{"id":2371,"date":"2020-05-15T14:09:30","date_gmt":"2020-05-15T12:09:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2371"},"modified":"2020-05-15T14:09:31","modified_gmt":"2020-05-15T12:09:31","slug":"dentro-al-microscopio-ce-il-nostro-mondo-insufficiente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/dentro-al-microscopio-ce-il-nostro-mondo-insufficiente\/","title":{"rendered":"Dentro al microscopio c&#8217;\u00e8 il nostro mondo insufficiente"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 31\/3\/2020 &#8211; Dunque alla fine \u00e8 accaduto: in un breve lasso di tempo un piccolo mostro cattivo ha messo a nudo le pochezze di quello che per molti di noi era un gigante buono. Il piccolo mostro cattivo naturalmente \u00e8 lui, il famosissimo CoV-19, un minuscolo virus composto di pochi elementi, un filamento di RNA e una capsula di acidi grassi e proteine. Incapace di vita propria, non pu\u00f2 resistere a lungo all\u2019esterno del suo ospite naturale, l\u2019homo sapiens. Secondo alcuni i virus sono strutture subcellulari evolutesi parallelamente alle cellule dei &#8220;viventi&#8221;, secondo altri sarebbero il risultato si una semplificazione spinta all&#8217;estremo. Sono numerosi, piccolissimi, di varie forme e soprattutto ogni virus \u00e8 specifico per uno o pochi gruppi di viventi, ognuno ha il suo ospite senza il quale non pu\u00f2 replicarsi. Talvolta capita che mutino, ovvero che modifichino il loro corredo di informazioni e di conseguenza la loro struttura, anche fino al punto di cambiare l\u2019ospite di elezione: il cosiddetto salto di specie. Ed eccoci cos\u00ec arrivati al nostro SARS-CoV-19.<br>In pochi mesi questo nanetto ha girato il mondo infettando esseri umani a destra e a manca in cinque continenti, seminando sintomi pi\u00f9 o meno gravi, paura e in alcuni casi anche morte.<br><br>Ma qual \u00e8 il gigante che il CoV-19 ha attaccato con tanta ferocia mettendone a nudo le debolezze? Non certo l\u2019uomo, come si potrebbe facilmente pensare. Noi siamo solo la macchina che lui sfrutta per moltiplicarsi, siamo una fotocopiatrice di virus. Ma attenzione, il microbo non ha interesse a uccidere il suo ospite: ne va della sua stessa esistenza! Certo, replicandosi fa dei danni, ma il suo obiettivo biologico \u00e8 la massima diffusione attraverso la riproduzione e il mutare di quel tanto che gli permette di sfuggire alle insidie della nostra (eventuale) immunit\u00e0 acquisita.<br>Il gigante che \u00e8 finito in ginocchio davanti al nano \u00e8 il nostro mondo. Anzi, le immagini che ciascuno di noi ha del nostro mondo. Un sistema artificiale, complesso e mastodontico che abbiamo costruito per contenere le nostre vite, rassicurare la nostra esistenza e regalarci un quotidiano senso di onnipotenza e inattaccabilit\u00e0. A seconda dei punti di vista, quel mondo assume dimensioni spaziali e morali differenti ma fondamentalmente generali.<br><br>Un primo gigante finito in ginocchio al cospetto del virus \u00e8 certamente il cosiddetto &#8220;mondo occidentale&#8221;. Da molti anni siamo abituati a pensare che malattie, carestie e atrocit\u00e0 varie siano appannaggio degli altri. Noi, gli occidentali, crediamo di esserne esenti. Colera, ebola, SARS, MERS, aviaria, suina e altre nefandezze ci sembrano tipiche di un mondo povero, poco igienico e sottosviluppato. Da noi queste malattie non possono attecchire, in fondo noi siamo puliti, educati, vaccinati&#8230; e lontani. Illusione finita. Siamo attaccabili come gli altri. Ci ammaliamo come gli altri e forse da domani guarderemo alle altrui sofferenze con maggiore empatia.<br><br>Altro colosso caduto ai piedi del nano \u00e8 la sanit\u00e0 italiana. Da anni sbandierata come una delle migliori al mondo ha dimostrato la sua delicata struttura. Di grazia ci stiamo sostenendo con la volont\u00e0, abnegazione e capacit\u00e0 degli operatori, ma non possiamo chiudere gli occhi. Anni di tagli, privatizzazioni spinte e votate al risultato economico hanno impoverito la nostra sanit\u00e0 pubblica, sia dal punto di vista infrastrutturale che dal punto di vista della capacit\u00e0 gestionale. Nonostante l&#8217;esperienza cinese e tutti i segnali epidemiologici che ci mettevano in guardia, abbiamo tergiversato senza predisporre strumenti specifici, piani e procedure. Errore fatale, e gli errori, come \u00e8 noto, si pagano. Ci si augurerebbe di non perseverare.<br><br>Ancora, un altro gigante franato al cospetto del microbo \u00e8 la politica italiana. Non che ne avessimo una grandissima stima, ma forse abbiamo soprasseduto troppo a lungo con la convinzione che in fondo il Paese ce la poteva fare comunque. Sbagliato. Governi centrali e periferici composti da persone impreparate, massima espressione di quel tragico &#8220;uno vale uno&#8221; ormai assunto a vero mantra della nostra democrazia, hanno evidenziato tutte le loro difficolt\u00e0 gestendo l\u2019emergenza con disordine, incertezze e tentennamenti. Cos\u00ec come vorremmo essere curati dai migliori medici, dobbiamo anche pretendere di essere governati dai migliori politici. E se per diventare medico bisogna studiare anni, non si capisce perch\u00e9 per fare il politico bastano ottanta voti su una piattaforma privata. Questo aspetto va necessariamente tenuto in evidenza, e non serve una riforma costituzionale, basta ricordarsene quando si entra nella cabina elettorale.<br><br>Per completare il quadro, un colosso che sta perdendo giorno dopo giorno il suo fascino \u00e8 senz&#8217;altro l&#8217;Europa. Un gigante golemico dai piedi d&#8217;argilla, capace di normare il diametro minimo delle vongole, ma incapace anche solo di ipotizzare una linea di condotta comune, e non parlo degli interventi economici, peraltro auspicabili, ma di una minima strategia di prevenzione primaria comune. Il nulla pi\u00f9 totale. Nello stesso tempo si manifesta una incivile tirannide della contabilit\u00e0 sulla solidariet\u00e0, quasi che &#8220;comunit\u00e0&#8221; avesse il solo significato della condivisione dei bilanci. E cos\u00ec il nostro Frankenstein sovranazionale, l&#8217;Unione Europea, sta mettendo in campo tutto quanto a sua disposizione per farsi voler male, e cio\u00e8 esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere il primo punto del suo mandato, nel nostro interesse.<br><br>Altro gigante miseramente decaduto \u00e8 il mercato. Per anni abbiamo creduto che il libero mercato (nella sua assunzione capitalista e neo-liberista oggi in voga) potesse adattarsi a tutto, che la mitica &#8220;manina&#8221; potesse intervenire e mitigare, adattare, guidare. Abbiamo invece assistito a una Caporetto di dimensioni mondiali e di velocit\u00e0 inimmaginabile. \u00c8 bastata una settimana di severe polmoniti per mettere al tappeto l&#8217;economia e invocare interventi di finanza pubblica mai visti prima per dimensioni e profondit\u00e0. Forse il mercato, inteso come entit\u00e0 sovranazionale autonoma, non \u00e8 lo strumento pi\u00f9 adatto per tutti i settori. Qualcosa va ripensato.<br><br>Parallelamente, la globalizzazione \u00e8 un altro Moloch finito ai piedi del nanetto virale. La nostra idea era che spostarci liberamente fosse una conquista, e lo \u00e8. Ma comporta dei rischi e di conseguenza necessita di strategie specifiche. Un mondo globalizzato \u00e8 un mondo piccolo, il che significa che quelle terre &#8220;altre&#8221;, che vedevamo lontane e luogo di caccia delle epidemie, sono arrivate sulla soglia della porta di casa. Quando abbiamo dovuto governare una crisi, ci siamo mossi con disordine e immaginando che le persone viaggiassero solo per linea retta secondo la direttrice Pechino-Malpensa. La globalizzazione non \u00e8 fatta di linee ma di reti, con nodi e segmenti che si intersecano ripetutamente. Globalizzazione significa che tutti sono ovunque. Anche i virus, e la cosa va governata e non subita.<br><br>Ancora, tra i titani \u00e8 rovinosamente caduta anche l&#8217;idea che avevamo della scienza, che non \u00e8 un servizio della pubblica amministrazione in grado di fornire risposte certe e immediate a semplice richiesta. La scienza fornisce dati, che per loro natura non sono &#8220;adattabili&#8221; alle emozioni del pubblico, n\u00e9 ottenibili in tempo reale. Forse anche il mondo accademico andrebbe un po&#8217; rivisto e modernizzato, magari spingendo di pi\u00f9 sulla collaborazione e meno sulla competizione. Rimane evidente che la ricerca necessita di tempi e risorse, e fornisce indicazioni talvolta scomode da gestire. Ma non ascoltarle produce danni. E non sostenere la ricerca produce danni anche maggiori. Ricordarsi del salvagente solo quando si sta naufragando, non \u00e8 una garanzia di salvezza.<br><br>Rimanendo tra i giganti della scienza, altra decaduta illustre \u00e8 l&#8217;immagine che noi avevamo del tema ambientale. \u00c8 ormai chiaro che esiste una relazione tra inquinamento dell&#8217;aria, in particolare per elevate concentrazioni di PM10 e inferiori, e diffusione del virus. Ma la nostra percezione dell\u2019argomento \u00e8 sempre stata di grande sufficienza. Poco importava del costante aumento delle giornate che sforavano i limiti del particolato, e la preoccupazione maggiore era il fermo delle automobili. Grave errore: non pensare a cosa respiriamo ci \u00e8 costato carissimo e le mappe dell&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e della diffusione del virus in Italia sono crudeli per la precisione della loro sovrapponibilit\u00e0. Forse gli attuali modelli industriali e di mobilit\u00e0 non valutano correttamente il costo del loro impatto sull&#8217;ambiente, e se in futuro ci capitasse ancora di indossare la mascherina a causa dello smog, sarebbe auspicabile che qualche brutto ricordo ci inducesse a ragionare meglio su questo tema.<br><br>Concludiamo con la disfatta pi\u00f9 fragorosa, la caduta di quello che \u00e8 il gigante per antonomasia della nostra epoca: la comunicazione. Mai si \u00e8 visto un crollo di tali dimensioni. In un mondo iper-connesso e iper-comunicativo, abbiamo assistito al materializzarsi del collasso degli estremi. Da un lato una comunicazione istituzionale degna di Topolinia, caratterizzata da informazioni parziali, errate, ritrattare, sfuggite, contraddittorie, enfatizzate nel bene e nel male&#8230; Insomma una gestione sbagliata da tutti i punti di vista. Dall&#8217;altra la comunicazione &#8220;social&#8221; con una proliferazione di idiozie, falsit\u00e0, manipolazioni e catene che neanche il telefono senza fili alla scuola materna riuscirebbe a emulare. La comunicazione \u00e8 cosa seria, e lo \u00e8 in modo speciale nei casi di gravi emergenze. E siccome non comunicare \u00e8 impossibile, la materia va tratta necessariamente dai professionisti. Dare brutte notizie \u00e8 complesso, alimentare speranze \u00e8 pericoloso, rimangiarsi la parola \u00e8 deleterio. Gestire una crisi, anche dal punto di vista della comunicazione, richiede capacit\u00e0 specifiche e programmazione. L&#8217;alternativa \u00e8 catastrofica.<br><br>In conclusione, oggi studiamo un nano al quale va riconosciuta la forza di aver attaccato e forse sconfitto alcuni dei giganti che hanno alimentato molte nostre certezze, ma anche confuso molte nostre priorit\u00e0. Va anche detto che l&#8217;alleato pi\u00f9 importante del microbo maledetto siamo stati proprio noi, con le nostre idee maldestre, il nostro individualismo e la nostra superficialit\u00e0.<br>I danni economici saranno enormi, ma in qualche modo si far\u00e0. \u00c8 invece difficile dire oggi quanto il CoV-19 abbia realmente inciso nelle statistiche della mortalit\u00e0 stagionale e quanto sia dissimile, da questo punto di vista, da altre sindromi virali precedenti. Rester\u00e0 comunque un numero ingente di vite perdute che forse avremmo potuto risparmiare perch\u00e9, se avessimo guardato meglio dentro a quel microscopio, oltre alle cellule invase dal virus avremmo visto anche il nostro mondo, per molti versi profondamente insufficiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 31\/3\/2020 &#8211; Dunque alla fine \u00e8 accaduto: in un breve lasso di tempo un piccolo mostro cattivo ha messo a nudo le pochezze di quello che per molti di noi era un gigante buono. Il piccolo mostro cattivo naturalmente \u00e8 lui, il famosissimo CoV-19, un minuscolo virus composto di pochi elementi, un filamento di RNA e una capsula di acidi grassi e proteine. 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