{"id":3222,"date":"2020-11-26T17:47:46","date_gmt":"2020-11-26T16:47:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3222"},"modified":"2020-11-26T17:48:44","modified_gmt":"2020-11-26T16:48:44","slug":"in-ricordo-di-adriano-cragnolin","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/11\/26\/in-ricordo-di-adriano-cragnolin\/","title":{"rendered":"In ricordo di Adriano Cragnolin"},"content":{"rendered":"\n<p>di Loredana Panariti del 26\/11\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 novembre sono passati 24 anni dalla scomparsa del sindaco di San Pier d\u2019Isonzo, il compianto Adriano Cragnolin. Dell\u2019uomo, del politico e del sindacalista si \u00e8 molto scritto in questi anni, anche perch\u00e9 l\u2019Associazione che porta il suo nome ha contribuito a onorarne la memoria e a riproporre con nuove attivit\u00e0 il suo profondo impegno verso le giovani generazioni, la cultura e la pace. Un impegno, il suo, che faceva seguire alle parole i fatti: furono memorabili, per esempio, la sua difesa dell\u2019acqua pubblica e il suo coinvolgimento nell\u2019aiuto ai profughi dell\u2019ex Jugoslavia. Vicende che lo videro sempre partecipe in prima persona, a rispondere personalmente delle scelte per le quali aveva deciso di battersi. Ma non era un solitario, sapeva convincere le persone perch\u00e9 lavorava per qualcosa che andava oltre il consenso e aveva un\u2019idea molto chiara del concetto di bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue capacit\u00e0 amministrative superavano i confini del Comune alla ricerca di un percorso condiviso che desse maggiori opportunit\u00e0 e forza al Monfalconese. E proprio questo aspetto, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di visione, di immaginare il futuro e i grandi cambiamenti che stavano arrivando fu, probabilmente, alla base della costruzione di Citt\u00e0 Mandamento di cui fu promotore instancabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo quel mondo \u00e8 finito, il territorio monfalconese non \u00e8 pi\u00f9 compattamente o quasi compattamente di sinistra o centro-sinistra, molte grandi fabbriche hanno chiuso e il partito in cui Adriano militava ha avuto una lunga serie di cambiamenti perdendo quel forte radicamento di cui, in qualche modo, il sindaco era frutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, esaminando la realt\u00e0 odierna e cercando di recuperare gli elementi positivi di quella stagione senza peccare in anacronismo, penso che Adriano fosse capace di \u201criconoscere\u201d il territorio, intendendolo sia come ambiente, sia come luogo di relazioni. Uno spazio caratterizzato da memorie, testimonianze e saperi locali individuato come base dei processi di sviluppo. Nel suo affetto verso il bisiac e il paese non c\u2019era nessun cedimento verso un mondo idilliaco, ma, invece, la capacit\u00e0 di cogliere il racconto che da quel mondo, pure in mutazione, arrivava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto di una societ\u00e0, dei suoi rapporti interni, delle sue dinamiche demografiche, dei suoi squilibri sociali, del suo rapporto con l\u2019ambiente, la politica e anche la fede. La sua, per\u00f2, non era una lettura univoca, n\u00e9 il territorio era visto come un deposito indifferenziato in cui ci poteva stare tutto e il contrario di tutto. Lo sforzo che faceva, da amministratore, era gerarchizzare le informazioni in modo dinamico per creare nuove opportunit\u00e0. Quello che voglio dire \u00e8 che quelle informazioni diventavano conoscenza. Una conoscenza capace di superare i limiti del deposito, di cui dicevo prima, e di offrire occasioni di crescita civile ed economica agli abitanti. E da questo, probabilmente, la creazione di parole condivise che consentivano di legare le diverse realt\u00e0 in progetti riconosciuti autorevoli ed efficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo percorso, comune anche ad altre realt\u00e0 amministrative del Monfalconese, la conoscenza precedeva la comunicazione. E quest\u2019ultima era intesa come partecipazione, spinta a reagire, a mettersi in gioco, a interrogarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attuale crisi economica e sociale, potenziata dalla pandemia, avrebbe bisogno di nuove forme di partecipazione che una politica spesso orientata esclusivamente al presente e al consenso fa fatica a mettere in pratica. Dalla storia di Adriano (e di altri amministratori del tempo) possiamo ricavare che bisogna porsi l\u2019obiettivo del futuro, investire nelle persone e saldare il legame tra politica e territorio che in parte \u00e8 andato perso. Si tratta di intercettare, ricomporre, risaldare tutti quegli elementi che sebbene sconnessi e separati, costituiscono il capitale sociale del territorio e utilizzare uno sguardo lungimirante alle prospettive di lungo periodo, senza dimenticare, per\u00f2, che il momento \u00e8 adesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Loredana Panariti del 26\/11\/2020 Il 13 novembre sono passati 24 anni dalla scomparsa del sindaco di San Pier d\u2019Isonzo, il compianto Adriano Cragnolin. Dell\u2019uomo, del politico e del sindacalista si \u00e8 molto scritto in questi anni, anche perch\u00e9 l\u2019Associazione che porta il suo nome ha contribuito a onorarne la memoria e a riproporre con nuove attivit\u00e0 il suo profondo impegno verso le giovani generazioni, la cultura e la pace. 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