{"id":3050,"date":"2020-06-02T17:40:29","date_gmt":"2020-06-02T15:40:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3050"},"modified":"2020-06-02T17:40:29","modified_gmt":"2020-06-02T15:40:29","slug":"un-territorio-fragile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/06\/02\/un-territorio-fragile\/","title":{"rendered":"Un territorio fragile"},"content":{"rendered":"\n<p>di Thomas Casotto del 2\/6\/2020<\/p>\n\n\n\n<p>La fotografia di un territorio fragile, che ancora non si era ripreso dalla crisi devastante del 2008, si fa ancora pi\u00f9 preoccupante dopo la crisi dovuta al Covid 19.<\/p>\n\n\n\n<p>Le innumerevoli chiusure di aziende grandi e importanti del territorio, come Carraro, Detroit, Eaton, solo per citare le pi\u00f9 grandi e conosciute nel manifatturiero, hanno certamente lasciato il segno.<\/p>\n\n\n\n<p>Analogamente le difficolt\u00e0 di un territorio troppo spesso apparso isolato e quasi legato da una mono committenza allo stabilimento Fincantieri, hanno portato alla realt\u00e0 di un\u2019area con scarse opportunit\u00e0 di lavoro (basti pensare al Protocollo firmato con la regione ed alle enormi difficolt\u00e0 a renderlo operativo) e con altrettanto carenti idee industriali, di investimento e di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni si \u00e8 assistito alla diatriba &nbsp;tra i sostenitori del territorio a vocazione turistica e chi invece, come il sindacato ha rivendicato per Monfalcone e l\u2019hinterland una natura manifatturiera, diversificata che sapesse valorizzare le competenze e la cultura di chi, come Monfalcone appunto, con l\u2019industria \u00e8 nata.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo ad oggi i vari nodi che limitano da decenni lo sviluppo, industriale e non, sono ancora tutti sul tappeto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla mancanza di una visione politica strategica si sono sommate due crisi (2008 e corona virus ) pesantissime e il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Aldil\u00e0 di qualche mosca bianca, di qualche realt\u00e0 che magari riesce ancora a crescere, molte sono le aziende in difficolt\u00e0 o comunque non pi\u00f9 in grado di dare risposte occupazionali adeguate al territorio; la crisi \u00e8 trasversale ai settori ed alle dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, con il lockdown, si \u00e8 avuta una crisi enorme tra artigiani e piccoli commercianti, ma anche in diverse aziende medie e grandi che hanno dovuto fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo ci ha consegnato e consegner\u00e0 una disoccupazione in crescita che, almeno in una prima fase, crediamo vada affrontata mettendo in campo ammortizzatori sociali degni di questo nome per qualit\u00e0 e durata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei prossimi mesi sar\u00e0 difficilissimo per le migliaia di disoccupati, uomini e donne del nostro territorio, trovare un lavoro; questo \u00e8 sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Servono uno Stato ed una Regione presenti, servono misure ed investimenti straordinari, serve una politica economica che individui la rotta per uscire dalla crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo per\u00f2, anche laddove sarebbero possibili investimenti ingenti, come quello di A2A, il territorio si divide rischiando di vedere sfumare ulteriori posti di lavoro ed opportunit\u00e0 di riconvertire e smantellare un sito che, altrimenti, rischiamo di tenerci vuoto monumento per decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 solo il problema A2A: siamo infatti ancora impantanati nella ultra decennale questione dell\u2019escavo del porto, dichiarato in partenza ormai non contiamo nemmeno pi\u00f9 quante volte e mai realizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo cio\u00e8 in una condizione in cui per diversi mesi avremo bisogno di sostenere lavoratori e famiglie, commercianti e artigiani, piccole e grandi aziende; mentre nel frattempo &#8211; ed il tempo \u00e8 poco perch\u00e9 mai come ora \u00e8 denaro &#8211; provare a riprogettare il paese, decidere su cosa investire dove e come.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra regione su 6000 imprese artigiane, oltre 5000 sono state coinvolte da cassa integrazione e nella nostra provincia 427 imprese con circa un migliaio di dipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non va meglio nel commercio dove la sola Cgil ha gestito 472 procedure di cassa integrazione per altrettante attivit\u00e0 commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Praticamente tutte o quasi le aziende manifatturiere hanno dovuto fermarsi per il Covid e non tutte, almeno per il momento, stanno ripartendo a pieno regime.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, di fronte alla catastrofe che il corona virus ci ha consegnato serve una classe dirigente all\u2019altezza di compiere molte di quelle scelte sin qui incompiute, magari senza badare ai like ed ai tweet, magari capendo che parlare alla pancia della gente purtroppo, a volte paga; ma che se la pancia \u00e8 vuota tutto pu\u00f2 diventare pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le richieste del sindacato sono quindi che si faccia presto e bene, si individuino strumenti di sostegno al reddito rapidi ed efficaci per tutti coloro si troveranno in difficolt\u00e0; poi per\u00f2 bisogna creare posti di lavoro, ed allora dall\u2019indotto Fincantieri, al porto, da A2A alla riqualificazione ambientale, &nbsp;dalla nautica da diporto senza escludere anche la vocazione turistica ove possibile, il nostro territorio avr\u00e0 certamente diverse problematiche aperte che per\u00f2, possono e debbono diventare altrettante opportunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Thomas Casotto<\/p>\n\n\n\n<p>Segretario Generale CGIL Gorizia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Thomas Casotto del 2\/6\/2020 La fotografia di un territorio fragile, che ancora non si era ripreso dalla crisi devastante del 2008, si fa ancora pi\u00f9 preoccupante dopo la crisi dovuta al Covid 19. 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