{"id":2401,"date":"2020-05-15T14:14:51","date_gmt":"2020-05-15T12:14:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2401"},"modified":"2020-05-15T15:43:01","modified_gmt":"2020-05-15T13:43:01","slug":"linaccettabile-costo-personale-delleguaglianza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/linaccettabile-costo-personale-delleguaglianza\/","title":{"rendered":"L&#8217;inaccettabile costo (personale) dell&#8217;eguaglianza"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 1\/5\/2020 &#8211; L\u2019eguaglianza \u00e8 un principio che a priori tutti condividiamo. Nessuna persona al mondo, almeno tra quelle che io ritengo essere degne dell\u2019appellativo di \u201cessere umano\u201d, potrebbe pubblicamente sostenere che l\u2019eguaglianza sia una modalit\u00e0 sbagliata per la convivenza degli esseri umani. Buona parte delle persone avrebbe anche seri problemi a pensarlo solamente. Per inciso, chi fosse capace di pensare che l\u2019eguaglianza sia un abbaglio sarebbe automaticamente esonerato dal continuare questa lettura. Anzi, sarebbe pregato di non leggere proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principio dell\u2019eguaglianza di certo vale nelle nostre quotidiane dichiarazioni di intenti, ovvero quando parlando pubblicamente cerchiamo di manifestare la nostra bont\u00e0 d\u2019animo, la nostra apertura culturale e la nostra disponibilit\u00e0 verso l\u2019altro. &#8220;Altro&#8221; che in questi casi \u00e8 spesso qualcuno che si trova, secondo i parametri di riferimento, in una condizione di inferiorit\u00e0 rispetto alla nostra.<br><br>Siamo cos\u00ec propensi a valutare con grande disponibilit\u00e0 l\u2019eguaglianza dei diritti (e naturalmente dei conseguenti doveri) di una persona pi\u00f9 povera. Tutti siamo pronti a sostenere che un altro essere umano, che magari si trova in uno stato di indigenza, abbia il diritto a un pasto quotidiano e a un tetto sotto il quale dormire.<br>Nello stesso modo, ad esempio parlando di persone ammalate, siamo pronti a sostenere che tutti abbiano il diritto di essere curati ed assistiti nel migliore dei modi possibili, sia dal punto di vista medico che umano (questo perlomeno nel nostro mondo, altrove le cose vanno diversamente, ahim\u00e8).<br>Ancora, se guardiamo ai bambini appartenenti a fasce sociali disagiate, tutti noi sosteniamo con forza che i pi\u00f9 giovani abbiano il diritto di vivere un\u2019infanzia felice e di avere un\u2019istruzione e una famiglia in grado di sostenerli economicamente ed educarli dando loro tutto l\u2019affetto necessario ad una crescita sana.<br>E di seguito, se pensiamo ad una persona con disabilit\u00e0 e conseguenti difficolt\u00e0 oggettive, chi non si dichiarerebbe convinto della necessit\u00e0 di dover fornire a costui tutto il supporto, anche economico, necessario ad attenuare o risolvere le sue problematiche.<br>Proseguendo, quando ci capita di vedere una persona anziana e sola, come potremmo non sentirci desiderosi di donargli un\u2019ora di felicit\u00e0, di spensieratezza e di calore umano. Come non pensare che una persona vecchia a provata abbia il diritto di sentirsi al sicuro in un ambito di certezze e serenit\u00e0 esistenziali che lo accompagnino negli ultimi anni della sua vita?<br><br>Fin qui le premesse, ma quanto vale in concreto la nostra dichiarazione di disponibilit\u00e0 alla solidariet\u00e0 verso l&#8217;eguaglianza?<br>\u00c8 evidente che una eguaglianza di fatto rappresenta un costo per la comunit\u00e0. E considerato che la ricchezza complessiva di una societ\u00e0 \u00e8 una quantit\u00e0 finita, va da s\u00e9 che solo una sufficiente redistribuzione delle risorse possa permettere a chi ha di meno di poter raggiungere un livello minimo di sussistenza, tale per cui una bozza di eguaglianza possa trovare compimento.<br>Naturalmente tale forma di redistribuzione rappresenta un processo in divenire, non certo una fotografia bens\u00ec un film nel quale, al mutare delle condizioni, mutano anche i termini degli equilibri e dunque i conseguenti flussi.<br>Il primo pensiero in tal senso va al sistema delle imposte. Tutto sommato, le tasse sui redditi, sul capitale, sul patrimonio, sui consumi e sulle successioni costituiscono uno strumento adatto al prelievo e alla successiva redistribuzione della ricchezza, cos\u00ec da poter garantire quantomeno un livello minino della dignit\u00e0 umana di tutti. Ma, in considerazione dello stato delle cose, \u00e8 evidente come tale sistema non sia sufficiente, non esisterebbero altrimenti i poverissimi, le persone abbandonate nella miseria, le famiglie indigenti, eccetera, eccetera.<br>Siamo dunque davanti ad un bivio. O si considera che la pubblica amministrazione non sia in grado di garantire l\u2019eguaglianza dei cittadini, oppure bisogna accettare che si renda necessario un ulteriore atto di redistribuzione della ricchezza.<br><br>Partiamo dal presupposto che lo Stato non sia in grado di fare pi\u00f9 e meglio di quanto gi\u00e0 faccia. Non lo dico perch\u00e9 sono convinto che sia impossibile, ma perch\u00e9 l\u2019esperienza ci insegna che aspettarci una migliore gestione delle risorse nel breve periodo rappresenta una vana speranza, comunque con esiti incerti e tempi di attuazione lunghissimi e incompatibili con le necessit\u00e0 quotidiane delle persone.<br>Allora, quantomeno a titolo di esperimento mentale, consideriamo l\u2019ipotesi che per garantire l\u2019eguaglianza tra le persone si renda necessario un ulteriore prelievo della ricchezza dei cittadini, dove con ricchezza intendiamo qualsiasi tipo di apporto di tempo, denaro, lavoro, patrimonio o di diritti acquisiti.<br>Dovendo redistribuire verso il basso, \u00e8 ovvio che chiunque abbia una certa quantit\u00e0 delle risorse menzionate dovr\u00e0 cederne una parte, grande o piccola in base alle disponibilit\u00e0, ma comunque vada per costoro il risultato sar\u00e0 una perdita netta. Si perderanno cos\u00ec una grossa o piccola parte del proprio patrimonio, del proprio tempo, del proprio lavoro e dei propri diritti acquisiti. Il tutto naturalmente a favore di quell&#8217;eguaglianza che, per ipotesi di partenza, tutti dichiariamo pubblicamente essere un valore sacro e irrinunciabile.<br><br>Ora viene la domanda fondamentale. Quanto vale per ciascuno di noi l\u2019eguaglianza? Ovvero, quanto siamo disposti a dare del nostro patrimonio, conquistato con fatica e gi\u00e0 tassato, per garantire l\u2019eguaglianza degli altri, la loro parit\u00e0 di diritti, la loro ragione ad avere almeno quanto serve per essere altrettanto \u201cesseri umani\u201d quanto lo siamo noi stessi?<br>\u00c8 una valutazione da fare in coscienza, ognuno per conto proprio, e comunque prima di poter parlare ancora di eguaglianza. Ciascuno di noi sa o dovrebbe sapere quanti denari, quante ore di lavoro, quanto del suo tempo libero o quale quota del suo status \u00e8 disposto a cedere ulteriormente per vedere garantita l\u2019eguaglianza, e questo ad esclusivo vantaggio di chi oggi si trova in maggiori difficolt\u00e0. Tutto ci\u00f2 ovviamente vale in condizioni ordinarie, ovvero quando le cose vanno bene e quindi il costo individuale pu\u00f2 essere minimo, ma vale ancor di pi\u00f9 quando la situazione si fa critica ed il prezzo da pagare per garantire un\u2019eguaglianza di base per tutti pu\u00f2 diventare notevole.<br><br>In conclusione forse dovremmo semplicemente ammettere che l\u2019eguaglianza non \u00e8 esclusivamente un principio da professare. L\u2019eguaglianza \u00e8 un modus vivendi da applicare quotidianamente, a partire dalla messa a disposizione del proprio patrimonio di idee, delle proprie capacit\u00e0 intellettuali e lavorative, del proprio tempo e delle proprie disponibilit\u00e0 economiche, cos\u00ec come dei propri diritti acquisiti giacch\u00e9, per sua natura, l\u2019eguaglianza rappresenta il primo e non negoziabile diritto di ogni essere umano, prevalente rispetto a qualsiasi altro.<br>Quando cos\u00ec non fosse, l\u2019eguaglianza rimarrebbe solo un bel principio, ovvero una ignobile e ipocrita fuffa di facciata perch\u00e9, come spesso accade, il costo dell\u2019altrui eguaglianza rappresenterebbe solo il prezzo che gli altri dovrebbero corrispondere, ma che noi stessi non siamo preparati a versare di tasca nostra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 1\/5\/2020 &#8211; L\u2019eguaglianza \u00e8 un principio che a priori tutti condividiamo. 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