Apertamente

Pino Adriano, Giorgio Cingolani

Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici e d'archivio di numerosi Paesi.

L'ustascismo, nelle intenzioni di Paveli e dei suoi, avrebbe dovuto restituire alla Croazia quell'antica grandezza che avrebbe avuto - a suo avviso - nel leggendario regno fondato nel decimo secolo sul lato occidentale dei Balcani. Curiosamente la stessa Croazia produsse, nell’Ottocento, due ideologie completamente diverse. La prima, quella illirista, tendeva allo jugoslavismo (ne era leader il vescovo zagabrese Josip Strossmayer), ciò all’unione – in chiave antiasburgica ed antiottomana - degli Slavi meridionali, cattolici ed ortodossi che fossero. L’altra invece, mescolando nazionalismo, clericalismo e razzismo, puntava non solo ad una grande Croazia statualmente autonoma (e quindi di fatto irriducibilmente antiserba) ma anche etnicamente pura.
Protezione italiana
Pavelić parte ovviamente da quest’ultimo pensiero e lo organizza con il terrorismo negli anni Trenta con l’obiettivo di smantellare la prima Jugoslavia, cioè il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (SHS) in cui la Croazia era “prigioniera”. Non solo il re Alessandro venne ucciso a Marsiglia nel 1934 da mano ustascia, ma per tutti gli anni seguenti proseguì l’opera di destabilizzazione del Regno jugoslavo. Opera francamente facilitata da un lato dall’oggettiva fragilità e rissosità del giovane Stato, dall’altro da chi, come l’Italia fascista, aveva mire egemoniche sul vicino Regno.
Non meraviglia dunque che Pavelić ed i suoi ustascia vengano generosamente accolti e protetti in Italia in attesa del momento propizio. Momento che arriverà presto con l’invasione italotedesca della Jugoslavia, la sua frantumazione e la nascita, nell’aprile 1941, dello Stato indipendente croato (NDH) guidato dal poglavnik (duce, capo) Pavelić.
Uno Stato che si presentava non solo filofascista ed ultracattolico, ma anche violentemente razzista. Obiettivo: spazzar via i serbi, gli ebrei ed i rom; i massacri e la pulizia etnica ebbero la scientificità massima nel famigerato campo di Jasenovac, un vero e proprio lager (con tanto di forno crematorio) guidato anche da un frate, detto efficacemente frà Satana.
Dopoguerra
Con la sconfitta tedesca e la vittoria partigiana, gli ustascia in fuga dimostrarono una grande abilità nel nascondersi approfittando di una rete vasta di appoggi e di coperture fornite soprattutto da influenti sacerdoti e frati croati nonché da chi vedeva negli ustascia una forza anticomunista comunque utile nel momento in cui il mondo si spaccava nella guerra fredda. Dopo l’Austria e l’Italia fu l’Argentina peronista la meta “naturale” di tanti dignitari ustascia, Pavelić compreso.
Il poglavnik morì nel 1959, quando ormai la Jugoslavia, avendo rotto con l’URSS, era ritenuta geostrategicamente “utile” all’Occidente. L’ustascismo si era ormai ridotto alle azioni terroristiche, che ebbero il picco in quella “Primavera croata” del 1970-71 che fece esplodere ampie rivendicazioni nazionalistiche poi represse dallo stesso Tito.
Il libro finisce qui. Ma sappiamo che, come vampiri, gli ustascia (insieme con i cetnici serbi) riapparvero lugubremente negli anni delle violente convulsioni che smembrarono la Jugoslavia federale. Lo stesso presidente Franjo Tuđman ed il suo partito HDZ ebbero il sostegno di una robusta diaspora anticomunista dalla tinta decisamente filoustascia. E bisognerà aspettare nel 2002 il centrosinistra di Ivica Račan (ex Lega dei comunisti) perché si cominci a pensare di vietare in Croazia il proliferare della simbologia ustascia, cui si erano aggiunte le foto di Ante Gotovina. Ma, come un fiume carsico, non è detto che l’ustascismo non possa trovare nuovo consensi dalla destra radical-populista, magari rifiutando quell’Europa che tra due anni dovrebbe accogliere la Croazia.
Perché quel che è certo – ed il lavoro di Adriano e Cingolani ben lo dimostra – è che l’ustascismo si innerva incontestabilmente sulla storia croata, o perlomeno di una certa Croazia, e quindi anche sulle dinamiche sempre piuttosto aggrovigliate dei Balcani.

 

RokNewsPager - Top Headlines

Quale orizzonte per la sinistra

Indagine SWG per Apertamente

Scarica l'indagine >>>

Galleria fotografica

Consigliati

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945

La Brigata d’Assalto “Triestina” nella Zona di Operazioni Litorale Adriatico Una storia militare 1943 – 1945
di Enrico Cernigoi - Il libro, dedicato alla storia della Brigata d’Assalto Triestina, ne analizza l’aspetto militare tralasciando ogni riferimento politico già ampiamente analizzato dalla storiografia locale e nazionale. La storia della Brigata...

Contro il fascismo oltre ogni frontiera

Contro il fascismo oltre ogni frontiera
di Marco Puppini - Questo libro di Nerina Fontanot, Anna Digiannantonio e Marco Puppini racconta l’avventura umana e politica straordinaria della famiglia Fontanot, avventura che si svolge attraverso mezza Europa dai primi anni del Novecento sino alla...

Aleksandrinke o les goriciens

Aleksandrinke o les goriciens
di Maria Pia Monteduro da Vespertilla - Inserito nell’interessante collana di gialli I luoghi del delitto, grazie alla quale “i lettori possono indagare aspetti sconosciuti di città notissime o di intere regioni”, il romanzo di Elena De Vecchi...

Di condizione precaria

Di condizione precaria
Nel corso di appena un ventennio il termine precarietà ha assunto una rilevanza
davvero significativa all’interno delle ricerche, delle analisi e delle teorizzazioni
delle scienze sociali.

Chi ha rubato il confine?

Chi ha rubato il confine?
Video - MAURO MANZIN è nato a Trieste nel 1960. Giornalista de Il Piccolo si occupa da oltre vent’anni di Balcani ed Europa dell’est. Ha pubblicato...

Tra padri e figli

Tra padri e figli
Franco Belci, attualmente segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, è padre di due figli con i quali intesse in questo libro un intenso colloquio. Figlio di Corrado, parlamentare della Democrazia...

Il jihadista della porta accanto

Il jihadista della porta accanto
di Fouad Allam Khaled - Che cos'è l'ISIS e cosa si nasconde dietro la proclamazione del "Nuovo Califfato Globale"? Dove ci porterà il jihad lanciato contro l'Occidente che in pochi mesi...

Office at night

Office at night
di Guido Salvini - “Office at night. Appunti non ortodossi di un giudice” è il libro del giudice Guido Salvini ricco di riflessioni e scritti  pensati “quasi sempre a tarda sera nel Palazzo ormai deserto”....

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia

Doppio livello. Come si organizza la destabilizzazione in Italia
di Stefania Limiti - L'Italia e un paese sempre in cerca della verità, incapace di fare i conti col proprio passato. Il doppio livello non è la fotografia di una mente diabolica che avrebbe deciso i destini del nostro...

Ulderico e il figlio irrequieto

Ulderico e il figlio irrequieto
Dopo aver sfogliato gli album dei reportage africani di UldericoBressan, giovane ufficiale, serio eimpeccabile nella bella divisa biancae ascoltato i tanti racconti del figlio Carlo

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel

Il nuovo Jihadismo in Nord Africa e nel Sahel
A cura dell’ISPI (Istituto per gli Studi Politica Internazionale)

Le nostre parole

Le nostre parole
di Matteo Orfini - Rompere i paradigmi, ricostruire un linguaggio, il suo linguaggio: questa è la priorità della sinistra, se vuole "tornare avanti", se vuole ricominciare ad essere forza di cambiamento, di fronte...

Il signore del sorriso

Il signore del sorriso
Un racconto travolgente quanto la cavalcata che ha portato in trionfo il personaggio a cui è liberamente ispirato: Silvio Berlusconi. Tra realtà e finzione, l’ironia dell’autrice intesse una storia che si muove al passo di un destino predestinato,...

Il rumore dei morti

Il rumore dei morti
«Nel silenzio profondo, il rumore dei morti – a saperlo ascoltare – diventa musica. I morti hanno fretta più dei vivi che giustizia sia fatta e di andare… dove devono andare». La frase del professor Federico Gerace, protagonista di questo...

L'Orient Express di Dos Passos

L'Orient Express di Dos Passos
Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che...

La via dei conventi

La via dei conventi
Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici...

Prestiti scaduti

Prestiti scaduti
Sentivo la mancanza di Kostas Charitos. Mi domandavo che ne fosse di lui, se non gli fosse successo qualcosa, proprio come ci capita di pensare per un vecchio amico che non si fa vivo da un po’ di tempo. Ed ecco che è uscito il nuovo romanzo della...

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2 nei diari segreti di Tina Anselmi
A trent’anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti segreti di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri,...

La cavalcata dei morti

La cavalcata dei morti
Qualcuno ha bruciato vivo nella sua Mercedes un vecchio magnate della finanza e dell'industria. Forse è stato un ragazzo di banlieu, ma Adamsberg non ci crede. Ha bisogno di prendere tempo. Ed ecco gli arriva, dai boschi della Normandia, un omicidio...

Il memoriale della Repubblica

Il memoriale della Repubblica
«A distanza di oltre trent'anni dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, del cosiddetto memoriale restano duecentoquarantacinque fotocopie, che riproducono gli autografi dell'interrogatorio a cui il prigioniero fu sottoposto dalle Brigate rosse e...

Le stelle che stanno giù

Le stelle che stanno giù
Da una delle più autorevoli giornaliste bosniache, autrice di formidabili reportage per Nazione Indiana e Osservatorio dei Balcani, diciotto cronache, in gran parte inedite.

Metamorfosi etniche

Metamorfosi etniche
Questo libro, tesi di dottorato dell’autore, illustra la storia dei movimenti migratori da e per la Venezia Giulia e le dinamiche di appartenenza nazionale della sua popolazione a partire dallo scoppio della prima guerra mondiale fino al Trattato...

Le mie memorie

Le mie memorie
Da Aiello, piccolissimo paese del Friuli orientale, alla Cina passando dalla Russia dopo esser cresciuto in Brasile.

Trieste la città dei venti

Trieste la città dei venti
Su un molo del porto di Trieste non a caso c’è una rosa dei venti: Trieste è la città dei venti.
  • 1
  • 2

logo

L'Associazione, senza fini di lucro, ha lo scopo di promuovere e diffondere i valori e la cultura del riformismo, i valori della giustizia sociale e delle libertà civili. Nel solco della storia e della cultura del socialismo democratico e del liberalismo, l'Associazione si propone di affrontare i diversi temi politici, economici e sociali, attraverso il metodo dell'analisi e della discussione.
L'Associazione si propone di realizzare occasioni pubbliche di incontro e dibattito al fine di diffondere e radicare nella società un approccio intellettuale concreto ed oggettivo nell'analisi dei problemi del mondo contemporaneo, con particolare riguardo alla realtà locale/regionale.

Array

NOTA! Nel rispetto della Direttiva 2009/136/CE, continuando a navigare nel sito si accetta l'utilizzo dei cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information