{"id":2341,"date":"2020-05-15T14:03:16","date_gmt":"2020-05-15T12:03:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2341"},"modified":"2020-05-15T14:03:17","modified_gmt":"2020-05-15T12:03:17","slug":"la-ricerca-sul-campo-dopo-lomicidio-di-giulio-regeni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/la-ricerca-sul-campo-dopo-lomicidio-di-giulio-regeni\/","title":{"rendered":"La ricerca sul campo dopo l\u2019omicidio di Giulio Regeni"},"content":{"rendered":"\n<p>di Catherine Cornet da Internazionale del 24\/1\/2020 &#8211; \u201cL\u2019hanno ucciso come uno di noi\u201d, hanno gridato i rivoluzionari egiziani quattro anni fa dopo l\u2019omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni. Si riferivano all\u2019impensabile ondata di arresti e torture di chiunque vada contro il potere del generale Al Sisi. Quattro anni dopo, un gruppo di studiosi italiani e britannici pubblica un libro in cui spiegano cosa \u00e8 cambiato per la ricerca dopo l\u2019assassinio di Giulio Regeni e perch\u00e9 l\u2019\u201dinteresse nazionale\u201d deve essere messo in discussione. La pubblicazione di un libro come Minnena. L\u2019Egitto, l\u2019Europa e la ricerca dopo l\u2019assassinio di Giulio Regeni curato da Lorenzo Casini, Daniela Melfa e Paul Starkey \u00e8 importante su pi\u00f9 livelli. In primis, perch\u00e9 ricorda che giustizia non \u00e8 ancora stata fatta, quattro anni dopo il feroce assassinio del ricercatore italiano al Cairo. Il 25 gennaio, su iniziativa di Amnesty international ci saranno delle fiaccolate in tutta Italia: \u201cQuello che \u00e8 accaduto a Giulio Regni non \u00e8 un fatto isolato\u201d, spiega l\u2019organizzazione per i diritti umani, che nel rapporto Egitto: \u201cTu ufficialmente non esisti\u201d. Sparizioni forzate e torture in nome del contrasto al terrorismo, spiega come centinaia di studenti, attivisti politici e manifestanti, compresi dei quattordicenni, spariscano nelle mani dello stato senza lasciare traccia.<br><br>La ricerca italiana e britannica unita per Regeni<br>Una pubblicazione come Minnena era diventata urgente anche perch\u00e9 la comunit\u00e0 scientifica ha il dovere di essere vicina a una famiglia che combatte da sola, con coraggio, dignit\u00e0 e intelligenza per la ricerca della verit\u00e0. Ma soprattutto perch\u00e9 questo caso va oltre la cronaca, avendo svelato una terribile contraddizione nella \u201cdiplomazia democratica\u201d dell\u2019Unione europea e in particolare dei due paesi principalmente coinvolti: l\u2019Italia perch\u00e9 Regeni era un cittadino italiano e il Regno Unito perch\u00e9 studiava in uno dei suoi pi\u00f9 prestigiosi atenei, l\u2019universit\u00e0 di Cambridge.<br><br>In un\u2019epoca di divisioni in Europa \u2013 la Brexit penalizza molto la cooperazione scientifica europea \u2013 questo lavoro collettivo mostra al contrario quanto sia importante la collaborazione di due importanti associazioni per lo studio del Medio Oriente, come Sesamo, la Societ\u00e0 degli studi sul Medio Oriente e Brismes, la British society for middle eastern studies. Infine, si tratta di un libro di ricerche approfondite, che evidenzia come il caso Regeni sia stato malgestito, a cominciare da un certo tipo di mezzi d\u2019informazione e da sedicenti esperti che non potranno mai sostituire la ricerca, tanto meno quella sul campo.<br><br>Il capitolo di Mariavita Cambria \u2013 Non consentiremo che venga calpestata la dignit\u00e0 del nostro paese \u2013 analizza con il metodo quantitativo le reazioni dei lettori al caso Regeni sui mezzi d\u2019informazione italiani e britannici, dissolvendo la cacofonia sorta nei primi mesi dopo l\u2019omicidio. Ricorderemo solo una delle peggiori e pi\u00f9 oltraggiose accuse rivolte alla sua tutrice di Cambridge, Maha Abdelrahman, pubblicate dal quotidiano la Repubblica. Tutti i ricercatori del volume insistono \u2013 oggi come all\u2019epoca \u2013 nel dare il loro pieno appoggio alla docente.<br><br>Elisabetta Brighi osserva che la \u201cgiustizia per Giulio \u00e8 stata sacrificata sull\u2019altare dell\u2019interesse nazionale\u201d<br><br>Commenti e accuse senza fondamento sono stati comunque ripresi dai social, spiega Cambria, mentre non sono stati ascoltati quelli che hanno studiato sul campo. Un altro articolo particolarmente commovente \u00e8 quello della ricercatrice Teresa Pepe. Partita per il Cairo a incontrare il giovane scrittore Ahmed Nagi, non avr\u00e0 mai l\u2019opportunit\u00e0 di avere una conversazione con lui perch\u00e9 lo scrittore \u00e8 stato buttato in carcere nello stesso periodo della scomparsa di Giulio Regeni.<br>Pepe racconta quanto siano interconnesse le ricerche sul campo e l\u2019amicizia, descrive il senso di smarrimento dopo l\u2019arresto dell\u2019autore ma anche quanto siano importanti \u201cle storie personali degli esseri umani in carne e ossa che noi ricercatori incontriamo dietro i libri e durante le nostre ricerche, nonch\u00e9 il valore del nostro operato nella vita delle persone\u201d. Una volta scarcerato, Nagi \u00e8 andato in esilio negli Stati Uniti. Pepe, con le sue ricerche, lo ha aiutato a dimostrare di essere perseguitato in Egitto per la sua richiesta di asilo presentata alle autorit\u00e0 statunitensi.<br><br>Quali interessi sono considerati nazionali e perch\u00e9?<br>Il capitolo che apre la pubblicazione pone una domanda cruciale per l\u2019identit\u00e0 stessa dell\u2019Unione europea. In Illusioni di democrazia, illusioni di stabilit\u00e0: la politica estera dell\u2019Italia verso l\u2019Egitto alla luce del caso Giulio Regeni, Elisabetta Brighi parte dall\u2019osservazione che \u201cla giustizia per Giulio \u00e8 stata sacrificata sull\u2019altare dell\u2019interesse nazionale\u201d e mette in discussione precisamente questo concetto spesso sostenuto da diversi giornali italiani.<br><br>Nel marzo 2015, l\u2019Eni firma con l\u2019Egitto un accordo per l\u2019investimento di cinque milioni di dollari. Sempre nel 2015, l\u2019Eni scopre il pi\u00f9 grande bacino di gas mai trovato nel Mediterraneo e uno dei pi\u00f9 grandi al mondo: lo chiamano Zhor. L\u2019Italia collabora anche con l\u2019Egitto sul fronte antiterrorismo e la gestione delle migrazioni. Il riavvicinamento tra i due paesi si fa sempre pi\u00f9 pressante a causa \u201cdell\u2019interesse nazionale\u201d. Regeni \u00e8 ucciso nel 2016, nel mezzo di questo forte riavvicinamento.<br><br>Brighi sottolinea che durante questo periodo l\u2019Italia ha incrementato la fornitura di armi per la lotta antiterrorismo e in particolare \u201carmi di piccolo calibro e software di sorveglianza\u201d che \u201csono spesso state utilizzate dal regime di Al Sisi per la repressione interna\u201d.<br><br>Di fondo, quello che contesta l\u2019autrice \u00e8 che \u201csi \u00e8 assistito all\u2019innalzamento di interessi particolari e privati al rango di affari di stato: agli ingenti interessi commerciali italiani in Egitto, in particolare a quelli del gigante degli idrocarburi italiano, l\u2019Eni, \u00e8 stato agevolmente riconosciuto il manto protettivo dell\u2019interesse nazionale\u201d. E Brighi cita lo studioso James N. Rosenau che chiedeva negli anni settanta: \u201cQuali interessi sono giudicati nazionali e perch\u00e9?\u201d. Perch\u00e9 la richiesta di verit\u00e0 di migliaia di persone presenti alle fiaccolate non \u00e8 stata considerata come \u201cinteresse nazionale\u201d? Inoltre, l\u2019Italia ha rinunciato alla democrazia democratica e \u201cpare avere accettato di essere controllata secondo i termini e le condizioni imposte al Cairo\u201d. Brighi, conclude quindi che:<br><br>Il carattere fortemente antidemocratico della politica estera di numerosi stati europei, tra cui l\u2019Italia nei confronti di paesi come l\u2019Egitto non lede solo le prospettive democratiche all\u2019interno dell\u2019Egitto. Piuttosto, e prima di tutto, questo erode gli standard democratici degli stati europei in questione.<br><br>Paul Starkey, a lungo vicepresidente del Brismes \u00e8 ancora pi\u00f9 duro nel suo giudizio sul governo britannico che, ricorda il professore, non ha fatto nemmeno il gesto simbolico dell\u2019Italia di richiamare il suo ambasciatore al momento dei fatti. Quello che traspare dal suo saggio \u00e8 che l\u2019Egitto di Al Sisi \u00e8 il governo pi\u00f9 brutale della storia recente dell\u2019Egitto e che l\u2019omicidio di Regeni rappresenta un reale spartiacque per le ricerche sul campo:<br><br>Il caso ha fatto venire a galla una serie di importanti questioni, interconnesse, fra cui questioni di libert\u00e0 accademica, delle limitazioni alla ricerca sul campo nel Medio Oriente contemporaneo, e dell\u2019\u2019obbligo di assistenza\u2019 che le universit\u00e0 devono assicurare ai propri studenti, per non parlare poi di problematiche che vanno bene oltre gli affari prettamente accademici, tra cui il basilare stato dei diritti umani nella regione mediorientale, e cosa definisca una \u2018politica estera etica\u2019.<br><br>Giulio Regeni era un grande amico degli egiziani. Tra amici \u00e8 importante conoscersi, parlare la lingua dell\u2019altro, incontrarsi ma anche poter chiedere fino a che punto possiamo rimanere amici con la dittatura di Al Sisi. Paola Regeni, la madre di Giulio, nel suo intervento alla sottocommissione dei diritti umani al Parlamento europeo osservava che l\u2019Egitto non si pu\u00f2 considerare un \u201cpaese amico\u201d; perch\u00e9 \u201cnon si uccidono i figli degli amici\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Catherine Cornet da Internazionale del 24\/1\/2020 &#8211; \u201cL\u2019hanno ucciso come uno di noi\u201d, hanno gridato i rivoluzionari egiziani quattro anni fa dopo l\u2019omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni. Si riferivano all\u2019impensabile ondata di arresti e torture di chiunque vada contro il potere del generale Al Sisi. Quattro anni dopo, un gruppo di studiosi italiani e britannici pubblica un libro in cui spiegano cosa \u00e8 cambiato per la ricerca dopo l\u2019assassinio di Giulio Regeni e perch\u00e9 l\u2019\u201dinteresse nazionale\u201d deve essere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2341"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2341"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2342,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2341\/revisions\/2342"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}