{"id":3225,"date":"2020-11-26T17:48:21","date_gmt":"2020-11-26T16:48:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3225"},"modified":"2020-11-26T17:48:59","modified_gmt":"2020-11-26T16:48:59","slug":"riabitare-litalia-non-solo-il-titolo-di-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/11\/26\/riabitare-litalia-non-solo-il-titolo-di-un-libro\/","title":{"rendered":"Riabitare l\u2019Italia. Non solo il titolo di un libro."},"content":{"rendered":"\n<p>di Bianca Della Pietra del 26\/11\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>In questo inquietante, ma importante momento che stiamo vivendo, ho pensato a un interessante libro&nbsp; pubblicato dall\u2019editore Donzelli nel dicembre 2018 e presentato a Tolmezzo il 29 marzo 2019 nel contesto di INNOVALP, il <em>Festival delle idee per la montagna<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di <em>RIABITARE L\u2019ITALIA. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo, a cura di Antonio De Rossi, \u00e8 stato scritto da diversi autori di formazioni difformi tra loro: storici, territorialisti, architetti, geografi, demografi, antropologi, sociologi, statistici, economisti, ecologisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Riporto la sintesi dalla quarta di copertina:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInvertire lo sguardo. Guardare l\u2019Italia intera muovendo dai margini, dalle periferie. Considerare le dinamiche demografiche, i processi di modernizzazione, gli equilibri ambientali, le mobilit\u00e0 sociali e territoriali, le contraddizioni e le opportunit\u00e0, per una volta all\u2019incontrario. Partendo dalla considerazione che l\u2019Italia del margine non \u00e8 una parte r<em>esiduale<\/em>; che si tratta anzi del terreno forse decisivo per vincere le sfide dei prossimi decenni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 questo libro in questo momento?<\/p>\n\n\n\n<p>Il Covid ci ha colto di sorpresa, pare, raccontato con metafore guerresche in cui combattere \u00e8 l\u2019azione quotidiana che siamo chiamati a fare. Ma in una vita non semplice, quale quella che solitamente tutti gli esseri umani vivono, sono gi\u00e0 presenti contraddizioni e conflitti che, nei momenti di crisi, vengono accentuati, estremizzati. Queste energie se non trovano un luogo simbolico, un contesto in cui esprimersi in maniera creativa, costruttiva, pur nei loro contenuti negativi, esplodono in proteste, rifiuti, negazioni o atti che possono essere strumentalizzati. Dal punto di vista sociale corriamo il rischio di accentuare le divisioni e le disuguaglianze, anche di genere e intergenerazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Parliamo per\u00f2 anche degli effetti psicologici di questa pandemia non propri solo della crisi, ma frutto di una gestione della <em>res publica<\/em> in forma individualistica e privatistica che pian piano ha portato a comportamenti oppositivi e opportunistici, difficilmente riconducibili&nbsp; verso visioni di presente solidale, di futuro percorribili e di progetti realizzabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Le citt\u00e0, in particolare per le persone fragili, diventano luoghi da rifuggire mentre le piccole comunit\u00e0 sembrano offrire quegli spazi di umanit\u00e0 di cui tutti abbiamo bisogno, ma che non tutti siamo in grado, possiamo o vogliamo scegliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco che proprio dai territori considerati periferici, marginali, ci provengono dunque indicazioni interessanti. La SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne) ha cercato di \u201cvalorizzare e rimuovere gli ostacoli per il libero dispiegarsi delle esperienze pi\u00f9 promettenti gi\u00e0 esistenti o sperimentate\u2026E di trasformare queste iniziative da progetti individuali o di mera sopravvivenza, in progetti da integrare in un disegno strategico valido per tutto il territorio\u201d.<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto 2016-2022 \u201c\u00e8&nbsp;<strong>finalizzato a contribuire al processo di riorganizzazione dei servizi pubblici sul territorio delle Aree Interne del Paese<\/strong>,&nbsp;<strong>garantendo l\u2019individuazione di modelli di gestione efficaci e coerenti con le esigenze dei territori<\/strong>. Il progetto ha l\u2019obiettivo di supportare il Comitato Tecnico Aree Interne e, attraverso questo, gli Enti locali coinvolti nel processo di nascita e\/o consolidamento di forme di governo e gestione integrate dei servizi pubblici locali comunali nelle 72 aree interne individuate.\u201d<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Le aree sono 72, visibili in questa mappa tratta da:<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto che pervade il libro, pur&nbsp; nei diversi approcci, \u00e8 \u201cla decostruzione delle immagini implicite\u201d come spiega il curatore nella sua introduzione e questa passa attraverso l\u2019analisi dell\u2019urbanizzazione, dell\u2019utilizzo\/abbandono dei territori da parte dei cittadini storici e nuovi, dei progetti e delle politiche territoriali. Le immagini e le connessioni che ci vengono offerte ci raccontano della nostra condizione umana nel suo rapporto con la terra (anche la Terra, se vogliamo) e su questo ci inducono a riflettere. Fabrizio Barca all\u2019inizio del capitolo conclusivo, ben esprime questo concetto: \u201c\u00c8 l\u2019immagine della nostra Italia che esplode dalle pagine di questo libro\u201d, un\u2019immagine caleidoscopica che rende giustizia dell\u2019interazione, del legame e dell\u2019evoluzione, ma anche fotografie nitide di territori.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sei le tipologie individuate che vengono definite \u201cterritori fragili\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBorghi e terre alte abbandonate\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFondivalle, pedimonti e conche che si intristiscono dopo una crescita senza sviluppo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cla campagna produttiva in spopolamento\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cla campagna urbanizzata e I distretti in difficile ristrutturazione\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cla costa consumata da urbanizzazione di bassa qualit\u00e0\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cgli interstizi dell\u2019urbanizzazione\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La Strategia Nazionale delle Aree Interne ha lo scopo di rimettere al centro le persone nei luoghi con tutta la complessit\u00e0 che questo processo comporta., escludendo la semplificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La risposta alla domanda \u201cChe fare\u201d viene individuata nel coinvolgimento e partecipazione degli abitanti I quali, con le autorit\u00e0 locali costruiscono una visione condivisa del territorio che viene fatta propria dall\u2019autorit\u00e0 sovra comunale con un impegno duraturo nel tempo. Questa concretizza le diverse progettualit\u00e0 in collegamento con tutti I settori di sviluppo di quel territorio. Ma non basta: ci deve essere un \u201cforte investimento in risorse umane nella pubblica amministrazione\u201d. E qui si costruisce un ulteriore aggancio con la situazione attuale, anche al di l\u00e0 della pandemia. I settori scoperti del settore pubblico (sanit\u00e0, scuola, P.A. solo per citarne alcuni) in questo momento mostrano tutta la miopia dell\u2019amministrare, dell\u2019investire risorse economiche nel buon funzionamento (e magari anche potenziamento) di servizi pubblici essenziali che stanno invece dimostrando tutte le loro falle a cui non si deve continuare a rispondere in maniera privatistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, per finire con una domanda e proseguire con undialogo, non vi pare che questa revisione di ottiche sui territori possa offrirci qualche spunto? Non solo di fuga, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> \u201c<em>La Strategia nazionale per le aree interne<\/em>\u201d di S. Lucatelli e F. Tantillo, p.429, op. cit.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.pongovernance1420.gov.it\/it\/progetto\/la-strategia-nazionale-per-le-aree-interne-e-i-nuovi-assetti-istituzionali\/\">http:\/\/www.pongovernance1420.gov.it\/it\/progetto\/la-strategia-nazionale-per-le-aree-interne-e-i-nuovi-assetti-istituzionali\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> pp.555-556 op.cit.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bianca Della Pietra del 26\/11\/2020 In questo inquietante, ma importante momento che stiamo vivendo, ho pensato a un interessante libro&nbsp; pubblicato dall\u2019editore Donzelli nel dicembre 2018 e presentato a Tolmezzo il 29 marzo 2019 nel contesto di INNOVALP, il Festival delle idee per la montagna. 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