{"id":2339,"date":"2020-05-15T14:02:50","date_gmt":"2020-05-15T12:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2339"},"modified":"2020-05-15T14:02:52","modified_gmt":"2020-05-15T12:02:52","slug":"i-polmoni-di-sarajevo-pieni-di-pm-25","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/i-polmoni-di-sarajevo-pieni-di-pm-25\/","title":{"rendered":"I polmoni di Sarajevo pieni di PM 2,5"},"content":{"rendered":"\n<p>di Ahmed Buri\u0107 da Osservatorio Balcani Caucaso del 24\/01\/2020 &#8211; Sarajevo La capitale bosniaca figura in cima alla lista della classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate al mondo. Un recente rapporto della Banca mondiale stima oltre 3000 morti all&#8217;anno per inquinamento. Dal riscaldamento domestico alle centrali, le cause sono varie. Anche qui come altrove la politica locale sembra ignorarle. Nel corso dell\u2019ultimo mese Sarajevo ha occupato quasi sempre il primo posto nella classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate al mondo. Accanto a megalopoli come Pechino e Nuova Deli, e altre citt\u00e0 dove \u00e8 tradizionalmente dominante l\u2019industria pesante, soprattutto quella metalmeccanica, nelle ultime settimane la capitale bosniaca ha registrato alti livelli di inquinamento, nocivi per la salute umana. Volendo dare qualche numero, i valori dell\u2019Indice di qualit\u00e0 dell\u2019aria (IQA) superiori a 300 sono considerati pericolosi per la salute, e a Sarajevo da met\u00e0 dicembre fino ad oggi il valore di IQA oscillava tra 392 e 700. La Banca mondiale, in un suo recente rapporto intitolato \u201cGestione della qualit\u00e0 dell\u2019aria in Bosnia Erzegovina \u201d, ha cercato di spiegare cosa implicano questi valori.<br>Nel rapporto si afferma che ogni anno in Bosnia Erzegovina muoiono prematuramente circa 3.300 persone a causa delle conseguenze dell\u2019inquinamento atmosferico. In altre parole, circa il 9% del totale dei decessi \u00e8 correlato all\u2019inquinamento atmosferico. L\u2019alta concentrazione di polveri fini nell\u2019aria \u00e8 dovuta soprattutto all\u2019utilizzo diffuso degli impianti individuali di riscaldamento (di cui la maggior parte a carbone e a olio combustibile), nonch\u00e9 all\u2019uso massiccio di veicoli a motore, con un\u2019et\u00e0 media di 17 anni. Si stima che circa il 70% di automobili vecchie sia alimentato a diesel e che pi\u00f9 della met\u00e0 del parco circolante sia di categoria inferiore a Euro 3.<br>Come gi\u00e0 avvenuto molte volte in passato, l\u2019importanza dei dati esposti nel rapporto \u00e8 stata sminuita nelle sue conclusioni: il rapporto della Banca mondiale suggerisce che l\u2019attuale situazione dell\u2019inquinamento atmosferico in Bosnia Erzegovina sia \u201cdovuta alla mancanza di politiche finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti e al massiccio consumo di combustibili fossili per riscaldare le case e per cucinare\u201d, concludendo che \u201cle caldaie a legna e a carbone sono molto pi\u00f9 diffuse nei paesi del sud-est Europa e dei Balcani rispetto al resto del continente\u201d. Volendo essere un po\u2019 sarcastici, si potrebbe dire che la \u201clogica\u201d adottata dalla Banca mondiale riecheggia quella famosa frase attribuita, a quanto pare senza fondamento, a Maria Antonietta, che recita: \u201cSe non hanno pi\u00f9 pane, che mangino brioche\u201d.<br>Ma il vero problema \u00e8 un altro. Le condizioni di vita e l\u2019inerzia mentale dei cittadini bosniaci, e diversi giochi politici, rischiano di soffocare sul nascere ogni possibile mobilitazione civile. Come altrimenti spiegare il fatto che alle manifestazioni organizzate nei giorni scorsi davanti alla sede del governo del cantone di Sarajevo per protestare contro l\u2019inquinamento atmosferico e per chiedere che venga risolta la grave situazione ambientale in cui versa il paese, abbia partecipato solo una cinquantina di persone, a cui si sono aggiunti circa venticinque giornalisti e qualche passante occasionale? Uno spettacolo sconfortante che ha dimostrato quanto pochi siano i cittadini sarajevesi disposti a lottare per l\u2019aria pulita.<br>Nella marea di interpretazioni dei risultati del monitoraggio della qualit\u00e0 dell\u2019aria e di proposte per risolvere il problema dell\u2019inquinamento atmosferico in Bosnia Erzegovina spicca l\u2019ipotesi secondo cui i principali responsabili dell\u2019inquinamento atmosferico sarebbero le centrali termoelettriche. A differenza dei paesi dell\u2019Europa occidentale, che stanno pian piano chiudendo le centrali termoelettriche (o almeno si sono impegnati a ridurre l\u2019uso del carbone per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile), nei Balcani e nel sud-est Europa le centrali termiche sono ancora molto diffuse. 7 delle 10 centrali termoelettriche pi\u00f9 inquinanti d\u2019Europa si trovano nei Balcani.<br>Allora come evitare, in un ambiente simile, l\u2019esposizione alle polveri sottili PM 2,5 che sono estremamente dannose per la salute perch\u00e9 possono penetrare profondamente nei polmoni e nel flusso sanguigno, causando diverse malattie, e persino la morte? Per cominciare, bisogna capire che i politici al potere devono assumersi le proprie responsabilit\u00e0. A dire il vero, il premier del governo del cantone di Sarajevo Edin Forto si \u00e8 rivolto ai presenti alla summenzionata \u201cmanifestazione\u201d di protesta, ricorrendo perlopi\u00f9 a frasi fatte. Ne \u00e8 uscito un discorso blando, impregnato di retorica tipica del marketing.<br>Il problema \u00e8 chiaro, e lo ha spiegato molto bene il professore Azrudin Husika, esperto di problematiche legate all\u2019inquinamento e alle energie rinnovabili. In un\u2019intervista rilasciata alla Radiotelevisione della Bosnia Erzegovina (RTBH), Husika ha dichiarato che la Bosnia Erzegovina ha allineato, in parte, la normativa nazionale in materia ambientale a quella dell\u2019UE, aggiungendo per\u00f2 che mancano sia la consapevolezza che i presupposti economici necessari per avviare una vera lotta all\u2019inquinamento. Si tratta di un processo che richiede tempo, ma nessun governo n\u00e9 partito politico sembra essere disposto a dire la verit\u00e0 agli elettori. E la verit\u00e0 \u00e8 che la lotta contro l\u2019inquinamento durer\u00e0 anni e il problema non pu\u00f2 risolversi da solo.<br>In parole povere, si avvicinano le elezioni locali e nessuno vuole assumersi la responsabilit\u00e0 dell\u2019attuale situazione ambientale a Sarajevo. Nel frattempo, i cittadini sono costretti a respirare l\u2019aria inquinata che pu\u00f2 causare gravi problemi di salute, tra cui le infezioni del tratto respiratorio inferiore; il tumore alla gola, ai bronchi e ai polmoni, l\u2019ischemia cardiaca, l\u2019ictus, la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Oltre a causare dolori e sofferenza, le malattie legate all\u2019inquinamento atmosferico incidono fortemente sulla spesa sanitaria e riducono la produttivit\u00e0 sul lavoro.<br>In Bosnia Erzegovina il numero di morti per l\u2019inquinamento atmosferico \u00e8 il doppio di quello in Macedonia del Nord (dove ogni anno muoiono 1600 persone a causa dell\u2019inquinamento) ed \u00e8 ben 4 volte superiore a quello in Kosovo (760 morti all\u2019anno). I pi\u00f9 esposti ai rischi legati all\u2019inquinamento atmosferico sono gli adulti di et\u00e0 superiore ai 50 anni.<br>Tutti questi dati evidentemente non bastano per spingere le autorit\u00e0 a reagire. Per risolvere il problema dell\u2019inquinamento atmosferico in Bosnia Erzegovina bisogna intraprendere interventi politici e legislativi, e investire in diversi settori, compreso il settore edilizio e quello dei trasporti. Nel frattempo, i cittadini continueranno ad ammalarsi e a morire, i partiti politici continueranno ad accusarsi e a incolparsi a vicenda, e la comunit\u00e0 internazionale continuer\u00e0 a credere che il suo lavoro consista solo nel pubblicare rapporti e garantire il regolare svolgimento di elezioni. Resta per\u00f2 da vedere quanti cittadini bosniaci si recheranno alle urne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ahmed Buri\u0107 da Osservatorio Balcani Caucaso del 24\/01\/2020 &#8211; Sarajevo La capitale bosniaca figura in cima alla lista della classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate al mondo. Un recente rapporto della Banca mondiale stima oltre 3000 morti all&#8217;anno per inquinamento. Dal riscaldamento domestico alle centrali, le cause sono varie. Anche qui come altrove la politica locale sembra ignorarle. Nel corso dell\u2019ultimo mese Sarajevo ha occupato quasi sempre il primo posto nella classifica delle citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate al mondo. 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