{"id":3072,"date":"2020-06-23T10:15:22","date_gmt":"2020-06-23T08:15:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3072"},"modified":"2020-06-23T10:15:23","modified_gmt":"2020-06-23T08:15:23","slug":"la-statua-di-montanelli-ci-spiega-perche-litalia-non-e-innocente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/06\/23\/la-statua-di-montanelli-ci-spiega-perche-litalia-non-e-innocente\/","title":{"rendered":"La statua di Montanelli ci spiega perch\u00e9 l\u2019Italia non \u00e8 innocente"},"content":{"rendered":"\n<p>di Francesca Coin da Internazionale del 17\/6\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>La lotta iconoclastica che sta attraversando le piazze del mondo pone al centro del dibattito internazionale il tema della memoria e dei criteri che ogni societ\u00e0 sceglie per rappresentare se stessa attraverso la toponomastica, gli anniversari, i monumenti e gli eroi che decide di celebrare o di far cadere nell\u2019oblio. In Italia al centro di questa discussione c\u2019\u00e8 Indro Montanelli. Celebre giornalista e fondatore del quotidiano il Giornale, convinto fascista in giovane et\u00e0, comandante di una compagnia di \u00e0scari durante l\u2019invasione dell\u2019Etiopia, proprietario di Dest\u00e0, una bambina di dodici anni comprata per 350 lire con un prezzo di favore dal padre, Montanelli \u00e8 diventato il simbolo controverso dei valori che definiscono la storia coloniale e la cultura italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito sulla memoria \u00e8 sempre stato complicato. In <a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858130094\"><em>Comunit\u00e0 immaginate<\/em><\/a> (1983) il sociologo Benedict Anderson ha parlato di \u201clegami affettivi del nazionalismo\u201d per descrivere il modo in cui la memoria \u00e8 stata a lungo usata per generare un senso di appartenenza nazionale. La storia di questa appartenenza, tuttavia, \u00e8 spesso controversa, inserita dall\u2019epoca moderna in una lunga sequela di campagne di conquista, violenza e saccheggio, celebrate di solito come eroiche dai vincitori. In questi giorni, i movimenti sociali di tutto il mondo hanno portato alla luce come dietro la sacralit\u00e0 dei monumenti eretti per celebrare la storia occidentale e le sue vittorie, non ci siano gesta eroiche ma truci storie di violenza intrise di razzismo e di misoginia, che hanno inflitto un dolore acuto a una parte molto grande della popolazione mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/igiaba-scego\/2020\/06\/09\/tracce-passato-colonialismo-razzismo-fascismo\">Nelle ultime settimane<\/a> sono stati abbattuti i principali baluardi di questa storia: dalla <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/06\/10\/us\/christopher-columbus-statue-boston-richmond.html\">statua di Cristoforo Colombo<\/a>, decapitata a Boston e buttata pancia a terra in Minnesota, quale simbolo stesso del tentativo di celebrare il colonialismo europeo come un\u2019avventura piuttosto che come l\u2019atto inaugurale del genocidio delle popolazioni indigene, da allora espropriate, ridotte in schiavit\u00f9, chiuse in riserve come racconta Benjamin Madley in <a href=\"https:\/\/yalebooks.yale.edu\/book\/9780300181364\/american-genocide\"><em>An american genocide<\/em><\/a> (2016); fino a <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2020\/06\/begio-statua-leopoldo-ii\/\">Leopoldo II<\/a>, il re del Belgio che ha brutalizzato il Congo, torturato e mutilato milioni di africani, tolto dal suo piedistallo e decorato con la parola \u201crazzista\u201d prima di essere rimosso ad Anversa. Negli stessi giorni, il Regno Unito gettava nel fiume la statua di <a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/esteri\/black-lives-matter-bristol-folla-abbatte-statua-edward-colston-trafficanti-schiavi\/077cfc4c-a957-11ea-b9d7-2bd646fda8c5\">Edward Colston<\/a>, trafficante di schiavi responsabile del prelievo forzoso e della deportazione di centomila africani nelle colonie contro la loro volont\u00e0, mentre a Oxford il movimento studentesco Rhodes must fall chiede la rimozione dalla prestigiosa universit\u00e0 inglese della statua di Cecil Rhodes, convinto assertore del primato della razza bianca nel mondo, suprematista bianco e imperialista ammirato da Hitler per la sua fede nel ruolo benefico del giogo coloniale in Africa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un razzismo strutturale<\/strong><br>Le proteste che incalzano la celebrazione eroica della storia coloniale si susseguono ovunque, ma sono divampate anzitutto negli Stati Uniti, dove 114 monumenti confederati su 1.747 sono stati rimossi negli ultimi cinque anni, in seguito alla sparatoria nella chiesa di Charleston di Dylann Roof, suprematista bianco che nel 2015&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/notizie\/2015\/06\/18\/dylann-roof-arrestato-foto\">ha ucciso<\/a> nove afroamericani per dichiarare l\u2019inizio della guerra razziale. La brutalit\u00e0 di quel gesto ha gelato il paese, inaugurando un difficile processo di riflessione sui valori che sigillano la storia nazionale, un processo che ha chiamato in causa il tema spinoso della memoria e i monumenti che gli Stati Uniti hanno scelto per rappresentare la propria identit\u00e0. Uno dei momenti chiave di questo processo \u00e8 stata la manifestazione Unite the right del 2017 durante la quale diversi movimenti di suprematisti bianchi si sono riuniti a Charlottesville, Virginia, per opporsi alla rimozione della statua del generale della confederazione Robert E. Lee.<\/p>\n\n\n\n<p>Erika Doss racconta in <a href=\"https:\/\/press.uchicago.edu\/ucp\/books\/book\/chicago\/M\/bo8445230.html\"><em>Memorial mania<\/em><\/a> (2010) come all\u2019indomani della fine della guerra civile americana siano stati eretti centinaia di monumenti dedicati a politici e militari della confederazione, a indicare la decisione di unire il nord e il sud nel nome della supremazia bianca. La narrazione messa in scena nel film di David Wark Griffith del 1915, <em>Nascita di una nazione<\/em>, nel quale gli schiavi liberati apparivano come mostri e stupratori, mentre il Ku Klux Klan era presentato come il ritratto patriottico della libert\u00e0, si riflette nell\u2019iconoclastia statunitense, evidenziando come il \u201clegame affettivo\u201d che sigilla la nascita della nazione sia il dominio razziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto pubblicato dal Southern poverty law center <a href=\"https:\/\/www.splcenter.org\/20190201\/whose-heritage-public-symbols-confederacy\"><em>Whose heritage? Public symbols of the confederacy<\/em><\/a> (2019), lo dice chiaramente: dopo la fine della guerra civile americana, la memoria pubblica statunitense si \u00e8 dedicata ampiamente a celebrare i generali che lottavano per difendere la supremazia bianca. \u00c8 il caso dei 230 monumenti dedicati a Robert E. Lee; dei 152 monumenti dedicati a Jefferson Davis; dei 112 monumenti dedicati a Stonewall Jackson; dei 57 monumenti dedicati a P.G.T. Beauregard, per citarne alcuni. Se questi nomi non significano molto, in Italia, basti pensare che Robert E. Lee, \u201cil grande generale del sud, il grande capitano della sua epoca\u201d era un proprietario di schiavi, un separatista e un suprematista bianco per il quale la schiavit\u00f9 era necessaria per \u201ceducare i neri come razza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi monumenti sono il promemoria quotidiano di un presente razzista<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo nome i bianchi americani si sono opposti per molti anni alla fine della segregazione razziale stabilita dalle leggi Jim Crow (1877\u20131964), e hanno sostenuto la necessit\u00e0 di non mescolare le razze. Non \u00e8 un caso che, per tornare alla manifestazione di Unite the right del 2017, i sindacalisti presenti ricordassero come la stessa legislazione antisindacale negli Stati Uniti sia stata sempre guidata dalla volont\u00e0 di garantire lo sfruttamento dei neri, anche dopo la fine della schiavit\u00f9. Quando Vance Muse inizia la sua crociata contro il sindacato in Texas, il problema era impedire che i bianchi si mescolassero con le \u201c<a href=\"https:\/\/www.acslaw.org\/expertforum\/vance-muse-and-the-racist-origins-of-right-to-work\/\">scimmie nere<\/a>\u201d e che acquisissero diritti in modo da garantire che lo sfruttamento continuasse ininterrotto anche dopo la fine della segregazione razziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il diritto di continuare a trattare gli afroamericani come schiavi \u00e8 il sottotesto delle reazioni alle proteste contro le statue dei confederati. Proteste che sono il riflesso dell\u2019incarcerazione di massa, della brutalit\u00e0 della polizia e, in generale, della segregazione e della disumanizzazione strutturale e sistematica dell\u2019America nera. Come <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/06\/03\/us\/confederate-statues-george-floyd.html\">ha dichiarato<\/a> Lecia Brooks del Southern poverty law center, questi monumenti non sono solo simboli del passato, sono il promemoria quotidiano di un presente razzista, in cui essere neri significa essere disoccupati, incarcerati o malati di pi\u00f9 rispetto a tutti gli altri, come \u00e8 avvenuto anche in questi mesi di pandemia, durante i quali il numero degli afroamericani morti <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2020\/may\/20\/black-americans-death-rate-covid-19-coronavirus\">\u00e8 tre volte superiore<\/a> a quello dei bianchi. Come ha scritto in <a href=\"https:\/\/www.ucpress.edu\/book\/9780520242012\/golden-gulag\"><em>Golden gulag<\/em><\/a> (2007) Ruth Wilson Gilmore, docente nera alla City university of New York e figura di primo piano del movimento per l\u2019abolizione del carcere, il razzismo \u00e8 questo: la diseguaglianza nella vulnerabilit\u00e0 alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>La lotta iconoclasta sta costringendo la societ\u00e0 occidentale a fare i conti con il razzismo strutturale della sua storia. In questo senso non si tratta di un processo simbolico, ma di una crisi di identit\u00e0, che mette in discussione l\u2019aura sacra con cui \u00e8 stato celebrato per vari secoli il colonialismo europeo come riflesso di una sollevazione antirazzista e anticoloniale. Black lives matter significa questo, che la supremazia bianca che vive nella cultura occidentale deve essere messa a nudo e rivelata per il ruolo che esercita nelle istituzioni, nella cultura e nei monumenti della nostra societ\u00e0, non solo ai tempi di Cristoforo Colombo, ma anche nel 2020, ai tempi dell\u2019omicidio di George Floyd.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Italia<\/strong><br>In Italia le richieste di rimuovere la statua di Montanelli dai giardini di porta Venezia \u00e8 stata ricevuta come un oltraggio. L\u2019ha definita cos\u00ec <a href=\"https:\/\/twitter.com\/CottarelliCPI\/status\/1272176630832693249\">Carlo Cottarelli<\/a>, per il quale \u201cquello che Indro Montanelli ha fatto non giustifica l\u2019oltraggio alla sua statua\u201d. L\u2019ex sindaco di Milano Gabriele Albertini <a href=\"https:\/\/milano.corriere.it\/notizie\/cronaca\/20_giugno_14\/volli-omaggiareun-uomo-valoree-grande-integrita-721037aa-ae6f-11ea-a6ad-39f8417949e6_preview.shtml?reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=AUVeaGEb&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fmilano.corriere.it%2Fnotizie%2Fcronaca%2F20_giugno_14%2Fvolli-omaggiareun-uomo-valoree-grande-integrita-721037aa-ae6f-11ea-a6ad-39f8417949e6.shtml\">ha difeso<\/a> Montanelli in quanto \u201cuomo di grande integrit\u00e0\u201d. L\u2019attuale sindaco di Milano <a href=\"https:\/\/milano.repubblica.it\/cronaca\/2020\/06\/12\/news\/statua_montanelli_milano_polemiche_beppe_sala_razzismo-259011182\/?ref=fbplmi&amp;fbclid=IwAR2zwNsAnW_puv9BxZouv-KJKm1fkq9P0gr4r1RyxOvIaFJ2A1vBZbMF4tY\">Beppe Sala<\/a> che ha definito quelle di Montanelli \u201cleggerezze\u201d che non legittimano una richiesta di rimozione perch\u00e9 \u201cdi errori ne facciamo tutti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Mentana ha parlato di un gesto da vigliacchi e ha ricordato che Montanelli \u00e8 intoccabile perch\u00e9 fu colpito da un commando delle Brigate rosse nel 1977. Per continuare con Gad Lerner, che ha paragonato la statua di Montanelli al Mos\u00e8 di Michelangelo e ha chiesto di ridimensionare la critica al suo passato perch\u00e9 in fondo anche nella Bibbia si parla di schiavismo e patriarcato. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/lodicoalcorriere\/index\/11-06-2020\/index.shtml?fbclid=IwAR1mHvYy2zo6a5yWrh4tv13uDkddIp78Pvp7aBAQFPOvY5sV_tBO4B1QG9Q\">Aldo Cazzullo<\/a>, infine, \u00e8 stato il pi\u00f9 chiaro di tutti: \u201cLa memoria di Indro Montanelli \u00e8 sacra\u201d e \u201cla statua di Montanelli, opportunamente ripulita, sta bene l\u00ec dov\u2019\u00e8\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di sacro in questo contesto \u00e8 importante. Dire che la memoria di Montanelli \u00e8 sacra significa richiedere la sospensione del giudizio e pretendere un\u2019adesione incondizionata. La levata di scudi di un\u2019ampia parte del giornalismo maschile italiano a protezione di Montanelli, in questo senso, non \u00e8 problematica solo in s\u00e9, ma in quanto difende ci\u00f2 che ha rappresentato, l\u2019adesione impunita e impenitente al suprematismo bianco, la capacit\u00e0 di presentare la violenza razzista come eroismo, la nostalgia per l\u2019invincibilit\u00e0 del dominio occidentale, e con essa, di quel modello di uomo che pu\u00f2 esercitare sulle sue prede lo stesso dominio che i militari esercitano in guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi scritti questi elementi emergono in modo chiaro. Il 1 gennaio 1936 sul mensile Civilt\u00e0 Fascista Montanelli parlava del razzismo e lo definiva come \u201cun catechismo che, se non lo sappiamo, bisogna affrettarsi a impararlo e ad adottarlo. Non si sar\u00e0 mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorit\u00e0\u201d. Riferendosi forse alle truppe che comandava e forse al suo bottino di guerra, Dest\u00e0, ammoniva, inoltre, di non cedere ai sentimentalismi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non occorre un intuito psicologico freudiano per avvedersi che un indigeno ama il bianco solo in quanto lo teme o in quanto lo tiene infinitamente superiore a s\u00e9. Niente indulgenze, niente amorazzi. (\u2026) Il bianco comandi. Ogni languore che possa intiepidirci di dentro non deve trapelare al di fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste righe Montanelli associa all\u2019amore la capacit\u00e0 di dominare, e ricorda che solo quando si sente sotto minaccia da parte di un individuo \u201cinfinitamente superiore\u201d l\u2019indigeno pu\u00f2 amare il bianco. Sta parlando di uno stato di soggezione intriso di crudelt\u00e0, che intreccia in modo magistrale dominio dei corpi e supremazia bianca, misoginia e fascismo, in una concezione del dominio bianco che in Italia non \u00e8 mai stata messa in discussione. Da questo punto di vista, <a href=\"https:\/\/jacobinitalia.it\/il-riscatto-femminista-della-storia\/?fbclid=IwAR0dMPQg7PcIec1cZsZS7cazbKuMvxbTQAvO-iv8elQTwR8TXS3n87SRwnw\">il suo rapporto con Dest\u00e0<\/a> e la conquista coloniale sono per Montanelli la stessa cosa: un\u2019avventura con la quale il colono poteva divertirsi, nel sesso e in guerra, forte del suo dominio incontrastato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanta sofferenza vi sia dietro a queste gesta \u00e8 l\u2019unico aspetto di questa storia di cui in Italia non \u00e8 dato parlare. La violenza, le razzie, le scorrerie e gli eccidi della storia coloniale italiana, il massacro di massa guidato dal macellaio Rodolfo Graziani e l\u2019uso di gas tossici contro gli etiopi per placarne la resistenza, sono non solo questioni che Montanelli ha negato per cinquant\u2019anni ma parti della storia italiana, che il dibattito pubblico si rifiuta di affrontare.<\/p>\n\n\n\n<p>In <a href=\"https:\/\/www.routledge.com\/After-Empire-Melancholia-or-Convivial-Culture-1st-Edition\/Gilroy\/p\/book\/9780415343084\"><em>After empire<\/em><\/a> (2004) il teorico Paul Gilroy scriveva che il disagio, la vergogna e la perplessit\u00e0 che si provano di fronte alla storia coloniale sono importanti, perch\u00e9 \u00e8 solo affrontando il disagio che la violenza inflitta ad altre popolazioni pu\u00f2 essere trasformata. La negazione, il silenzio e la volont\u00e0 di sminuire alimentano invece un\u2019altra catastrofe, perch\u00e9 consentono la ripetizione della violenza coloniale nel presente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019articolo continua dopo la pubblicit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;a href=&#8221;<a href=\"https:\/\/www3.smartadserver.com\/ac?jump=1&amp;nwid=1207&amp;siteid=66452&amp;pgname=opinioni&amp;fmtid=29515&amp;visit=m&amp;tmstp=%5btimestamp%5d&amp;out=nonrich\">https:\/\/www3.smartadserver.com\/ac?jump=1&amp;nwid=1207&amp;siteid=66452&amp;pgname=opinioni&amp;fmtid=29515&amp;visit=m&amp;tmstp=[timestamp]&amp;out=nonrich<\/a>&#8221; target=&#8221;_blank&#8221;&gt; &lt;img src=&#8221;<a href=\"https:\/\/www3.smartadserver.com\/ac?out=nonrich&amp;nwid=1207&amp;siteid=66452&amp;pgname=opinioni&amp;fmtid=29515&amp;visit=m&amp;tmstp=%5btimestamp%5d\">https:\/\/www3.smartadserver.com\/ac?out=nonrich&amp;nwid=1207&amp;siteid=66452&amp;pgname=opinioni&amp;fmtid=29515&amp;visit=m&amp;tmstp=[timestamp]<\/a>&#8221; border=&#8221;0&#8243; alt=&#8221;&#8221; \/&gt;&lt;\/a&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Le strategie retoriche usate per liquidare le critiche alla storia di Montanelli rivelano precisamente quest\u2019ultima tendenza. Difendere Montanelli in quanto vittima delle Br, in quanto uomo indipendente, in quanto grande giornalista, riflette il tentativo di spostare il discorso dalla violenza che caratterizza la storia italiana e dalle sofferenze che ha causato, per continuare a celebrarla come eroismo. Il punto \u00e8 che i frammenti cancellati del nostro passato devono essere ricostruiti, come insegna lo storico della University of central Lancashire Alan Rice, che ha dedicato la sua vita a confrontarsi con i retaggi della schiavit\u00f9 nel nordovest inglese, e questo non per cambiare il passato ma per cambiare il presente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi pubblica e collettiva della vita di Montanelli, in questi giorni, non \u00e8 importante solo in relazione al suo passato, ma per il nostro presente. Il problema non \u00e8 Montanelli in s\u00e9, il problema \u00e8 il modo in cui la levata di scudi nei confronti della sua storia ostacola il tentativo di fare i conti con il razzismo attuale della societ\u00e0 italiana. \u00c8 impossibile negare, infatti, che mentre Montanelli ha difeso per molti anni la rappresentazione della storia coloniale come un\u2019avventura innocente, nella sua cassetta degli attrezzi teorica restava negli anni una sostanziale fiducia nel primato bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>In un testo pubblicato sul Corriere della Sera il 3 ottobre 1962 che sta circolando molto in questi giorni, Montanelli commentava gli scontri razziali del 29 settembre di quell\u2019anno a Oxford, quando i segregazionisti del sud protestavano contro l\u2019iscrizione all\u2019universit\u00e0 del Mississippi di James Meredith, un nero veterano dell\u2019esercito. Nel commentare il ruolo della supremazia razziale negli Stati Uniti, la stessa di cui abbiamo discusso sopra, Montanelli osservava che, per quanto grave sul piano dei princ\u00ecpi, quella violenza era il risultato inevitabile del tentativo catastrofico di mescolare le razze.<\/p>\n\n\n\n<p>Piano piano l\u2019America sta rendendosi conto che con questo problema essa deve convivere perch\u00e9 non lo pu\u00f2 risolvere. O meglio, lo pu\u00f2 risolvere solo nell\u2019ambito giuridico della parit\u00e0 dei diritti civili. Biologicamente, no. Perch\u00e9 sar\u00e0 ingiusto, sar\u00e0 ripugnante, sar\u00e0 razionalmente inesplicabile e inaccettabile; ma \u00e8 un fatto che il meticciato coi neri ha dato risultati catastrofici dovunque lo si \u00e8 praticato. So di dire un\u2019eresia, per i tempi che corrono, ma preferisco l\u2019eresia all\u2019ipocrisia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019onest\u00e0 trasparente con la quale difende la separazione razziale \u00e8 ancora pi\u00f9 esplicita in <a href=\"http:\/\/europeansouth.postcolonialitalia.it\/journal\/2016-1\/11.2016-1.Deplano.pdf?fbclid=IwAR2P_0dF-V49FkqbbRe7K0451OjuOdI3TFj3V7TBoQVewOCGvFe_xYPd9P0\">questo commento successivo<\/a>, nel quale evidenzia che i soprusi compiuti dai suprematisti di Oxford fossero ispirati da una preoccupazione legittima: quella della salvaguardia biologica della razza bianca:<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studenti bianchi di Oxford, opponendosi all\u2019ingresso del loro collega Meredith nell\u2019universit\u00e0, hanno commesso un errore e un sopruso perch\u00e9 un privilegio di razza nel campo dei diritti politici e civili \u00e8 inaccettabile e indifendibile. Tuttavia questo errore e questo sopruso sono stati un eccesso di difesa ispirato da una preoccupazione che purtroppo \u00e8 legittima: quella della salvaguardia biologica della razza bianca. So di tirarmi addosso, scrivendo queste parole, fulmini e saette. Ma non \u00e8 colpa mia se un\u2019esperienza di secoli ha dimostrato che il meticciato tra bianchi e neri ha dato e seguita a dare il pi\u00f9 catastrofico dei risultati. Non sar\u00e0 giusto, ma questi sono i fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>La rilettura collettiva di questi scritti di Montanelli, oggi, \u00e8 un avvenimento importante. In Italia come negli Stati Uniti, la lotta iconoclasta sta costringendo l\u2019Italia a fare i conti con la sua storia e a mettere in discussione l\u2019aura sacra con cui \u00e8 ancora celebrato il colonialismo italiano. Black lives matter, in Italia, significa questo, che nel paese esiste un problema razziale, ed \u00e8 attualissimo, perch\u00e9 la nostra legge sulla cittadinanza \u00e8 una delle pi\u00f9 arretrate al mondo; perch\u00e9 le coste italiane sono diventate da troppi anni un cimitero; perch\u00e9 la cultura italiana dalle tv ai giornali alle universit\u00e0 \u00e8 quasi interamente maschile e bianca; perch\u00e9 tutti i lavori ad alto tasso di sfruttamento, dalle consegne a domicilio all\u2019agricoltura, sono fortemente pervasi da discriminazioni razziali; perch\u00e9 il discorso suprematista \u00e8 il perno della politica istituzionale di alcuni dei principali partiti italiani; perch\u00e9 la \u201ccaccia al nero\u201d, come ha dimostrato <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/annalisa-camilli\/2018\/04\/05\/macerata-luca-traini-pamela-mastropietro-feriti\">Traini a Macerata<\/a>, \u00e8 ancora praticata; perch\u00e9 in Italia ci sono braccianti che <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/06\/12\/foggia-incendio-nella-baraccopoli-di-borgo-mezzanone-morto-un-migrante\/5832481\/\">muoiono ancora carbonizzati nelle campagne<\/a>, e si potrebbe continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 la discussione su Montanelli cambiare tutto questo? Certo che no, ma \u00e8 evidente nel contempo che ignorare le critiche e celebrare una cultura suprematista con una statua nel centro di Milano non \u00e8 una scelta innocente, ed \u00e8 una grande fortuna che le nuove generazioni lo stiano facendo notare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Coin da Internazionale del 17\/6\/2020 La lotta iconoclastica che sta attraversando le piazze del mondo pone al centro del dibattito internazionale il tema della memoria e dei criteri che ogni societ\u00e0 sceglie per rappresentare se stessa attraverso la toponomastica, gli anniversari, i monumenti e gli eroi che decide di celebrare o di far cadere nell\u2019oblio. In Italia al centro di questa discussione c\u2019\u00e8 Indro Montanelli. Celebre giornalista e fondatore del quotidiano il Giornale, convinto fascista in giovane et\u00e0,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3072"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3072"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3072\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3073,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3072\/revisions\/3073"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}