{"id":3190,"date":"2020-11-11T21:46:37","date_gmt":"2020-11-11T20:46:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3190"},"modified":"2020-11-11T21:46:38","modified_gmt":"2020-11-11T20:46:38","slug":"jansa-lultimo-dei-trumpiani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/11\/11\/jansa-lultimo-dei-trumpiani\/","title":{"rendered":"Jan\u0161a, l\u2019ultimo dei trumpiani"},"content":{"rendered":"\n<p>di Marko Marin\u010di\u010d del 11\/11\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Era la tarda mattinata del 4 novembre, il giorno successivo al voto presidenziale negli Usa. Le agenzie battevano i risultati ancora molto parziali dello spoglio, da cui il presidente uscente risultava in lieve vantaggio in molti stati chiave, dal Michigan al Wisconsin, dalla Pennsylvania all\u2019Arizona. Ma mancavano ancora i voti delle grandi citt\u00e0 e la notevole mole di schede affidate al servizio postale, per cui anche il meno acuto degli osservatori si guardava bene dall\u2019azzardare pronostici. Anzi, i pi\u00f9 avveduti, pronosticavano gi\u00e0 il sorpasso da parte di Biden che poi puntualmente \u00e8 avvenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene, in questa situazione, un\u2019unica voce dall\u2019 Europa si \u00e8 levata a proclamare la vittoria di Donald Trump. E\u2019quella del premier sloveno Janez Jan\u0161a che a seggi ancora aperti annunciava la vittoria del \u00bbprimo genero\u00ab di Slovenia, coniugato con Melania, che per quanto faccia di tutto per ignorarle, \u00e8 pur sempre di origini slovene. \u00bbOrmai \u00e8 chiaro che il popolo americano ha rieletto Donald Trump\u00ab, si \u00e8 affrettato a twittare Jan\u0161a che poi, con grande sprezzo del ridicolo, aggiungeva: \u00bbPi\u00f9 ritardi ci saranno e pi\u00f9 i media mainstream negheranno i fatti, tanto maggiore sar\u00e0 il trionfo del presidente\u00ab. Twitter ha preso le distanze, precisando che al momento nessun organo ufficiale aveva ancora proclamato il vincitore. Un&#8217;ora dopo anche il portavoce della Commissione UE rampognava Jan\u0161a, raccomandando a tutti di \u00bbattendere l&#8217;evolversi del processo democratico negli USA e la proclamazione ufficiale dei risultati\u00ab.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il nostro , anzich\u00e8 demordere, rilanciava con altri tweet. Ancora sabato 7 novembre, a risultato ampiamente acquisito e mentre Biden riceveva i messaggi di felicitazioni da parte dei governi europei e mondiali, il premier sloveno affidava ai social la propria \u00bbverit\u00e0 alternativa\u00ab: il presunto vincitore sarebbe stato proclamanto solo dai media e da nessun organo ufficiale mentre in molti stati con un margine di voti esiguo erano stati presentati ricorsi e i tribunali non avevano ancora affrontato la questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 o meno quanto nelle stesse ore in Italia andava dicendo Matteo \u00bbMojito\u00ab Salvini, strenuo ultr\u00e0 trumpiano, tanto da meritarsi l&#8217;appellativo di \u00bbcheerleader italiana di Donald Trump\u00ab, affibiatogli dal quotidiano britanncio The Independent. Che lo faccia un capopolo all&#8217;opposizione, si pu\u00f2 anche capire, ma per un premier in carica \u00e8 uno scivolone a dir poco incredibile ed imbarazzante. E infatti, puntuali sono piovute le imbarazzate prese di posizione del presidente Borut Pahor e dello stesso ministero degli esteri di Ljubljana, preoccupati dell&#8217;evidente pregiudizio che le scombinate esternazioni del premier avrebbero portato alle future relazioni con gli USA.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a Jan\u0161a, chi glielo ha fatto fare? Delirio di onnipotenza come nel caso del suo pi\u00f9 stretto parente politico italiano al Papeete beach? No, piuttosto mossa politica disperata, per quanto improvvida. Janez Jan\u0161a, tornato per la terza volta a capo del governo sloveno la scorsa primavera grazie a una congiura di palazzo &#8211; in cambio di alcuni ministeri pesanti ai rispettivi leader aveva portato dalla propria parte due dei partiti della precedente coalizione di centrosinistra, il partito del pensionati Desus e il piccolo partito centrista SMC \u2013 sente ormai il terreno franargli sotto i piedi. Nel Desus \u00e8 gi\u00e0 avviato un nuovo ripensamento, mentre gli altri partiti moderati della coalizione sono sempre pi\u00f9 contrariati per lo spostamento del baricentro politico verso l\u2019estrema destra sovranista, impresso dal partito nazionalista del premier.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo l\u2019opposizione ma sempre pi\u00f9 osservatori indipendenti in Slovenia e in Europa parlano di progressiva orbanizzazione della politica slovena. Pericolo che ha portato i quattro partiti di centrosinistra ad aderire all\u2019iniziativa di un gruppo di intellettuali con a capo l\u2019economista Jo\u017ee P. Damijan per dare vita a una Coalizione dell&#8217;Arco Costituzionale che punta ormai apertamente al controribaltone. Si aggiunga una gestione disastrosa dell&#8217;epidemia covid, ormai fuori controllo perch\u00e8 colpevolmente ignorata dal governo tutto preso a mettere la museruola ai media e agli altri settori riottosi della societ\u00e0 slovena, e si pu\u00f2 capire come Jan\u0161a nel giro di pochi mesi dal ritorno al potere si trovi ormai vicino alla canna del gas. Da qui la poca lucidit\u00e0 con cui si \u00e8 attaccato all\u2019altra canna intravvista, quella trumpiana, da cui evidentemente sperava di ottenere qualche boccata di provvidenziale ossigeno. Cavallo sbagliato, scommessa persa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marko Marin\u010di\u010d del 11\/11\/2020 Era la tarda mattinata del 4 novembre, il giorno successivo al voto presidenziale negli Usa. Le agenzie battevano i risultati ancora molto parziali dello spoglio, da cui il presidente uscente risultava in lieve vantaggio in molti stati chiave, dal Michigan al Wisconsin, dalla Pennsylvania all\u2019Arizona. 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