{"id":2363,"date":"2020-05-15T14:08:09","date_gmt":"2020-05-15T12:08:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2363"},"modified":"2020-05-15T14:08:10","modified_gmt":"2020-05-15T12:08:10","slug":"migranti-in-bosnia-erzegovina-emergenza-nellemergenza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/migranti-in-bosnia-erzegovina-emergenza-nellemergenza\/","title":{"rendered":"Migranti in Bosnia Erzegovina: emergenza nell&#8217;emergenza"},"content":{"rendered":"\n<p>di Nicole Corritore da Balcani Caucaso del 24\/03\/2020 &#8211;&nbsp; La recente emanazione dello stato di emergenza in Bosnia Erzegovina a causa della pandemia da coronavirus, rende ancora pi\u00f9 difficile la situazione per migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Intervista a Silvia Maraone, project manager di Ipsia che lavora a Biha\u0107. A fine febbraio il presidente turco Recep Tayyip Erdo\u011fan ha annunciato l&#8217;apertura delle frontiere e le autorit\u00e0 greche hanno respinto migliaia di rifugiati e migranti. Ma in realt\u00e0 il flusso non si \u00e8 mai fermato&#8230;<br>\u00c8 dall\u2019estate del 2019 che chi lavora lungo la rotta balcanica sta assistendo a un fenomeno preoccupante e cio\u00e8 quello dell\u2019aumento del numero di persone lungo la rotta. Transiti che in realt\u00e0 si erano mostrati in aumento gi\u00e0 lungo il 2018, ma il 2019 \u00e8 l\u2019anno che ha mostrato chiaramente che qualcosa di importante sta cambiando a livello di politiche di contenimento dei migranti sui confini turchi. Parliamo di confini che teoricamente sono sigillati, secondo l\u2019accordo Ue-Turchia del marzo 2016 , ma che di fatto sono porosi, dove \u00e8 impossibile controllare in maniera capillare stretti di mare e percorsi di terra, senza contare il traffico organizzato attraverso l\u2019uso delle quattro ruote come camion, auto e furgoni che passano le frontiere regolari con il pagamento di mazzette tra un passaggio e l\u2019altro.<br>Dalla scorsa estate i numeri sono aumentati: e la minaccia di Erdo\u011fan, cio\u00e8 che avrebbe aperto i confini, che non sarebbe stato in grado di mantenere l\u2019ordine nella gestione dei profughi \u2013 che ricordiamo sono quasi 4 milioni in Turchia \u2013 usata a fine febbraio \u00e8 sempre stata ventilata, fin da quando ha firmato quell\u2019accordo con l\u2019Ue.<br>Una minaccia ma mai messa in atto prima di ora, o sbaglio?<br><br>Arrivi di migranti in Grecia tra gennaio 2018 e gennaio 2020 (UNHCR )<br>La minaccia \u00e8 diventata realt\u00e0 gi\u00e0 l\u2019estate scorsa e noi che lavoriamo sul campo ce ne siamo accorti. A partire da settembre in particolare i numeri sono lievitati in maniera sensibile. Tant\u2019\u00e8 che gli sbarchi in Grecia sono stati simili a quelli che avevamo visto anche nel 2015, l&#8217;anno dell\u2019esodo di migliaia di rifugiati verso i paesi del nord Europa. Basta guardare i numeri (fonte UNHCR ): tra gennaio e dicembre 2019, con un picco nel mese di settembre di 10.500, sono arrivate in Grecia 74.600 persone, di cui 59.700 via mare. Nel 2018 erano stati in tutto 50.500.<br>Ritieni che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto al confine greco-turco, dove migliaia di persone sono rimaste bloccate e respinte con violenza ma un certo numero \u00e8 comunque passato, si sentir\u00e0 pi\u00f9 a nord dove operi tu?<br>\u00c8 come la teoria dei vasi comunicanti: come era successo nel 2014-2015, con l\u2019innalzarsi del conflitto in Siria, aumenta la pressione delle persone in fuga ai confini turchi.<br>Per\u00f2 rispetto al 2015 la situazione in Grecia \u00e8 ben diversa&#8230;<br>La Grecia ha oggi un governo di destra che appena insediatosi ha messo in chiaro subito che non intende farsi carico dei richiedenti asilo che arrivano nel paese in maniera irregolare. E a partire dal marzo 2016 chiunque arrivi in Grecia irregolarmente \u00e8 considerato illegale e dovrebbe essere rimpatriato o nel suo paese di origine o in Turchia, secondo l\u2019accordo 1 a 1 [l&#8217;accordo ha introdotto, tra le altre cose, uno schema di scambio 1:1 secondo il quale per ogni siriano rimandato in Turchia, un altro viene ricollocato in uno stato membro Ue, ndr] firmato a marzo 2016 tra Turchia e Ue.<br>La vittoria a luglio 2019 del partito Nuova Democrazia dell\u2019attuale primo ministro, Kyriakos Mitsotakis, ha mostrato gi\u00e0 i primi effetti?<br>Dall\u2019autunno dell\u2019anno scorso si \u00e8 vista chiaramente la politica repressiva del governo Mitsotakis. Ad Atene, ad esempio, sono stati evacuati numerosi squat, nel quartiere centrale di Exarchia gi\u00e0 normalmente monitorato giorno e notte perch\u00e9 quartiere \u201canarchico\u201d e abitato da molti rifugiati. Qui sono aumentati i controlli della polizia e delle forze speciali e le azioni repressive nei confronti dei profughi che non stanno dentro i campi profughi regolari.<br>Ci\u00f2 che sta accadendo di grave a Lesbo, cio\u00e8 l\u2019isola dell\u2019Egeo dove avviene il numero maggiore di sbarchi e dove le condizioni di vita dei profughi nel campo di Moria sono le peggiori di tutto il paese, \u00e8 per\u00f2 che la popolazione gi\u00e0 da inizio febbraio ha cominciato a manifestare, in maniera sempre pi\u00f9 violenta, contro la presenza dei rifugiati. Ma anche contro la presenza di giornalisti , attivisti e membri delle Ong che operano sul territorio.<br>Queste manifestazioni sono strettamente collegate all\u2019aumento degli sbarchi?<br>La correlazione l\u2019abbiamo vista. Appena \u00e8 aumentato il numero, sono stati organizzati dei veri raid da parte della popolazione, per colpire i volontari &#8211; non solo stranieri, ma anche locali &#8211; che aiutano i migranti e per spingere i giornalisti a spegnere i riflettori su ci\u00f2 che accade.<br>Dalle zone di sbarco dei gommoni e delle barche abbiamo visto le immagini di mura umane create dalla popolazione per respingerne lo sbarco e urlando ai migranti di tornare da dove erano venuti. Scene completamente diverse da quelle che abbiamo visto negli anni scorsi. Una situazione che per forza di cose andr\u00e0 degenerando.<br>Il governo turco ha dichiarato che con \u201cl\u2019apertura\u201d dei giorni scorsi ben 80mila persone sono riuscite a passare il confine greco. Sono numeri plausibili, secondo te?<br>Non penso sia cos\u00ec alto. Si stima che siano circa 10mila le persone che ci si aspetta in arrivo in Serbia come in Bosnia Erzegovina.<br>La Serbia su questa questione continua a mantenere un profilo basso. E&#8217; un paese che ha risposto a quanto richiesto dall\u2019Unione europea, con l\u2019apertura dunque di 18 centri di accoglienza fin dal 2016. La popolazione locale si sta per\u00f2 irrigidendo, si sono verificate manifestazioni contro i migranti e gli attivisti al confine nord, nella zona di \u0160id, ma anche a Subotica. Tra queste l\u2019attacco da parte di gruppi locali ai volontari di No Name Kitchen, ong spagnola con un presidio sul confine a \u0160id.<br>E in Bosnia Erzegovina?<br>Anche qui in Bosnia Erzegovina si \u00e8 vista aumentare l\u2019insofferenza &#8211; quantomeno negli attivissimi gruppi Facebook \u2013 verso i migranti, che usano la stessa narrazione retorica che sentiamo in Grecia e in Serbia per seminare panico nella popolazione, annunciando l\u2019arrivo di \u201c4 milioni di persone, terroristi, invasori\u201d\u2026<br>Dopodich\u00e9, in effetti, i numeri sono aumentati. Ad esempio a Tuzla, dove non esistono campi di accoglienza o di transito e tutta l\u2019assistenza \u00e8 in mano a pochi volontari locali, si \u00e8 visto un flusso notevole proveniente dalla Serbia soprattutto perch\u00e9 l\u2019inverno \u00e8 stato mite e quindi non vi \u00e8 stata alcuna interruzione come di solito accade nei mesi pi\u00f9 freddi. Con la primavera e vista la situazione generale di tensione, sar\u00e0 ancora pi\u00f9 pesante, senza ombra di dubbio.<br>E a Sarajevo, che \u00e8 comunque uno dei luoghi di transito, com\u2019\u00e8 la situazione?<br>I volontari ci aggiornano e ci dicono che i campi sono pieni. Anche perch\u00e9 le persone portate via da Tuzla sono state portate a Bla\u017euj, l\u2019ultimo dei campi allestiti nel paese a dicembre 2019. Ma il movimento di queste persone \u00e8 continuo. In citt\u00e0 ci sono molte persone che stanno per strada, perch\u00e9 lo preferiscono piuttosto che stare nei campi o in edifici abbandonati o, se riescono, in appartamenti in affitto. Chi regolarmente, perch\u00e9 in possesso di documento di identit\u00e0 e della richiesta d\u2019asilo, chi affidandosi a cittadini che senza scrupoli affittano a prezzi esorbitanti.<br>Da Tuzla e da Sarajevo prosegue poi il flusso su Biha\u0107 e dintorni&#8230;<br>S\u00ec, non vogliono restare l\u00ec. Tentano comunque di portarsi sul confine nord-occidentale, qui a Biha\u0107 e nella zona di Velika Kladu\u0161a, dove tutti i giorni decine di persone provano il \u201cgame\u201d con i relativi push back della polizia sia croata che slovena.<br>Ed ora anche nella penisola balcanica stanno emergendo i primi casi di coronavirus e misure d\u2019emergenza&#8230;<br>Con la pandemia da coronavirus e le misure adottate il 17 marzo in Bosnia Erzegovina la situazione \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 complessa e delicata, a tratti scoraggiante. Anche perch\u00e9 la Bosnia Erzegovina ha un sistema sanitario particolarmente debole. Con l\u2019emanazione dello \u201cstato di emergenza\u201d a livello nazionale, sono stati chiusi i locali pubblici, ristoranti e bar, biblioteche, farmacie, scuole, centri sportivi e tutte le attivit\u00e0 sportive, \u00e8 stato decretato il coprifuoco e sono state date indicazioni su come comportarsi nei luoghi pubblici.<br>Nel campo Bira di Biha\u0107 dove voi di Ipsia operate, cosa sta accadendo?<br>Rifugiati e coronavirus<br>Da pochi giorni \u00e8 stata creata, grazie all&#8217;apporto di diversi gruppi, associazioni e volontari attivi in Grecia, la pagina Facebook &#8220;Refugee Corona Information Resource &#8221; con l&#8217;obiettivo di fornire informazioni ai rifugiati, oltre che in inglese in tutte le lingue parlate dalle persone accolte nei campi e fuori da essi.<br>Gi\u00e0 da sabato 14 marzo gli uomini e i minori maschi non accompagnati dovevano stare chiusi dentro al campo, con polizia e cordone di operatori che mantiene il controllo degli ingressi. Ci era stato comunicato che si trattava di misure preventive della durata di 14 giorni, entrate in vigore al Bira e al campo Miral a Velika Kladu\u0161a, ma non al Bori\u0107i e all\u2019Hotel Sedra vicino a Cazin, i campi per famiglie. Da allora abbiamo ridotto le attivit\u00e0 di gruppo e aggregative e abbiamo solo distribuito il t\u00e8 la mattina, con gli operatori che restano dentro al chiosco muniti di guanti e mascherina.<br>I migranti non hanno reagito violentemente a queste decisioni, ma si lamentano di non poter uscire dal campo perch\u00e9 per loro \u00e8 una necessit\u00e0, anche solo mentale. Come IPSIA abbiamo deciso di ridurre i contatti tra i migranti, anche se trattandosi di un campo chiuso, in questo momento con un po\u2019 meno di duemila persone\u2026 la situazione \u00e8 paradossale. Cos\u00ec com\u2019\u00e8 ora se una persona si ammalasse, l\u2019epidemia si spargerebbe in pochissimo, sebbene siano stati preparati dei container esterni per la quarantena. Ma il campo, di fatto, \u00e8 totalmente impreparato all\u2019espandersi di questa malattia.<br>Rispetto a coloro che non sono accolti nei campi regolari, accanto alle misure decretate a livello nazionale il Kr\u017eni stab (Consiglio di crisi) costituito in seno al Cantone Una-Sana il 18 marzo ha preso una serie di altre decisioni tra le quali l\u2019allestimento di un campo di tende in localit\u00e0 Lipa , tra Biha\u0107 e Bosanski Petrovac.<br>Un altro problema grave riguarda il fatto che le persone che tentano il \u201cgame\u201d, se rientrano dopo il termine di 48 ore probabilmente non potrebbero essere riammesse nei campi, soprattutto se vengono da Slovenia e Croazia, ma questo vorrebbe dire ancora pi\u00f9 gente in giro per strada. Quindi anche su questo punto, in questo momento c\u2019\u00e8 un po\u2019 di confusione e i campi non sono attrezzati per isolamento e quarantena.<br>Al momento le organizzazioni continuano a lavorare nei campi, chi con attivit\u00e0 ridotte, chi con rotazione di personale, e tutte le attivit\u00e0 che coinvolgono pi\u00f9 di dieci persone contemporaneamente sono scoraggiate. Per ora rispettiamo tutte le misure che ci sono state date e stiamo lavorando tutti insieme per fare in modo che sia per il personale come per i migranti accolti si riducano le potenziali situazioni di crisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicole Corritore da Balcani Caucaso del 24\/03\/2020 &#8211;&nbsp; La recente emanazione dello stato di emergenza in Bosnia Erzegovina a causa della pandemia da coronavirus, rende ancora pi\u00f9 difficile la situazione per migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Intervista a Silvia Maraone, project manager di Ipsia che lavora a Biha\u0107. 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