{"id":3129,"date":"2020-08-26T11:14:47","date_gmt":"2020-08-26T09:14:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3129"},"modified":"2020-08-26T11:14:48","modified_gmt":"2020-08-26T09:14:48","slug":"la-pandemia-la-scienza-e-il-libero-arbitrio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/08\/26\/la-pandemia-la-scienza-e-il-libero-arbitrio\/","title":{"rendered":"La pandemia, la scienza e il libero arbitrio"},"content":{"rendered":"\n<p>di Slavoj \u017di\u017eek da Internazionale del 22\/8\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Una manifestazione contro le restrizioni per contenere la diffusione del covid-19 a Berlino, Germania, 1 agosto 2020. (Christoph Soeder, Dpa\/Picture Alliance via Getty Images) 22 agosto 2020 10:02<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a oggi alcuni di noi \u2013 non solo i vecchi sinistrorsi \u2013 si sono aggrappati disperatamente alla speranza che i paesi in qualche misura pi\u00f9 legati al socialismo stessero contenendo meglio l\u2019epidemia: non solo paesi dove il Partito comunista mantiene il potere come la Cina (anche se la Taiwan non comunista sta facendo meglio della Cina continentale), Vietnam o Cuba, ma anche paesi con una radicata tradizione socialdemocratica come quelli scandinavi. Ma anche questo edificio comincia a mostrare alcune crepe. La storia che si ripete all\u2019infinito \u00e8 quella di un paese che si \u00e8 preparato bene all\u2019epidemia, ma nel quale, proprio quando sembrava che il virus fosse contenuto, i contagi tornano a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso pi\u00f9 lampante di una simile ossessione per l\u2019idea di porto sicuro era la Nuova Zelanda: perfino io, un vecchio marxista cinico e disilluso, ho seguito ogni giorno le statistiche delle infezioni nella speranza che non ci fossero nuovi casi in Nuova Zelanda. Tuttavia, l\u201911 agosto <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2020\/aug\/11\/new-zealand-records-first-new-covid-19-cases-in-102-days\">il paese ha registrato quattro nuovi casi<\/a> di covid-19 dopo 102 giorni senza contagi. La lezione \u00e8 chiara: la Nuova Zelanda delle nostre fantasie, il porto sicuro libero dal covid, non esiste. In altre parole: auguro tutto il meglio alla Nuova Zelanda, uno dei miei paesi preferiti, e sostengo pienamente tutte le misure del suo governo per contenere il virus. Nel lungo periodo, tuttavia, \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro che solo un approccio globale potr\u00e0 funzionare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma voglio concentrarmi su un altro punto. La reazione predominante all\u2019aumento dei nuovi casi, proprio quando la situazione sembrava sotto controllo, non \u00e8 il panico bens\u00ec l\u2019accettazione dell\u2019epidemia: anche se il numero delle persone colpite e morte aumenta, molti paesi stanno tornando a una falsa apparenza di normalit\u00e0. L\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha avvertito dei rischi di \u201cfatica da risposta\u201d legati alla pressione socioeconomica sui paesi, ma questa strana fatica \u00e8 accompagnata da proteste e da altre forme di violenza sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Titolo e sottotitolo di <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/global-development\/2020\/jul\/17\/protests-predicted-to-surge-globally-as-covid-19-drives-unrest\">un recente articolo apparso su The Guardian<\/a> dicono tutto: \u201cPrevisto aumento delle proteste globali, il covid-19 agita il malcontento. Nuove analisi rivelano che lo shock economico della pandemia, insieme all\u2019insoddisfazione esistente, rendono \u2018inevitabili\u2019 diffuse rivolte popolari\u201d. La Croce rossa avverte inoltre del rischio di enormi flussi di migrazioni a causa della pandemia, un altro possibile motivo di agitazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Reggae e nazismo<\/strong><br>Tuttavia, queste pressioni non sono solo socioeconomiche: alcuni segnali fanno pensare che, semplicemente, un po\u2019 alla volta, ci stiamo rassegnando al virus. Il 1 agosto circa ventimila persone \u2013 tra cui libertari e attivisti no vax \u2013 hanno manifestato a Berlino contro le misure adottate dal governo tedesco per arginare il virus. Nella piazza si mescolavano vecchi hippy e populisti di destra: \u201creggae e Pegida\u201d, come hanno scritto alcuni commentatori (Pegida \u00e8 un partito tedesco d\u2019estrema destra, populista e contrario all\u2019immigrazione). Molti hanno ignorato le linee guida sulle mascherine e il distanziamento sociale, accusando il governo di \u201crubare la nostra libert\u00e0\u201d. Hanno esposto cartelli scritti a mano con slogan come \u201ccorona, falso allarme\u201d, \u201cci obbligano a indossare una museruola\u201d, \u201cdifesa naturale s\u00ec, vaccinazione no\u201d, \u201cla seconda ondata siamo noi\u201d. Un altro slogan sosteneva che l\u2019unica, vera teoria del complotto \u00e8 quella di chi crede alla pandemia di covid-19. Una delle persone che hanno preso la parola ha citato <em>Il piccolo principe<\/em> di Antoine de Saint-Exup\u00e9ry: \u201cSi vede chiaramente solo col cuore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso la parola \u201ccuore\u201d indica l\u2019ideologia al suo massimo grado, quella che incarna le posizioni profondamente radicate e quasi \u201cistintive\u201d nei confronti della nostra vita quotidiana. Ritroviamo qui il vecchio divario tra la scienza e la nostra esperienza di tutti i giorni, ma tale divario viene oggi portato agli estremi.<\/p>\n\n\n\n<p>Verrebbe da credere \u2013 in tempi come i nostri, in cui il virus ci minaccia tutti \u2013 che la posizione dominante dovrebbe essere il desiderio di sapere, di comprendere pienamente come funziona il virus per riuscire a controllarlo e a fermarne la diffusione. Invece ci\u00f2 che osserviamo sempre pi\u00f9 spesso \u00e8 una variante della volont\u00e0 di non saperne troppo, perch\u00e9 questa conoscenza potrebbe limitare il nostro stile di vita quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo ritroviamo qualcosa che per lungo tempo ha fatto parte della tradizione della chiesa cattolica. Con l\u2019avvento della moderna scienza, la chiesa ha insistito sul fatto che fosse meglio per noi non sapere alcune cose. Troviamo un\u2019eco di questa posizione anche in Kant, il grande fautore dell\u2019illuminismo, il quale scrisse (nella prefazione alla seconda edizione di <em>Critica della ragion pura<\/em>) che aveva dovuto \u201cabolire il sapere per fare spazio al credere\u201d: solo il credere pu\u00f2 salvare la libert\u00e0 e la nostra autonomia morale. pubblicit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>Le scienze cognitive contemporanee hanno fatto emergere lo stesso dilemma: se la scienza impone la conclusione che non esiste libero arbitrio, che ne \u00e8 della nostra autonomia morale? Perfino J\u00fcrgen Habermas segue questa linea di pensiero: dal momento che i risultati della scienza pongono una minaccia alla nostra idea prevalente di autonomia e libert\u00e0, \u00e8 necessario limitare la scienza. Il prezzo che paghiamo, per questa soluzione, \u00e8 la separazione feticistica tra scienza ed etica: \u201cSo benissimo cosa sostiene la scienza ma, ciononostante, decido di agire come se non lo sapessi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di straordinariamente ironico nel fatto che Habermas, il filosofo contemporaneo dell\u2019illuminismo, abbia scritto un libro con il cardinale Joseph Ratzinger (prima che quest\u2019ultimo diventasse papa Benedetto XVI) sulla dialettica della secolarizzazione e nel quale, nonostante le loro divergenze, entrambi abbracciano l\u2019idea che ci troviamo in un\u2019era \u201cpost-secolare,\u201d nella quale diventa evidente che le affermazioni della scienza dovrebbero essere limitate per non porre una minaccia alla dignit\u00e0 e alla libert\u00e0 umane.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi ignora la reale portata dell\u2019epidemia agisce in maniera analoga: poich\u00e9 un sapere dettagliato sulla pandemia potrebbe portare a misure che minacciano la nostra idea di libert\u00e0 e dignit\u00e0, \u00e8 meglio agire come se non stesse succedendo niente di serio. Lasciamo che gli scienziati cerchino il vaccino, ma per il resto dovrebbero lasciarci liberi di vivere le nostre vite come facevamo prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa la scelta che dobbiamo fare tutti: vogliamo soccombere a questa tentazione del desiderio d\u2019ignorare oppure siamo pronti a continuare ad agire in maniera innaturale e a pensare davvero all\u2019epidemia di covid-19 non solo come a una questione sanitaria ma anche come a qualcosa di radicato nella complessa totalit\u00e0 di cui fanno parte il nostro ruolo (in quanto umanit\u00e0) nella natura e le nostre relazioni sociali e ideologiche?<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Traduzione di Federico Ferrone)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Slavoj \u017di\u017eek da Internazionale del 22\/8\/2020 Una manifestazione contro le restrizioni per contenere la diffusione del covid-19 a Berlino, Germania, 1 agosto 2020. 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