{"id":2337,"date":"2020-05-15T14:02:19","date_gmt":"2020-05-15T12:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/?p=2337"},"modified":"2020-05-15T14:02:21","modified_gmt":"2020-05-15T12:02:21","slug":"ri-cordare-il-giorno-della-memoria-e-il-significato-da-coltivare-qui-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.associazione-apertamente.org\/m\/2020\/05\/15\/ri-cordare-il-giorno-della-memoria-e-il-significato-da-coltivare-qui-in-italia\/","title":{"rendered":"\u201cRi-cordare\u201d: il giorno della memoria e il significato da coltivare qui in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>di Umberto Curi da Striscia Rossa del 24\/1\/2020 &#8211;&nbsp; Vi sono due verbi per indicare il venir meno della memoria. Si tratta di termini apparentemente identici, e che invece alludono a situazione diverse. Di-menticare, letteralmente, vuol dire far uscire dalla mente, gettar via qualcosa che faceva parte dei nostri pensieri, delle operazioni della nostra mente, per sostituirlo con qualche altra cosa. D\u2019altra parte, s-cordare significa eliminare dal nostro cuore, cancellarlo dalla sede delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti. Nel primo caso, l\u2019eclisse della memoria si caratterizza soprattutto dal punto di vista intellettuale; nel secondo caso, si tratta di qualcosa che \u00e8 connesso al nostro universo affettivo. Per avere un senso compiuto, per non essere limitato ad una sola dimensione, il giorno della memoria dovrebbe essere qualcosa che coinvolge entrambi questi aspetti. Dovremmo non dimenticare e non scordare. Dovremmo tenere fermo nella mente e nel cuore una vicenda che, nonostante l\u2019approfondirsi della distanza temporale, non pu\u00f2 in alcun modo essere archiviata come un episodio storico, remoto dal nostro presente. Al contrario, esso va ri-cordato come qualcosa che tuttora segnala quali abissi vertiginosi di disumanit\u00e0 siano parte costitutiva della condizione umana, fino a che punto in ogni fase della nostra vicenda attuale incomba ancora la minaccia di una tragedia che non pu\u00f2 essere in nessun caso limitata ad una manifestazione di follia collettiva.<br>Non si tratta soltanto di sottolineare che, anche in questo caso, la storia deve essere maestra di vita. Si tratta piuttosto di capire che quegli orrori tuttora ci appartengono, quei fantasmi non sono&nbsp; stati definitivamente dissolti. Perch\u00e9, appunto, il grembo che li ha generati non pu\u00f2 essere individuato in una anomalia, in un processo degenerativo, come tale, nella sua eccezionalit\u00e0, destinato a non ripetersi. Ma \u00e8 qualcosa che affonda le sue radici nella nostra natura, \u00e8 anch\u2019esso espressione, per quanto estremizzata, di una \u201cnormalit\u00e0\u201d, le cui tracce sono ben lungi dall\u2019essere state completamente eliminate.<br>Tener fermo nella mente e nel cuore il significato pi\u00f9 autentico di questa giornata vuol dire allora essere consapevoli della perdurante attualit\u00e0 di questi incubi, sapere che ad ogni passo pu\u00f2 riemergere il lupo che \u00e8 comunque dentro ogni uomo, vigilare affinch\u00e9 la conflittualit\u00e0 ineliminabile fra gli individui (di per s\u00e9 non negativa, e anzi possibile motore di trasformazioni) non si lasci attrarre dal fascino perverso eppure magnetico della libidine distruttiva.<br>Non vi \u00e8 dubbio che questo ragionamento, riferibile certamente anche a contesti diversi, assume nel nostro paese un significato tutto particolare. La nostra \u00e8 terra di confine. Ma lo \u00e8 non soltanto, n\u00e9 soprattutto, perch\u00e9 esso si presenti come frontiera, come propaggine estrema del continente europeo. Lo \u00e8 invece come luogo in cui convergono e si confrontano storie, culture, tradizioni, lingue diverse. E\u2019 terra di confine nel senso in cui il confine \u00e8 ci\u00f2 che delimita e divide, ma anche insieme connette e pone in relazione. E\u2019 dunque terra nella quale si mostra con massima evidenza ci\u00f2 che altrove pu\u00f2 talora passare inosservato, e cio\u00e8 che l\u2019identit\u00e0 \u2013 per potersi costituire \u2013 ha bisogno di un costante rapporto con l\u2019altro da s\u00e9. Non saremmo ci\u00f2 che siamo, non avremmo neppure una nostra specifica identit\u00e0, se ci\u00f2 non risultasse dall\u2019esistenza di un altro, di altri, con i quali stabiliamo una relazione.<br>Perci\u00f2 nessun\u2019altra cosa ha il potere di separare e insieme di unire, come ha il confine. Di qui una conseguenza importantissima, che conferisce al giorno della memoria nel nostro paese una intonazione tutta particolare. Come terra di confine, l\u2019Italia ha pi\u00f9 di altre la responsabilit\u00e0 di far s\u00ec che la memoria non sia solo celebrazione o dolore, n\u00e9 ancor meno occasione di risentimenti o polemiche, ma si traduca in una pratica attiva, in una linea di condotta proiettata ad arginare il sempre possibile ritorno degli orrori del passato. Questo dobbiamo tenere tutti nel cuore e nella mente: che solo il riconoscimento dell\u2019altro, mediante il dialogo e l\u2019accoglienza, mediante il nostro stesso mettersi in gioco, \u00e8 la condizione per la realizzazione pi\u00f9 piena della nostra migliore identit\u00e0. E\u2019 per evitare che ulteriori tragedie si aggiungano alle incancellabili atrocit\u00e0 del passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Umberto Curi da Striscia Rossa del 24\/1\/2020 &#8211;&nbsp; Vi sono due verbi per indicare il venir meno della memoria. Si tratta di termini apparentemente identici, e che invece alludono a situazione diverse. Di-menticare, letteralmente, vuol dire far uscire dalla mente, gettar via qualcosa che faceva parte dei nostri pensieri, delle operazioni della nostra mente, per sostituirlo con qualche altra cosa. D\u2019altra parte, s-cordare significa eliminare dal nostro cuore, cancellarlo dalla sede delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti. 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