{"id":2367,"date":"2020-05-15T14:08:50","date_gmt":"2020-05-15T12:08:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2367"},"modified":"2020-05-15T14:08:52","modified_gmt":"2020-05-15T12:08:52","slug":"la-piccola-politica-della-negazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/la-piccola-politica-della-negazione\/","title":{"rendered":"La piccola politica della negazione"},"content":{"rendered":"\n<p>di Davide Strukelj del 24\/3\/2020 &#8211;&nbsp; Aristotele ci ricorda che ogni uomo insegue la propria felicit\u00e0, e cos\u00ec il fine della politica, e dunque dell&#8217;uomo politico, deve essere la felicit\u00e0 del popolo, ovvero dell&#8217;intera citt\u00e0. L&#8217;intera citt\u00e0: questo \u00e8 &#8220;il bene pi\u00f9 bello e il pi\u00f9 divino&#8221;.<br>Per raggiungere un tale obbiettivo l&#8217;uomo (politico) deve avere doti notevoli di educazione morale, solo cos\u00ec gli potr\u00e0 essere chiaro il percorso da seguire. In particolare, e qui Aristotele cita Esiodo, &#8220;l&#8217;uomo migliore \u00e8 colui che tutto sa&#8221; (moralmente parlando), ovvero che possiede una precisa visione etica del mondo. Ma, considerata la penuria di tali personaggi, Esiodo ci dice che vanno molto bene anche uomini che per completare la loro conoscenza &#8220;sanno prestar fede a chi bene li consiglia&#8221;, sempre riferendosi alla correttezza delle azioni. Sono invece pessimi coloro che &#8220;nulla sanno, n\u00e9 sanno accogliere i suggerimenti di chi bene li consiglia&#8221;, cos\u00ec perseverando nei loro errori. Questi ultimi, sempre secondo Esiodo, dal punto di vista politico sono &#8220;uomini buoni a nulla&#8221;, ovvero individui che occupandosi della cosa pubblica non saranno mai in grado di inseguire e raggiungere, e forse nemmeno di concepire, il &#8220;bene pi\u00f9 bello e pi\u00f9 divino&#8221;: la felicit\u00e0 della citt\u00e0 intera.<br>Chi sono dunque questi capi che vogliono &#8220;tirar dritto&#8221; senza ascoltare nessuno, senza mai dubitare delle loro idee. Personaggi che sanno &#8220;battere i pugni&#8221; fino alla slogatura (metaforica) dei polsi, senza mai fare tesoro dei pareri altrui, senza porsi il dubbio e senza mai cambiare idea? Due sono le categorie che ci vengono in mente.<br>La prima \u00e8 quella del capo sedicente-carismatico: un leader che esercita il potere in virt\u00f9 di doti eccezionali, o addirittura soprannaturali, che lui stesso i suoi seguaci gli riconoscono. In tale contesto, il leader sedicente-carismatico ha una (sua) visione del mondo e delle cose limpida e talvolta imperscrutabile ai suoi stessi sostenitori. La massa di ammiratori si affida al capo anima e corpo, senza discutere su ogni cosa e senza necessit\u00e0 di verifica, con lealt\u00e0 ed obbedienza, spronata dagli obbiettivi e unita contro i nemici che il leader di volta in volta identifica utilizzandoli come collante per i suoi proseliti. Il leader sedicente-carismatico gode dell\u2019autorit\u00e0 carismatica: ipse dixit, poco importa se esprime valori positivi o meno. La sua prorompente dominanza gli conferisce in ogni situazione uno status superiore. Il leader sedicente-carismatico \u00e8 spesso un modello al quale tendono imitatori sedicenti-capi, anche se privi delle minime qualit\u00e0 necessarie.<br>Altra categoria \u00e8 quella del capo-burocrate. Il capo-burocrate (con il termine &#8220;burocrate&#8221; inteso nel suo significato negativo) \u00e8 un capo che esercita il potere conferitogli con fini spesso diversi da quelli dichiarati, tentando indefessamente di trasformare il suo ruolo in status ed ambendo ad un carisma che in coscienza sa di non possedere. La burocrazia (i.e. il potere degli uffici) \u00e8 per questo leader una forma di esercizio dell\u2019autorit\u00e0 che si nasconde dietro masse di norme e procedure, nate astratte e generali, ma utilizzabili anche a fini personali per limitare, vincolare o condizionare l\u2019iniziativa altrui. Il capo-burocrate preferisce giocare una partita impari e in posizione di vantaggio, grazie all&#8217;apparato amministrativo che governa e che lo rende dominante rispetto ad ogni interlocutore (che egli ritiene) disarmato e impotente.<br>Ma la categoria di gran lunga peggiore \u00e8 certamente quella che nasce dall&#8217;incestuoso fondersi delle due precedenti. Un Golem distruttivo e pericoloso che vive cibandosi di facile approvazione e di dedizione totale, e capace di un pensiero vendicativo da finalizzare al personale consenso. Un capo capace di \u201ctirare dritto\u201d verso il suo fine particolare senza badare ai mezzi necessari, siano questi oggetti inanimati o esseri umani da sacrificare al suo insaziabile desiderio di appagamento.<br>\u00c8 costui un capo che di volta in volta identifica una minoranza, piccola o grande, quale nemico dichiarato da sacrificare all&#8217;altare del suo indice di gradimento e, utilizzando atti amministrativi appositamente deliberati, ne limita l\u2019iniziativa, il diritto d\u2019impresa oppure la libert\u00e0 di culto, la partecipazione o i diritti giovanili, di aggregazione, di rappresentanza o ancora la fruizione di spazi pubblici&#8230; Insomma agisce contro gli \u201caltri\u201d mai con lo scopo di fare il bene della collettivit\u00e0 (tutta) ma con l\u2019intento di far emergere critiche fondate o meno e denigrare, punire, o svilire alcune persone e le loro istituzioni, di fatto attuando una piccola politica basata sulla negazione.<br>Ma un tale capo \u00e8 dunque un leader autentico secondo Esiodo, o solo un burocrate micro-carismatico in cerca di uno status che sa di non avere? \u00c8 un capo con una visione del mondo e della realt\u00e0 pi\u00f9 chiara degli altri, o semplicemente un improvvisato manipolatore di consenso che si gioca il proselitismo del suo seguito a discapito di una minoranza e in spregio ai &#8220;non allineati&#8221;?<br>L\u2019esercizio del potere \u00e8 un\u2019arte sottile e complicata che compete ai leader. Quelli veri, quelli che esercitano il loro carisma per fini nobili e non personali, costruendo progetti e non procedendo per piccole negazioni, e cos\u00ec perseguendo il bene comune secondo la nota \u201cetica della responsabilit\u00e0\u201d.<br>Un vero capo ascolta gli altri, richiede e valuta le pi\u00f9 diverse opinioni, delega, coinvolge e aggrega, consapevole che la sorte di un popolo \u00e8 troppo fragile se riposta nella volont\u00e0 e nelle idee di una persona sola, come ci ha spiegato Cicerone alcuni secoli fa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Davide Strukelj del 24\/3\/2020 &#8211;&nbsp; Aristotele ci ricorda che ogni uomo insegue la propria felicit\u00e0, e cos\u00ec il fine della politica, e dunque dell&#8217;uomo politico, deve essere la felicit\u00e0 del popolo, ovvero dell&#8217;intera citt\u00e0. L&#8217;intera citt\u00e0: questo \u00e8 &#8220;il bene pi\u00f9 bello e il pi\u00f9 divino&#8221;.Per raggiungere un tale obbiettivo l&#8217;uomo (politico) deve avere doti notevoli di educazione morale, solo cos\u00ec gli potr\u00e0 essere chiaro il percorso da seguire. 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