{"id":3244,"date":"2020-12-13T10:51:17","date_gmt":"2020-12-13T09:51:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3244"},"modified":"2020-12-13T10:51:18","modified_gmt":"2020-12-13T09:51:18","slug":"salute-o-economia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/12\/13\/salute-o-economia\/","title":{"rendered":"Salute o economia?"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 13\/12\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Assistiamo in questi giorni e mesi a uno stucchevole dibattito sulle priorit\u00e0 da considerare nella lotta alla pandemia da SARS-CoV-2, ovvero la cosiddetta COVID-19.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema del dibattito verte sulla questione se nelle scelte politiche del governo debba prevalere la tutela della salute delle persone o la salvaguardia dell&#8217;economia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sintetizzando molto, e un po&#8217; provocatoriamente, bisognerebbe decidere se sia meglio avere una popolazione pi\u00f9 sana ma pi\u00f9 povera, oppure una popolazione meno povera ma col rischio di comprometterne la salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si dice in casi come questo, dove il dibattito pare essere fortemente polarizzato, <em>tertium non datur<\/em>, ovvero non ci sono opzioni intermedie. Ci torneremo pi\u00f9 tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho gi\u00e0 sostenuto altrove che la scelta politica non pu\u00f2 prescindere dalla competenza tecnica (economica, medica, ecologica o di altro ambito scientifico, a seconda dei temi trattati), cos\u00ec come deve tenere conto dei movimenti sociali e delle opinioni della popolazione (\u201cLa chimera politica ai tempi della pandemia\u201d reperibile al link <a href=\"https:\/\/rb.gy\/uqzgsr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rb.gy\/uqzgsr<\/a>). Allo stesso tempo chi governa non pu\u00f2 e non deve cedere l&#8217;onere della scelta ad alcuno di questi attori.: le scelte politiche rimangono necessariamente in capo alla politica, la quale ne ha il diritto, il dovere e la responsabilit\u00e0. Da qui, se vogliamo, si pu\u00f2 trovare un punto di partenza per una possibile analisi sulla scelta &#8220;economia o salute&#8221; ai tempi della pandemia. Infatti, dopo quasi un anno dall&#8217;inizio dell&#8217;infezione, possiamo analizzare quanto \u00e8 accaduto e quindi valutare sulla base dei risultati concreti se le scelte e le strategie messe in campo fino ad oggi dal nostro Governo abbiano salvaguardato la salute dei cittadini o il sistema economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di procedere, e se mai ce ne fosse il bisogno, ribadisco che \u00e8 sempre facile giudicare a posteriori ovvero, come si suole dire, il senno di poi \u00e8 una scienza esatta. \u00c8 per\u00f2 anche vero che se si vogliono valutare le scelte e capire se sono possibili eventuali correzioni o modifiche di strategia, \u00e8 importante poter verificare con serenit\u00e0 quanto accaduto, senza che posizioni preconcette inficino l\u2019analisi e l\u2019eventuale critica.<\/p>\n\n\n\n<p>In analisi di questo tipo i&nbsp;dati, si sa, possono parlare e fornire indicazioni interessanti. A tal fine \u00e8 per\u00f2 necessario uscire dalla trappola (emotiva) e dai possibili errori di interpretazione dovuti alla presentazione di valori assoluti. Qualsiasi numero pu\u00f2 apparire grande o piccolo a seconda dei riferimenti che ci vengono forniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo allora confrontare alcuni dati al loro contesto, ad esempio agli stessi dati di altri paesi, e vedere cos\u00ec com&#8217;\u00e8 andata la nostra politica, e quindi quali effetti hanno prodotto le scelte adottate e le strategie messe in campo, paragonandole a quanto successo in altre nazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali dati possiamo osservare per una prima analisi di livello macroscopico?<\/p>\n\n\n\n<p>Per l&#8217;economia le stime sulla variazione del PIL 2020 sono un dato ufficiale, elaborato da enti terzi e facilmente reperibile oltre che confrontabile (sono variazioni, dunque riferiscono ai valori precedenti della medesima economia).<\/p>\n\n\n\n<p>Preciso che personalmente non sono certo che il PIL sia il miglior indicatore dello stato di salute di un&#8217;economia, n\u00e9 la miglior misura della sua dimensione e del suo valore, ma bisogna accettare che questo indice sia oggi universalmente adottato a tale scopo. Certamente si potrebbero utilizzare altri indicatori, come tassi di sviluppo, di occupazione, di disoccupazione, di reddito o altro, ma questi sarebbero molto difficili da correggere per essere confrontati, stanti le enormi differenze correnti tra gli stati esaminati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per misurare l&#8217;impatto del COVID-19, i dati potrebbero essere diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato il numero dei positivi ai tamponi molecolari fornisce una misura della cosiddetta incidenza, cos\u00ec come il numero di malati totali determina la prevalenza della malattia, ma sappiamo che vista l&#8217;elevata percentuale di asintomatici il rischio che questo numero sia inficiato da politiche di screening \u00e8 consistente (banalmente, ogni paese pu\u00f2 scegliere a chi fare tamponi: solo agli sintomatici, a tutti, solo agli ospedalizzati, etc, e di conseguenza tali scelte impatterebbero significativamente sulle rilevazioni e quindi sull\u2019analisi che vorremmo condurre).<\/p>\n\n\n\n<p><img loading=\"lazy\" width=\"372\" height=\"399\" src=\"\">La mortalit\u00e0 ci dice forse qualcosa di pi\u00f9 preciso, anche perch\u00e9, come ha recentemente spiegato Graziano Onder, responsabile del rapporto sulla mortalit\u00e0 da coronavirus dell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0, \u201cchi rientra nei bollettini del SARS-CoV-2 \u00e8 morto per COVID-19\u2033. In altre parole: \u201cse non avesse contratto il virus, oggi sarebbe con ogni probabilit\u00e0 vivo\u201d, anche perch\u00e9 &#8220;abbiamo rilasciato indicazioni precise, sviluppate dall\u2019OMS, su come si certifica un decesso&#8221; (Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2020).<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque la mortalit\u00e0 correlata alla malattia, rapportata alla popolazione naturalmente, pu\u00f2 fornire un buon indice di paragone tra nazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella tabella \u00e8 riportato un elenco di nazioni con &nbsp;le rispettive &nbsp;variazioni di PIL previste dal Fondo Monetario Internazionale per il 2020, aggiornate a fine ottobre di quest&#8217;anno, e le mortalit\u00e0 per milione di abitanti attribuite al SARS-CoV-2 secondo quanto stabilito dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 e aggiornati al 1 dicembre 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati sono stati ricavati rispettivamente da:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1-edited-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3249\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1-edited-1.png 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1-edited-1-300x200.png 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1-edited-1-219x146.png 219w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1-edited-1-50x33.png 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab1-edited-1-113x75.png 113w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Al fine di confrontare graficamente tali dati e poterli analizzare con facilit\u00e0, abbiamo normalizzato gli stessi rispetto alla media (cos\u00ec da ottenere scostamenti in positivo o in negativo e una centratura sul valore medio del campione considerato, sia per la variazioni del PIL, sia per la mortalit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3250\" width=\"579\" height=\"434.25\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1.png 961w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1-300x225.png 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1-768x575.png 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1-195x146.png 195w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1-50x37.png 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/tab2-edited-1-100x75.png 100w\" sizes=\"(max-width: 961px) 100vw, 961px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il grafico&nbsp; riporta la distribuzione di tali dati per i paesi analizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per facilit\u00e0 di comprensione, l\u2019asse delle ascisse (orizzontale) riporta gli scostamenti relativi della mortalit\u00e0 per milione di abitanti, dunque i valori pi\u00f9 a destra sono quelli dei paesi con minore mortalit\u00e0 relativa e quindi con un risultato sanitario migliore. Allo stesso modo, i valori in ordinata (asse verticale) riportano in alto gli scostamenti positivi del PIL rispetto alla media, ovvero i risultati economici migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>Per schematizzare, in questo grafico il quadrante in alto a destra contiene i paesi con risultati sanitari migliori e minore costo dal punto di vista economico; il quadrante in basso a destra contiene i paesi che hanno salvaguardato la salute meglio della media, anche se a costo di peggiori performance economiche; nel quadrante in alto a sinistra troviamo i paesi che hanno ottenuto andamenti economici migliori della media ma condizioni sanitarie peggiori, ed infine nel quadrante in basso a sinistra i paesi che hanno registrato risultati peggiori sia dal punto di vista economico che sanitario, sempre rispetto alla media delle 20 nazioni che abbiamo preso in considerazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa analisi non si vuole entrare in valutazioni approfondite sui risultati ottenuti dal nostro Paese, n\u00e9 si desidera produrre critiche sulle decisioni prese o valutazioni di merito. Taluni a riguardo hanno provato a entrare in speculazioni pi\u00f9 o meno spinte, spesso scontrandosi con la realt\u00e0 dei fatti e con la difficolt\u00e0 di confronti specifici. Ad esempio, in analisi simili sui cluster di et\u00e0, si \u00e8 evidenziato che la popolazione italiana \u00e8 mediamente pi\u00f9 longeva e quindi anziana e suscettibile a complicazioni da infezioni da SARS-CoV-2, ma agli stessi \u00e8 gi\u00e0 stato ribattuto che il Giappone, pur avendo una popolazione simile da questo punto di vista, ha ottenuto risultati complessivamente migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>Personalmente, al netto di quanto premesso, faccio fatica a non notare come probabilmente in Italia qualcosa non abbia funzionato benissimo: forse si poteva davvero fare meglio. Ma la domanda alla quale non posso non cercare di rispondere riguarda proprio l\u2019introduzione di questa breve analisi, ovvero il fatto che il dibattito al quale stiamo assistendo, spesso caratterizzato da toni eccessivi e radicali, tende costantemente a polarizzare gli argomenti fino a cadere nel discutere per categorie e per \u201cpartito preso\u201d. Tale dinamica, a mio modesto avviso, \u00e8 indice di una forma sociale tipica della nostra storia e cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Per spiegarmi meglio, vorrei ricorre alla schematizzazione gi\u00e0 utilizzata da Ferdinand T\u00f6nnies nella sua differenziazione tra Gemeinschaft e Gesellschaft.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo T\u00f6nnies le persone hanno due modalit\u00e0 di aggregazione: la comunit\u00e0 (Gemeinschaft) e la societ\u00e0 (Gesellaschaft). Nella prima il fattore determinante \u00e8 il comune sentire emotivo di appartenenza, nella seconda \u00e8 un interesse specifico, un contratto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu Max Weber a spiegare ancora meglio la differenza tra le due forme di convivenza, dicendo che nelle comunit\u00e0 le persone tendono a stare insieme anche se le forze esterne fanno di tutto per dividerle, mentre nelle societ\u00e0 le persone farebbero di tutto per dividersi anche se le forze esterne (il contratto per l\u2019appunto) tendono a mantenerle unite.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, a mio parere, spesso in Italia le persone si comportano molto da membri di una societ\u00e0 e molto poco da componenti di una comunit\u00e0. In questo nostro modo di sentire, forse, si nasconde il motivo della grande divisione tra categorie, della poca solidariet\u00e0 trasversale, della scarsa aderenza alle regole e del modesto spirito nazionale e di comunit\u00e0 che invece aiuterebbero molto a guidare un popolo in momenti tanto complessi come quelli che stiamo attraversando. In altre parole, per massimizzare i risultati, tanto sanitari quanto economici, non \u00e8 di alcuna utilit\u00e0 dividersi per gruppi e incolpare gli uni gli altri, o difendere categorie specifiche a discapito di altre, o ancora assumere a danno accettabile il sacrificio di alcuni, siano questi membri di determinate fasce anagrafiche o economiche. Sentirsi patrioti quando si gioca la finale dei mondiali di calcio o quando qualche connazionale diventa famoso per i meriti acquisiti non \u00e8 sufficiente. Per affrontare le difficolt\u00e0 serve ben altro.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, forse non \u00e8 un caso che i paesi del quadrante in alto a destra nel grafico, quelli che se la sono cavata meglio fin\u2019ora, siano quasi tutti caratterizzati da un forte sentimento di appartenenza e da un diffuso senso dello Stato, cos\u00ec come potrebbe non essere un caso che gli stati del quadrante in basso a sinistra, quelli che hanno avuto maggiori problemi, siano caratterizzati da forti divisioni interne e da dinamiche talvolta anche conflittuali.<\/p>\n\n\n\n<p>O forse \u00e8 davvero solo un caso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 13\/12\/2020 Assistiamo in questi giorni e mesi a uno stucchevole dibattito sulle priorit\u00e0 da considerare nella lotta alla pandemia da SARS-CoV-2, ovvero la cosiddetta COVID-19. 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