{"id":3087,"date":"2020-07-08T08:18:15","date_gmt":"2020-07-08T06:18:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3087"},"modified":"2020-07-08T08:21:17","modified_gmt":"2020-07-08T06:21:17","slug":"appunti-partigiani-sulla-resistenza-e-sulla-collaborazione-dei-movimenti-di-liberazione-italo-jugoslavi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/07\/08\/appunti-partigiani-sulla-resistenza-e-sulla-collaborazione-dei-movimenti-di-liberazione-italo-jugoslavi\/","title":{"rendered":"Appunti partigiani sulla Resistenza e sulla collaborazione dei movimenti di liberazione italo-jugoslavi"},"content":{"rendered":"\n<p>di Enrico Bullian del 8\/7\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>La ristampa di una mostra necessaria: \u201c<em>22 maggio \u201944 la battaglia di Peternel. Quando il Collio s\u2019infiammo di ciliegie e di sangue<\/em>\u201d. Testi di Luciano Patat; idea e realizzazione di Bruno Cucit; con riproduzione del dipinto di Sergio Altieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Prossima esposizione presso il Municipio di Turriaco, organizzata dall\u2019ANPI -Comitato Provinciale di Gorizia<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1000\" height=\"764\" src=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3088\" srcset=\"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15.jpg 1000w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15-300x229.jpg 300w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15-768x587.jpg 768w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15-191x146.jpg 191w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15-50x38.jpg 50w, http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/15-98x75.jpg 98w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Motivazione dello scritto e della ristampa di una mostra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono sempre state polemiche attorno alla Resistenza e alla collaborazione fra le formazioni italiane e jugoslave nell\u2019area della Venezia Giulia, incentrate sui temi dei 40 giorni di \u201coccupazione\u201d di Trieste (e di altre citt\u00e0 minori della zona), sul dramma delle foibe prima e dell\u2019esodo poi, e sul graduale ritorno di una parte dei territori all\u2019Italia (Monfalcone nel 1947, Trieste nel 1954). Tuttavia, mai come in questa fase, l\u2019attacco sistematico della destra nazionalista alla collaborazione con i partigiani Titini ha visto una evidente e (verbalmente) violenta strumentalizzazione politica, nel tentativo di screditare l\u2019antifascismo e le attuali formazioni di Sinistra, intese in senso largo. Grette distorsioni della realt\u00e0 dei fatti che rischiano di produrre effetti devastanti sull\u2019uso pubblico della Storia e della Memoria con ricadute sul presente e sul futuro. Ne deriva la convinzione della necessit\u00e0 di ri-attivare degli anticorpi antifascisti e di proporre alcuni appunti che rendano meno minacciose queste prospettive revisioniste e ristabiliscano alcuni punti fermi. Non appare pi\u00f9 accettabile subire attacchi apparentemente sgangherati dalla destra nazionalista, che tenta di tacciare \u2013 ad ogni occasione utile ed anche in situazioni completamente fuori contesto \u2013 chi si rif\u00e0 ai valori della Resistenza, considerando \u2013 semplicisticamente e falsamente \u2013 i comunisti italiani subordinati a quelli titini e dunque responsabili di ogni atrocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La ristampa della mostra bilingue (in italiano e in sloveno) che ricorda la Battaglia di Peternel e l\u2019epopea legata alla Divisione Garibaldi Natisone \u00e8 opportuna anche per ristabilire la verit\u00e0 storica sulla collaborazione fra i due Movimenti di Liberazione nazionale, italiano e jugoslavo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1941 la Jugoslavia \u00e8 stata invasa dalla Germania nazista e dall\u2019Italia Fascista (e da altri stati \u201cfantoccio\u201d dell\u2019Asse). Giova banalmente stabilire chi ha attuato l\u2019invasione e chi l\u2019ha subita. Ricordando anche che nella Venezia Giulia si svilupp\u00f2 la variante del fascismo \u201cdi frontiera\u201d (potentemente anti-slava), ovvero una versione \u2013 se possibile \u2013 ancora pi\u00f9 macabra rispetto alla tirannide instaurata nel resto dell\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Movimento di Liberazione jugoslavo. Chi sostenne Tito? Alcuni appunti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol type=\"1\"><li>Il Movimento di Liberazione Jugoslavo mosse i propri primi passi gi\u00e0 nel 1941. Ne deriva che organizzativamente e militarmente i partigiani jugoslavi beneficiavano di oltre due anni di vantaggio rispetto a quelli italiani, che trovarono una sponda naturale in queste formazioni di combattimento. La collaborazione non fu sempre lineare e senza strappi, ma questa \u00e8 un\u2019altra questione. Il Distaccamento \u201cGaribaldi\u201d, ovvero la prima formazione partigiana della Resistenza italiana si costitu\u00ec alla fine di marzo del 1943 in seguito agli accordi fra il dirigente comunista friulano Mario Lizzero ed i comandanti dei reparti partigiani sloveni della zona di Caporetto: formato in larga parte da operai dei cantieri di Monfalcone e al comando di due ex condannati dal Tribunale speciale fascista, Pietro Merkandel \u201cMark\u201d e Mario Karis \u201cMaks\u201d, il reparto raggruppava gli italiani che combattevano nelle formazioni slovene.<\/li><li>La Resistenza jugoslava era divisa \u2013 semplificando \u2013 fra monarchici e comunisti e presto maturarono insanabili contrapposizioni fra i due movimenti. E qui la polemica dei nazionalisti di oggi diventa insopportabile e inaccettabile. A testa bassa insistono su una supposta e completa subordinazione dei comunisti italiani a quelli jugoslavi, a cui viene imputata ogni nefandezza. \u00c8 opportuno ricapitolare come Tito assunse la guida del Movimento di Liberazione jugoslavo, ovvero conquistandola sul campo fra le popolazioni balcaniche, ma anche accreditandosi come leader legittimo fra le forze Alleate. Ovvero furono gli accordi fra il conservatore inglese Churchill, il democratico americano Roosevelt e il comunista sovietico Stalin che consentirono a Tito di beneficiare dei rifornimenti alleati per le formazioni partigiane jugoslave. Da ricostruzioni storiche, pare plausibile che sia stato Churchill a porre la fatidica domanda retorica per convincere il pi\u00f9 titubante Roosevelt al fine di sostenere i partigiani comunisti e non quelli monarchici: \u201cChi ammazza pi\u00f9 nazisti?\u201d. E a tutti era ben chiara la risposta. E cos\u00ec and\u00f2: non solo agli Alleati era chiaro da che parte si doveva stare nella scelta fra Tito e i nazisti, ma anche dentro il Movimento di Liberazione jugoslavo optarono per l\u2019appoggio ai comunisti. Infatti dal 1943 iniziarono a rifornire i titini. Tuttavia \u00e8 altrettanto importante ricordare che la Jugoslavia fu l\u2019unico Paese che si liber\u00f2 senza l\u2019intervento diretto di eserciti Alleati. Questo port\u00f2 a Tito un\u2019enorme base di legittimazione, dentro e fuori la Jugoslavia.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p><strong>La Resistenza sul confine orientale, <\/strong><strong>la battaglia di Peternel e la Divisione \u201cGaribaldi Natisone\u201d, la pi\u00f9 grande formazione partigiana della Resistenza italiana che contribu\u00ec alla Liberazione di Lubiana. La mostra necessaria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso la ristampa della mostra, oltre agli eventi epici legati alla battaglia di Peternel del 22 maggio 1944, si possono ritrovare molti spunti riguardanti la lotta di Liberazione sul Collio Brda, dove operavano diverse formazioni partigiane, sia italiane che slovene, che potevano contare sul sostegno della popolazione locale e sui vantaggi offerti da un terreno ricco di vegetazione e di rifugi naturali, adatto alla guerra partigiana. Dal crollo del regime fascista fino al termine della guerra il Collio fu di fatto una Zona Libera, amministrata dai Comitati del Fronte di Liberazione che, eletti direttamente dai cittadini nell\u2019estate del 1944, esercitarono le funzioni di governo e garantirono il regolare funzionamento delle scuole e gli approvvigionamenti alla popolazione civile e ai reparti partigiani.<\/p>\n\n\n\n<p>I primi gruppi partigiani sloveni si formarono \u2013 in quella zona \u2013 nella seconda met\u00e0 del 1942, mentre, nell\u2019agosto del 1943, proveniente dalla Selva di Tarnova, giunse sul Collio anche un reparto di combattenti italiani, il Distaccamento \u201cGaribaldi\u201d, formato da operai dei cantieri di Monfalcone e da militari disertori dell\u2019Esercito Regio. Dopo l\u2019armistizio (o la capitolazione per la storiografia jugoslava) dell\u20198 settembre 1943 si intensific\u00f2 la Lotta di Liberazione. Il 17 ottobre 1943, per iniziativa dell\u2019operaio monfalconese Mario Fantini \u201cSasso\u201d e dell\u2019ex perseguitato politico cormonese Giovanni Padoan \u201cVanni\u201d, si costitu\u00ec sul Collio una nuova formazione garibaldina, il Battaglione \u201cMazzini\u201d.Nella primavera del 1944 si aggiunsero altri tre Battaglioni garibaldini: il \u201cMameli\u201d, il \u201cManin\u201d ed il \u201cManara\u201d. Il 17 giugno i quattro battaglioni, forti di oltre 400 uomini, furono raggruppati nella Brigata \u201cNatisone\u201d. In seguito alla formazione di altri quattro battaglioni, il 17 agosto 1944 gli otto Battaglioni garibaldini furono suddivisi in due brigate e venne costituita la Divisione \u201cGaribaldi Natisone\u201d, alle cui cariche di comando furono confermati \u201cSasso\u201d, \u201cVanni\u201d e l\u2019ex ufficiale dell\u2019Esercito italiano Ferdinando Mautino \u201cCarlino\u201d. Dopo essere stata protagonista delle battaglie per la creazione della Zona Libera del Friuli orientale e dopo aver sottoscritto con il IX Korpus sloveno un patto militare di dipendenza operativa, nel dicembre 1944 la divisione si trasfer\u00ec nella regione di Circhina.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aspetto forse pi\u00f9 straordinario, che per alcuni potr\u00e0 sembrare paradossale, \u00e8 che \u2013 alla fine della Guerra di Liberazione \u2013 la Divisione \u201cGaribaldi Natisone\u201d fu la pi\u00f9 grande formazione partigiana della Resistenza italiana, con i suoi 5.500 combattenti e i 1.500 caduti, ma per tuttol\u2019inverno e per buona parte della primavera del 1945 la Divisione fu impegnata in numerosi combattimenti in Slovenia e il 6 maggio partecip\u00f2 addirittura alla Liberazione di Lubiana. Il 20 maggio i reparti sfilarono per le vie di Trieste e il 24 giugno, con la consegna delle armi, la Divisione fu smobilitata a Udine.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo la ristampa della mostra, che avverr\u00e0 a cura dell\u2019ANPI &#8211; Comitato Provinciale di Gorizia, assume una valenza storica importante, nel contesto attuale di denigrazione della Resistenza e di impostazioni aprioristicamente anti-jugoslave. La prima esposizione avverr\u00e0 fra qualche settimana a Turriaco e come Amministrazione comunale siamo soddisfatti di poterla ospitare, assieme ai suoi autori Luciano Patat e Bruno Cucit. Un\u2019ultima nota per segnalare che la mostra riprende degli stralci del bellissimo dipinto del noto&nbsp;pittore isontino Sergio Altieri, che descrive le fasi salienti della battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cenno su Tito nel secondo dopoguerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Perfino e soprattutto dopo la rottura fra Stalin e Tito del 1948, l\u2019Occidente continu\u00f2 a sostenere Tito in chiave antisovietica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso della Storia da parte degli esponenti della destra nazionalista \u00e8 inqualificabile. Ridotta a slogan per denigrare la Sinistra italiana di oggi e infangare la Resistenza, appare inconsapevole o ignorante rispetto alla complessit\u00e0 della \u201cquestione jugoslava\u201d e \u201cdel confine orientale\u201d, oltre che delle dinamiche, delle collaborazioni e dei rapporti che esistevano fra il Movimento di Liberazione jugoslavo e quello italiano, gli Alleati e in particolare il resto dell\u2019Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;<strong>Enrico Bullian<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sindaco di Turriaco e storico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enrico Bullian del 8\/7\/2020 La ristampa di una mostra necessaria: \u201c22 maggio \u201944 la battaglia di Peternel. Quando il Collio s\u2019infiammo di ciliegie e di sangue\u201d. Testi di Luciano Patat; idea e realizzazione di Bruno Cucit; con riproduzione del dipinto di Sergio Altieri. 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