{"id":2395,"date":"2020-05-15T14:13:49","date_gmt":"2020-05-15T12:13:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2395"},"modified":"2020-05-15T14:13:50","modified_gmt":"2020-05-15T12:13:50","slug":"la-malaluna-intervista-a-maurizio-mattiuzza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/la-malaluna-intervista-a-maurizio-mattiuzza\/","title":{"rendered":"La Malaluna &#8211; intervista a Maurizio Mattiuzza"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Polli del 1\/5\/2020 &#8211; Maurizio Mattiuzza, poeta,paroliere,performer, che scrive in lingua italiana, friulana e nel dialetto della Valsugana, ha pubblicato le raccolte di poesia \u201cLa cjase su l\u2019\u00f4r\u201d, \u201cL\u2019inutile necessit\u00e2t\u201d , \u201cGli alberi di argan\u201d e \u201c La donna del chiosco su Po\u201d,<br>Nel 2017 ha vinto il premio nazionale di poesia Alda Merini ; da molti anni&nbsp; lavora come paroliere collaborando con il cantautore Lino Straulino, noto interprete della canzone popolare&nbsp; e la band dei Luna e un Quarto. Maurizio, con La Malaluna \u00e8 all\u2019esordio nella narrativa: lo fa con un romanzo storico che ripercorre una lunga storia di confine attraverso la tragedia di due guerre: una storia&nbsp; che \u00e8 anche un racconto che lo riporta alla sua famigli di origine, una storia che conosce da sempre ma che \u00e8 costata anni di lavoro e ricerca per approfondire il periodo in cui si dipana questa saga familiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un racconto affascinante &#8221; diventato romanzo perch\u00e9 la poesia mi sembrava troppo sintetica per contenerla&#8221; dice l&#8217;autore. Una storia personale, quindi, con dinamiche individuali e locali, ma che dimostrano ancora una volta che le microstorie, anche quelle locali, sono determinanti nel contesto pi\u00f9 ampio della Storia.<br>Ambientato nella localit\u00e0 (inventata) di Braidevueide, un mucchio di case in quella valle slavofona del Friuli che sta tra&nbsp; Nimis e Taipana, il romanzo intreccia le vite e le morti di una battaglia per l\u2019esistenza che comincia qui, ai tempi della disfatta di Caporetto, continua nel Ventennio con l\u2019accanimento anti-slavo del regime fascista in quest&#8217;area di confine e finisce la notte dello sbarco alleato del luglio \u201943 a Gela, dove \u00e8 chiamato a combattere Giovanni Sbaiz, uno dei protagonisti del romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maurizio, partiamo dal titolo, \u00e8 una luna piccola o cattiva?&nbsp; E nel sottotitolo, presenti la famiglia Sbaiz come una famiglia friulana di lingua slovena, una definizione un po&#8217; insolita.<\/strong><br>E\u2019, prima di tutto, una luna mala nella lingua stessa dei protagonisti, ovvero piccola, in sloveno. Piccola ma luminosa, come una moneta d\u2019oro in cielo. La luna che brilla tra i castagni, che fa luccicare la neve e riporta a casa i cani da caccia, i contrabbandieri. Poi \u00e8 anche, pi\u00f9 volte, una luna di sventura, che non illumina a sufficienza il cammino alla vita e alla fine anche il nome di una contrada siciliana dove Giovanni Sbaiz, il protagonista principale del romanzo, incontra Maddalena e con lei un amore fugace eppure importante, fondamentale. Grazie per questa domanda sulla definizione che ho dato della famiglia Sbaiz. E\u2019 una cosa che nasce dalla mia vita, dalla mia osservazione del mondo. Sono partito, romanzandoli ampiamente, da fatti davvero accaduti, da sogni, ricordi, perdite e malinconie della mia famiglia d\u2019origine per parte di padre. Una famiglia che ha sempre parlato lo sloveno di quella zona come madrelingua e al contempo il friulano dei vicini di casa, mescolandoli felicemente, serenamente. Uomini e donne che hanno sentito, partecipando democraticamente a tante lotte, il Friuli come terra della propria storia. Una condizione apparentemente di faglia, un meticciato linguistico naturale che somiglia a certi alberi nati al confine, con le radici di qua e la chioma al di l\u00e0 della frontiera.<br><strong><br>Quanto c&#8217;\u00e9 di autobiografico nel romanzo?<\/strong><br>Non molto, almeno a livello diciamo cos\u00ec conscio, consapevole. C\u2019\u00e8 invece, di certo, un bisogno, un desiderio giunto fino a me da gente a cui anche io appartengo. I miei prozii, i miei bisnonni. Ho sentito che mi chiamavano. Soprattutto Giovanni, il protagonista. Come se il suo bisogno di dire, di raccontare e non venire dimenticato, fosse diventato il mio, ecco. Una cosa che, conoscendo noi in famiglia le sue promesse, la sua vita, non ha stupito poi molto ne\u2019 me, ne\u2019 mio padre. Questo dialogo, questo filo teso verso il passato, quando \u00e8 arrivato, ed \u00e8 arrivato cos\u00ec, un giorno guardando la valle da cui abbiamo origine \u00e8 stato un dono della vita. Un regalo bellissimo. Io poi ho fatto la mia parte. Ho scritto, inventato, con la massima libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ho parlato all&#8217;inizio di Giovanni Sbaiz dicendo che \u00e8 solamente uno dei protagonisti del romanzo: a mio avviso tutti i componenti della famiglia hanno un ruolo che li rende centrali nel percorso della narrazione, il padre, la madre, il fratello.<\/strong><br>Si, certo. Il \u201cmeccanismo narrativo\u201d se vogliamo chiamarlo cos\u00ec \u00e8 questo. Quello della vita se vuoi. Senza gli altri la nostra storia, il nostro essere persone, a un certo punto si inceppa.&nbsp; I membri della famiglia Sbaiz, pur vivendo ciascuno la propria esistenza, lo hanno chiaro in mente. Lo scoprono, passo dopo passo, nel dolore che li avvicina e nelle scelte su cui a volte convergono e altre divergono, come \u00e8 normale che sia. Parole, silenzi, sguardi voltati saggiamente altrove. Un legame asciutto, ma anche profondo, pieno d\u2019amore, che nel romanzo, cos\u00ec come fu anche nelle vite a cui mi sono ispirato, non frana mai, nemmeno di fronte alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo squadrismo fascista, impersonato da Enea Zompicchiatti, \u00e8 stato particolarmente feroce e brutale nell&#8217;area del confine orientale, dove la lingua e la cultura slovena era ed \u00e8 una presenza storica importante. In questo periodo, sempre pi\u00f9 spesso, vengono sminuiti e banalizzati i valori rappresentati dalla lotta di liberazione e dalla liberazione dal nazifascismo<\/strong><br>Zompicchiatti, nel libro, \u00e8 il volto diretto del regime, della dittatura. Una figura che prova in tutti i modi, per ragioni sue personali e di fede politica, a negare i valori, le idee, la lingua madre degli Sbaiz. La sua presenza nel romanzo \u00e8 un segnale di allerta. Uno dei pericoli della societ\u00e0 liquida, pre-virtuale di oggi, a me pare quello di non riuscire pi\u00f9 a immaginare a livello individuale le conseguenze di alcune svolte macropolitiche. Detto in altri termini, chi vagheggia oggi un ritorno pi\u00f9 o meno velato al fascismo sappia che la dittatura \u00e8 anche uno come Zompicchiatti, ovvero un vicino di casa che si sente e diviene autorizzato a mettere in pericolo garanzie sociali e personali imprescindibili. La lotta di liberazione dunque, potremmo dire, siamo noi per come ci vediamo ogni giorno. Da l\u00ec viene ci\u00f2 che abbiamo vissuto negli ultimi 75 anni. Ovvero il periodo di pace pi\u00f9 lungo di sempre per il nostro paese, conquiste sociali ed economiche straordinarie. Io credo che mettere in discussione questo sia francamente impossibile. La Costituzione, la Repubblica nate dalla lotta di liberazione non sono negoziabili. Difenderle \u00e8 un dovere civile che riguarda tutti.<br><br><strong>All&#8217;edizione primaverile della rassegna primaverile goriziana de Il libro delle 18.03, oltre alla tua presenza era prevista anche quella di Giorgio Fontana con il suo libro Prima di noi, che ripercorre in parte lo scenario da te trattato: un peccato non aver potuto ascoltarvi\u2026<\/strong><br>Stimo molto il lavoro di Fontana. E essere vostri ospiti con lui sar\u00e0 un onore. Dico sar\u00e0 perch\u00e9 spero che, magari in autunno. la rassegna si possa fare. Se sar\u00e0 poi anche possibile essere, Giorgio Fontana ed io, con voi a Gorizia anche allora, superfluo dire che ne sar\u00f2 davvero molto felice.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono i programmi per l&#8217;immediato futuro e come stai vivendo questo periodo drammatico della pandemia da Coronavirus ?<\/strong><br>Appena possibile vorrei riprendere il tour de \u201cLa Malaluna\u201d, che a fine febbraio aveva gi\u00e0 molte date fissate in Italia.&nbsp; Nel periodo della pandemia ho sentito, per prima cosa, vicinanza a chi ha perso affetti, ha sofferto. Con l\u2019attrice Carlotta Del Bianco, grazie all\u2019idea di appendere alla recinzione della nostra casa poesie per i passanti e alla determinazione di alcuni vicini nel trasmettere ogni giorno della musica in diffusione, ho sperimentato poi il lato pi\u00f9 emozionante della prossimit\u00e0.&nbsp; Ho conosciuto visi, volti, storie del mio quartiere di cui non sapevo nulla e che in questo frangente, sono stati un mondo nuovo, solidale, bello e profondamente umano.&nbsp; Ora, all\u2019alba di una possibile fase 2, 3 e chiss\u00e0 cosa ancora, sento il dovere di partecipare democraticamente a giorni che immagino non saranno semplici. Il futuro prossimo pu\u00f2 avere purtroppo in serbo problemi economici e politici che richiedono un impegno nuovo, speciale. Non ti nascondo anche una mia certa preoccupazione per alcune ombre all\u2019orizzonte. Vedo salire nel dibattito pubblico una visione dirigista e digitalizzata della vita che pu\u00f2 generare una diluizione dei rapporti umani e dei desideri intimi. Insomma ci sar\u00e0 da sorvegliare su questi aspetti, sulla tenuta delle democrazie europee e sullo stato dei rapporti futuri tra USA e Cina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Polli del 1\/5\/2020 &#8211; Maurizio Mattiuzza, poeta,paroliere,performer, che scrive in lingua italiana, friulana e nel dialetto della Valsugana, ha pubblicato le raccolte di poesia \u201cLa cjase su l\u2019\u00f4r\u201d, \u201cL\u2019inutile necessit\u00e2t\u201d , \u201cGli alberi di argan\u201d e \u201c La donna del chiosco su Po\u201d,Nel 2017 ha vinto il premio nazionale di poesia Alda Merini ; da molti anni&nbsp; lavora come paroliere collaborando con il cantautore Lino Straulino, noto interprete della canzone popolare&nbsp; e la band dei Luna e un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2395"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2396,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2395\/revisions\/2396"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}