{"id":2349,"date":"2020-05-15T14:05:29","date_gmt":"2020-05-15T12:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2349"},"modified":"2020-05-15T14:05:30","modified_gmt":"2020-05-15T12:05:30","slug":"fiume-capitale-europea-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/fiume-capitale-europea-della-cultura\/","title":{"rendered":"Fiume capitale europea della cultura"},"content":{"rendered":"\n<p>di Giovanni Vale da Balcani Caucaso del 07\/02\/2020 &#8211; Ha preso ufficialmente il via il primo febbraio l\u2019anno di Fiume Capitale Europea della Cultura. Inaugurazione che ha suscitato qualche polemica, ma anche rilanciato l\u2019antifascismo e la tolleranza. Assenti la presidente Kolinda Grabar-Kitarovi\u0107, in carica sino al 18 febbraio e il capo del governo Andrej Plenkovi\u0107. \u00c8 sulle note di \u201cBella ciao\u201d , cantata a squarciagola in riva all\u2019Adriatico, che Fiume ha dato il via &#8211; lo scorso fine settimana &#8211; al suo anno da Capitale Europea della Cultura (in coppia con Galway in Irlanda). La canzone simbolo della Resistenza \u00e8 andata in scena all\u2019\u201cOpera industriale\u201d, il palcoscenico creato in mezzo al porto come \u00abomaggio di Fiume ai suoi lavoratori e alla sua avanguardia artistica\u00bb, come si legge nel programma di Fiume Capitale Europea della Cultura 2020 (Rijeka EPK 2020, per usare la sigla in croato). Questa scelta riassume in qualche modo lo spirito che gli organizzatori hanno voluto imprimere non soltanto alla serata inaugurale, ma in generale a tutto il programma delle attivit\u00e0 che si svolgeranno quest\u2019anno a Fiume. \u00abPorto delle diversit\u00e0\u00bb \u00e8 lo slogan che far\u00e0 da cappello alle iniziative del 2020 e che sposa apertamente dei valori spesso in secondo piano nel dibattito pubblico della Croazia contemporanea: dall\u2019antifascismo alla tolleranza, dalla pace alla convivenza.<br>Queste stesse parole &#8211; antifascismo, pace, amore, tolleranza, ma anche \u201cForza Fiume\u201d in italiano &#8211; sono state proiettate al porto nella serata di apertura e riprese, l\u2019indomani, in una lettera aperta che il sindaco del capoluogo quarnerino, Vojko Obersnel, ha inviato ai suoi concittadini. &#8220;Sabato 1\u00b0 febbraio non \u00e8 stato soltanto il giorno in cui a Fiume abbiamo inaugurato l\u2019anno in cui la citt\u00e0 porter\u00e0 il titolo di Capitale europea della Cultura. No. \u00c8 stato il giorno del terremoto con epicentro nella nostra citt\u00e0, fonte di culture e arte, di energia genuina e di espressione autentica della Fiume progressista&#8221;, ha scritto Obersnel sul suo blog . &#8220;Emozionato&#8221;, &#8220;con le lacrime agli occhi&#8221;, il primo cittadino di Fiume ha comunque trovato il tempo per una piccola nota polemica: &#8220;Sugli spalti c\u2019erano degli ospiti stimati e non c\u2019erano quelli che, nonostante fossero stati invitati, non sono venuti. Ma poco importa! \u00c8 una loro scelta&#8221;, ha chiosato Obersnel.<br>Grandi assenti<br>All\u2019indomani della cerimonia di inaugurazione, il quotidiano croato Jutarnji List ha fatto i conti sulle partecipazioni e sulle assenze alla cerimonia di Fiume. E ne \u00e8 emerso che &#8211; in effetti &#8211; qualche mancanza di rilievo c\u2019\u00e8 stata.<br>&#8220;Plenkovi\u0107 non si \u00e8 fatto vedere ma ha mandato un messaggio di auguri e di sostegno. Kolinda invece tace&#8221;, ha titolato il giornale. Da un lato, infatti, il Primo ministro croato, Andrej Plenkovi\u0107, era impegnato in Portogallo per l\u2019incontro del gruppo degli Amici della coesione (Friends of Cohesion), un\u2019associazione informale composta da 17 paesi dell\u2019UE, tra cui anche la Croazia. Ed \u00e8 mancato anche il presidente del parlamento, Gordan Jandrokovi\u0107.<br>Dall\u2019altro lato, neppure la presidente Kolinda Grabar-Kitarovi\u0107, in carica fino al prossimo 18 febbraio ed originaria proprio di Fiume, si \u00e8 fatta vedere all\u2019inaugurazione dell\u2019EPK 2020. E se il governo ha pubblicato un messaggio di sostegno, inviando nel capoluogo quarnerino la ministra della Cultura Nina Obuljen Kor\u017einek, dall\u2019ufficio della presidenza c\u2019\u00e8 stato il silenzio. Intervenendo luned\u00ec sui social network, Grabar-Kitarovi\u0107 ha pubblicato una foto in cui la si vede in compagnia di una suora e ha spiegato di aver passato il fine settimana a Dubrovnik per la festa di San Biagio.<br><br><br>Fiume\/Rijeka per tutto il 2020 sar\u00e0 al centro della scena culturale europea. Lo slogan che guida le centinaia di iniziative \u00e8 \u201cFiume &#8211; Porto della diversit\u00e0\u201d e vengono seguite tre tracce tematiche che guardano al passato di questa citt\u00e0, ma ancora pi\u00f9 al suo futuro: acqua, lavoro e migrazioni. Visita il nostro dossier e l&#8217;interessante mappa interattiva del progetto Rijeka in Flux: Borders and Urban Change after World War II<br>Inutile dire che il messaggio ha fatto alzare pi\u00f9 di qualche sopracciglio, soprattutto se si considera il legame personale che esiste tra l\u2019ormai ex capo di Stato e il porto quarnerino. Ma non si \u00e8 trattata dell\u2019unica polemica legata alla serata inaugurale.<br>Polemiche<br>La comunit\u00e0 italiana di Fiume, ad esempio, \u00e8 rimasta delusa per diversi motivi. &#8220;Non capiamo perch\u00e9 l&#8217;azienda Rijeka 2020, incaricata di organizzare la manifestazione, abbia respinto tutti i progetti culturali che abbiamo candidato ai vari concorsi organizzati per entrare a far parte del programma di Fiume CEC e per ottenere quei fondi&#8221;, spiega Moreno Vrancich, presidente dell&#8217;Assemblea della Comunit\u00e0 degli Italiani di Fiume. &#8220;Singolare \u00e8 che Rijeka 2020 abbia rigettato le proposte presentate ai bandi ufficiali, mentre il comune le ha considerate valide, raddoppiando il budget annuale che riceviamo per le attivit\u00e0 culturali. Infine solo pochi giorni fa Rijeka 2020 ha accettato di includere i nostri progetti nel programma ufficiale&#8221;, precisa Vrancich. Tra le proposte della minoranza italiana figurano ad esempio la pubblicazione della \u00abStoria di Fiume\u00bb di Giovanni Stelli, recentemente tradotto in croato dall\u2019ex ambasciatore croato a Roma Damir Grubi\u0161a, o ancora l\u2019organizzazione di una festa in costume d\u2019epoca a Palazzo Modello (sede della comunit\u00e0), per raccontare la Fiume asburgica e l\u2019origine di questo mitico palazzo.<br>&#8220;Un\u2019altra delusione \u00e8 stata la narrazione della storia di Fiume durante la serata inaugurale&#8221;, prosegue Moreno Vrancich. &#8220;Da quello che ci hanno raccontato non c&#8217;\u00e8 traccia della cultura italiana a Fiume se non nel Ventennio fascista, a parte la costruzione del teatro inaugurato a Giuseppe Verdi nel 1885. Insomma, non si \u00e8 fatto cenno alla multiculturalit\u00e0 storica della citt\u00e0. Non solo, tra le decine e decine di date citate, non si \u00e8 detto nulla dell\u2019esodo. Ma come, pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione di Fiume se ne va &#8211; per usare una stima al ribasso &#8211; e questo non \u00e8 un momento saliente della storia della citt\u00e0?&#8221;, si chiede Vrancich.<br>La minoranza italiana denuncia insomma &#8220;una narrazione storica poco rappresentativa di quella che \u00e8 stata la ricchezza multiculturale che ha caratterizzato la citt\u00e0 per vari secoli&#8221;. &#8220;Non so perch\u00e9 si \u00e8 deciso di raccontare Fiume in questo modo&#8221;, chiosa il presidente dell&#8217;Assemblea della Comunit\u00e0 degli Italiani.<br>Altre critiche &#8211; questa volta ben pi\u00f9 attese &#8211; sono arrivate dalla destra croata, con ad esempio un articolo del Ve\u010dernji List , che ha attaccato pesantemente \u00abla rossa capitale europea della Cultura\u00bb, criticando anche l\u2019uso di una bandiera jugoslava per l\u2019annuncio di una mostra sulla storia di Fiume nel Novecento.<br>Oltre il 2020, la scommessa della trasformazione<br>Al di l\u00e0 della serata inaugurale e delle polemiche che si \u00e8 portata dietro, l\u2019anno di Fiume Capitale europea della Cultura prevede non soltanto manifestazioni ed eventi ma mira anche a trasformare radicalmente la citt\u00e0. L\u2019ambizione di Fiume \u00e8 infatti quella di usare il 2020 come un trampolino, per rilanciare l\u2019immagine della citt\u00e0 e darle una nuova identit\u00e0, che sopravviva alla crisi dei cantieri navali e dell\u2019industria in genere.<br>Si \u00e8 dunque deciso di avviare progetti di ristrutturazione e riqualificazione di alcune aree urbane: sono in via di rinnovamento il museo cittadino, la biblioteca comunale e la nuova \u201ccasa dei bambini\u201d, dedicata alla creativit\u00e0 infantile, ma anche il museo di Arte moderna e contemporanea, gi\u00e0 traslocato all\u2019interno dell\u2019ex centro industriale Rikard Ben\u010di\u0107, s\u2019inserisce in questo contesto di cambiamento. In totale, Fiume ha ricevuto dall&#8217;UE quasi 19 milioni di euro (140 milioni di kune) per la riqualificazione di edifici e aree urbane, con i lavori che saranno completati nel 2020 e nel 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Vale da Balcani Caucaso del 07\/02\/2020 &#8211; Ha preso ufficialmente il via il primo febbraio l\u2019anno di Fiume Capitale Europea della Cultura. Inaugurazione che ha suscitato qualche polemica, ma anche rilanciato l\u2019antifascismo e la tolleranza. 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