{"id":3170,"date":"2020-10-28T20:01:38","date_gmt":"2020-10-28T19:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3170"},"modified":"2020-10-28T20:01:39","modified_gmt":"2020-10-28T19:01:39","slug":"la-guerra-in-casa-ci-riguarda-ancora","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/10\/28\/la-guerra-in-casa-ci-riguarda-ancora\/","title":{"rendered":"La guerra in casa ci riguarda ancora"},"content":{"rendered":"\n<p>di Veronica Tosetti da Osservatorio Balcani e Caucaso del 26\/10\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tanti i motivi per cui un libro come &#8220;La guerra in casa&#8221; di Luca Rastello, \u201cpietra angolare\u201d della non-fiction italiana e della narrazione dei conflitti dei Balcani abbia ancora molto da dire. Una nuova edizione di Einaudi con aggiornamenti e interviste inedite \u00e8 uscita in libreria lo scorso 22 settembre, riprendendo in mano le questioni lasciate in sospeso dalla prima edizione del 1998. Mauro Ravarino, giornalista e scrittore, che ne ha curato l\u2019aggiornamento, ha raccontato, nella nostra intervista, delle difficolt\u00e0 di confrontarsi con un lavoro cos\u00ec importante e di tutti i temi affrontati da questo libro che ancora contano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Esce questo aggiornamento, dopo 22 anni. Perch\u00e9 adesso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per la sua estrema attualit\u00e0 sotto vari aspetti; pensiamo, prima di tutto, al tema dell\u2019accoglienza, sviscerato da Luca Rastello negli aspetti pi\u00f9 umani \u2013 essendo stato vissuto in prima persona dall\u2019autore \u2013 e in quelli giuridici &#8211; \u00e8 inevitabile un parallelo con i giorni nostri dove il diritto d&#8217;asilo ha raggiunto il suo minimum umanitario, addirittura deportato sulle coste libiche &#8211; ma anche nelle contraddizioni e ombre del terzo settore. L\u2019attualit\u00e0 del libro attesta il valore letterario del lavoro di Rastello, che, liberandosi dall\u2019inganno etnico, che offuscava le categorie interpretative sul conflitto jugoslavo, ha restituito la complessit\u00e0 del reale in tutte le sfaccettature politiche ed economiche. \u00c8 stato, poi, in grado di anticipare questioni delicate come quella relativa all&#8217;economia parallela degli aiuti umanitari e di sperimentare un nuovo stile, che ha consacrato &#8220;La guerra in casa&#8221; come uno dei capolavori della letteratura di non-fiction. Oltre a tutto questo, dopo venti anni dalla sua uscita, era necessaria, dal punto di vista editoriale, una nuova edizione del libro, la cui lettura resta illuminante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal perch\u00e9 al come: come ha approcciato questo compito? Quali fonti ha usato e quale processo ha seguito?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Monica Bardi, la moglie di Luca, che mi aveva chiesto di occuparmi della nuova edizione, mi ha consegnato una scatola con i libri, i dossier e gli appunti raccolti da lui per lavorare sul tema. Successivamente, ho cercato di riannodare i fili del tempo, dall\u2019anno di uscita del libro (1998) a oggi, attraverso testi, documentari, articoli di giornale e web, archivi online. E tutto ci\u00f2 \u00e8 stato essenziale per gli aggiornamenti storici di ogni capitolo (per esempio sugli sviluppi dei vari processi al Tribunale dell\u2019Aja). Nel frattempo, ho provato a mettere in luce gli argomenti che rendono quest\u2019opera necessaria, per la lettura storica di un periodo vicino e complesso, per lo sguardo rivolto al futuro su tematiche che ci avrebbero accompagnato per anni e per il suo ibrido stilistico: non \u00e8 un diario, n\u00e9 un saggio, n\u00e9 un romanzo, n\u00e9 un reportage. \u00c8 un po\u2019 tutto questo in una nuova forma che Rastello incominci\u00f2 a codificare con il suo esordio letterario. Ho, inoltre, deciso, in appendice, di intervistare alcuni protagonisti del libro (Luisa Mondo, Lorenzo Trucco, Agostino Zanotti) a vent\u2019anni di distanza per analizzare il passato e ricostruire insieme i diversi percorsi di vita. Tutte queste sono state le mie fonti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immagino anche che mettere le mani su un lavoro cos\u00ec importante e al tempo stesso personale come quello di Rastello abbia implicato molti dubbi di sorta, vista la sua eredit\u00e0\u2026 qual \u00e8 stato l\u2019aspetto pi\u00f9 difficile nell\u2019affrontare questo lavoro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Premetto che &#8220;La guerra in casa&#8221; \u00e8 stato un libro fondamentale per la mia formazione, davvero una pietra angolare che mi ha fornito nuove lenti per guardare il mondo. Quindi, avvicinarmici con il compito di curarne la nuova edizione non \u00e8 stato facile. Da un lato il timore, dall\u2019altro l\u2019emozione. La volont\u00e0 \u00e8 stata quella di non scalfire il contenuto ma di aggiungere delle appendici di senso (postfazione, aggiornamenti storici e interviste) per aggiornare alcuni aspetti e sottolinearne il valore. Trovare questo equilibrio e trovarne il senso \u00e8 stato l\u2019aspetto pi\u00f9 complicato del mio intervento, avendo a che fare con un libro denso e complesso, che d\u2019altronde \u00e8 stata un\u2019opera di formazione anche per Luca. E questo lo svela quel processo di presa di consapevolezza dello sguardo \u2013 destinato a perdere gradualmente l&#8217;innocenza originaria a mano a mano che progredisce la vicenda del coinvolgimento nelle attivit\u00e0 umanitarie in ex Jugoslavia \u2013 che ne costituisce la struttura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei nel libro parla del burn out bosniaco di Rastello e nelle interviste da lei realizzate a corredo emerge la stessa difficolt\u00e0 in molti protagonisti della cooperazione coinvolti. Cos&#8217;\u00e8 rimasto di quella guerra oggi negli italiani?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La battuta sul burn out \u2013 quella sorta di distacco postumo dalla vicenda &#8211; non era un vezzo ma il modo tutto suo di dar voce alla fatica, alla difficolt\u00e0 di affrontare un compito cos\u00ec arduo (grazie al Comitato accoglienza furono salvate 500 persone). Su cosa sia rimasto di quella guerra negli italiani \u00e8 difficile rispondere. Contestualizzando, <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Cercavano-la-pace-I-151023\">c\u2019\u00e8 sicuramente un gruppo, anche consistente<\/a>, che ha vissuto direttamente quelle vicende o ha offerto il proprio contributo nell\u2019accoglienza o se ne \u00e8 interessato, magari per motivi anagrafici, successivamente, e per cui conflitti balcanici sono stati un passaggio indelebile, un tunnel immersivo, perch\u00e9 parlavano a noi e di noi pi\u00f9 di quanto raccontassero i media. Le istanze del pacifismo, maturate e rimodulate in quella esperienza forte e traumatica, di coloro che sono andati oltre alla lettura dei blocchi contrapposti, sono confluite nel movimento altermondialista di Seattle e Genova e nelle manifestazioni contro la guerra degli anni appena dopo. Una partecipazione che per quantit\u00e0 e qualit\u00e0 sembra, guardandola oggi, remota. In senso pi\u00f9 lato, nel discorso pubblico e nella rappresentazione mediatica, di questa guerra a due passi da casa \u00e8 rimasto un interesse limitato. Sarebbe, invece, utile affrontare molti nodi irrisolti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La guerra in casa \u00e8 un testo che ha molto influenzato la successiva interpretazione delle forze geopolitiche che intervenivano sulla Bosnia Erzegovina. Cosa lo rende un documento ancora cos\u00ec importante?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rastello lo defin\u00ec nella premessa \u201cun libro di storie, non di storia\u201d, ma \u00e8 innegabile il suo contributo storiografico e geopolitico. Ha il merito di aver ricostruito la lunga incubazione del conflitto, di aver messo in fila i fatti e, come sottolineavo prima, di disvelare l\u2019inganno etnico, ovvero la tesi semplificatoria che non approfondiva le questioni politiche ed economiche. La guerra in casa resta un documento importante per l\u2019ampiezza di sguardo, per l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019approccio e perch\u00e9 fu chiarificatore di molti aspetti nebulosi. E perch\u00e9 fu in grado di rispondere a domande ma allo stesso tempo di porre dubbi, che sono i tasselli della verit\u00e0. Opposto e distante da qualsiasi instant book, \u00e8 un libro fondamentale per capire cosa \u00e8 successo non solo a due passi da casa ma anche in casa nostra, con tanti temi e interrogativi tuttora d\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra le tesi pi\u00f9 significative lasciate dal libro vi \u00e8 anche il ruolo, tante volte ambiguo,&nbsp;delle organizzazioni non governative di cooperazione. Le giro la domanda che ha posto ad Agostino Zanotti quando parla di accoglienza &#8211; e lui risponde comparando i migranti dell\u2019ex Jugoslavia a quelli che arrivano oggi in Europa dal mare o dalla rotta balcanica. Come sono cambiate le cose?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle qualit\u00e0 di Luca Rastello \u00e8 stata quella di mettere in discussione, oltre al mondo che lo circondava, anche se stesso. Nelle sue pagine, a tratti ruvide, non trovate un dito giudicante, ma una riflessione complessa e collettiva, che disvela retoriche e ipocrisie pure della propria parte. Uno scrittore scomodo, certo, ma che per la profondit\u00e0 del pensiero e la capacit\u00e0 di interrogarsi, per non lasciarsi imbrigliare in qualche etichetta di comodo, ha acquisito un\u2019autorevolezza diffusa e riconosciuta. Lo spiega bene Agostino Zanotti, nell\u2019intervista che gli ho fatto, dicendo che \u201cLuca aveva la capacit\u00e0 di mettere in fila le nostre contraddizioni non per insegnare la via maestra ma perch\u00e9 riuscissimo a rappresentarci per quello che siamo e per costruire progetti coerenti\u201d. Agostino Zanotti, Luisa Mondo e Lorenzo Trucco sono tuttora impegnati sui temi dell\u2019accoglienza e delle migrazioni e lo continuano a fare in prima persona come cooperante, medico e avvocato. Chi sulle Alpi, chi direttamente lungo la rotta balcanica, che non si \u00e8 mai interrotta. Nell\u2019ex Jugoslavia i muri si sono rialzati e i confini militarizzati per allontanare chi arriva da un altrove che un tempo era l\u2019\u201daltrove balcanico\u201d e ora ha il nome di Siria o Afghanistan. Le condizioni dei profughi dal punto di vista normativo sono peggiori ora pi\u00f9 che un tempo: il dispositivo d\u2019asilo \u00e8 stato falcidiato dalla politica dei muri e dei blocchi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il 2020 \u00e8 stato anche il 25esimo anniversario del genocidio di Srebrenica, con cui Rastello chiude il libro, il passaggio pi\u00f9 doloroso ma anche necessario. In Italia oggi rimane sempre un argomento di sfondo, trattato per dovere della memoria, ma \u00e8 un tema ancora assolutamente vivo. Mi viene in mente per esempio il libro Metodo Srebrenica di \u0110iki\u0107, che \u00e8 un concentrato sui fatti minuziosi e sui responsabili. Che storie si possono ancora raccontare su Srebrenica?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se avessi la possibilit\u00e0 di raccontare qualcosa di Srebrenica mi piacerebbe affrontare storie del presente, non per eludere il drammatico passato \u2013 il pi\u00f9 grande massacro dopo la Seconda guerra mondiale \u2013 ma proprio perch\u00e9 \u00e8 un tema assolutamente vivo. Partendo dalla fine, dall\u2019eredit\u00e0 di un lavoro che non \u00e8 scritto ma visivo ed \u00e8 il film documentario di Daniele Gaglianone &#8220;<a href=\"https:\/\/www.fctp.it\/movie_item.php?id=987\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rata n\u00e9ce biti <\/a>&#8221; (Non ci sar\u00e0 la guerra, 2009), che mi piacque molto, dedicato alle conseguenze e all\u2019eredit\u00e0 della guerra e della pulizia etnica in Bosnia Erzegovina. Un viaggio che va da Sarajevo a Srebrenica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come avrebbe accolto Rastello l\u2019opportunit\u00e0 di aggiornare questo testo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una domanda che mi sono posto ed era forse fonte di un mio timore iniziale. A lui piaceva \u201cl\u2019immagine dell\u2019eschimese sorpreso dalla primavera sui ghiacci, che si salva saltellando di continuo da un pezzo di ghiaccio all\u2019altro\u201d per evitare che le azioni politiche si ossificassero in vuoti e contraddittori virtuosismi. Vent\u2019anni dopo l\u2019uscita del libro, Luca, che aveva rifuggito l\u2019etichetta di balcanologo, sarebbe risaltato su questa lastra di ghiaccio. Mi piace pensarla cos\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Veronica Tosetti da Osservatorio Balcani e Caucaso del 26\/10\/2020 Sono tanti i motivi per cui un libro come &#8220;La guerra in casa&#8221; di Luca Rastello, \u201cpietra angolare\u201d della non-fiction italiana e della narrazione dei conflitti dei Balcani abbia ancora molto da dire. Una nuova edizione di Einaudi con aggiornamenti e interviste inedite \u00e8 uscita in libreria lo scorso 22 settembre, riprendendo in mano le questioni lasciate in sospeso dalla prima edizione del 1998. 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