si \u00e8 sviluppato negli ultimi secoli. Con la crisi degli Stati sovrani e la prevalenza assoluta delle grandi concentrazioni finanziarie \u201csenza fissa dimora\u201d \u00e8 venuto meno il rapporto di equilibrio e di tensione tra la politica e il mercato che ha caratterizzato questo sviluppo: non soltanto si indebolisce la politica (intesa come stato di diritto e democrazia) ma viene anche meno il \u201cnostro\u201d mercato. Componente del mercato occidentale, checch\u00e9 ne dicano i teorici neoclassici, \u00e8 il rapporto con la politica (rapporto che non pu\u00f2 essere identificato per nulla con il dirigismo o con lo statalismo): democrazia e mercato <em>simul stabunt simul cadent\u00bb<\/em>.<a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftn11\">[8]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Solo scelte radicali in economia possono essere degne di una nuova politica: ripartiamo di qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Thomas Piketty, Capitale e ideologia, Ed. La nave di Teseo<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref4\">[1]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Fonti di ispirazione per la proposta sono due autori del socialismo solidarista francese: L\u00e9on Bourgeois e Emile Durkeim, prendendo invece le distanze dall\u2019impostazione della Democrazia dei proprietari, che in qualche autore ha avuto accenti particolarmente conservatori.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref5\">[2]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cfr. M. MAZZUCATO, Il valore di tutto. Chi lo produce e chi lo sottrae nell\u2019economia globale, Laterza, Roma-Bari, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref6\">[3]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abLe Costituzioni e le dichiarazioni dei diritti affermatesi alla fine del XVIII secolo e nel corso del XIX furono profondamente condizionate dall\u2019ideologia proprietarista all\u2019epoca predominante, fattore che determin\u00f2 un\u2019autentica protezione costituzionale concessa ai diritti di propriet\u00e0 stabiliti in passato\u00bb (p. 1124).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref7\">[4]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le imposte indirette sono regressive e non hanno senso se non forse per tassare ci\u00f2 che fa male alla comunit\u00e0 , come le emissioni di gas serra. Occorrer\u00e0 \u00abla tassazione progressiva dei singoli consumatori per la CO<sub>2<\/sub> emessa\u00bb (p. 1137).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref8\">[5]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abSono convinto che parte del dissesto contemporaneo della democrazia derivi da un\u2019eccessiva autonomia del sapere economico rispetto alle altre scienze sociali e al contesto civile e politico\u00bb (p. 1174)<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref9\">[6]<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u00abL\u2019isolamento del sapere economico non ha solo danneggiato l\u2019ambito della ricerca storica e sociale, ma ha avuto effetti negativi anche nella sfera civile e politica, perch\u00e9 ne ha alimentato il fatalismo e la sensazione d\u2019impotenza\u00bb (p. 1175).<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref10\">[7]<\/a> A. Fanfani, <em>Per un\u2019economia personalistica<\/em>, in \u201cCivitas humana\u201d, a. I, marzo 1945, 3, p. 48.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/articolo1mdp.it\/economia-radicale-e-nuova-politica-le-ultime-provocazioni-di-piketty\/#_ftnref11\">[8]<\/a> P. Prodi, <em>Non rubare: il VII comandamento nella storia dell\u2019Occidente<\/em>. Lezione tenuta in occasione del proprio 75\u00b0 compleanno, Bologna, San Giovanni in Monte, 29 Ottobre 2007, 12-13<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Matteo Prodi del 19\/12\/2020 &nbsp;da Cultura\/Art1 Proseguendo la traiettoria percorsa dal suo primo libro, Thomas Piketty (il pi\u00f9 famoso accademico a ribaltare il paradigma neoliberista nelle scienze economiche, studiando le disuguaglianze nel mondo e di fatto il capofila di una sempre pi\u00f9 nutrita schiera di economisti che si preoccupano non solo della creazione ma anche della distribuzione della ricchezza), ci ha regalato un ulteriore volume, un ulteriore passo per un mondo meno diseguale, meno iniquo e sicuramente pi\u00f9 stabile<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3268,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3267"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3267"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3267\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3284,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3267\/revisions\/3284"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3268"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}