{"id":3108,"date":"2020-07-30T15:27:36","date_gmt":"2020-07-30T13:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3108"},"modified":"2020-07-30T15:27:38","modified_gmt":"2020-07-30T13:27:38","slug":"dalema-e-la-politica-democratica-per-riformare-il-capitalismo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/07\/30\/dalema-e-la-politica-democratica-per-riformare-il-capitalismo\/","title":{"rendered":"D\u2019Alema e la \u201cpolitica democratica\u201d  per riformare il capitalismo"},"content":{"rendered":"\n<p>di Sergio Gentili da Striciarossa del 16\/7\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Massimo D\u2019Alema ha pubblicato un saggio, assai interessante, sobrio e accessibile: \u201cGrande \u00e8 la confusione sotto il cielo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che scrive non \u00e8 il D\u2019Alema conosciuto della politica attiva, ma il professore dell\u2019Universit\u00e0 Link Campus. Il tono dello scritto \u00e8 da analista obiettivo. La sua analisi denuncia una crisi generale delle relazioni e delle istituzioni internazionali che oggi il coronavirus ha reso ancora pi\u00f9 profonde. E sostiene che i paesi capitalistici dovrebbero prendere atto della dimensione multilaterale del pianeta e lavorare per una neo-coesistenza basata sulla cooperazione internazionale e sul dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>I concetti basilari sono molti: crisi dell\u2019unilateralismo USA e dell\u2019 &lt;&gt;; crisi dell\u2019egemonia occidentale e disvelamento che la storia non \u00e8 finita col capitalismo liberaldemocratico; il tremendo trentennio neoliberista ha prodotto forti disuguaglianze, attivato guerre e flussi migratori, ha aumentato il degrado dell\u2019ambiente e i cambiamenti climatici, ha concentrato ricchezze enormi nei gruppi capitalistico-finanziari multinazionali impoverendo ceti medi e il lavoro dipendente; la globalizzazione non \u00e8 stata la terra promessa emolti popoli, in particolare il mondo arabo,l\u2019hanno vissuta, e la vivono, come un tentativo di omologazione all\u2019Occidente e ci\u00f2, oltre agli aiuti militari degli USA, ha attivato le forze dell\u2019integralismo e del fondamentalismo islamico che hanno soffocato le forze democratiche arabe. C\u2019\u00e8 la descrizione di un mondo multipolare che non \u00e8 governato a causa delle forti spinte nazionalistiche dei paesi pi\u00f9 potenti, Trump ne \u00e8 il portabandiera con la sua politica di scazzottamento contro la Cina, l\u2019Europa, la Russia e tutte le istituzioni internazionali dall\u2019ONU, all\u2019OMS. La Cina \u00e8 la grande potenza economica emergente e la Russia rimane una grande potenza militare. L\u2019Europa \u00e8 considerata la grande promessa mancata, imprigionata nelle politiche rigoriste e liberiste, a cui manca l\u2019iniziativa internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente \u00e8 un merito tentare di far uscire il dibattito politico-culturale dalle secche razzistiche e provinciali in cui le destre lo hanno costretto. Letto il saggio, la sensazione \u00e8 di aver maneggiato idee ed ipotesi interessanti ma astratte, perch\u00e9 non si individua chi dovrebbe realizzarle e quando, quale soggetto sociale e quali soggetti politici possano assumerle e concretizzarle. Si rivolge ai grandi Stati e all\u2019Europa, e s\u2019intravvede il conflitto tra questi, ma non quello all\u2019interno di ogni singolo paese. Certamente questo non \u00e8 lo scritto a cui chiedere queste specificazioni :pi\u00f9 che il professore ci vorrebbe il politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sostiene che Occidente dovrebbe approntare rapporti paritari con la Cina e la Russia per realizzare un sistema di relazioni e regole internazionali multipolare. Ma come sar\u00e0 possibile determinare il cambiamento indicato se non si cambiano in ogni singolo paese le condizioni politiche che hanno portato alla situazione attuale? Dare la risposta \u00e8 compito della politica. Ma la vera politica fa delle scelte,\u00e8 sintesi e coerenza di interessi sociali e di valori. Sono le forze del lavoro e popolari, \u00e8 la sinistra occidentale, tutte forze oggettivamente interessate ad un nuovo ordine mondiale, ad essere il soggetto del cambiamento? Sono in grado queste di assolvere a questo compito? Il saggio non lo dice. Qui emerge la grande questione della nostra epoca, che \u00e8, da una parte, la subalternit\u00e0 delle forze della sinistra alle logiche della globalizzazione liberista, dall\u2019altra parte, la frammentazione sociale e politica della sinistra e l\u2019abbandono di una visione internazionale unitaria, tanto che alcune sue parti subiscono influenze nazionalistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio indica nella \u201cpolitica democratica\u201d il soggetto\/strumento per la riforma del capitalismo: \u201cSi tratta di ristabilire un primato della politica democratica, e cio\u00e8, di quella politica capace di riformare il capitalismo e di vincolarne la crescita alla necessit\u00e0 di preservare l\u2019ambiente naturale e a quella di garantire un ragionevole grado di coesione sociale\u201d. Bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa significa e chi \u00e8 in grado di praticare una \u201cpolitica democratica\u201d? Per esempio, salvaguardare l\u2019ambiente naturale e la coesione sociale che tipo di riforme occorrono e quali forze possono essere il \u201csoggetto\u201d realizzatore? Vediamo nel concreto. Se vogliamo abbattere il riscaldamento climatico occorre ridimensionare il grande potere delle multinazionali del petrolio e quello di importanti paesi che condizionano sia le politiche internazionali che quelle energetiche delle nazioni; se occorre sviluppare produzioni, infrastrutture e servizi che modifichino e aumentino il lavoro, garantiscano l\u2019ambiente e l\u2019innovazione tecnologica occorre dotarsi di politiche di programmazione e garantirsi l\u2019intervento massiccio della finanza e ci\u00f2 sar\u00e0 possibile solo con una nuova e diversa presenza dello Stato che programma e controlla. E sar\u00e0 necessario anche una UE riformata, in grado di essere una guida al fianco degli Stati e di garantire, non a debito,i finanziamenti necessari.<\/p>\n\n\n\n<p>Analoghi ragionamenti si possono fare per altri settori economici come l\u2019agricoltura o la ricerca scientifica, l\u2019edilizia e l\u2019industria del trasporto e dei servizi, e via dicendo. Ma ci\u00f2 implica l\u2019abbandono delle politiche liberiste. Certamente non saranno i responsabili dell\u2019attuale crisi a promuovere e guidare il cambiamento. Allora si pone in termini concreti alla politica l\u2019obiettivo di innovare la classe dirigente attuale e far emergere le forze del lavoro e popolari. A veder bene, \u00e8 proprio a questo bivio che si trova l\u2019alleanza che sostiene il governo Conte: necessit\u00e0 di attuare le riforme per il cambiamento ma scarsa consapevolezza negli alleati e insufficiente sostegno sociale. Per il cambiamento, \u00e8 indispensabile una forte partecipazione, un vasto e unitario movimento popolare,fedele alla Costituzione, capace di individuare, condividere e difendere le scelte di riforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a questo punto,domandiamoci, le riforme necessarie sono un maquillage dell\u2019attuale sistema o qualcosa di pi\u00f9? Berlinguer, gi\u00e0 nel 1976, indicava che bisognava introdurre \u201celementi di socialismo\u201d quale condizione \u201cper un assetto pi\u00f9 giusto ed efficiente dell\u2019economia e della societ\u00e0\u201d. Quindi, oggi, in che fase ci troviamo, che sbocchi avr\u00e0 la crisi? Se la storia non \u00e8 finita qualcosa di nuovo deve pur accadere. Gli storici nel futuro potranno raccontare di un passaggio della rivoluzione democratica e socialista italiana ed europea oppure di una nuova occasione mancata?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sergio Gentili da Striciarossa del 16\/7\/2020 Massimo D\u2019Alema ha pubblicato un saggio, assai interessante, sobrio e accessibile: \u201cGrande \u00e8 la confusione sotto il cielo\u201d. Quello che scrive non \u00e8 il D\u2019Alema conosciuto della politica attiva, ma il professore dell\u2019Universit\u00e0 Link Campus. Il tono dello scritto \u00e8 da analista obiettivo. La sua analisi denuncia una crisi generale delle relazioni e delle istituzioni internazionali che oggi il coronavirus ha reso ancora pi\u00f9 profonde. 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