{"id":3193,"date":"2020-11-11T21:50:47","date_gmt":"2020-11-11T20:50:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3193"},"modified":"2020-11-11T21:51:26","modified_gmt":"2020-11-11T20:51:26","slug":"spunti-di-riflessione-per-non-perdere-occasioni-di-sviluppo-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/11\/11\/spunti-di-riflessione-per-non-perdere-occasioni-di-sviluppo-sostenibile\/","title":{"rendered":"Spunti di riflessione per non perdere occasioni di sviluppo sostenibile"},"content":{"rendered":"\n<p>di Enrico Bullian (Sindaco di Turriaco) dell&#8217;11\/11\/2020<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La riconversione a gas e idrogeno della centrale termoelettrica di Monfalcone: una sfida da accettare. Spunti di riflessione per non perdere occasioni di sviluppo sostenibile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da poco apparso sulla stampa un comunicato stampa di Confindustria sulla \u201csfida da sostenere\u201d, ovvero la trasformazione da carbone a gas (e poi a idrogeno) della centrale termoelettrica di Monfalcone. Questa sfida \u00e8 anomalo non venga raccolta anche dalle istituzioni locali, o almeno da una parte di esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto di A2A per la riconversione a gas, con l\u2019ulteriore sviluppo legato all\u2019approvazione del protocollo siglato da A2A, Regione Fvg e Snam riguardante la sperimentazione dell\u2019utilizzo dell\u2019idrogeno, interesser\u00e0 anche la \u201cnuova\u201d centrale che A2A intende realizzare sul suo sito monfalconese. Appaiono molto cospicui gli investimenti che A2A propone a Monfalcone, fra risorse da destinare direttamente alla realizzazione del nuovo impianto a gas (350 milioni di euro) e altre da garantire per progetti territoriali (150 milioni di euro). L\u2019obiettivo \u00e8 abbandonare l\u2019utilizzo del carbone entro la dead line del 2025, con un investimento di 500 milioni di euro, che contribuir\u00e0 a produrre maggiore energia, con un minor impatto ambientale (tutte le emissioni di inquinanti sarebbero in netta contrazione). Il Presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti nell\u2019articolo cita la necessit\u00e0 di un cambiamento culturale dell\u2019opinione pubblica rispetto a questi temi legati alla sostenibilit\u00e0, dove le politiche aziendali \u2013 per essere credibili \u2013 necessitano di sviluppi per fasi, anche transitorie, e il passaggio al gas rappresenta gi\u00e0 un passo in avanti notevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Amministrazione comunale di Turriaco ci siamo occupati varie volte del futuro della centrale: questi approfondimenti (anche durante le sedute del Consiglio Comunale) o interventi noi li abbiamo sempre visti nell\u2019ottica del mantenimento di un polo energetico a Monfalcone, con una fuoriuscita dal carbone e una transizione verso altre fonti meno inquinanti; per questo valutiamo favorevolmente l\u2019attuale progetto. Qualche mese fa avevamo tenuto un incontro con il Segretario della CGIL isontina Thomas Casotto e ci eravamo trovati in linea con le posizioni sindacali. Per quanto pu\u00f2 contare, l\u2019Amministrazione comunale condivide e supporta \u2013 almeno idealmente \u2013 lo sforzo che impresa, Confindustria e sindacato stanno mettendo in campo al fine di avviare investimenti vitali per il territorio, che sarebbe un suicidio politico contrastare o anche solamente snobbare. Infatti, attraverso questo mezzo miliardo di euro, si crea occupazione e sviluppo, oltre a migliorare le performance ambientali della centrale. Senza bisogno di scomodare il mondo operaio, al quale continuo a essere legato politicamente, socialmente e culturalmente, non pu\u00f2 sfuggire a nessuno che il Monfalconese (ma anche l\u2019Italia e l\u2019Europa) non pu\u00f2 rinunciare alla propria vocazione manifatturiera. Non credo sia ragionevole ipotizzare che la popolazione possa campare solamente di terziario, settore sicuramente da valorizzare, ma affianco a quello industriale, che non va di certo smantellato, ma innovato e rivitalizzato. La centralit\u00e0 della produzione dell\u2019energia \u00e8 evidente: senza energia non solo si bloccherebbe il sistema produttivo, ma anche la normale routine delle nostre vite. Certo, affianco a questo, dobbiamo anche ragionare su come ridurre i consumi e incentivare le fonti rinnovabili, ma il percorso \u00e8 lungo ed impervio. Non esiste nessuna soluzione semplicistica con \u201ctutto e subito\u201d. Ricordiamo inoltre che stiamo parlando di un\u2019azienda (A2A) che per met\u00e0 delle quote \u00e8 di propriet\u00e0 pubblica dei Comuni di Milano e Brescia e che possiede un solido bilancio di sostenibilit\u00e0 in linea con l\u2019Agenda 2030 dell\u2019ONU.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 l\u2019Amministrazione comunale di Turriaco sente l\u2019esigenza di esporsi anche pubblicamente sul futuro della centrale di Monfalcone? Perch\u00e9 \u2013 banalmente \u2013 la centrale, come il tessuto produttivo in generale, \u00e8 patrimonio di un territorio pi\u00f9 vasto del Comune dove \u00e8 insediato il sito, basti pensare ai tanti lavoratori provenienti dai Comuni contermini. Stiamo inoltre assistendo a una deriva delle forze politiche monfalconesi che sembrano rincorrersi a chi appare pi\u00f9 contrario alla presenza tout court della centrale termoelettrica. Questi non sono investimenti da contrastare o da accogliere freddamente. Crediamo invece sia importante che almeno una parte del territorio monfalconese \u2013 in questo caso l\u2019Amministrazione comunale di Turriaco \u2013 si dica chiaramente e apertamente favorevole a investimenti di questa natura e di questa portata. \u00c8 significativo fare mente locale sulle cifre: molti cittadini, anche non turriachesi, ci riconoscono un grande attivismo sulle opere pubbliche comunali. Nel mandato 2014-2019 gli investimenti in conto capitale dell\u2019Amministrazione comunale di Turriaco ammontavano a 5 milioni di euro; A2A propone 500 milioni di euro sulla centrale di Monfalcone e sul territorio. Riteniamo sia un\u2019occasione unica, che sarebbe deleterio lascarsi scappare, magari inseguendo le ragioni di un supposto consenso. Siamo profondamente convinti che una fetta consistente della popolazione, molto superiore a quella percepita dagli addetti ai lavori della politica locale, sia favorevole a investimenti di questo tipo, tanto pi\u00f9 in un contesto di crisi economica legato all\u2019andamento della pandemia, che purtroppo produrr\u00e0 effetti nefasti sul tessuto socio-economico su tempi medio-lunghi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enrico Bullian (Sindaco di Turriaco) dell&#8217;11\/11\/2020 La riconversione a gas e idrogeno della centrale termoelettrica di Monfalcone: una sfida da accettare. Spunti di riflessione per non perdere occasioni di sviluppo sostenibile \u00c8 da poco apparso sulla stampa un comunicato stampa di Confindustria sulla \u201csfida da sostenere\u201d, ovvero la trasformazione da carbone a gas (e poi a idrogeno) della centrale termoelettrica di Monfalcone. 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