{"id":2359,"date":"2020-05-15T14:07:28","date_gmt":"2020-05-15T12:07:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2359"},"modified":"2020-05-15T14:07:29","modified_gmt":"2020-05-15T12:07:29","slug":"la-pessima-aria-che-alimenta-il-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/la-pessima-aria-che-alimenta-il-coronavirus\/","title":{"rendered":"La pessima aria che alimenta il coronavirus"},"content":{"rendered":"\n<p>di Anna Donati da Sbilanciamoci.info del 19\/3\/2020 &#8211; A livelli pi\u00f9 alti di inquinamento atmosferico corrisponde una pi\u00f9 larga diffusione del coronavirus: uno studio SIMA illustra l\u2019ipotesi, dati sulla Pianura Padana alla mano. Ambiente e salute sono facce della stessa medaglia: un vero Green Deal per ripensare il nostro modello di sviluppo non \u00e8 mai stato cos\u00ec urgente. In questi giorni di emergenza coronavirus la priorit\u00e0 \u00e8 salvare le persone contagiate in grave difficolt\u00e0 respiratoria predisponendo strutture sanitarie adeguate, tutelare i lavoratori del sistema sanitario e dei servizi essenziali, mentre ognuno di noi restando a casa deve contribuire a ridurre l\u2019espandersi del contagio. Seguendo il dibattito pubblico e la comunicazione, molti esperti si interrogano sul fenomeno, sulle cause scatenanti, emergono studi che parlano di pandemia annunciata, di come la globalizzazione e il trasporto veloce di lunga distanza abbiano accelerato il contagio globale, facendoci trovare completamente impreparati. Si ragiona di nuovi farmaci e vaccini, di ricerca e lavoro, del rapporto antropocentrico uomo e animali da rivedere profondamente, sulla popolazione e il loro stato di salute, sui tagli alla sanit\u00e0 che mostrano gli effetti nefasti sui livelli di assistenza quando ben pochi tra istituzioni e politica si sono opposti. Si ragiona anche sulle diseguaglianze che contagio, assistenza, crisi economica e lavoro possono produrre ulteriormente sul sistema italiano, gi\u00e0 cos\u00ec fortemente diseguale.<br>E si ragiona infine su come la riduzione della biodiversit\u00e0 e i mutamenti climatici abbiano alterato gli equilibri sul pianeta terra ormai abitato da 8 miliardi di persone, aumentando rischi e fragilit\u00e0, come ben motivato nel rapporto WWF Italia \u201cPandemia, l\u2019effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi\u201d.<br>\u00c8 una dura lezione per tutti\/e che costringe ad aggiornare l\u2019agenda, rivalutare il ruolo della sanit\u00e0 pubblica, ripensare alle politiche di prevenzione per l\u2019ambiente e la salute. Dove molte cose sul contagio coronavirus sono ancora da studiare, comprendere e mettere in correlazione per darci indicazioni motivate e rigorose sulle politiche per il futuro.<br>Polveri sottili come tappeto volante per il coronavirus nella Pianura Padana?<br>Un Position Paper pubblicato in questi giorni dalla Societ\u00e0 Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) redatto in collaborazione alle Universit\u00e0 di Bari e di Bologna (scaricabile alla fine di questo articolo), ha esaminato i dati sulle emissioni di PM10 e PM2,5 delle Agenzie Regionali per la protezione ambientale, incrociandoli con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile. Il lavoro di ricerca \u2013 intitolato \u201cRelazione circa l\u2019effetto dell\u2019inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione\u201d \u2013 \u00e8 frutto di uno studio no-profit che vede insieme ricercatori ed esperti provenienti da diversi gruppi di ricerca italiani, ed \u00e8 indirizzato in particolar modo ai decisori pubblici.<br>Lo Studio parte dal richiamare diverse ricerche scientifiche che descrivono il ruolo del particolato atmosferico come \u201ccarrier\u201d, cio\u00e8 come vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Questa \u00e8 una teoria generale piuttosto consolidata per chi studia i problemi di emissioni inquinanti e qualit\u00e0 dell\u2019aria.<br>Nello Studio si legge: \u201cIl particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, costituisce un substrato che pu\u00f2 permettere al virus di rimanere nell\u2019aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell\u2019ordine di ore o giorni. Il tasso di inattivazione dei virus nel particolato atmosferico dipende dalle condizioni ambientali: mentre un aumento delle temperature e di radiazione solare influisce positivamente sulla velocit\u00e0 di inattivazione del virus, un\u2019umidit\u00e0 relativa elevata pu\u00f2 favorire un pi\u00f9 elevato tasso diffusione del virus cio\u00e8 di virulenza.\u201d<br>Il rapporto tra concentrazioni di particolato atmosferico e diffusione dei virus era stato gi\u00e0 indagato: nel 2010 si era visto che l\u2019influenza aviaria poteva essere veicolata per lunghe distanze attraverso tempeste asiatiche di polveri che trasportavano il virus. I ricercatori avevano dimostrato che c\u2019\u00e8 una correlazione di tipo esponenziale tra le quantit\u00e0 di casi di infezione e le concentrazioni di polveri sottili. Nel 2016 era stata osservata una relazione tra la diffusione del virus respiratorio sinciziale umano nei bambini e le concentrazioni di particolato. Questo virus causa polmoniti nei bambini e viene veicolato attraverso il particolato in profondit\u00e0 nei polmoni e la velocit\u00e0 di diffusione del contagio \u00e8 correlata alla concentrazione di PM10 e PM2,5.<br>Sulla base di questi studi pregressi i ricercatori italiani hanno esaminato i dati delle centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge del PM10 (50 microg\/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile. Dall\u2019analisi \u00e8 emersa una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo, considerando quindi il tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta dalle persone.<br>Secondo il Position Paper, nella Pianura Padana si sono osservate le curve di espansione dell\u2019infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in coincidenza, a distanza di due settimane, con le pi\u00f9 elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un\u2019azione di \u201cboost\u201d, cio\u00e8 di incremento alla diffusione virulenta dell\u2019epidemia. Secondo i ricercatori, quindi, \u201cle alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura Padana hanno prodotto un\u2019accelerazione alla diffusione del Covid-19. L\u2019effetto \u00e8 pi\u00f9 evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai\u201d.<br>Ma sono gli stessi ricercatori, per voce del presidente della SIMA Alessandro Miani, a sottolineare che \u201cin attesa del consolidarsi di evidenze a favore di questa ipotesi presentata nel nostro Position Paper, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o \u2018marker\u2019 indiretto della virulenza dell\u2019epidemia da Covid-19. Inoltre, in base ai risultati dello studio in corso l\u2019attuale distanza considerata di sicurezza potrebbe non essere sufficiente, soprattutto quando le concentrazioni di particolato atmosferico sono elevate\u201d.<br>Il Position Paper chiude richiedendo alle istituzioni pubbliche misure restrittive per il contenimento dell\u2019inquinamento, come azione di prevenzione a tutela della salute e dell\u2019ambiente in cui viviamo.<br>Sembra evidente che questa ipotesi di correlazione andr\u00e0 approfondita ed estesa sulla base di dati e indagini di lungo periodo, insieme a molte altre ricerche che andranno svolte su quanto sta accadendo a livello mondiale e locale con la pandemia da coronavirus, per fornire motivazioni e soluzioni alla crisi che stiamo vivendo.<br>Di certo gi\u00e0 sappiamo che l\u2019inquinamento dell\u2019aria provoca numerosi morti premature in Europa, molto spesso nell\u2019indifferenza generale, in particolare della comunicazione e delle istituzioni, come ci dice il \u201cRapporto sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria 2019\u201d dell\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente. Secondo il Rapporto, il particolato fine PM2,5 da solo ha causato circa 412.000 decessi prematuri di persone in 41 paesi europei nel 2016, di cui circa 374.000 di questi decessi si sono verificati in Europa a 28.<br>L\u2019Italia ha il valore pi\u00f9 alto dell\u2019Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600 persone), seguita da Germania (11.900 persone) e Regno Unito (11.800 persone). E il nostro paese \u00e8 primo anche per le conseguenze da esposizione all\u2019ozono O3: 3.000 morti premature, contro 2.400 della Germania e 1.400 della Francia. Mentre per il PM2,5 \u00e8 secondo con 58.600 morti premature, dopo la Germania che ne ha 59.600.<br>Rispetto ai dati degli anni precedenti vi sono segni di miglioramento, ma siamo ancora ben lontani da una tutela efficace della salute umana e questo ha enormi conseguenze sulla vita e il benessere delle persone, sui costi sociali, sanitari e ambientali di questo degrado.<br>Serve il Green Deal per sostenere lavoro e servizi<br>In questi giorni di #iorestoacasa come misura fondamentale per prevenire il contagio \u2013 che dobbiamo giustamente rispettare \u2013 il traffico veicolare \u00e8 diminuito, cos\u00ec come sono stati ridotti i treni, il trasporto pubblico, il trasporto aereo e marittimo, e anche la mobilit\u00e0 a piedi, in bicicletta e scooters delle persone. Il trasporto delle merci su strada (tanto) e su ferrovia (poco) prosegue le sue attivit\u00e0, ma ancora non sono stati resi noti i dati dei flussi: certamente anche questi, a causa della chiusura di molte attivit\u00e0, avranno subito una contrazione.<br>Ne consegue che, come abbiamo gi\u00e0 visto in Cina, si riduce la congestione e l\u2019incidentalit\u00e0 stradale, la qualit\u00e0 dell\u2019aria migliora e anche le emissioni di C02 potrebbero momentaneamente ridursi. Gi\u00e0 si affacciano i primi studi che indicano come si sono ridotti i flussi di traffico e i chilometri percorsi.<br>Voglio sottolineare che mobilit\u00e0 sostenibile non equivale a \u201cstare fermi\u201d, ma a muoversi con mezzi a basso o zero impatto, eliminando gli spostamenti inutili e dando la preferenza a soluzioni smart. Camminare, usare la bicicletta e la sharing mobility, utilizzare il treno, un autobus, scooters, auto e micromobilit\u00e0 elettrica, usare un veicolo commerciale elettrico per la consegna delle merci, affollare strade, piazze e spazi pubblici, \u00e8 la visione per la citt\u00e0 del futuro.<br>Di questi tempi lo smart working \u00e8 diventato una realt\u00e0 per lavorare da remoto per molti cittadini\/e con Skype, Zoom, MTeams e altre piattaforme che funzionano davvero. Una soluzione innovativa che c\u2019\u00e8 da augurarsi prosegua anche dopo l\u2019emergenza, eliminando gli spostamenti inutili. Certo, anche qui \u00e8 apparso in tutta la sua evidenza il digital divide, avere o non avere una connessione wifi e un computer a casa, saper maneggiare le nuove tecnologie, avere l\u2019alfabeto giusto per stare nella rete e in collegamento con il mondo, misurare l\u2019efficienza della pubblica amministrazione e delle imprese. Basta guardare la giusta protesta di piccoli comuni, comunit\u00e0 montane e aree interne scarsamente connessi e quindi oggi in maggiore difficolta a garantire servizi e coesione sociale per la popolazione.<br>Un altro effetto dell\u2019emergenza coronavirus \u00e8 la crescita dell\u2019e-commerce e delle consegne a casa mediante furgoni e riders, anche se da prime valutazioni sembrerebbe che non ci sia un boom delle consegne in bicicletta a causa della chiusura di molte attivit\u00e0 (anche su questo vedremo i dati). Un sistema logistico per l\u2019e-commerce che stava gi\u00e0 crescendo vistosamente e che adesso \u00e8 esploso, tant\u2019\u00e8 che se provate a ordinare online a Roma, in diverse catene di supermercati propongono consegne dopo una decina di giorni (esperienza personale). Del resto, per chi effettua le consegne in questo momento vi sono condizioni ottimali, con le strade liberate dal traffico e tutte le persone ferme a casa in attesa delle consegne \u2013 come mi ha fatto notare con un po\u2019 di ironia un esperto di logistica.<br>Se in questo frangente \u00e8 certamente una soluzione non dobbiamo dimenticare che c\u2019\u00e8 un intero sistema logistico che ha bisogno di regole serie, per imporre diritti dei lavoratori, per far pagare i costi esterni che questo traffico genera con i suoi impatti ambientali e sociali (che ci fanno credere siano gratis), per introdurre maggiore sicurezza e utilizzare veicoli elettrici.<br>Avrete anche notato che per rilanciare l\u2019economia, causata dalla grave crisi dell\u2019emergenza coronavirus che sar\u00e0 purtroppo pesante, si ripropongono nel dibattito pubblico vecchie ricette che non hanno mai funzionato, come grandi opere, commissari straordinari, sospensione del codice appalti per fare presto. Misure che non hanno mai portato soluzioni efficaci, in genere hanno aumentato il debito pubblico, limitato ricerca e innovazione, quasi sempre portato a grandi inchieste della magistratura per corruzione.<br>C\u2019\u00e8 da augurarsi che questa non sia la strada che il Governo percorrer\u00e0 nei prossimi decreti e diventi invece una opportunit\u00e0 reale per cambiare strada, anche snellendo le procedure se serve. \u00c8 necessario puntare sui lavori legati al Green Deal, l\u2019economia circolare, le rinnovabili, contro il dissesto e la rigenerazione del territorio, per la mobilit\u00e0 sostenibile e la decarbonizzazione dei trasporti. Un piano per il potenziamento di un efficace sistema sanitario pubblico, per potenziare ricerca, formazione e sistema scolastico, per rigenerare le citt\u00e0, riqualificare l\u2019edilizia anche contro il pericolo sismico, per il risanamento dei siti inquinanti e la riconversione e innovazione industriale.<br>In questi tempi di pandemia in molti dicono che niente sar\u00e0 come prima. Ma non diamo per scontato che possano emergere solo soluzioni smart, innovative, eque e sostenibili, perch\u00e9 il vecchio e l\u2019inerzia del passato sono sempre in agguato. Quindi anche ora servono, idee innovative, impegno e confronto pubblico per le scelte del nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anna Donati da Sbilanciamoci.info del 19\/3\/2020 &#8211; A livelli pi\u00f9 alti di inquinamento atmosferico corrisponde una pi\u00f9 larga diffusione del coronavirus: uno studio SIMA illustra l\u2019ipotesi, dati sulla Pianura Padana alla mano. 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