{"id":2397,"date":"2020-05-15T14:14:09","date_gmt":"2020-05-15T12:14:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2397"},"modified":"2020-05-15T14:14:11","modified_gmt":"2020-05-15T12:14:11","slug":"la-spagnola-appunti-sulla-pandemia-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/la-spagnola-appunti-sulla-pandemia-del-novecento\/","title":{"rendered":"La \u201cspagnola\u201d. Appunti sulla pandemia del Novecento"},"content":{"rendered":"\n<p>di Roberto Bianchi del 1\/5\/2020 &#8211; \u00c8 un agile saggio che va letto, per conoscere quanto avvenne un secolo fa, quando si verific\u00f2 un\u2019altra esplosione virale su scala mondiale, e per capire un po\u2019 di pi\u00f9 cosa sta avvenendo oggi. Alcuni numeri grezzi, che rendono l\u2019ordine di grandezza: &#8211; Gli eserciti in campo \u2013 nella prima guerra davvero mondiale \u2013 contavano 70 milioni di soldati, di cui si stimano in 10 milioni i caduti; &#8211; Le stime sulle vittime della spagnola a livello planetario variano dai 10 ai 100 milioni fra il 1918 e il 1921. Con gli ultimi studi sulla spagnola, scrive Bianchi, \u201cci si orienta invece sulla cifra di 100 milioni di morti, ovvero su 21,7 decessi ogni 1.000 persone, e si ipotizza che il morbo abbia toccato tra il 30 e il 50% della popolazione presente sul pianeta, fino ad arrivare alla cifra di 900 milioni di contagiati. [\u2026] Riguardo all\u2019Italia, ricordo che le valutazioni sul numero dei contagiati oscillano tra 5 e 25 milioni, su circa 36 milioni di abitanti\u201d. Vi ho anticipato questa premessa, ma il saggio si apre con una semplice domanda: \u201cqual \u00e8 stato l\u2019evento pi\u00f9 catastrofico del mondo contemporaneo?\u201d Quasi tutti, fino a poco fa, avrebbero risposto \u201cle guerre mondiali o, pi\u00f9 probabilmente, la shoah oppure altri genocidi; qualcuno avrebbe ricordato il nazismo, le bombe atomiche sul Giappone, il fascismo, lo stalinismo, o certe grandi carestie che hanno segnato drammaticamente la storia di Ottocento e Novecento. Ma nessuno avrebbe ricordato la spagnola\u201d. Non sono pochi i manuali italiani di storia dove non si trova l\u2019inserimento di una voce specifica sulla spagnola, vale a dire \u201csull\u2019evento planetario che nella storia contemporanea mostra in modo pi\u00f9 netto il legame inseparabile tra i destini della Penisola e quelli del resto del mondo\u201d, tale da rendere gi\u00e0 mutilata in partenza la vittoria nel conflitto (non nel senso dannunziano dunque\u2026).<br>\u201cSta di fatto che la spagnola ha causato molti pi\u00f9 morti delle due guerre mondiali messe assieme. Considerando i morti per questa pandemia di influenza A H1N1, quelli dovuti alle varie epidemie non divenute pandemie tra 1914 e 1918 (l\u2019ultimo passaggio della \u201cvera\u201d peste in Europa avvenne proprio nel 1918 in Inghilterra), quelli causati dalle tante malattie sorte e diffuse in trincea, e senza dimenticare i 10 milioni di giovani uomini caduti al fronte, in termini assoluti la Prima guerra mondiale coincise con la pi\u00f9 grande catastrofe demografica nella storia dell\u2019umanit\u00e0. Non in termini relativi, perch\u00e9 la peste bubbonica e polmonare del Trecento ebbe un impatto percentuale enormemente superiore, quantomeno in Asia, Europa e Mediterraneo.\u201d<br>Attira l\u2019attenzione il nome che veniva via via dato a questa nuova forma influenzale. Scrive Bianchi: \u201cDi sicuro c\u2019\u00e8 solo che la spagnola non si origin\u00f2 in Spagna e che fu causata da un virus che all\u2019epoca era sconosciuto, e che cos\u00ec sarebbe rimasto per molto tempo. L\u2019influenza fu indicata con nomi diversi nei vari paesi e nei vari tempi del suo sviluppo\u201d. Eccoli: la \u00abforestiera\u00bb; la \u00abriequilibratrice\u00bb che colpiva di pi\u00f9 le donne, dopo la guerra dei maschi; in Francia venne indicata inizialmente come \u00abfebbre di Parma\u00bb; \u00abfebbre delle Fiandre\u00bb in Inghilterra; \u00abmalattia bolscevica\u00bb in Polonia; \u00abfebbre di Bombay\u00bb a Ceylon; \u00abdi Singapore\u00bb a Penang; in Senegal l\u2019\u00abinfluenza brasiliana\u00bb; in Brasile la \u00abtedesca\u00bb; in Rhodesia \u00abinfluenza dell\u2019uomo bianco\u00bb; in Persia la \u00abbritannica\u00bb; in Danimarca era la \u00abfebbre \u00abdal Sud\u00bb. Insomma l\u2019origine del virus (del male) era sempre altrove\u2026 Vi ricorda qualcosa di contemporaneo? (Gli esperti stanno ancora discutendo su dove realmente si sia sviluppato il primo focolaio di spagnola; ci sono tre tesi e la prima sembra quella pi\u00f9 accreditata: nel Middle West degli Stati uniti nei dintorni dei sovraffollati campi di addestramento dell\u2019esercito statunitense; in Cina o in Francia).<br>Ma perch\u00e9 fu chiamata spagnola allora? Anche in Spagna fu inizialmente denominata in altro modo, come agente esogeno: \u00absoldato di Napoli\u00bb. Tuttavia, \u201cLe condizioni generali imposte dalla guerra mondiale avrebbero fatto associare in modo indissolubile e per sempre il nome della Spagna, e non quello di Napoli, alla pandemia. Infatti, in tutti i paesi coinvolti nel conflitto la censura e la<br>mobilitazione totale imponevano un ferreo silenzio stampa sulle notizie che si riteneva potessero incrinare il morale al fronte o sul fronte interno. Rimasta neutrale, la Spagna conosceva invece un livello di censura relativamente assai inferiore che permise ai quotidiani di fornire ampie cronache del flagello, poi riprese e riportate sulle pagine dei giornali nell\u2019Europa in guerra. Nel corso della primavera 1918, inizi\u00f2 a diffondersi la notizia che in tre giorni due terzi dei madrileni si erano ammalati, come pure il re Alfonso XIII [\u2026]. Tra Londra e Parigi si parl\u00f2 di Spanish Lady e Spanish Tart, evocando prostitute spagnole e malattie veneree. La guerra non era ancora finita che quella influenza era ormai divenuta \u00abla febbre spagnola\u00bb. [\u2026] La peste nera del XIV secolo impieg\u00f2 sette anni per concludere la sua parabola tra Asia, Europa e Africa. Nell\u2019arco di appena un anno, tra 1918 e 1919 la spagnola attravers\u00f2 gran parte del globo, per poi tornare e ricomparire in taluni luoghi fino al 1921. Nel 2020 il Covid-19 si sta diffondendo con molta pi\u00f9 rapidit\u00e0. Forse sono segni del progresso, o di quella globalizzazione reale che molti criticavano tra 1999 e 2003\u201d.<br>Infine, \u201cIn attesa di risposte pi\u00f9 solide e convincenti sulle origini della malattia [spagnola], possiamo affermare con certezza l\u2019esistenza di una correlazione tra la pandemia e il contesto storico: i decenni di imperialismo, gli anni di costruzione delle reti di dominio e scambio coloniale, e soprattutto la guerra mondiale che fin dal 1914 trascin\u00f2 sui vari fronti uomini provenienti da Europa, Africa, Asia, Oceania e successivamente anche dall\u2019America, per un totale di 70 milioni di soldati. [\u2026] Le conseguenze della pandemia furono notevoli. Spesso si fa riferimento al presidente Wilson, che prese l\u2019influenza della terza ondata e si debilit\u00f2 notevolmente proprio nelle settimane decisive per la conclusione del trattato di Versailles, tanto da indurre alcuni studiosi a stabilire una correlazione tra gli effetti del morbo e la terribile pace che gett\u00f2 premesse per nuove guerre [\u2026]. In Sudafrica la spagnola acceler\u00f2 il percorso verso la segregazione razziale, l\u2019apartheid (il Native Urban Areas Act sarebbe stato promulgato nel 1923). In Europa e nella Russia sovietica contribu\u00ec a gettare le basi per pi\u00f9 moderni e universali sistemi sanitari statali\u201d.<br>NOTA A MARGINE: Nel testo troviamo perfino un riferimento locale, precisamente al Sacrario di Redipuglia. Bianchi scrive [riprendendo la pubblicazione del 2002 di Eugenia Tognotti \u2013 docente di storia della medicina \u2013 La \u201cspagnola\u201d in Italia. Storia dell\u2019influenza che fece temere la fine del mondo (1918-1919)]: \u201c\u00abLa rimozione, a livello planetario, dalla memoria e dal vissuto dei contemporanei pu\u00f2 essere considerato uno dei grandi misteri del Novecento\u00bb. Tognotti ci dice che la rimozione fu dovuta alla censura, ma soprattutto alle forme assunte dall\u2019elaborazione del lutto collettivo tra guerra e dopoguerra, alla \u00absdrammatizzazione della morte\u00bb, all\u2019\u00aboscuramento\u00bb del lutto privato rispetto a quello collettivo per le morti \u00aberoiche e sante\u00bb in nome della patria, alle quali furono riservati sacrari, monumenti, targhe, militi ignoti, celebrazioni e commemorazioni \u2013 anche se, e non \u00e8 un paradosso, l\u2019unica donna presente nell\u2019immenso sacrario costruito dal regime fascista a Redipuglia mor\u00ec a causa della spagnola\u2026 E, infine, secondo Tognotti l\u2019oblio fu dovuto allo \u00abscarsissimo o nullo interesse per gli eventi naturali da parte della storiografia, tradizionalmente chiusa in una visione antropocentrica e idealista\u00bb\u201d.<br>Il saggio integrale lo trovate qui:<br>hiips:\/\/amicidipassatoepresente.wordpress.com\/2020\/03\/31\/la-spagnola-appunti-sulla-pandemia-del-novecento-roberto-bianchi\/?fbclid=IwAR0e57-1tfZ9qj413UuXj4TRl1SBQUQH6vyylHNaizLgvDl8vvpp9giclyA<br>Una interessantissima intervista all\u2019autore, la potete ascoltare su @Radio Radicale qui:<br>hiips:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/602695\/coronavirus-appunti-sulla-spagnola-del-1918-1919-intervista-al-professor-roberto?fbclid=IwAR3vwFE4zf_hBr1rj6xRIfJ8T7tJjcv49joVBkQp3y1z2ztlfgo9gisUD2Y<br>Sintesi di Enrico Bullian<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Bianchi del 1\/5\/2020 &#8211; \u00c8 un agile saggio che va letto, per conoscere quanto avvenne un secolo fa, quando si verific\u00f2 un\u2019altra esplosione virale su scala mondiale, e per capire un po\u2019 di pi\u00f9 cosa sta avvenendo oggi. 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