{"id":3078,"date":"2020-06-23T10:19:37","date_gmt":"2020-06-23T08:19:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3078"},"modified":"2020-06-23T10:19:38","modified_gmt":"2020-06-23T08:19:38","slug":"proteste-a-lubiana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/06\/23\/proteste-a-lubiana\/","title":{"rendered":"Proteste a Lubiana"},"content":{"rendered":"\n<p>di Andrea Bellavite del 23\/6\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla fine di aprile, appena concluso il periodo di chiusura nei comuni, ogni venerd\u00ec sera a Lubiana si svolge una grande manifestazione di popolo. Tutto \u00e8 iniziato con il disegno di piedi, incollati sull\u2019asfalto, per aggirare il divieto di assembramento nel bel mezzo della crisi, come risposta alla denuncia dei sistemi di corruzione legati all\u2019acquisto dei dispositivi di protezione dal covid-19. &nbsp;Appena possibile, \u00e8 divenuta poi iniziativa di ciclisti che univano l&#8217;esigenza di essere in tanti con quella di rispettare le distanze obbligatorie. Infine la protesta si \u00e8 sviluppata in altro modo, con grande successo in termini di presenze, al punto da portare ogni volta sulle strade tra le 5000 e le 10000 persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La meta principale dei percorsi in bici o a piedi \u00e8 stata fino a poco tempo fa la piazza della Repubblica, dove sono collocati il Parlamento e le istituzioni politiche&nbsp;e culturali pi\u00f9 importanti dell&#8217;intera Slovenia. Da un paio di venerd\u00ec l&#8217;accesso a tale ampio spazio \u00e8 stato bloccato e presidiato da guardie armate. Molti hanno riconosciuto in tale atto una prevaricazione nei confronti dei diritti democratici e hanno voluto ugualmente scavalcare le transenne, sedendosi tranquillamente per terra, ostentando e leggendo a voce alta la Costituzione, in uno dei luoghi simbolo dell&#8217;appartenenza alla comunit\u00e0 nazionale. Sono stati prelevati con la forza e trascinati oltre le barriere da una folla di poliziotti in tenuta antisommossa. Quelle relative a una persona sola, seduta a gambe incrociate in uno spazio pubblico, colpevole solo di leggere e studiare, circondata da una quarantina di appartenenti alle forze dell\u2019ordine, sono immagini molto forti e rilevano una situazione davvero preoccupante.<\/p>\n\n\n\n<p>La repressione non ha comunque indebolito, anzi ha rafforzato i cortei che si sono sviluppati ugualmente in tutta la citt\u00e0, raggiungendo tanti altri centri del Potere statale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa contestano i manifestanti? Quali sono le loro rivendicazioni?<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;impressione \u00e8 che tutti siano accomunati \u2013 sia pur con diversi accenti e sensibilit\u00e0 &#8211; da una generalizzata avversione nei confronti dell&#8217;attuale premier Ivan Janez Jan\u0161a, da 100 giorni presidente del consiglio dei ministri, da subito dichiaratamente vicino all&#8217;ungherese Orban e al gruppo europeo di Vi\u0161egrad. Viene contestata la deriva autoritaria e repressiva, nascosta sotto l&#8217;esigenza di combattere il contagio da coronavirus. Soprattutto si lotta contro quella che sembra essere una vera e propria concezione della politica e della vita. Non a caso, protagonisti della contestazione sono anche i giovani che in un contesto di efficace azione intergenerazionale, richiamano le istanze pi\u00f9 innovative della cultura mondiale. Esprimono la noia e la stanchezza derivanti da un mondo che non sentono come proprio, anche se da esso provengono ancora i governanti, espressione di una \u201cvecchia politica\u201d ancora troppo radicata nel tessuto sociale sloveno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il clima delle proteste \u00e8 ovunque significativamente pacifico e a volte anche molto simpatico, con cori e balli spontanei ovunque, slogan curiosi e originali, performance artistiche di strada.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, al di l\u00e0 delle ordinarie condanne della corruzione dilagante e delle richieste di una trasparenza che sembra essere sempre pi\u00f9 lontana, ci sono anche altri temi proposti dai numerosi cartelli esplicativi, molti dei quali legati a una lettura attenta e fortemente umanizzante delle problematiche internazionali. Anche se sono di fatto vietati gli emblemi di partito e se non appare una regia identificabile, \u00e8 interessante notare come l\u2019accoglienza dell\u2019invito a scendere in piazza sia stata e sia dipendente da un tam tam informatico e non da posizioni precostituite riportabili a questo o quell\u2019orientamento parlamentare.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 chi condivide la protesta planetaria contro il razzismo, stringendo il pugno davanti all&#8217;ambasciata americana, curiosamente caratterizzata da un balcone fiorito con i colori della bandiera della pace. Ci sono gruppi ambientalisti che richiamano i disastri del cambiamento globale, cos\u00ec come si mettono in evidenza le associazioni spirituali che ripropongono il ritorno alla terra madre. Molto spazio hanno i temi legati alle migrazioni, con la condanna esplicita dei respingimenti dalla Slovenia alla Croazia e del violento trattamento riservato ai profughi rigettati oltre i confini della Croazia nel territorio bosniaco. Naturalmente c&#8217;\u00e8 solidariet\u00e0 nei confronti delle persone prese di mira dalla polizia e si esprime forte preoccupazione per i tentativi di reprimere con la forza i moti popolari. Particolarmente significativo \u00e8 stato il lancio degli aeroplanini di carta per stigmatizzare lo sperpero di denaro pubblico avvenuto con il passaggio degli F16 americani e sloveni sui cieli sopra le citt\u00e0 principali, come strampalata e costosa forma di ringraziamento agli operatori medici prodigatisi per curare le persone colpite dal virus.<\/p>\n\n\n\n<p>La forza della contestazione sta forse proprio nella tenacia del ritrovarsi &#8211; ogni volta di pi\u00f9 &#8211; ogni venerd\u00ec senza eccezioni. E sta anche nella gioiosa e contemporaneamente preoccupata serenit\u00e0 di una folla capace di resistere a qualsiasi provocazione, in particolare da parte di una polizia la cui presenza \u00e8 talmente sovrabbondante rispetto alla reale necessit\u00e0 di tutela dell\u2019ordine pubblico e talmente assillante da far pensare proprio a un disegno voluto per seminare paura e sollecitare reazioni. Del resto, forse l\u2019unico modo per disinnescare la forza di una base cos\u00ec corretta e preparata, potrebbe essere proprio quello di costringere a rispondere con la violenza alla violenza, per poi delegittimare e silenziare la forza delle idee. Un film gi\u00e0 visto ovunque, dai tempi di Genova 2001 fino a oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne parla poco, in Italia e pi\u00f9 in generale fuori dalla Slovenia, di ci\u00f2 che sta avvenendo a Lubiana e &#8211; anche se in modo meno eclatante &#8211; in altre citt\u00e0 (compresa Nova Gorica). Perch\u00e9 questo apparente disinteresse? Forse perch\u00e9 le migliaia di sloveni che sfilano nelle vie della capitale, nell\u2019orientamento prima esistenziale che politico da essi definito jan\u0161ismo, nascondono o forse evidenziano un disagio pi\u00f9 profondo. Si tratta certamente del rifiuto di un movimento culturale e politico specificamente sloveno, con radici nelle ormai lontane \u2013 e percepite soprattutto dai pi\u00f9 giovani come irrimediabilmente \u201cvecchie e noiose\u201d \u2013 lotte per l\u2019indipendenza, alla fine degli anni \u201980. &nbsp;Ma la critica allo jan\u0161ismo si configura come qualcosa di ancora pi\u00f9 profondo, accomunando questa primavera slovena a ci\u00f2 che sta accadendo nel resto del Pianeta, in questo periodo dominato dagli eventi legati al coronavirus e dalle successive scelte dei Governi. La speranza non di un \u201critorno alla normalit\u00e0\u201d, ma dell\u2019inizio di \u201cun altro mondo possibile\u201d sembra gi\u00e0 ovunque naufragata e sempre pi\u00f9 diventa forte il dolore di un&#8217;umanit\u00e0 oppressa dal tramonto del capitalismo occidentale. Ci\u00f2 che sta accadendo a Lubiana potrebbe essere il primo esprimersi di una voce collettiva di protesta, fuori dagli ordinari canali della comunicazione politica. E, come tale, innescare simili eventi a Roma, a Parigi o a New York. In un momento come questo, le incoraggianti folle intergenerazionali e multicolori potrebbero costringere la democrazia rappresentativa a ripensarsi radicalmente. Potrebbero far germogliare una nuova stagione di partecipazione ovunque, nella giustizia e nella trasparenza. Potrebbero rivendicare la libert\u00e0 di movimento e di azione per ogni essere umano, dare forza ai movimenti ambientalisti che chiedono di porre in primo piano la lotta ai cambiamenti climatici, rivendicare la concreta realizzazione della giustizia sociale, la salvaguardia dei diritti ovunque. E della forza di una piazza enorme, consapevole, preparata, capace di comunicare in modo efficace e moderno, i detentori del Potere, qualunque orientamento post-ideologico abbia, non possono che avere un grande timore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bellavite del 23\/6\/2020 Dalla fine di aprile, appena concluso il periodo di chiusura nei comuni, ogni venerd\u00ec sera a Lubiana si svolge una grande manifestazione di popolo. 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