{"id":2343,"date":"2020-05-15T14:03:40","date_gmt":"2020-05-15T12:03:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2343"},"modified":"2020-05-15T14:03:42","modified_gmt":"2020-05-15T12:03:42","slug":"gadi-luzzatto-non-si-parli-di-shoah-e-di-memoria-solo-a-gennaio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/gadi-luzzatto-non-si-parli-di-shoah-e-di-memoria-solo-a-gennaio\/","title":{"rendered":"Gadi Luzzatto: non si parli di Shoah e di Memoria solo a gennaio"},"content":{"rendered":"\n<p>di Maria Luisa Vincenzoni da Striscia Rossa del 26\/1\/2020 &#8211; Gadi Luzzatto Voghera, storico, gi\u00e0 docente all\u2019universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia e alla Boston University, \u00e8 il direttore della Fondazione Centro documentazione ebraica di Milano. Questa istituzione, che ora opera in una partnership internazionale con il M\u00e9morial de la Shoah di Parigi e la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, \u00e8 un istituto culturale indipendente. Gi\u00e0 nel 1957 la Federazione giovanile ebraica la costitu\u00ec per \u201cla ricerca e l\u2019archiviazione di documenti di ogni tipo riguardanti le persecuzioni antisemite in Italia e il contributo ebraico alla Resistenza\u201d. Dal 1986 il CDEC, dopo vari ampliamenti, si \u00e8 costituito in fondazione e rappresenta oggi il principale centro di storia e documentazione sull\u2019ebraismo in Italia.<br>Svolge attivit\u00e0 scientifica, divulgazione sulla storia degli ebrei in Italia in et\u00e0 contemporanea, sulla Shoah, la sua memoria e didattica, l\u2019antisemitismo e il pregiudizio dal secondo dopoguerra ad oggi. Organizza mostre e rassegne cinematografiche, orientamento e consulenza di studiosi a livello nazionale e internazionale. \u00c8 presieduto dal professor Giorgio Sacerdoti, emerito di Diritto internazionale alla Bocconi.<br>Gli eventi prima, durante e dopo il Giorno della Memoria sono moltissimi in anche in Italia, e hanno coperto l\u2019intero mese di gennaio.<br>Per il direttore Gadi Luzzatto Voghera, questo soverchiante calendario, tutto condensato a gennaio, non aiuta.<br>D. Professore, perch\u00e9 il Giorno della Memoria \u00e8, secondo lei, caricato di prodromi ed eventi successivi troppo numerosi nell\u2019arco di cos\u00ec poche settimane?<br>R. Perch\u00e9 la \u201ccanonizzazione\u201d della Memoria \u00e8 l\u2019esatto contrario del riportare all\u2019oggi ci\u00f2 che \u00e8 stato per leggere il presente, perch\u00e9 tutte queste iniziative importanti e di spessore rischiano, cadendo tutte in un brevissimo periodo, di essere derubricate a eventi collaterali. A tutto danno della promozione della ricerca storica e delle iniziative per la didattica. Cos\u00ec si appiattiscono aree di indagine, come quella sul linguaggio d\u2019odio, che stiamo da tempo studiando, su una data certamente importante in tutto il mondo, il 27 gennaio. Noi studiosi e docenti, tuttavia, abbiamo bisogno di uno spazio che cadenzi eventi e ricerche durante tutto l\u2019anno. Altrimenti rischiamo di farle apparire come appendici o mere estensioni di un unico giorno, pieno di significati e che, proprio per questo, non pu\u00f2 contenere tutto. Le faccio un esempio: stiamo sviluppando un progetto che si chiama \u201cDopo l\u2019ultimo testimone\u201d. Come collegheremo storia e memoria? Come insegneremo e rifletteremo sulla Shoah?<br>D. Come evitare questa sovrapposizione di significati, di eventi divulgativi e lunghe ricerche scientifiche, di giorno dedicato e di azioni civiche, studi storici, lunghi dialoghi che un giorno non pu\u00f2 contenere?<br>R. Si cerca di capire in cosa stiamo sbagliando. Penso che vada riportato il giorno unico e che ci si debba attenere al tema introdotto dalla Dichiarazione di Stoccolma nel 2000 e recepito dalla legge italiana. Memoria del genocidio del popolo ebraico, degli altri perseguitati dal nazi-fascismo e dei giusti che seppero dire un no. Un giorno solo, importante e veramente condiviso.<br>D. Cosa \u00e8 cambiato nel linguaggio d\u2019odio antisemita?<br>R. Ieri era diffuso in determinati gruppi e non era un registro spendibile nell\u2019arena pubblica. Oggi si sta riuscendo a far accettare nella quotidianit\u00e0 e nei pi\u00f9 vari ambienti un pensiero ritenuto inammissibile e disonorevole in luoghi istituzionali, in grandi eventi sportivi, in conversazioni pubbliche che oggi si manifestano anche sui social media. \u00c8 un linguaggio d\u2019odio diffuso tra molte autorit\u00e0 pubbliche, leader italiani e internazionali. Un discorso di odio che tocca abilmente tutte le sacche del pregiudizio.<br>D. Accade sempre pi\u00f9 spesso?<br>R. S\u00ec. Ieri \u00e8 accaduto a me, in una localit\u00e0 lombarda, durante una conferenza pubblica promossa dall\u2019Anpi su questo tema. Sono stato aggredito verbalmente da tre persone urlanti dopo aver pronunciato la parola \u201csionismo\u201d. Si sono poi allontanati, una chiara provocazione organizzata ad hoc. Non mi accadeva credo da trent\u2019anni. Episodi simili fanno saltare gli equilibri in una societ\u00e0, e minacciano anche il \u201cgiorno per giorno\u201d di noi professionisti, studiosi e storici. Non \u00e8 solo un occasionale rumore di fondo, \u00e8 una costante intimidazione che certo si pu\u00f2 ignorare ma che ci lascia pi\u00f9 soli come cittadini, ebrei, storici.<br>D. Cosa pensa del Forum Mondiale sull\u2019Olocausto in corso a Gerusalemme?<br>R. R. Penso che si sia voluto sancire un legame strutturale tra i settantacinque anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e l\u2019antisemitismo. Un meccanismo legittimo ma problematico, poich\u00e9 rischia di ridurre l\u2019evento Shoah al solo fenomeno dell\u2019antisemitismo.<br>D. Cosa resta a suo avviso non detto?<br>R. Resta non detto, o sottaciuto, che il tentativo di distruggere l\u2019ebraismo europeo ha seguito molto prima e sta seguendo oggi strade e direzioni diverse. L\u2019 antisemitismo oggi \u00e8 all\u2019attacco. Le manifestazioni di odio antisemita seguono schemi tra loro diversi: il suprematismo bianco, la nostalgia del colonialismo che ha sancito come meno umani gli esseri dominati, l\u2019Islam fanatico e molte altre agenzie del potere che, dal backoffice, muovono facilmente gli odiatori.<br>D. Cosa deve fare lo storico?<br>R. Assumere l\u2019antisemitismo come disciplina, senza appiattirsi sui problemi che genera l\u2019odio verso Israele come stato degli ebrei. \u00c8 un tema che provoca un dibattito molto forte, con toni molto accesi, nelle comunit\u00e0 ebraiche. Si tratta di un dibattito legittimo e necessario. Ma non si pu\u00f2 ridurre l\u2019antisemitismo a quell\u2019ambito e lo storico ha il compito di aiutare tutti a contestualizzare il fenomeno antisemita, a dargli appunto una prospettiva storica. In Francia la comunit\u00e0 ebraica sta diminuendo perch\u00e9 l\u00ec gli ebrei non si sentono sicuri. A chi dice che \u00e8 esagerato ricordo che quando in Italia quando furono approvate le leggi antiebraiche la comunit\u00e0 fu colta di sorpresa: chi non ci credeva, chi, da fascista o da simpatizzante si sentiva al sicuro, chi sperava di far passare la nottata, chi entr\u00f2 nella Resistenza, chi pose in salvo se stesso o almeno la propria famiglia.<br>D. Storia complicata.<br>R. S\u00ec.Tutta la storia \u00e8 complicata, se da studiosi ci abbandoniamo alle semplificazioni non facciamo pi\u00f9 onestamente il nostro lavoro. E non diamo pi\u00f9 strumenti per capire l\u2019oggi. \u201cIsrael\u201d era un settimanale che negli anni \u201830 venne preso d\u2019assalto da squadristi ebrei. Oggi nelle comunit\u00e0 ebraiche si registra una forte violenza verbale contro alcune voci critiche. Rispetto, anche se posso non essere d\u2019accordo con alcune loro posizioni, Moni Ovadia, Gad Lerner, o Giorgio Gomel, economista e co-fondatore di gruppi per la pace. Gomel ha sostenuto ad esempio che l\u2019abbraccio di Netanyahu agli etno-nazionalisti nostrani mette in pericolo gli ebrei in Europa. Negli ambienti ebraici ora ha molte difficolt\u00e0 ad esprimersi, non viene invitato a conferenze.<br>D. Come leggere queste divisioni che portano anche ad escludere delle persone dentro le comunit\u00e0 ebraiche?<br>R. Per quello che \u00e8: una strategia dell\u2019antisemitismo diretta a colpire la comunit\u00e0 ebraica dividendola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Luisa Vincenzoni da Striscia Rossa del 26\/1\/2020 &#8211; Gadi Luzzatto Voghera, storico, gi\u00e0 docente all\u2019universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari di Venezia e alla Boston University, \u00e8 il direttore della Fondazione Centro documentazione ebraica di Milano. Questa istituzione, che ora opera in una partnership internazionale con il M\u00e9morial de la Shoah di Parigi e la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, \u00e8 un istituto culturale indipendente. 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