{"id":3123,"date":"2020-08-02T08:46:51","date_gmt":"2020-08-02T06:46:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3123"},"modified":"2020-08-02T08:49:45","modified_gmt":"2020-08-02T06:49:45","slug":"a-quarantanni-dalla-strage-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/08\/02\/a-quarantanni-dalla-strage-di-bologna\/","title":{"rendered":"A quarant\u2019anni dalla strage di Bologna"},"content":{"rendered":"\n<p>di Gianni Oliva del 2\/8\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>2 agosto 1980, alle 10.25 un boato sconvolge la stazione ferroviaria di Bologna: una valigetta con un ordigno a tempo (23 kg di esplosivo, una miscela di tritolo, T4 e nitroglicerina), scoppia causando il crollo dell\u2019ala ovest dell\u2019edificio, mentre l\u2019onda d\u2019urto investe il treno Adria Express, fermo sul primo binario, e distrugge 30 metri di pensilina. Il 2 agosto \u00e8 sabato, fine settimana del grande esodo: in un\u2019epoca in cui le ferie sono ancora concentrate nel mese di agosto e tutte le fabbriche chiudono insieme i battenti, ci sono milioni di italiani che si spostano da nord a sud o raggiungono la costa romagnola, e Bologna \u00e8 lo snodo fondamentale dei transiti nazionali. L\u2019attentato ha colpito nel punto pi\u00f9 sensibile e le conseguenze sono drammatiche, non comparabili a quelle (pure tremende) del 1969 in piazza Fontana o del 1974 a Brescia e sul treno \u201cItalicus\u201d: 85 morti, con i corpi ricomposti a fatica, oltre 200 feriti, alcuni con mutilazioni permanenti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Le indagini si indirizzano subito verso la pista del terrorismo di destra (lo dichiara due giorni dopo in Senato il presidente del Consiglio Francesco Cossiga) e la giustizia segue il suo corso. Senza dar conto dei vari passaggi processuali, limitiamo il riferimento alla sentenza definitiva della Cassazione del 1995: gli esecutori materiali sono individuati in tre neofascisti militanti dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, i primi due condannati all\u2019ergastolo per strage, l\u2019ultimo (all\u2019epoca dei fatti ancora minorenne) a 30 anni. L\u2019accusa si fonda su quattro \u201cgravi, precisi e concordanti indizi\u201d, come scritto nella sentenza della Cassazione: le dichiarazioni rese da Massimo Sperti, un pregiudicato per reati comuni simpatizzante per l\u2019estrema destra, secondo il quale Fioravanti e Mambro due giorni dopo la strage gli chiesero con urgenza documenti falsi timorosi di essere stati riconosciuti mentre depositavano la valigetta; l\u2019omicidio pochi giorni dopo di Francesco Mangiameli, un professore palermitano di estrema destra assassinato da Fioravanti per far tacere un testimone pericoloso a conoscenza di circostanze compromettenti; la scarsa attendibilit\u00e0 dell\u2019alibi offerto dagli imputati per il giorno dell\u2019attentato; l\u2019anticipazione della strage fatta da uno degli imputati, Ciavardini, in colloqui confidenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Il paradosso della strage di Bologna \u00e8 che la magistratura ha raggiunto una verit\u00e0 definitiva (a differenza di quanto accaduto per le altre stragi), ma la natura problematica dell\u2019attentato \u00e8 tale da renderlo irrisolta sul piano della verit\u00e0 storica: nessuna certezza sui mandanti, nessuna certezza sul movente, nessuna certezza sul contesto strategico entro il quale si inserisce. Il panorama interno e internazionale del 1980 \u00e8 infatti molto diverso da quello del 1969 o del 1974: la tensione sociale \u00e8 calata, gli equilibri politici non si stanno pi\u00f9 spostando verso sinistra, il rapporto organico tra la Dc e il Psi di Craxi ha relegato all\u2019opposizione un Pci in crisi elettorale e strategica, dalla met\u00e0 degli anni Settanta gli apparati pubblici hanno assunto un orientamento decisamente antifascista tale da scoraggiare in partenza qualsiasi volont\u00e0 golpista; sul piano internazionale, inoltre, i regimi autoritari della Grecia, della Spagna e del Portogallo sono caduti lasciando il posto a nuove istituzioni democratiche e non sono pi\u00f9 un riferimento e un rifugio per i neofascisti; il blocco sovietico, nemico e incubo della destra radicale, sta iniziando a sgretolarsi, mentre in Cina sono finti Mao e la rivoluzione culturale, e i regimi comunisti dell\u2019Indocina si sono irrigiditi e burocratizzati senza prospettive di espansione.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Perch\u00e9 dunque una bomba tanto micidiale nella sua miscela esplosiva, posizionata da mani esperte a ridosso di un muro portante per aumentarne l\u2019effetto distruttivo? Per quale progetto eversivo seminare panico e morte e attaccare lo Stato? La sentenza di condanna riconduce l\u2019attentato alla logica di una lotta armata autoreferenziale nella sua ferocia: \u201cnelle intenzioni dei suoi autori la strage non costituiva un fatto di sangue a s\u00e9 stante, ma un evento dalle conseguenze straordinarie, che nel panorama della destra eversiva avrebbe comportato importanti effetti sul piano della diffusione della lotta armata\u201d. In questo modo i giudici si ricollegano ad un documento rinvenuto nel carcere di Nuoro e redatto da Mario Tuti, il fondatore del Fronte nazionale rivoluzionario, in carcere dal 1975 per attivit\u00e0 terroristica, in cui si legge: \u201cil terrorismo, sia indiscriminato sia contro obiettivi ben individuati, pu\u00f2 essere indicato per scatenare l\u2019offensiva contro le forze del regime contando sull\u2019impressione prodotta sia sul nemico sia sulle forze almeno in parte a noi favorevoli. E\u2019 indubbio che si avr\u00e0 automaticamente un estendersi della lotta armata, favorita anche dalla prevedibile recrudescenza della repressione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Al di l\u00e0 delle farneticazioni ideologiche, \u00e8 difficile trovare un movente convincente: potrebbe trattarsi di una strategia per ricomporre le diverse anime dell\u2019estremismo eversivo, oppure di una lotta interna al terrorismo neofascista per farne ricadere la responsabilit\u00e0 sullo spontaneismo armato liquidarlo politicamente. O forse c\u2019\u00e8 a monte una regia ancora da scoprire: le recenti indiscrezioni relative ad un finanziamento di 5 milioni di dollari, fatto al gruppo neofascista di Fioravanti e Mambro da Licio Gelli qualche settimana prima della strage, apre scenari nuovi e inquietanti, anche se tutto \u00e8 da dimostrare. Certo \u00e8 che la verit\u00e0 storica, mai come nel caso della strage di Bologna, \u00e8 lontana dalla verit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianni Oliva del 2\/8\/2020 2 agosto 1980, alle 10.25 un boato sconvolge la stazione ferroviaria di Bologna: una valigetta con un ordigno a tempo (23 kg di esplosivo, una miscela di tritolo, T4 e nitroglicerina), scoppia causando il crollo dell\u2019ala ovest dell\u2019edificio, mentre l\u2019onda d\u2019urto investe il treno Adria Express, fermo sul primo binario, e distrugge 30 metri di pensilina. 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