{"id":3178,"date":"2020-10-28T20:04:58","date_gmt":"2020-10-28T19:04:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3178"},"modified":"2020-10-28T20:04:59","modified_gmt":"2020-10-28T19:04:59","slug":"la-chimera-politica-ai-tempi-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/10\/28\/la-chimera-politica-ai-tempi-della-pandemia\/","title":{"rendered":"La chimera politica ai tempi della pandemia"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 28\/10\/2020<\/p>\n\n\n\n<p><br>Premessa.<br>Accade di tanto in tanto, in particolare in Italia, che la politica entri in una fase di non autosufficienza, ovvero in un periodo nel quale, per svariati motivi interni e\/o esterni, non riesca farsi carico del governo del Paese nella sua completezza.<br>Tali intervalli di tempo possono essere caratterizzati anche da una leadership &#8220;zoppicante&#8221; o da una scarsa attitudine ad affrontare i problemi pi\u00f9 pregnanti.<br>Spesso, in questi momenti, altre figure para-politiche assumono ruoli pubblici di rilievo e guidano l&#8217;esecutivo verso traguardi di breve e medio periodo, talvolta solo traghettando la politica verso tempi migliori e pi\u00f9 stabili, talaltra prendendosi carico della soluzione di specifici problemi verso i quali la politica tradizionale non dimostra autonomia o la necessaria determinazione nell&#8217;assumere posizioni e decisioni complesse, sia per la loro natura, sia per le conseguenze che tali decisioni comportano.<br>Tra le figure para-politiche, alcune sono cicliche e gi\u00e0 sperimentate, come i movimenti di base e gli economisti, altre sono pi\u00f9 nuove, come gli scienziati.<br>Su tutti questi attori transitori della politica vengono spesso riversate attese spropositate da parte dell&#8217;opinione pubblica, un po&#8217; per la sensazione di novit\u00e0 che generano, un po&#8217; per le competenze che si ritiene portino con s\u00e9, ma qualche volta anche perch\u00e9 il loro ruolo viene erroneamente valutato o addirittura sopravvalutato.<br>Delle tre categorie citate, dir\u00f2 in breve di quelle pi\u00f9 note (movimento di base ed economista) e spender\u00f2 qualche riga in pi\u00f9 per la novit\u00e0 di questo triste periodo caratterizzato dall\u2019epidemia da COVID-19: lo scienziato.<br><br>Il movimento di base.<br>L&#8217;Italia ha conosciuto &#8220;movimenti&#8221; di ogni tipo ed estrazione. Di questi alcuni sono vere e proprie meteore, capaci di incidere solo nel dibattito e nella provocazione, ma destinati a scomparire nel brevissimo periodo o a rimanere marginali, isolati e ininfluenti nella scena politica nazionale. Altri movimenti hanno invece una storia pi\u00f9 lunga e talvolta riescono a condizionare anche in modo sostanziale i fatti salienti della politica.<br>Per questi ultimi, a mio parere e con le necessarie specificit\u00e0, vale sempre l&#8217;analisi gi\u00e0 svolta per un famoso movimento di base, \u201cnato teorico e popolare\u201d, a cui &#8220;corrispose nella politica pratica un&#8217;ulteriore trasformazione (&#8230;) che da rivoltoso era diventato parlamentare, da parlamentare del &#8220;tutto o nulla&#8221; e della perpetua negazione divenne a poco a poco collaboratore con gli altri partiti ed evoluzionistico e riformistico: cio\u00e8 svilupp\u00f2 i motivi liberali della tradizione italiana&#8221;. Cos\u00ec scrisse Benedetto Croce del movimento socialista della fine del milleottocento (&#8220;Storia d&#8217;Italia dal 1871 al 1915&#8221;, 1927).<br><br>L&#8217;economista.<br>Altra figura tradizionale del &#8220;salvataggio&#8221; politico italiano \u00e8 l&#8217;economista prestato alla politica, ovvero il tecnico.<br>In genere questa tipologia viene utilizzata in situazioni particolarmente critiche ed \u00e8 caratterizzata da interventi di politica mirati, qualche volta strutturali (riforme) e altre volte emergenziali (manovre specifiche), e tempi ridotti di permanenza al potere. Il consenso parlamentare \u00e8 ampio, per ovvie ragioni, visto il carattere di supplenza dell&#8217;incarico, come a primo acchito pare essere anche il consenso popolare. In verit\u00e0 per\u00f2, quando questi tecnici provano a intraprendere una vera carriera politica dopo la fase emergenziale, i risultati elettorali sono spesso modestissimi.<br>Molto \u00e8 stato scritto sul ruolo degli economisti in politica e non credo utile dilungarmi in questa discussione, ferma la convinzione sulla fondatezza del celebre motto secondo il quale il Politico non potr\u00e0 mai risolversi nell&#8217;Economico. A supporto, sposo quanto recentemente ribadito in relazione ai tempi moderni, ovvero che &#8220;il primato dell&#8217;Economico, nelle forme che ha assunto in quest&#8217;epoca, ha bisogno di affiancare al (lavoro) scientifico il lavoro &#8216;spirituale&#8217; del Politico, la costruzione di un&#8217;autorit\u00e0 politica, la quale (&#8230;) sappia ottenere dalla moltitudine degli individui il riconoscimento della coerenza del proprio comando con l&#8217;istanza inalienabile di libert\u00e0 che agita ciascuno.&#8221; (Massimo Cacciari, &#8220;Il lavoro dello spirito&#8221;, 2020)<br><br>Lo scienziato.<br>Arriviamo cos\u00ec alla new entry della scena politica italiana: lo scienziato, il quale, a causa della nota epidemia di quest&#8217;anno, ha assunto un ruolo mediatico e un&#8217;influenza politica forse mai vista prima nella storia dell&#8217;uomo.<br>Quando una persona viene presentata in qualit\u00e0 di scienziato, la platea assume la propensione a ricevere informazioni identificate automaticamente come verit\u00e0: lo scienziato sa.<br>Ma la scienza \u00e8 davvero il contenitore della verit\u00e0, o meglio, lo scopo della scienza \u00e8 davvero quello di produrre verit\u00e0?<br>Da un punto di vista metodologico, la scienza non ha lo scopo di produrre verit\u00e0. Ha bens\u00ec lo scopo di dimostrare teorie. E su questo dettaglio si consuma un clamoroso fraintendimento.<br>Semplificando un po&#8217;, per la logica, materia che supporta il metodo scientifico e ne delinea modalit\u00e0 e contenuti di verit\u00e0, quella che a tutti noi \u00e8 nota come dimostrazione assume il nome di implicazione. Si dice che A implica B intendendo che data A, l&#8217;ipotesi, logicamente si dimostra B, la tesi. Questo \u00e8 scienza.<br>Sempre da un punto di vista logico (formale) bisogna precisare che l&#8217;implicazione restituisce un contenuto di verit\u00e0 in tutti i casi, tranne in uno, ovvero quello in cui A sia vero e B falso. In altre parole, da una ipotesi vera non \u00e8 possibile logicamente dimostrare una tesi falsa. E questo naturalmente \u00e8 un bene. Ma la cosa spesso ignorata \u00e8 che da un&#8217;ipotesi falsa si pu\u00f2 dedurre qualsiasi cosa, o meglio si possono logicamente ricavare una tesi vera o una falsa. In altre parole partendo da ipotesi errate (o incomplete) col metodo scientifico si possono dimostrare tesi vere o false, mantenendo lo stesso contenuto di verit\u00e0, ossia di correttezza formale.<br>Questa &#8220;stranezza&#8221;, in realt\u00e0 nota da millenni, non deve sorprendere. La scienza ha sempre prodotto tesi e paradigmi, alcune volte sbagliati, proprio perch\u00e9 partivano da ipotesi errate o incomplete. Questo \u00e8 uno dei motivi per cui la conoscenza scientifica spesso evolve anche per cambiamenti radicali, come ha ben descritto Thomas Kuhn nel suo &#8220;Struttura delle rivoluzioni scientifiche&#8221; (1962). In altre parole, in un determinato momento e con determinate conoscenze, le ipotesi di sistema, la scienza dimostra specifiche teorie, che diventano a loro volta conoscenza e nuove ipotesi per successive teorie: questo \u00e8 il paradigma scientifico del tempo. Tale paradigma e le teorie in esso contenute possono essere cancellati e superati da nuove tesi dimostrate vere sulla base di nuove assunzioni e informazioni.<br>Riassumendo, potremmo sostenere che la scienza, nel suo funzionamento, tenta di descrivere il comportamento del mondo partendo da ipotesi e da conoscenze precedenti, cercando di formulare teorie per spiegare i meccanismi che lo regolano, ricostruendone il passato e talvolta elaborando ipotesi sul suo futuro. In altri termini ancora, utilizzando le parole di Jakob von Uexkull, diremo meglio che &#8220;la dottrina (della scienza) \u00e8 composta da teoremi che contengono un&#8217;asserzione univoca sulla natura. La forma di questi teoremi suscita spesso l&#8217;impressione che essi si fondino sull\u2019autorit\u00e0 della stessa natura. Questo \u00e8 per\u00f2 un errore, poich\u00e9 la natura non impartisce alcuna dottrina, ma mostra solo variazioni nei suoi fenomeni&#8221;, mentre &#8220;l&#8217;unica autorit\u00e0 alla quale un teorema pu\u00f2 fare affidamento (\u00e8) lo scienziato che ha dato (&#8230;) una risposta alla sua propria questione&#8221; (&#8220;Biologia teoretica&#8221;, 1920).<br>Ecco quindi chiarita la differenza tra scienza e verit\u00e0, ma soprattutto ecco spiegato perch\u00e9 uno scienziato degno di questo nome non dir\u00e0 mai &#8220;eccovi la verit\u00e0&#8221; o cose simili, mentre permetter\u00e0 ad ogni dichiarazione frasi del tipo: &#8220;secondo questa teoria&#8221;, &#8220;per quello che possiamo dedurre da questi esperimenti&#8221; o &#8220;per quanto ne sappiamo oggi&#8221;.<br>Lo scienziato ipotizza, elabora teorie e cerca di dimostrarle.<br><br>Il politico.<br>Ed infine arriviamo alla presentazione al pubblico del politico. Nell&#8217;immaginario dei presenti il politico si occupa del potere. Gestisce, amministra e detiene la facolt\u00e0 di decidere e ordinare: il politico pu\u00f2.<br>Ma la politica \u00e8 davvero l&#8217;essenza del potere? O meglio, il fondamento della politica \u00e8 davvero quello di gestire il potere?<br>Circa il potere in s\u00e9 \u00e8 noto che gli uomini ne hanno discusso a lungo incontrando non poche difficolt\u00e0 per districarsi nel delicato equilibrio che oscilla tra l&#8217;idea del potere come espressione di libert\u00e0 e l&#8217;idea di potere come espressione di sopraffazione. Personalmente sono molto vicino a quanto scritto da Byung-Chul Han circa il ruolo della mediazione nella gestione del potere, nel senso che &#8220;la carenza di mediazione produce costrizioni&#8221;, mentre &#8220;quando la mediazione \u00e8 ai massimi, il potere e la libert\u00e0 combaciano&#8221; e &#8220;in questo caso il potere \u00e8 pi\u00f9 stabile&#8221; (&#8220;Che cos&#8217;\u00e8 il potere&#8221;, 2005). Rimane probabilmente molto vero che &#8220;l\u00e0 dove nessuno parla del potere esso \u00e8 indubbiamente presente (&#8230;). Dove invece il potere \u00e8 oggetto di discussione, comincia il suo declino&#8221; (Ulrich Beck, &#8220;Potere e contropotere nell&#8217;et\u00e0 globale&#8221;, 2010).<br>In ogni caso ritengo che il problema di fondo sia quello di distinguere il fine dal mezzo. In altre parole, pare evidente che la politica utilizzi il potere, o almeno alcuni dei poteri necessari alla gestione della cosa pubblica, ma ci\u00f2 che conta davvero \u00e8 il fine al quale la politica deve tendere. Scriveva Aristotele che il lavoro pi\u00f9 bello \u00e8 quello di costruire la felicit\u00e0 della collettivit\u00e0, ed \u00e8 questo l&#8217;oggetto della politica: \u201cinfatti, ci si pu\u00f2, s\u00ec, contentare anche del bene di un solo individuo, ma \u00e8 pi\u00f9 bello e pi\u00f9 divino il bene di un popolo, cio\u00e8 di intere citt\u00e0\u201d (\u201cEtica Nicomachea&#8221;, IV sec. A.C.).<br>Molti secoli dopo fu una lucida lezione di Max Weber a sintetizzare il rapporto tra il potere e la responsabilit\u00e0 del politico. Infatti, quando la politica diventa professione il politico verr\u00e0 schiacciato tra la sensazione del potere, e dunque il rischio di cadere nella vanit\u00e0 e dell&#8217;egocentrismo, e la necessit\u00e0 della responsabilit\u00e0, e dunque l\u2019assunzione su di s\u00e9 dei risvolti positivi e soprattutto di quelli negativi del suo operare, senza indulgere in scuse e senza incolpare altri delle conseguenze del suo agire (\u201cLa politica come professione &#8211; Politik als Beruf\u201d, 1919).<br>Cos\u00ec dunque i grandi del pensiero. In buona sostanza, nell&#8217;azione politica non va perso il senso della responsabilit\u00e0 verso il fine, ovvero il bene comune, e soprattutto va evitato il pericolo di cadere nel culto del mezzo, ovvero del potere, eleggendolo a scopo dell&#8217;azione politica. Il politico fa, il politico decide, e Il suo operare sulle leve del potere \u00e8 il mezzo per raggiungere lo scopo pi\u00f9 alto: il bene della moltitudine.<br><br>La chimera.<br>Arrivati a questo punto, c&#8217;\u00e8 da chiedersi quale sia allora la chimera che sta nascendo intorno al mondo della decisione politica; quale sia, in altre parole, la figura (o le figure\u2026) che si sta innestando sul corpo del politico per produrre un nuovo mostro mitologico cui affidare le decisioni sostanziali. C&#8217;\u00e8 da chiedersi anche se il politico rimanga ancora il decisore di ultima istanza e soprattutto se il sistema dell&#8217;informazione, che permea la nostra societ\u00e0 in ogni angolo della genesi dell\u2019opinione pubblica, consenta alla nostra classe politica di sopravvivere quale decisore.<br>Se, come abbiamo visto, i movimenti politici hanno una vita breve ovvero un percorso di istituzionalizzazione che li fa sparire nel breve o in alternativa li rende Politico in poco tempo, non \u00e8 nella loro presenza che possiamo trovare una spiegazione alla nascita della chimera. I movimenti distolgono l&#8217;attenzione della massa. Possono fornire motivo di dis-trazione sull&#8217;opinione pubblica o viceversa solo una genesi di nuove formazioni politiche destinate a divenire connaturate al potere costituito. Ma la caratteristica dei movimenti, che li rende non trascurabili, \u00e8 l&#8217;elevato numero di persone che li sostengono, cosicch\u00e9 essi devono essere necessariamente &#8220;gestiti&#8221;, possibilmente proprio rendendoli organici al sistema. Nell&#8217;accogliere i movimenti e farli parte del tutto, il potere tace di s\u00e9 stesso, il che, tornando a Beck, \u00e8 un ottimo indizio per sostenere che il potere stesso goda di ottima salute. E sia ben chiaro, il potere di cui si parla ora non \u00e8 quello espresso dalle poche marionette regalate al pubblico ludibrio, ma quello di un sistema pachidermico e sottostante alla cosa pubblica, gestore silenzioso e onnipresente. Da questo punto di vista, i movimenti altro non sono che un elemento di colore nella scena politica pubblica, cio\u00e8 quella di dominio pubblico.<br>Differente \u00e8 il contesto dell\u2019economista. Tale figura non muove folle, non anima la moltitudine e spesso non appare per moto proprio ma su esplicita chiamata. Acquisisce visibilit\u00e0 perch\u00e9 invocato dal potere per assumersi il peso di decisione scomode e solo per questa causa viene osannato come salvatore della Patria. Con la stessa velocit\u00e0 viene relegato a un ruolo marginale, spesso bollato per l&#8217;eccessivo pessimismo se non addirittura etichettato come vera Cassandra del futuro politico nazionale.<br>A questo punto, la chimera risulta s\u00ec composta da pi\u00f9 animali pubblico-politici, ma, di questi, due sono marginali: il movimento e l\u2019economista. Rimangono il politico e lo scienziato. Queste sono le due teste che governano il corpo del mostro dei nostri giorni.<br>Le due figure si contendono il primato della visibilit\u00e0 e il potere di influenzare le decisioni e di determinare gli equilibri. Il tutto, naturalmente, innestato nelle dinamiche dell\u2019eterna lotta per la sopravvivenza, sia personale che di categoria.<br>Sulla visibilit\u00e0 personale, il tema di Weber risulta quanto mai attuale e trasversale: la vanit\u00e0 e l\u2019egocentrismo sono la trappola sempre pronta a scattare. \u00c8 noto inoltre che nei momenti di crisi il popolo \u00e8 molto pi\u00f9 ricettivo; che la storia verr\u00e0 scritta sempre dal vincitore (anche se la vittoria sar\u00e0 solo modesta o addirittura simbolica e se i meriti sarebbero da ricercare altrove) e che in guerra, questa la metafora oggi di tendenza, il condottiero acquisisce straordinaria visibilit\u00e0, di fatto equivalente a un credito (elettorale?) facilmente esigibile nell&#8217;immediato futuro.<br>Circa le categorie, invece, il politico vede semplicemente opacizzata la sua visibilit\u00e0, ben consapevole che negli storici corsi e ricorsi a breve torner\u00e0 in auge. Altro \u00e8 per la straordinaria opportunit\u00e0 dello scienziato in cerca di occasioni. La visibilit\u00e0 \u00e8 a portata di mano, la possibilit\u00e0 di risultare determinante \u00e8 insita nella natura del problema corrente e l&#8217;ignoranza del popolo aiuta a mantenere un\u2019aurea di incontestabile superiorit\u00e0 culturale specifica.<br>Ma come dovrebbe decidere una chimera la cui anatomia corrisponde a quella descritta, dove due teste, lo scienziato e il politico, decidono su un corpo nel quale convivono anche il movimento e l\u2019economista?<br>Sottolinea ancora Massimo Cacciari, sempre parlando di Weber, che &#8220;se non si vuole cedere alle sirene della reazione, da un lato, o ai cantori della rivoluzione, dall&#8217;altro, (&#8230;) \u00e8 necessario tenere ferma (&#8230;) la distinzione: sul dramma della decisione politica lo scienziato deve saper tacere (&#8230;); il politico non pu\u00f2, invece, non entrare nell&#8217;agone ed essere pronto a subire tutte le conseguenze della sua scelta&#8221; (&#8220;Il lavoro dello spirito&#8221;, 2020).<br>La chimera, come abbiamo visto, non possiede la verit\u00e0 assoluta (lo scienziato) e non gestisce il potere fine a s\u00e9 stesso (il politico). La chimera, sulla base delle informazioni in suo possesso, deve individuare la migliore strategia per raggiungere la massima felicit\u00e0 delle persone, felicit\u00e0 che (spesso) non coincide con la mera applicazione di una teoria scientifica, per quanto logicamente dimostrata, n\u00e9 tanto meno con la realizzazione di fini personali di potere o peggio ancora di narcisismo. La chimera decide e si assume la responsabilit\u00e0 della scelta, cosicch\u00e9 le conseguenze non potranno mai ricadere sulle teorie scientifiche, sui tecnici che le hanno elaborate o sul contesto del momento.<br>La felicit\u00e0 \u00e8 un oggetto complesso e, quando bisogna decidere non per la propria ma per quella di una collettivit\u00e0, la responsabilit\u00e0 \u00e8 grande, indubbiamente lontana dalla sola logica, e certamente distantissima dai personalismi.<br>La chimera \u00e8 composta da molte teste e da molte membra ma, nei momenti delle scelte importanti, una sola testa comanda il corpo e si assume le responsabilit\u00e0. Tutti gli altri, dopo aver dato il loro contributo, tacciono e si ritirano a vita privata.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 28\/10\/2020 Premessa.Accade di tanto in tanto, in particolare in Italia, che la politica entri in una fase di non autosufficienza, ovvero in un periodo nel quale, per svariati motivi interni e\/o esterni, non riesca farsi carico del governo del Paese nella sua completezza.Tali intervalli di tempo possono essere caratterizzati anche da una leadership &#8220;zoppicante&#8221; o da una scarsa attitudine ad affrontare i problemi pi\u00f9 pregnanti.Spesso, in questi momenti, altre figure para-politiche assumono ruoli pubblici di rilievo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3178"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3179,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3178\/revisions\/3179"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}