{"id":3028,"date":"2020-05-24T12:15:25","date_gmt":"2020-05-24T10:15:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=3028"},"modified":"2020-05-24T12:15:26","modified_gmt":"2020-05-24T10:15:26","slug":"sarajevo-la-messa-per-bleiburg","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/24\/sarajevo-la-messa-per-bleiburg\/","title":{"rendered":"Sarajevo, la messa per Bleiburg"},"content":{"rendered":"\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/Autori\/(author)\/Ahmed%20Buri\u0107\">Ahmed Buri\u0107<\/a> da Osservatorio Balcani Caucaso del 19\/05\/2020 &#8212; <em>Il 16 maggio si \u00e8 tenuta nella capitale della Bosnia Erzegovina una messa, officiata dal cardinale Vinko Pulji\u0107, per la commemorazione delle vittime del massacro di Bleiburg. Centinaia di sarajevesi sono scesi in piazza in nome dell&#8217;antifascismo e per denunciare la commistione tra chiesa e politica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019immagine dice pi\u00f9 di mille parole. Sabato 16 maggio a Sarajevo si sono svolte contemporaneamente due manifestazioni di segno opposto. Nella cattedrale di Sarajevo si \u00e8 tenuta una messa, celebrata dal cardinale Vinko Pulji\u0107, in onore delle vittime del cosiddetto Kri\u017eni put [Via crucis] e del massacro di Bleiburg, avvenuto nel maggio 1945. Dopo che il commando dell\u2019esercito britannico, stanziato in Cariniza, aveva consegnato alle forze partigiane quello che rimaneva dell\u2019esercito dello Stato indipendente di Croazia (NDH), uno stato fantoccio filonazista, i partigiani giustiziarono, senza alcun processo, i soldati dell\u2019esercito nemico e i civili che li avevano seguiti nella loro ritirata.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte delle vittime \u2013 di cui circa un terzo civili, comprese donne e bambini \u2013 erano croati. Insieme a loro c\u2019erano anche molti membri delle formazioni cetniche e musulmane che avevano collaborato con le forze dell\u2019Asse.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente non si sapr\u00e0 mai il vero numero delle vittime degli eventi accaduti in quell\u2019area alla fine della Seconda guerra mondiale, e questo soprattutto per via di manipolazioni politiche: la Gran Bretagna e la Jugoslavia socialista tennero scrupolosamente nascosto il crimine commesso, mentre la Croazia indipendente ha perlopi\u00f9 cercato di gonfiare il numero dei morti. Tuttavia, le cifre pi\u00f9 accettate a livello internazionale parlano di circa 50.000 croati uccisi, 10.000 sloveni, circa 5.000 musulmani bosniaci e 2.500 cetnici serbi e montenegrini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni crimine va condannato, senza per\u00f2 dimenticare che le persone uccise a Bleiburg erano membri e simpatizzanti delle forze che hanno perso la guerra. Ogni interpretazione della storia dalla prospettiva attuale risulta per\u00f2 manchevole, perch\u00e9 gli eventi del passato vengono giudicati solo alla luce del presente.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dal 1991, la leadership della Repubblica di Croazia, ovvero l\u2019Unione democratica croata (HDZ), ha cercato di trasformare la tragedia di Bleiburg in uno dei principali eventi della recente storia croata che renderebbe assolutamente legittima la creazione del nuovo stato croato.<\/p>\n\n\n\n<p>A Bleiburg prima fu eretto un monumento per commemorare l\u2019accaduto; poi con il passare degli anni, il rituale di commemorazione delle vittime \u00e8 andato sempre pi\u00f9 radicalizzandosi, fino a trasformarsi in una grande sagra dove si arrostiscono agnelli allo spiedo, si bevono grandi quantit\u00e0 di alcol, si fa il saluto romano con il braccio destro sollevato.<\/p>\n\n\n\n<p>Anno dopo anno, i neo-ustascia in costume hanno destato sempre maggiore sconcerto tra gli austriaci. Negli ultimi anni la polizia austriaca ha cominciato a sanzionare i partecipanti alla cerimonia di Bleiburg per l\u2019uso dell\u2019iconografia ustascia, alcuni partecipanti sono stati arrestati, e le richieste di vietare la manifestazione \u2013 che \u00e8 tutto tranne che una dignitosa commemorazione delle vittime \u2013 sono diventate sempre pi\u00f9 insistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra che quest\u2019anno gli austriaci non vedessero l\u2019ora di sfruttare la pandemia di coronavirus per vietare la visita di delegazioni croate, ufficiali e non ufficiali, a Bleiburg.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quando l\u2019HDZ ha ottenuto nuovamente la maggioranza parlamentare, il parlamento croato \u00e8 venuto incontro a varie richieste dei populisti di destra. Nonostante il Partito socialdemocratico (SDP) avesse tolto il patrocinio alla commemorazione di Bleiburg, su &#8220;richiesta&#8221; di un\u2019associazione piuttosto oscura denominata \u201cPo\u010dasni Bleibur\u0161ki vod\u201d [Plotone d\u2019onore di Bleiburg], l\u2019HDZ lo ha reintrodotto. La Conferenza episcopale croata ha quindi approfittato dell\u2019attuale situazione per liberarsi dallo spiacevole fardello del lascito nazista (ustascia), decidendo di organizzare la messa di commemorazione delle vittime di Bleiburg nella cattedrale di Sarajevo. E il cardinale Vinko Pulji\u0107, arcivescovo di Vrhbosna, ha accolto ben volentieri tale idea.<\/p>\n\n\n\n<p>In Bosnia Erzegovina i partiti nazionalisti e le comunit\u00e0 religiose vivono in simbiosi: quando la popolarit\u00e0 dei partiti di destra comincia a diminuire, arriva il clero e si schiera dalla loro parte, contribuendo cos\u00ec a deteriorare i rapporti, gi\u00e0 fragili, tra diversi gruppi nazionali e a distogliere l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica dai problemi reali che soffocano questo paese, ovvero dalla criminalit\u00e0 e corruzione che sono diventate una prassi consolidata durante la transizione, una prassi con cui la destra nazionalista ha reso praticamente insopportabile la vita dei cittadini bosniaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa volta il copione si \u00e8 ripetuto, suscitando per\u00f2 un certo malcontento tra i cittadini che, pur essendo ormai apatici e troppo abituati alla quotidianit\u00e0, hanno reagito. Alcune associazioni hanno organizzato una marcia per le strade di Sarajevo in onore di tutte le vittime della Seconda guerra mondiale e una manifestazione di protesta contro la messa di commemorazione delle vittime di Bleiburg celebrata nella cattedrale di Sarajevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo quanto riportato dai media, circa 3500 sarajevesi sono scesi in strada per protestare. A dire il vero, la protesta non \u00e8 stata chiaramente articolata. I manifestanti portavano simboli socialisti, compresa la stella rossa a cinque punte, e fotografie di Tito, indossavano magliette rosse e cantavano canzoni rivoluzionarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente, un ingente dispiegamento di forze dell\u2019ordine ha garantito la sicurezza della cattedrale, dove il cardinale Pulji\u0107 ha tenuto la messa commemorativa, una vera e propria danza macabra. Alla messa hanno partecipato solo alcuni funzionari dell\u2019HDZ, l\u2019ambasciatore croato a Sarajevo Ivan Saboli\u0107 e alcuni sacerdoti e suore. In realt\u00e0 si \u00e8 trattato di un comizio elettorale, durante il quale il cardinale ha mostrato l\u2019essenza del suo operato politico degli ultimi trent\u2019anni: mettendo la Chiesa cattolica al servizio dell\u2019HDZ, Pulji\u0107 ha contribuito indirettamente all\u2019esodo dei croati da Sarajevo \u2013 oggi nella capitale bosniaca vivono pochissimi croati, probabilmente non sono mai stati cos\u00ec pochi \u2013 , al contempo agendo a favore del partito che gode del sostegno della maggioranza parlamentare nella vicina Croazia. Pur invocando formalmente perdono e riconciliazione, Pulji\u0107 ha contribuito ad approfondire il divario tra i gruppi etnonazionali in Bosnia Erzegovina. Cos\u00ec facendo ha reso pi\u00f9 difficile la posizione di quei pochi credenti cattolici che considerano la chiesa come una sorgente di forza spirituale, anzich\u00e9 una piattaforma politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la messa celebrata nella cattedrale di Sarajevo, il cardinale Pulji\u0107 ha tra l\u2019altro affermato: &#8220;Nessuno ha il diritto di ignorare queste vittime, per le quali oggi preghiamo. Noi cristiani crediamo nella vita eterna e nella risurrezione dei morti. Con questa fede preghiamo e rendiamo il dovuto rispetto ai resti mortali di tutte le vittime. Allo stesso modo, nessuno ha il diritto di toccare le ferite di quelli che soffrono per la perdita dei propri cari. Nessuno ha il diritto di offendere le vittime di quelli che hanno lasciato parti del proprio corpo in questa terra. Questa terra che chiamiamo Patria \u00e8 dedicata alle tante vittime. Se non siamo in grado di rispettarle, allora in noi non c\u2019\u00e8 alcuna dignit\u00e0, n\u00e9 umana n\u00e9 religiosa n\u00e9 nazionale. Con questo non voglio suscitare astio n\u00e9 odio, e tanto meno una vendetta. Voglio, tuttavia, dire chiaramente che il vero dialogo che porta alla riconciliazione si basa sull\u2019accettazione della verit\u00e0. Papa Benedetto XVI ne ha parlato cos\u00ec: \u2018Difendere la verit\u00e0, esporla con umilt\u00e0 e convinzione e testimoniarla con la propria vita sono forme esigenti e insostituibili di amore che si rallegra della verit\u00e0\u2019\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019operato del cardinale Pulji\u0107 \u00e8 opposto, nella sua sostanza, anche a tutto quello che predica Papa Francesco. Nascondendo i casi di pedofilia all\u2019interno della Chiesa cattolica, compiendo azioni retrograde, soffocando voci alternative di quelli che mettono in luce i legami tra la Chiesa e il radicalismo di destra e l\u2019ideologia dell\u2019NDH, il cardinale sta perdendo la terra sotto i piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento in Bosnia Erzegovina le comunit\u00e0 religiose sono al di sopra dello stato. Lo ha dimostrato anche la messa per le vittime di Bleiburg tenutasi a Sarajevo. Il fatto per\u00f2 che la messa si sia svolta praticamente senza fedeli e che sia stata accompagnata da proteste, fatto che ha sicuramente suscitato il rammarico degli organizzatori, lascia presagire un possibile cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la nascita \u2013 ce lo auspichiamo \u2013 di un movimento che potrebbe scombussolare seriamente i piani dell\u2019alleanza nazi-capitalista tra religione e criminalit\u00e0. Forse gi\u00e0 il prossimo autunno che, una volta finita la pandemia, sicuramente porter\u00e0 con s\u00e9 una grave crisi economica.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi vuole vivere una vita normale in questo paese semplicemente non pu\u00f2 fidarsi del clero corrotto e retrogrado, incarnato nella figura di Pulji\u0107. Questo \u00e8 uno dei motivi per cui alla messa di Sarajevo non hanno partecipato i fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, il cardinale Pulji\u0107 ha scritto a Papa Francesco, sostenendo di temere per la propria incolumit\u00e0. Un\u2019affermazione che appare come una semplice bugia. Come del resto la maggior parte del suo operato negli ultimi trent\u2019anni. L\u2019unico ad aver appoggiato il cardinale in modo incondizionato, oltre naturalmente ai membri dell\u2019HDZ e della Chiesa, \u00e8 stato il capo della comunit\u00e0 islamica della Bosnia Erzegovina, il reis-ul-ulema Husein Kavazovi\u0107.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dimostra che, anche se appartengono a comunit\u00e0 diverse, Pulji\u0107 e Kavazovi\u0107 condividono gli stessi interessi, vogliono cio\u00e8 che le cose rimangano come sono, che il paese continui a sprofondare nell\u2019abisso, sotto la loro guida. Con lo sguardo sempre rivolto al passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ahmed Buri\u0107 da Osservatorio Balcani Caucaso del 19\/05\/2020 &#8212; Il 16 maggio si \u00e8 tenuta nella capitale della Bosnia Erzegovina una messa, officiata dal cardinale Vinko Pulji\u0107, per la commemorazione delle vittime del massacro di Bleiburg. Centinaia di sarajevesi sono scesi in piazza in nome dell&#8217;antifascismo e per denunciare la commistione tra chiesa e politica Un\u2019immagine dice pi\u00f9 di mille parole. Sabato 16 maggio a Sarajevo si sono svolte contemporaneamente due manifestazioni di segno opposto. 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