{"id":3131,"date":"2020-08-26T11:15:41","date_gmt":"2020-08-26T09:15:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3131"},"modified":"2020-08-26T11:15:42","modified_gmt":"2020-08-26T09:15:42","slug":"forse-ne-usciremo-migliorabili-nonostante-tutto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/08\/26\/forse-ne-usciremo-migliorabili-nonostante-tutto\/","title":{"rendered":"(Forse) ne usciremo &#8220;migliorabili&#8221;, nonostante tutto"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 26\/8\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Mio nonno ripeteva sempre: &#8220;ogni scuola costa soldi&#8221;. Naturalmente significa che imparare costa sacrifici&#8230; O forse, pi\u00f9 correttamente, che guadagnarsi la possibilit\u00e0 di imparare costa sacrifici. Purtroppo non posso pi\u00f9 chiedergli quale delle due interpretazioni sia la pi\u00f9 corretta, quindi non mi resta che ipotizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, a causa del cosiddetto COVID-19, viviamo un&#8217;esperienza collettiva di dimensioni planetarie (o quasi) che secondo molti dovrebbe cambiarci e possibilmente renderci migliori. Cio\u00e8 dovremmo imparare qualcosa, magari da applicare in una prossima occasione simile, oppure semplicemente potremmo modificare dei comportamenti per &#8220;crescere&#8221; e progredire.<\/p>\n\n\n\n<p>Francamente dubito che questo accadr\u00e0, per un certo numero di ragioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, tornando alla massima del nonno, perch\u00e9 il solo &#8220;andare a scuola&#8221; non garantisce assolutamente nulla. In altre parole, non \u00e8 sufficiente che esista una pandemia per renderci migliori. Infatti \u00e8 necessario &#8220;voler&#8221; imparare, e questo non mi pare proprio che stia accadendo.<\/p>\n\n\n\n<p>La dimostrazione pi\u00f9 banale sta nel fatto che i comportamenti delle persone sono sempre pi\u00f9 lontani dalle prescrizioni; che la gente ha gi\u00e0 ampiamente elaborato &#8220;scorciatoie&#8221; di ogni tipo; che ampie fette della popolazione considera le norme di prevenzione e contenimento inutili se non dannose, eccetera, eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche molto di pi\u00f9. Per esempio alcuni campioni della politica nostrana hanno gi\u00e0 dato dimostrazione di &#8220;astuzie&#8221; e comportamenti di favore verso amici e parenti. Contemporaneamente, le categorie economiche del nostro paese si sono fronteggiare criticandosi a vicenda e accusandosi reciprocamente di posizioni di privilegio e di poca solidariet\u00e0. Analogamente, le classi sociali non perdono occasione di polemizzare tra loro e lo scontro sulle responsabilit\u00e0 della diffusione della malattia ha ormai coinvolto anche le coorti anagrafiche della popolazione: prima gli anziani troppo malati, poi gli adulti asintomatici e ora i giovani irresponsabili. Domani forse toccher\u00e0 agli studenti in quanto portatori dell&#8217;infezione. Insomma, la vecchia storia degli untori.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista internazionale poi, gli stati si sono sfidati sul terreno economico con chiusure selettive di confini, accuse di diffusione del virus, recriminazioni e critiche sulle strategie di igiene pubblica, dando cos\u00ec uno spettacolo sconcertante ed esibendosi in muscolari esercizi di forza, degni dei pi\u00f9 alti picchi testoteronici tipici dell&#8217;adolescenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La Comunit\u00e0 europea, ad esempio, ne esce frammentata e degradata a mero contenitore virtuale di stati indipendenti e svincolati da qualsivoglia organo di coordinamento o di guida all&#8217;interno del sistema europeo. L&#8217;Unione, che dovrebbe essere un elemento di coesione e indirizzo strategico, \u00e8 cos\u00ec diventata un banale strumento economico di ultima istanza dal quale cercare di ottenere quanto pi\u00f9 possibile in termini di acquisto di debito pubblico nazionale (che farebbe ormai molta difficolt\u00e0 a trovare investitori), di finanziamento straordinario (con una mutualizzazione dei costi evidentemente fittizia) e di privilegi nazionali (dal dumping fiscale agli sconti sulle quote di contribuzione al bilancio comunitario).<\/p>\n\n\n\n<p>Va ancora peggio dal punto di vista planetario, con le potenze internazionali concentrate a ottenere il maggiore beneficio possibile in termini geopolitici ed economici, e con un&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 sostanzialmente inadatta a svolgere il ruolo di coordinamento che dovrebbe presiedere. L&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 dato dalla pessima gestione del futuro vaccino, con gli stati che si contendono i prossimi lotti di produzione senza che ci sia una minima organizzazione strategica per priorit\u00e0&#8230; Come dire: la pandemia \u00e8 globale, ne usciremo tutti insieme, ma che ognuno si arrangi come meglio pu\u00f2!<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 doveroso svolgere anche alcune ulteriori considerazioni generali.<\/p>\n\n\n\n<p>Pare infatti scontato che affrontare un&#8217;emergenza di questa portata dovrebbe renderci migliori. Durante questi mesi i messaggi di ottimismo si sono sprecati. &#8220;Andr\u00e0 tutto bene&#8221;, &#8220;ne usciremo migliori&#8221;, &#8220;avremo imparato a fronteggiare meglio le emergenze&#8221;, &#8220;il sistema sanitario sar\u00e0 rafforzato&#8221; e &#8220;saremo pi\u00f9 solidali&#8221;. Sciocchezze. O meglio, ragionevoli speranze, ma nulla di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia ci insegna che le crisi del passato non ci hanno migliorato, almeno quelle pi\u00f9 recenti. Su quelle passate \u00e8 addirittura meglio soprassedere, basta pensare alle grandi guerre e alle loro conseguenze nei rispettivi periodi post-bellici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, dopo l&#8217;11 settembre non siamo diventati migliori, anzi. Sono aumentate le diffidenze di origine etnica (ancora oggi da molti definite razziali) e le motivazioni fittizie per accendere conflitti internazionali; si sono radicalizzate innumerevoli strategie nazionaliste e posizioni di potere nei confronti di stati pi\u00f9 poveri e si sono contemporaneamente accentuate le intolleranze verso i conseguenti fenomeni migratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Similmente, dopo la crisi finanziaria del 2008 &#8211; 2012 non siamo diventati pi\u00f9 solidali e attenti alle esigenze dei pi\u00f9 poveri, anzi. Sono aumentate le differenze economiche tra le classi sociali; si \u00e8 verificata una fortissima concentrazione di capitali tale da far diventare sempre pi\u00f9 ricco chi gi\u00e0 lo era e sempre pi\u00f9 indifeso chi prima era in difficolt\u00e0; si sono attuate misure di detassazione dei maggiori patrimoni, capitali e guadagni; si \u00e8 precarizzato il lavoro dipendente diminuendo tutele e diritti a favore di una sempre maggiore asimmetria del rapporto di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche necessario notare come ogni grande crisi abbia comportato misure straordinarie per poterla affrontare e risolvere. Queste misure hanno spesso, ma vorrei dire sempre, implicato limitazioni alle libert\u00e0 personali e maggiori oneri a carico dei cittadini, a causa delle nuove normative. La cosa interessante \u00e8 che almeno una parte di queste misure straordinarie sono poi diventate ordinarie e, come tali, sono rimaste in vigore anche a crisi risolta. C&#8217;\u00e8 da domandarsi cosa ci rester\u00e0 in &#8220;eredit\u00e0&#8221; quando anche la pandemia da SARS-CoV-19 sar\u00e0 stata circoscritta e sperabilmente debellata, con la considerazione che restasse anche pochissimo, comunque vedremo diminuite le nostre libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A completare il ragionamento, bisognerebbe evidenziare come la strategia posta in essere abbia implicitamente definito una gerarchia delle libert\u00e0 e dei diritti delle persone. In buona sostanza la salute pubblica \u00e8 diventata la priorit\u00e0 assoluta, superiore alla libert\u00e0 di movimento, al&nbsp;diritto alla socialit\u00e0, al diritto al lavoro, all&#8217;istruzione, eccetera, eccetera. Anche se ipotizzassimo che l&#8217;emergenza in oggetto abbia &#8220;imposto&#8221; una tale sacrificio, personalmente spero che questo modello non sia considerato un precedente universalmente valido e applicabile&#8230; Sarebbe davvero troppo immaginare che la politica possa intervenire &#8220;per decreto&#8221; sulle libert\u00e0 individuali e sui diritti delle persone semplicemente invocando motivi (anche solo presunti) di salute pubblica, ovvero di igiene primaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ultimo, vorrei ricordare come tutte le grandi crisi abbiano comportato una progressione nell&#8217;intensit\u00e0 della risposta che gli stati hanno attuato, producendo una conseguente accettazione e assuefazione da parte della popolazione. Questa evidenza dovrebbe indurre qualche pensiero, specie in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini non ha visto n\u00e9 toccato con mano le verit\u00e0 e le cause delle crisi stesse, avendole conosciute esclusivamente per il tramite dell&#8217;informazione di sistema. Pensate alle conclusioni sulle indagini seguite al disastro delle Torri gemelle, piuttosto che alle malefatte di Bin Laden, agli intricati affari coi mutui sub-prime di Lehman Brothers, alla narrazione sulla diffusione epidemica di Sars, Mers, sindrome della mucca pazza, aviaria, SARS-CoV-19, eccetera&#8230; Ne sappiamo solo quanto ci \u00e8 stato raccontato, nulla di pi\u00f9. E questa \u00e8 una considerazione che merita attenzione a prescindere dal fatto che ci sia stata raccontata (tutta) la verit\u00e0 o meno, anche perch\u00e9 qualsiasi narrazione alternativa \u00e8 stata regolarmente respinta se non censurata. Non intendo con questo avallare strampalate teorie complottiste o simili, ma bisogna anche essere consapevoli che l&#8217;informazione di sistema \u00e8 stata spesso manipolata per i pi\u00f9 svariati fini.<\/p>\n\n\n\n<p>Diventeremo dunque migliori, sia come cittadini, sia come comunit\u00e0, come stati o addirittura a livello mondiale, per il solo fatto che stiamo attraversando una pandemia di queste dimensioni?<\/p>\n\n\n\n<p>Io purtroppo credo di no. Francamente non vedo nessun indizio di un siffatto processo.<\/p>\n\n\n\n<p>Spero quindi che si possa rimanere almeno &#8220;migliorabili&#8221;, ovvero che, nonostante quanto sta accadendo, le persone e le organizzazioni abbiano l&#8217;illuminazione, la volont\u00e0 e la forza di esaminare la storia e di trarne un insegnamento. Ma questo processo non sar\u00e0 automatico e nemmeno banale, perch\u00e9 ogni scuola costa soldi, e imparare costa fatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 26\/8\/2020 Mio nonno ripeteva sempre: &#8220;ogni scuola costa soldi&#8221;. Naturalmente significa che imparare costa sacrifici&#8230; O forse, pi\u00f9 correttamente, che guadagnarsi la possibilit\u00e0 di imparare costa sacrifici. Purtroppo non posso pi\u00f9 chiedergli quale delle due interpretazioni sia la pi\u00f9 corretta, quindi non mi resta che ipotizzare. Oggi, a causa del cosiddetto COVID-19, viviamo un&#8217;esperienza collettiva di dimensioni planetarie (o quasi) che secondo molti dovrebbe cambiarci e possibilmente renderci migliori. 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